lunedì 8 ottobre 2018

LE ORGANIZZAZIONI "UMANITARIE" CI SPIANO ed influenzarono le €uropee


SOROS PAPERS III €uropee 2014: come la Open Society ci spiò su Twitter

soros spalledi Francesco Galofaro, Politecnico di Milano

Con questo articolo Marx XXI prosegue la pubblicazione degli approfondimenti sui Soros papers. Questa volta ci occupiamo di un documento riservato della Fondazione Open Society che mostra come la lobby di Soros abbia speso 6 milioni di dollari per intervenire nelle elezioni europee del 2014. Il documento fa parte di un dossier pubblicato da DC Leaks, purtroppo non più on-line. Come sempre riportiamo in nota l'indirizzo al quale ci è stato possibile reperirlo [1]. A quanto ci risulta il documento è passato inosservato alla stampa italiana nonostante sia pubblico dal 2016.

Come spendere sei milioni di dollari per orientare l'opinione pubblica europea

In occasione delle scorse elezioni europee del 2014, la Open Society Initiative for Europe (OSIFE) ha finanziato progetti per più di 6 milioni di dollari a oltre 90 organizzazioni partner appartenenti agli Stati europei più diversi allo scopo di influenzare le elezioni europee. A provarlo, la lista dei progetti e delle organizzazioni non governative finanziate, completa degli ambiti territoriali di intervento e dei referenti.
Trattandosi di un dossier molto corposo, dedicherò questa terza parte al problema della manipolazione dell’informazione operata dalla fondazione open society, rimandando alle prossime uscite alcune considerazioni più generali sul modus operandi della lobby di Soros.

La manipolazione dei media

A prima vista, il meccanismo è trasparente: si tratta di borse (grants) attribuite alle ONG sulla base di progetti presentati alla fondazione. In realtà nel loro insieme i progetti lasciano intravvedere un obiettivo molto meno chiaro: il tentativo di manipolare i mezzi di comunicazione di massa e più in genere l'opinione pubblica. Cosa si intende per manipolazione? La normale propaganda elettorale operata da partiti e movimenti politici non può essere certamente considerata una “manipolazione”, in quanto fa parte delle regole della competizione elettorale. Quando leggo il volantino di una forza politica, mi è ben chiaro chi mi si rivolge e a quali scopi. Tuttavia, la maggior parte delle iniziative che leggiamo nel documento nascondono il reale emittente della campagna e i suoi motivi; associano messaggi politicamente orientati a inviti più generici alla partecipazione al voto; nascondono il messaggio elettorale sotto le mentite spoglie del questionario, dell'indagine scientifica o del gioco; invadono la privacy degli utenti per profilarli. Vediamo subito gli esempi più eclatanti.

Spiare gli utenti di Twitter

A p. 5 scopriamo il progetto Mobilizing the vote through social media in 2014. Ecco lo scopo del progetto, nella descrizione del proponente (la traduzione è mia): «rendere disponibili strumenti per i social media alle organizzazioni della società civile in tutta Europa, in modo che possano mobilitare le persone in modo più efficace per votare alle elezioni europee del 2014. Demos produrrà strumenti e tecniche, ad esempio software open source, utilizzabili per analizzare i dati di Twitter in tempo reale, al fine di consentire agli intervistatori di aumentare i partecipanti ai gruppi target. Questi strumenti saranno resi disponibili online gratuitamente. Demos formerà anche difensori (advocates) e gruppi della società civile interessati alla partecipazione civica e politica attraverso una serie di workshop di due giorni in Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito». Il progetto è stato finanziato con 130 mila euro.

Chi ha tentato di profilarci

Il progetto è presentato da DEMOS, una sigla inglese che si auto-definisce un cross-party think-tank, un “gruppo di esperti trasversale” e che offre servizi di consulenza su temi come “leadership etica”, analisi dei social media e strategie per combattere la radicalizzazione [2].
Se gli strumenti per profilare gli utenti di twitter e targetizzare la campagna di persuasione sono davvero stati realizzati, l'organizzazione se li è tenuti stretti: non sono comunque disponibili sul sito, dove troviamo invece molti rapporti di analisi della comunicazione su twitter, oltre a una guida a criptovalute e blockchain per l'amministratore pubblico [3] piuttosto significativa per comprendere l'orientamento dell'organizzazione.

EUVOX: un progetto del Parlamento €uropeo

Cospicui finanziamenti riguardano la realizzazione di applicazioni per il web. Ad esempio, 25mila dollari sono stati spesi per un gioco di ruolo interattivo rivolto ai giovani disinteressati alla politica. Tra gli altri progetti, 117 mila dollari sono stati stanziati per la realizzazione di EUVOX, uno strumento per consigliare gli elettori circa il voto (al momento non più online). Si tratta di una delle innumerevoli applicazioni che ci pongono una lista di domande sui temi più importanti delle elezioni, e poi ci posizionano nel panorama elettorale.
L'applicazione, sviluppata da Kieskompas [4], era accessibile da tutti i Paesi europei. Ulteriori 22.250 dollari sono stati stanziati per pubblicizzare quest'app su Facebook, e 15.000 dollari sono andati a finanziare una riunione, definita “di alto livello”, dove presentare una ricerca sui dati raccolti sugli utenti. Un dettaglio importante: oltre alla fondazione Open Society, EUVOX è stato co-finanziato dal Direttorato generale per le comunicazioni del Parlamento €uropeo [5].

Decidere l'agenda politica

Possiamo chiederci che influenza abbiano davvero sulle decisioni di voto le VAA (Voter Advicer Application, “programma consigliere dell'elettore”) come Euvox. Ad esempio, quello proposto da Repubblica per le elezioni del 2018 era particolarmente rozzo, visto che addirittura mancavano liste come Potere al Popolo [6].
Occorre considerare che questi strumenti, senza suggerirci che posizione prendere in merito ai temi su cui ci chiedono di schierarci, fissano tuttavia la graduatoria dei problemi da dibattere: in questo modo, questioni come la sanità pubblica o i diritti del mondo del lavoro, assenti o quasi dai questionari, passano in secondo piano. E' un effetto sociale dei media noto come agenda setting [7].

