Visualizzazione post con etichetta Mc Donald's. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mc Donald's. Mostra tutti i post

domenica 6 dicembre 2015

SIAMO ULTRACORPI E NON LO SAPPIAMO NEPPURE

SIAMO ULTRACORPI MA SENZA SAPERLO !!!


MCDONALDS WAGES

Il vero schiavo è quello che difende il padrone, perché non è tanto quello che ha la
catena ai piedi, quanto quello che non è più capace d'immaginarsi la LIBERTA' !!!


"Uno degli aspetti più micidiale dell’attuale cultura, è di far credere che sia l’unica cultura…  invece è semplicemente la peggiore.
Gli esempi sono nel cuore di ognuno… per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta…
Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: “Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrò un’altra, c’ho solo questa.. e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno, per fare cosa?! Come si fa in un giorno a costruire la vita?!”
Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire…
Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta: “Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di mille euro al mese, bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile”
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere miliardi e un essere umano due mille euro al mese, bene che vada.
Secondo me poi, siccome c’è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno 100 volte… e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte!
Invece no!
L’orario di lavoro è rimasto intatto.
Oggi so che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla Natura.
Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella, mettiamo, di fare l’amore…
Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l’amore otto ore al giorno… sarebbe una vera tortura.
E quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l’amore, no?! Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana… certo c’ho il mitra alla nuca, lo faccio, perché faccio il discorso: “Meglio leccare il pavimento o morire?”
“Meglio leccare il pavimento” ma quello che è orrendo in questa cultura è che “leccare il pavimento” è diventata addirittura una aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci? Tutto ciò è mostruoso…
“SI VABBE’ MA ORMAI E’ IRREVERSIBILE LA SITUAZIONE…”
…Si, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime, perché è il tipico dello schiavo, no?!
Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte.
Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto: “Eh si! sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata… e come farai a spiegarlo, a tutti gli esseri umani?”
e lui: “Non è affar mio, signori…”
“Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose”… hai capito?
Perché tutto l’Occidente vive in un’area di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo.
Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina, ecc… no!
E’ un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e da un po’ di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi.
Quindi, signori miei, o ci si sveglia, o si fa finta di dormire… o bisogna accorgersi che siete tutti morti!"
Siamo ultracorpi che bruciano ossigeno, nulla di più !!!



APPLICANDO LA TECNOLOGIA SOCIALE DELLA TEORIA DELLE FINESTRE D'OVERTON
ECCO COME NASCONO GLI ULTRACORPI