Mappe politiche arbitrarie


A maggior ragione, allora, la scelta – arbitraria - degli assi che collocano forze politiche ed elettori in una mappa diviene uno strumento che serve ai propositi dei committenti. Ad esempio, troviamo “fiducia-sfiducia nelle istituzioni” nel caso di Repubblica, mentre nel caso di EUVOX è stato usato un asse “eurofili-euroscettici”. Se, ad esempio, quest'ultimo asse fosse stato usato da Repubblica per la propria VAA, la mappa dei Partiti non avrebbe certamente visto Forza Italia accanto alla Lega, ma notevolmente più vicina al PD. In questo modo la vicinanza o lontananza dei partiti tra loro e la relativa posizione dell'elettore può cambiare significativamente. Suggerire all'elettore che Forza Italia e la Lega hanno posizioni vicine, o che – al contrario – Forza Italia e PD sono molto simili non è indifferente. Se ne conclude che gli assi non danno una rappresentazione “oggettiva” dell'elettore, ma attribuiscono un'interpretazione alle elezioni, costruendo il significato dei comportamenti di voto.

Un sistema integrato di comunicazione

Se cerchiamo EUVOX su un motore di ricerca, ci imbattiamo in un cospicuo numero di pagine che ce lo consigliano caldamente. Dove nasce una passione tanto disinteressata? E' presto detto. Tra gli altri siti, troviamo New Europeans [8]. Se consultiamo il nostro documento, scopriremo che il sito ha ricevuto 48.558 dollari dalla Fondazione per produrre contenuti multilingue che stimolino la partecipazione al voto dei cittadini europei immigrati nel Regno Unito. Euvox – oltre a un insieme di altri siti finanziati da Soros – è consigliato anche dalla European Women's Lobby [9], che ha ricevuto 98.465 dollari per selezionare il primo gruppo di undici leader donne appartenenti a minoranze da addestrare nei campi del populismo, comunicazione, risposta a commenti sessisti e da candidare al parlamento europeo per le elezioni venture. La rete di media nuovi e tradizionali costruita dalla Open society ha dimensioni impressionanti: ci proponiamo nella prossima puntata dell'inchiesta di ricostruire puntualmente il “sistema Soros” di manipolazione dell'informazione.

La manipolazione degli elettori

Dedico lo spazio conclusivo di questa puntata ad alcune considerazioni su EUVOX e sulla profilazione di Twitter. Ricordo che Cambridge Analytica è stata per mesi nell'occhio del ciclone per un progetto del tutto paragonabile a quello finanziato da Open Society Foundation. Certamente il budget di Cambridge Analytica era superiore, ma gli scopi sono gli stessi: realizzare una profilazione efficace (nel nostro caso addirittura in tempo reale) per meglio “targetizzare” (mi scuso per l'orribile barbarismo) i messaggi in cui si concretizza l'azione persuasiva del committente. Target, ovvero bersaglio, è il vocabolo che da sempre rende bene l'idea del modo in cui alcune discipline della comunicazione considerano l'interlocutore e più in generale l'essere umano.

Un discorso solo superficialmente diverso vale per EUVOX, che non agisce a nostra insaputa ma ci chiede di rispondere a un insieme di domande e in cambio ci posiziona in una mappa di forze politiche. Dietro la manipolazione pseudo-scentifica qui rinveniamo un meccanismo di un certo interesse semiotico. La privacy è un concetto recente. Comprenderne l'importanza implica l'acquisizione di una consapevolezza. In realtà ci fa piacere essere osservati e giudicati: un tempo, era una funzione svolta dagli Dei; oggi dagli algoritmi. Il soggetto risulta costantemente infantilizzato rispetto a un “Padre” di ordine trascendente, dall'intelligenza misteriosa e di difficile comprensione In questo modo, Euvox ci assoggetta a una struttura più ampia che conferisce ordine e senso al nostro agire di elettori.

Una manipolazione intenzionale

Ci terrei a sottolineare che non intendo pronunciarmi circa la reale efficacia di queste tecniche – una verifica puntuale è un problema di discipline come la statistica o la sociologia della cultura. Quel che vorrei provare è l'intenzionalità della manipolazione. Sia EUVOX sia il progetto DEMOS cercano di sfruttare le nostre vulnerabilità reali o presunte sotto un profilo psicologico. Si tratta di una tecnica ben nota, che qui si ripresenta a noi nella sua versione contemporanea. Come scrive Chomsky, «i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti […] Il sistema è riuscito a conoscere l'individuo comune molto meglio di quanto egli non conosca se stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su se stessa [10]».

NOTE
[1] https://www.scribd.com/document/343846323/European-Election-Portfolio-Review-Annex-i-Ee14-Project-List-of-All-Elections-Related-Grants-3?secret_password=m3V6G7QksxsGSFvjnXa4#download&from_embed
[2] https://www.demos.co.uk/demos-projects/
[3] https://www.demos.co.uk/research-area/casm/
[4] http://www.kieskompas.nl/en/
[5] http://www.fuds.si/sites/default/files/research_profile_sass_0.pdf
[6] Ringrazio Alessandro Pascale per la segnalazione: http://www.repubblica.it/politica/2018/02/07/news/partitometro_gioca_e_scopri_che_elettore_sei-188194311/[7] Cfr. Mauro Wolf, Teorie delle comunicazioni di massa, Milano, Bompiani, XI ed. 1994.
[8] https://neweuropeans.net/article/275/which-party-should-i-vote.
[9] https://www.womenlobby.org/European-elections-coming-up-some-useful-websites?lang=en
[10] N. Chomsky, “Le dieci regole per il controllo sociale”, in Media e potere, Lecce, Bepress, 2014.
[11] Abbiamo trovato il documento a questo indirizzo: https://legacy.gscdn.nl/archives/images/soroskooptbrussel.pdf (visitato il 30 luglio 2018).

deca


SOROS PAPERS IV: come la Open Society Foundation

influenzò l’opinione pubblica durante le elezioni €uropee del 2014

georgesoros grdi Francesco GalofaroPolitecnico di Milano

Con la scorsa puntata dell’inchiesta ci siamo occupati del  sistema di comunicazione politica approntato dalla fondazione Open Society in previsione delle elezioni €uropee del 2014, in occasione delle quali furono investiti sei milioni di dollari allo scopo di manipolare l’opinione pubblica. La nostra fonte è un documento riservato della Open Society Foundation, pubblicato da DC Leaks nel 2016 [1].

Per dimostrare che di manipolazione si tratta, e non di semplice propaganda, abbiamo già presentato due casi eclatanti: la realizzazione di una applicazione di tipo VAA, per suggerire all’elettore il partito da votare, e la profilazione degli utenti twitter in tempo reale per migliorare l’efficacia della propaganda a loro indirizzata.
Nonostante questi fatti siano noti dal 2016, sembrano essere passati inosservati, al contrario di quello del tutto analogo che ha coinvolto Facebook e Cambridge Analytica riguardo alle presidenziali americane. In questa puntata dell’inchiesta mi propongo di ricostruire la rete di comunicazione della Open Society evidenziando i meccanismi volti alla manipolazione dei giornalisti e dell’opinione pubblica.

Le caratteristiche di un sistema di comunicazione

Come ci insegna la cibernetica, che Soros ha provato di conoscere piuttosto bene nel formulare i suoi modelli economici, un buon sistema di comunicazione prevede sei elementi: un emittente e un ricevente, tra i quali si stabilisce un canale. E’ poi necessario un codice, condiviso tra i due, che ottimizzi l’efficienza del canale. Infine, occorrono un messaggio da trasmettere e una funzione di retroazione o di controllo dell’efficacia della comunicazione stessa. Tutte queste funzioni sono assolte normalmente dal linguaggio durante gli scambi linguistici quotidiani [2].

La costruzione di un sistema di comunicazione efficace implica un lavoro su tutti gli elementi che abbiamo visto. Bisogna, naturalmente, lavorare sui contenuti del messaggio da trasmettere; sugli emittenti – ad esempio, i giornalisti – perché li producano nel modo desiderato; sui codici da impiegare, a seconda del destinatario (linguaggi giovanili; ironia; o al contrario scientificità e rigore); sui canali da impiegare (media tradizionali e nuovi); sugli stessi destinatari, perché si comportino nel modo desiderato (non solo votando per i partiti ‘amici’, ma anche ritrasmettendo il messaggio alle proprie reti).
Occorre poi esercitare una funzione di controllo piuttosto delicata sull’efficacia della propria comunicazione – ce ne siamo occupati in parte nella scorsa puntata, ma molte sono le iniziative volte allo studio sull’efficacia dei messaggi da un punto di vista accademico. Come vedremo, nessuna di queste funzioni è stata trascurata dal sistema di Soros.

Nuovi media

La rete di canali che sfruttano i nuovi media è molto ampia. 130 mila dollari sono andati a finanziare la testata online euobserver [3]; 50 mila dollari sono andati a finanziare il blog francese Bondy Blog. Tutte queste testate dichiarano orgogliosamente di far parte della “stampa libera” e nessuna riporta il maxifinanziamento ricevuto da Soros – anche questo prova l’intento chiaramente manipolatorio di una fondazione che non agisce allo scoperto.
Anche la pubblicità on-line non è stata trascurata: Transparency International Latvia – Delna ha ricevuto 13.000 dollari per impiegare Google ADWords e Facebook allo scopo di convogliare almeno centomila visitatori sulla propria pagina.

Media tradizionali

I nuovi media non sostituiscono i canali tradizionali della comunicazione politica: piuttosto, li affiancano e ne cambiano le funzioni. Nessuna campagna potrebbe funzionare senza ricorrere anche ai media tradizionali. Così anche in questo campo troviamo una lista interessante.
OSF Prague, un'articolazione locale della fondazione, ha ricevuto 30 mila dollari per una campagna mediatica europea che ricordi l'anniversario dell'ingresso della Repubblica Ceca nell'EU. 20 mila dollari sono andati a finanziare the “Migrant Voice”, una rivista cartacea inglese.

Produrre contenuti creativi ed efficaci

Ovviamente, la moltiplicazione dei canali sui nuovi e vecchi media richiede una produzione di contenuti su vasta scala e in diverse lingue. Per questo, 261 mila dollari sono stati devoluti alla €uropean Cultural Foundation per un progetto volto a coinvolgere la comunità dei creativi, videomakers, artisti, nella produzione di contenuti rivolti alle reti sociali e alle piattaforme digitali per tutta l'€uropa.
Altri 95 mila dollari sono andati al Political Capital Institute, per la produzione di analisi, infografiche e video rivolti contro partiti euroscettici, etnocentrici o di estrema destra. 50.000 dollari sono andati all'associazione ungherese Prospect Muhely Alapitvany per un progetto denominato “List of shame”, che potremmo tradurre con “lista di proscrizione”.

Influenzare i giovani

Più in piccolo, il Media Diversity Institute ha ricevuto 50 mila dollari per realizzare campagne mediatiche rivolte ai giovani che diffondessero storie positive riguardo all'emigrazione e rispondessero con l'umorismo ai politici xenofobi. L'area di intervento era costituita da Regno Unito, Ungheria, Grecia e Italia. Sempre a rivolgersi ai giovani, 10.000 dollari sono serviti a realizzare sei video in Lituania (un progetto del Lithuanian Youth Council). Sempre a incoraggiare la partecipazione dei giovani, in questo caso sloveni, un finanziamento di 10 mila dollari che ne impiegasse il linguaggio e che impiegasse celebrità come testimonial della campagna.
Lo stesso è accaduto in Germania, dove Progressive Zentrum ha ricevuto 25 mila dollari coinvolgendo la nazionale di calcio per una campagna condotta su Facebook e Twitter. Ancora, il discutibile hashtag  #DON't masturHATE dà il titolo di un progetto volto a contrastare i discorsi di odio esponendoli al ridicolo. Lo scopo del progetto è l'organizzazione di workshop rivolti ad attivisti e responsabili di ONG per addestrarli sui temi della comunicazione e della pubblicità. In questo caso il proponente è la OSF locale di Bratislava e l'investimento è di 45 mila dollari.

Fact Checking

Non tutti i destinatari della fondazione Open Society sono giovani. La necessità di dare una parvenza di obiettività al proprio discorso, contrapposta alle fantasie ideologiche del populismo e dell’estremismo, porta al così detto Fact Checking, che ci ha assillato anche durante la scorsa campagna elettorale italiana. NumbersEU ha ricevuto 15 mila dollari per mantenere un sito con un impiegato che si occupasse a tempo pieno di questa attività per tutta l'Europa. 50.000 dollari sono stati devoluti all IG Kultur Osterreich per realizzare un workshop sul fact-checking, in realtà rivolto allo sviluppo di contenuti satirici.
L'associazione tra fact cheking e denigrazione dell'avversario è anche l'obiettivo di EUROPEUM - Institute for €uropean Policy (50 mila dollari) attivo in Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia; altri 10 mila euro sono andati a Stichting Eurofacs, per il progetto europeo “Pinocchio's election campaign”. In un modo o nell'altro, in ogni caso, la gran parte dei progetti finanziati si propone di contrapporre il “controllo dei fatti” al “populismo”, allo stesso modo in cui un tempo si contrapponeva la propria verità alla propaganda altrui.

Il reclutamento “ideologico” dei giornalisti

Come prova l’elenco dei giornalisti europei prezzolati dallo zar rivelato dai bolscevichi dopo il ‘17, la stampa è da sempre in vendita al migliore offerente. Le strategie della fondazione, tuttavia, sono più sottili. Ad esempio, 30 mila dollari sono stati devoluti a Euobserver ASBL per un premio rivolto a chi produca 32 articoli nel mese della campagna elettorale.
Alla stessa organizzazione sono andati 75 mila dollari per creare un network di “giornalisti indipendenti” in tutte le capitali europee. 27 mila dollari hanno finanziato un workshop rivolto ai giornalisti di grido e ai professionisti della comunicazione per renderli consapevoli dell'impatto diretto che i loro articoli sull'€uropa hanno nell'ascesa di movimenti populisti, xenofobi o euroscettici, e perché condividano le proprie competenze in modo da trattare i temi europei senza promuovere la causa di questi movimenti.
Dunque, non si corrompono i giornalisti. Si lascia loro l’impressione di essere liberi. Li si fa assumere da qualcun’altro, o li si invita a conferenze selettive in hotel eleganti, o ancora li si premia, se giovani, per il loro impegno, costruendo la ‘figura’ del giornalista di grido, dell’influencer, del portavoce di una élite di cui ritiene, realmente e in tutta onestà, di far parte.


[2] Jakobson, R., 1963, Essais de linguistique générale, Paris, Minuit; trad. it. Saggi di linguistica generale, Milano, Feltrinelli, 1966, pp. 185-186

deca

giovedì 27 settembre 2018

SOLUZIONI INNOVATIVE "DISARMANTI": i nuovi armamenti russi "FOR DUMMIES"


Putin ha annunciato nuove tipologie di
armamenti che non hanno eguali al mondo
Tutti hanno subito iniziato a parlare della corsa agli armamenti e
del terribile missile russo, in realtà, però, è la Russia a sentirsi in pericolo.
Per questo motivo ha ripristinato l'equilibrio nucleare.

deca






L'agenzia governativa statunitense per la ricerca e difesa (DARPA) ha presentato la concezione dell'intercettore Glide Breaker, che dovrebbe essere in grado di contrastare le armi ipersoniche cinesi e russe, segnala il portale The Drive.
I militari americani sono particolarmente preoccupati dalle più recenti armi russe ipersoniche, in particolare dai sistemi missilistici Avangard e Kinzhal. Inoltre temono che anche la Cina stia attivamente sviluppando armamenti ipersonici.
Come osservato dal portale, la DARPA ha annunciato l'avvio dello sviluppo ed ha mostrato le idee che stanno dietro l'intercettore alla fiera D60 svoltasi dal 5 al 7 settembre negli Stati Uniti in concomitanza con il 60° anniversario di fondazione dell'agenzia.
Secondo gli sviluppatori, Glide Breaker è un velivolo di piccole dimensioni che distruggerà i missili ipersonici del nemico tramite la cosiddetta intercettazione cinetica, che presuppone di colpire direttamente il bersaglio. L'intercettazione cinetica non implica un'unità di fuoco separata e la neutralizzazione del bersaglio avviene con l'intera struttura dell'apparato.
"L'obiettivo del programma Glide Breaker è quello di migliorare le capacità degli Stati Uniti di difendersi dalle armi oltre la velocità del suono e da tutti i tipi di minacce ipersoniche", si legge nel comunicato della DARPA.
Non sono stati esposti ulteriori dettagli sul nuovo dispositivo militare, neppure in fase di sperimentazione, ma solamente di idea studio.
All'inizio di marzo in un messaggio all'assemblea federale, Vladimir Putin aveva parlato delle ultime armi dell'esercito russo già testate che permetteranno di garantire la sicurezza nazionale per lungo tempo.
Tra questi il sistema aeronautico "Kinzhal", il complesso missilistico "Sarmat", il missile da crociera a propulsione nucleare "Burevestnik", il drone sottomarino "Poseidon" e le armi laser complex "Peresvet". Inoltre il capo di Stato russo ha segnalato lo sviluppo di un'arma ipersonica, il sistema "Avangard", capace di volare negli strati densi dell'atmosfera e con una gittata intercontinentale raggiungendo velocità superiori al numero Mach di 20 volte.
Il presidente russo ha osservato che l'Occidente si è rifiutato di discutere con la Russia le preoccupazioni di Mosca sulla violazione dell'equilibrio strategico e non ha ascoltato gli avvertimenti sulla sua prontezza a neutralizzare le minacce legate al dispiegamento del sistema di difesa missilistica americano in Europa orientale.
Vi presento il missile balistico intercontinentale (ICBM) RS-28 Sarmat
Sarmat e lo Yu-71, la realtà è che Internet è piena di congetture bene informate che ci danno un’idea chiara sul tipo di sistemi con cui abbiamo a che fare.
Si può pensare all’RS-28 Sarmat come un successore del già formidabile missile R-36 Voevoda (SS-18 Satan secondo la classificazione statunitense): è un missile balistico intercontinentale pesante e molto potente, con testate multiple che tracciano indipendentemente i bersagli:
  • Peso: 100 tonnellate
  • Carico utile: 10 tonnellate
  • Testate: da 10 a 15
  • Veicoli plananti ipersonici: 3-24 (ovvero lo Yu-71 di cui discuteremo in seguito)
  • Gittata: 10.000 Km
  • Guida: inerziale, satellitare, e tramite navigazione celeste
  • Traiettoria: Capace di utilizzare un sistema di bombardamento orbitale frazionale
capace di portare tra i 10 ed i 24 MIRV "inintercettabili" x tot. di 50 Mton. Quest’ultima frase, capace di utilizzare un sistema di bombardamento orbitale frazionale, è cruciale, in quanto significa che a differenza della maggior parte degli ICMB sovietici/russi, i Sarmat non devono volare sul Polo Nord per colpire negli Stati Uniti. Infatti, i Sarmat potrebbero volare sopra il Polo Sud o, se è per questo, in qualsiasi direzione e raggiungere comunque qualsiasi obiettivo negli Stati Uniti. Questa capacità è di per sé più che sufficiente per sconfiggere qualsiasi tecnologia anti-missile statunitense attuale e prevedibile.

Ma poi migliora, o peggiora, a seconda della vostra prospettiva: le testate del Sarmat sono in grado di volare in orbite basse, manovrare e poi gettarsi improvvisamente verso i loro obiettivi. L’unico modo per sconfiggere un simile attacco sarebbe quello di proteggere gli Stati Uniti con un sistema antimissile che li difenda a 360°, cosa che gli Stati Uniti sono lontani decenni dallo sviluppare. E se queste caratteristiche già formidabili non bastassero, ogni Sarmat può portare fino a 3-24 (a seconda di quanti servono) veicoli plananti ipersonici Yu-71.
Vi presento lo spazioplano ipersonico (HGV) Yu-71 (alias “Objekt 4202”)
Ancora una volta, questo è un argomento a malapena trattato dai media, e si possono trovare numerosi articoli che descrivono cos’è un veicolo planante ipersonico e come può essere utilizzato. (il miglior articolo che ho trovato in inglese è stato scritto da Global Security, e si intitola “Objekt 4202/Yu-71/Yu-74[in inglese]).
Ecco un riassunto di ciò che pensiamo di sapere su questo veicolo:
  • Velocità massima: da Mach 5, secondo Scott Ritter, a Mach 9, secondo una fonte russa quasi ufficiale, a Mach 15, secondo Sputnik [tutti i link in inglese], a Mach 20 (cioè 7 km al secondo, o 25.200 Km/h), secondo Global Security. Qualunque sia la vera velocità, sarà fantastica e molto, molto lontana dal tipo di velocità che i sistemi anti-missile americani attuali o prevedibili potrebbero sperare di raggiungere.
  • Ipermanovrabilità: le fonti russe descrivono lo Yu-71 come “сверхманевренная боеголовка” o “testata ipermanovrabile”. Quello che significa esattamente in termini di sollecitazioni gravitazionali sostenute non ha importanza, perché non si tratta del combattimento aria-aria, ma della capacità di effettuare improvvisi cambiamenti di rotta, rendendo quasi impossibile ai sistemi anti-missili calcolare una soluzione di’attacco.
  • Testata: nucleare e convenzionale/cinetica.
Quest’ultima riga è molto interessante. Ciò significa che, considerando le velocità raggiunte dallo Yu-71, non è necessario dotarlo di una testata convenzionale (ad alto potenziale esplosivo) o nucleare. L’energia cinetica generata dalla sua alta velocità è sufficiente a creare un’esplosione simile a quella che potrebbe generare una grande testata convenzionale o una piccola testata nucleare.
deca

PEDESTREMENTE TRADOTTO DA  deca
DARPA avvia il progetto "Glide Breaker" Hypersonic Weapons Defense Project
L'obiettivo principale del programma è trovare modi per far riflettere i nemici americani prima di usare le armi ipersoniche.
Di Joseph Trevithick, 6 settembre 2018
Mentre la minaccia delle armi ipersoniche continua a crescere, uno dei maggiori sforzi di ricerca e sviluppo del Pentagono sta portando avanti un nuovo progetto per esplorare i modi per proteggersi da essi. Il progetto Glide Breaker dell'Agenzia per la Difesa Avanzata dei Progetti di Ricerca esaminerà varie "tecnologie componenti" necessarie per uno o più sistemi di difesa, ma si concentrerà pesantemente su un intercettatore hard-kill per abbattere le armi a volo veloce dal cielo.


DARPA ha illustrato per la prima volta la concept art dell'intercettazione di Glide Breaker al suo D60 Symposium, che onora il 60 ° anniversario dell'organizzazione, nel settembre 2018. L'ufficio tattico della società dell'Agenzia aveva precedentemente ospitato un incontro per spiegare il progetto e i suoi requisiti per parti interessate nel luglio 2018.USAF mani Lockheed miliardi per nuovi satelliti di avvertimento in mezzo a sbalzi per più sensori spaziali Da Joseph Joseph Trevithick, pubblicato su The War ZoneIl capo del comando strategico fa il caso ai satelliti in grado di rintracciare i veicoli ipersonici su Tyler Rogoway, pubblicato nella zona di guerraAir Force mette in evidenza l'annuncio di opportunità di contratto per tutto letteralmente Hypersonic By Tyler Rogoway, pubblicato nella zona di guerraLa Russia ferma anni di lavoro sui missili balistici per pagare le armi ipersoniche Secondo Joseph Trevithick, pubblicato nella zona di guerraLa Cina mostra il modello di prova del veicolo ipersonico dopo il test delle armi della US Navy con Joseph Trevithick, pubblicato nella zona di guerra.


"L'obiettivo del programma Glide Breaker è quello di favorire la capacità degli Stati Uniti di difendersi da supersonico e dall'intera classe di minacce ipersoniche", ha affermato DARPA in un annuncio per il "Proposers Day" del luglio 2018. tecnologie che riducono radicalmente il rischio per lo sviluppo e l'integrazione di un sistema operativo e risolvibile ".Finora, ci sono pochi altri dettagli disponibili sul programma. Nella sua richiesta di bilancio per l'anno fiscale 2019, la DARPA non ha chiesto soldi per il Glide Breaker in particolare o per la ricerca e lo sviluppo di sistemi di difesa ipersonici in generale.Inoltre non è chiaro come Glide Breaker possa essere correlato al progetto di difesa ipersonico della Mile (Missile Defence Agency), che puoi leggere più dettagliatamente qui e che include anche piani per una sorta di sistema di missili anti-ipersonico. A partire dal febbraio 2018, la MDA prevedeva di spendere più di $ 700 milioni in totale per quel progetto di ricerca e sviluppo almeno fino al 2023.


La concept art della DARPA mostra anche degli intercettatori cinetici di tipo hard-kill in procinto di distruggere veicoli potenziati e ipersonici con slittamento, che si adattano al nome del programma. Tuttavia, l'obiettivo dichiarato del progetto di ricerca e sviluppo di tecnologie per sconfiggere sia le minacce supersoniche che quelle ipersoniche suggerisce che un tale sistema sarebbe solo un elemento della ricerca in una serie di difese stratificate che funzionerebbero sia con il potenziamento del tipo glide che con l'aria -riventare le armi.Inoltre, "breaker" è un chiaro richiamo ad almeno due precedenti tentativi DARPA, Assault Breaker e Tank Breaker, entrambi i progetti di era della Guerra Fredda focalizzati sulla sconfitta di carri armati sovietici e altri veicoli corazzati. Il precedente programma presentava anche un approccio sfaccettato che ha portato allo sviluppo di una serie di sensori aerei e terrestri, sistemi d'arma e altre tecnologie.


Assault Breaker ha incluso il lavoro su quello che sarebbe diventato il velivolo di comando e controllo della JSTARS (Joint Surveillance Target Attack Radar System) e il drone Global Hawk RQ-4, oltre al programma Battlefield Surveillance Aircraft-Experimental (BSAX), che ha utilizzato il dimostratore di nascosto Stealth di Tacec Blue di Northrop come piattaforma di sensori a bassa osservabilità. Ha inoltre contribuito allo sviluppo del sottomarino Brilliant Anti-armour Tank (BAT) di Northrop Grumman e del missile quasi-balistico del Missile System Tactical Missile System (ATACMS) dell'esercito statunitense. Da allora, la BAT si è evoluta nella bomba planante Viper Strike GBU-44 / B.USAFLa ricerca nell'ambito del programma Assault Breaker di DARPA in sensori a lungo raggio e stand-off per individuare le formazioni corazzate sovietiche e le capacità di gestione delle battaglie per aiutare le forze amiche a coinvolgerli ha aiutato a condurre i velivoli E-8C Joint Surveillance Target Attack Radar System, uno dei quali è visto qui.


Sembra probabile che DARPA perseguirà un simile "approccio ecosistemico" con Glide Breaker. L'attuale combinazione di sensori di allarme precoce terrestri e spaziali degli Stati Uniti non è semplicemente in grado di tracciare in modo affidabile le armi ipersoniche strategiche e nessuna delle sue armi di difesa missilistica in campo o in fase di sviluppo ha la capacità di ingaggiare queste minacce. Anche le forze americane a terra e in mare hanno mezzi limitati per individuare un attacco con armi ipersoniche e nessun modo per fermarlo.Dal punto di vista strategico, alti funzionari militari statunitensi, tra cui Michael Griffin, il sottosegretario alla Difesa per la ricerca e l'ingegneria e John Hyten, capo dell'US Air Force General, capo del comando strategico statunitense, sono stati entrambi particolarmente forti sostenitori dell'espansione e del miglioramento dello spazio reti di sensori e implementazione di sistemi anti-missile basati sullo spazio. Hyten è stato particolarmente esplicito nell'assicurare che i sensori spaziali possano rintracciare le armi ipersoniche, il che non sorprende visti gli ingenti investimenti che Russia e Cina stanno facendo in veicoli ipersonici a propulsione nucleare.

Il video qui sotto offre il miglior look disponibile sul velivolo lancia-missili ipersonico Avangard lanciato in Russia, dotato di missili nucleari, nonché su immagini generate al computer che mostrano come funzionerebbe durante il volo.Ci sono state meno discussioni su come contrastare la crescente minaccia delle armi ipersoniche alle forze terrestri e navali convenzionali, ma anche queste preoccupazioni sono molto reali. I russi hanno iniziato a schierare il Kh-47M2 Kinzhal, una versione lanciata dall'aria del loro missile quasi-balistico Iskander, che può raggiungere velocità ipersoniche. La Cina sta sviluppando un'arma ipersonica che respira aria che potrebbe potenzialmente utilizzare in un ruolo superficie-superficie o aria-superficie.In entrambi i contesti strategici e tattici, le armi ipersoniche sembrano offrire una capacità rivoluzionaria per lanciare praticamente scioperi senza preavviso contro bersagli sensibili al tempo e ad alta priorità. La loro velocità e abilità di manovra danno loro la possibilità di sfondare o semplicemente di schivare le difese missilistiche esistenti.Il video qui sotto mostra un test del veicolo ipersonico ad aria respirabile Starry Sky 2 in Cina nell'agosto 2018.


L'obiettivo principale di Glide Breaker sembra essere quello di trovare un modo per sfidare queste capacità intrinseche e chiarire a qualsiasi potenziale avversario che uno sciopero di un'arma ipersonica non è in alcun modo garantito per avere successo contro le forze americane. "Una figura chiave del merito è la deterrenza: la capacità di creare una grande incertezza per la probabilità proiettata dell'avversario di successo della missione e la dimensione effettiva del raid", ha detto DARPA nel suo avviso del Giorno dei proponenti.Sfortunatamente, farlo sarà più facile a dirsi che a farsi. Usare gli intercettatori hard-kill per abbattere i missili balistici in arrivo, che raggiungono velocità ipersoniche nelle ultime fasi della loro traiettoria di volo, è abbastanza difficile, anche se viaggiano su percorsi relativamente ben definiti per raggiungere i loro obiettivi.


Questo è stato descritto come cercando di colpire un proiettile con un altro proiettile. Coinvolgere un'arma ipersonica sarebbe come cercare di colpire un proiettile che può variare in modo irregolare la rotta, sta volando su un percorso più orizzontale attraverso l'atmosfera anziché lo spazio, e questo sta andando a velocità costante di cinque volte la velocità del suono o più durante la maggior parte del suo volo.Questa velocità ridurrebbe anche il tempo disponibile per qualsiasi sensore, non importa quanto ben posizionato o potente, per identificare la minaccia e quindi aiutare gli interceptor. Questo sarebbe solo più pronunciato in un campo di battaglia, dove le forze ostili potrebbero lanciare le loro armi molto più vicino al bersaglio effettivo, riducendo ulteriormente il tempo a disposizione delle forze statunitensi per rispondere.


Naturalmente, i missili balistici già esistenti viaggiano a velocità ipersoniche nella loro fase terminale di volo, quindi i sistemi di difesa esistenti orientati verso l'intercettazione di quelle armi alla fine della loro traiettoria potrebbero essere adattabili anche per abbattere le armi ipersoniche. L'aggiunta di uno strato di difesa antimissile basato sullo spazio potrebbe essere un'altra opzione per aiutare a sparare sui veicoli di slittamento, che tipicamente volano per breve tempo vicino o sopra l'atmosfera terrestre.


Il Sottosegretario alla Difesa Griffin ha già proposto di schierare 1.000 intercettori anti-missile nello spazio e ha discusso i concetti per distruggere i missili balistici in arrivo durante la loro fase di spinta iniziale, quando sono più vulnerabili, usando satelliti che trasportano armi ad energia diretta. Ha detto che il concetto di costellazione dell'intercettore costerebbe $ 20 miliardi, ma non ha ancora offerto dettagli concreti sugli intercettori, come opererebbero nello spazio o dove gli Stati Uniti li posizionerebbero per fornire un utile scudo difensivo. Nel 1993, il governo degli Stati Uniti ha annullato un piano proposto per collocare 4.600 intercettori nello spazio, che aveva un prezzo di $ 55 miliardi - oltre $ 95 miliardi nel 2018 dollari.


La chiave di ognuno di questi scenari sarà una solida rete di sensori per allertare le forze degli Stati Uniti verso le minacce in arrivo, monitorarle mentre si dirigono verso i loro bersagli e aiutare a puntare le armi anti-missile contro di loro da qualche parte lungo la strada. Ma nonostante queste varie potenziali difficoltà, il crescente pericolo delle armi ipersoniche è già troppo grande per essere ignorato. "In breve, oggi non disponiamo di sistemi che ci diano consapevolezza globale, completa, persistente, tempestiva e multimodale di ciò che accade sulla terra, ovunque, sempre. Non ce l'abbiamo ", ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa Griffin in una conferenza tenutasi a settembre 2018."

La minaccia ipersonica cinese è una che nel mondo di oggi non possiamo vedere arrivare fino a quando non è troppo tardi. "Sarà molto interessante vedere che tipo di sensori, armi e altre tecnologie escono dal programma Glide Breaker della DARPA che potrebbe essere in grado di contrastare le armi ipersoniche ostili, o almeno fare in modo che un nemico ci pensi due volte prima di impiegarle. Abbiamo contattato DARPA per ulteriori informazioni sul progetto e ti informeremo se e quando riceveremo ulteriori dettagli.

deca

martedì 11 settembre 2018

I DIAMANTI NERI del DONBASS - Новороссия = Nuova Russia

Donbass: Viaggio nella terra dei diamanti neri


(di Giorgio Bianchi)

Se si cerca la parola “antracite” su internet la prima voce che si incontra è quella di Wikipedia che si riferisce alla tonalità di colore.
Per avere informazioni circa il tipo di carbone bisogna leggere poco più in basso, nella pagina dell’Enciclopedia Treccani:
Antracite: carbone fossile paleozoico, costituito dal 93-95% di carbonio; nero, compatto, lucente, brucia con fiamma cortissima per assenza quasi totale di materie volatili (carbone magro) ed è dotato di elevato potere calorifico.
Nel mondo occidentale: quello che ha sostituito le attività produttive con la finanza, la funzione con la forma, la politica con il marketing; forse è giusto che sia così.
Nel Donbass al nominare la parola antracite nessuno si figurerebbe un elegante abito da uomo, un divano Minotti o una berlina; da quelle parti con quella parola si identifica inequivocabilmente quello che ancora oggi viene definito “diamante nero” e data la composizione chimica e la lucentezza è facile capire anche il perché.
Quando parti per un reportage nelle miniere sai in anticipo che quel nero te lo porterai dietro per un pezzo: si insinuerà nei circuiti della tua fotocamera, nelle fibre dei vestititi, nei piccoli alveoli dei polmoni, sotto le palpebre. Per questo motivo i minatori in città li identifichi subito, perché sembra si siano dati il kajal attorno agli occhi. Ma un tempo non era solo questo a distinguerli; una volta c’era lo status.
Come mi disse una volta Yuriy in macchina, quando andavi al mare, un minatore lo riconoscevi subito perché era colui che poteva garantire alla famiglia una vacanza decente.
Quest’anno Yuriy la famiglia al mare ce l’ha portata, come sempre, ma solo per tre giorni e facendo grandi sacrifici.
Da queste parti la crisi economica brucia più che altrove; da una parte c’è la guerra civile che ha congelato l’economia dell’intera area e dall’altra c’è il crollo del prezzo del carbone che in poco tempo è passato da 100$ a 30$ per tonnellata.
La vita nella cittadina mineraria è un misto tra il midwest di “Buon compleanno Mr. Grape” e il “Piccolo mondo antico” di Fogazzaro.
Pasolini avrebbe sicuramente saputo descrivere meglio di me le decine di quadretti che si compongono di fronte agli occhi del visitatore straniero: i bambini che a piedi nudi corrono a fare il bagno nel laghetto proprio difronte alla stele sovietica che indica il nome della città; le signore che conversano lungo i viali della città fermandosi di tanto in tanto a raccogliere un frutto dagli alberi; le serate trascorse a chiacchierare in cortile stando seduti sui copertoni delle auto attorno al samovar fumante, mentre tutto intorno è un frinire ininterrotto di grilli e sopra la testa la volta celeste brilla come il carbone del sottosuolo; e poi ancora le partite a pallone per strada, tre vigorosi ragazzi che riparano a torso nudo la loro Lada nel garage di casa, una bambina che cammina lungo un viottolo indossando le scarpe col tacco della mamma di dieci misure più grandi, le riunioni davanti all’emporio per una birra e il treno che passa lento di notte illuminato dai lampioni della strada.
Sembra un set cinematografico a cielo aperto ma è tutto reale.
Come reale è la discesa nel cuore della terra a bordo di una vasca da bagno. Reale è il calore generato per attrito che si diffonde lungo la schiena durante la discesa. Reale è il senso di claustrofobia in quei cunicoli stretti. Reale è il rumore del martello pneumatico che fa vibrare le rocce e le traversine di legno che sostengono la volta scavata. Reale è la polvere che in poco tempo satura l’aria e brilla illuminata dai coni di luce dei fanali sui caschi dei minatori.
Foto, video e testi possono provare a raccontare tutto ciò ma quello che mancherà sempre sono le impressioni registrate dai sensi. Quelle solo Sasha, il minatore non vedente, è in grado di descriverle minuziosamente.
La sua mappa mentale della miniera è un fluire ininterrotto di sensazioni ordinate passo dopo passo fino al cuore della miniera.
Sasha prima della guerra lavorava in una azienda agricola assieme alla moglie. A seguito dei continui bombardamenti, operati dalle formazioni paramilitari sioniste di Pravy Sektor, la fattoria ha chiuso i battenti e la sua famiglia si è ritrovata all’improvviso senza reddito.
Ma lui non si è arreso, non si è attaccato alla bottiglia come fece Stachanov, che finì i suoi giorni sconfitto e dimenticato proprio da quelle parti.
Molte aziende agricole della zona continuano a lavorare nonostante la popolazione locale si sia ridotta del 70% e nonostante l’impossibilità di vendere i prodotti in Russia o in Ucraina.
Sergej sopravvive grazie alle sue serre riscaldate per mezzo di stufe alimentate ad antracite. Per affrontare l’inverno ha appena finito di scaricare 17 tonnellate di carbone.
Il prezzo al momento è conveniente ma questo non basta a far tirare al coltivatore un sospiro di sollievo in quanto le vendite si fanno sempre più scarse e sono sempre di più quelli che si ingegnano allestendo “orti di guerra” nelle loro proprietà.
Ma la bella stagione volge al termine e un nuovo inverno è alle porte.
Tutti i residenti hanno già fatto scorta di antracite per l’inverno e presto, tra l’esterno e l’interno delle case, ci saranno ancora una volta 50° di differenza, perché il potere calorico di questo combustibile fossile resta costante nel tempo nonostante le oscillazioni del mercato.
(foto: Giorgio Bianchi)
deca
Video documentario sulla tragedia in Ucraina e sulle vere ragioni della guerra contro il popolo della Novorossiya realizzato dal canale "WAR IN UKRAINE - THE UNREPORTED TRUTH" sottotitolato in italiano da Fort Rus!
Raccontare un conflitto non è facile – specie quando il resto dei mezzi d’informazione s' ostina a parlare d’altro. Il modo migliore x farlo consiste nel coinvolgere in prima persona il lettore, permettendogli di immergersi a tutto tondo in quella stessa realtà che i grandi media non vogliono mostrargli. Per questo Gli Occhi della Guerra sono stati in Donbass con Andrea Sceresini e Alfredo Bosco e hanno usato la tecnologia dei video a 360°. Siamo stati nelle trincee alle porte di Donetsk, nelle miniere clandestine di carbone, le kopankas, e nei bunkers dove da anni vivono decine di anziani sfollati!

Sapete perché gli ucraini combattono nel Donbass e non in Crimea? Perché in Crimea i russi ci sono per davvero. In questo filmato possiamo vedere come i nazicraini se la fanno addosso quando hanno
a che fare con veri soldati e non con civili inermi. (Subs Oronzo Vazonzo)
Questo cittadino novorusso chiede solamente che lui, la sua famiglia, i suoi cari, i suoi compatrioti,
siano lasciati vivere in pace nella loro nazione,
oramai autonoma dalla Russia e dall'Ucraina, alla quale era stata annessa.....
In ricordo dello statista di Донецк [Donec'k]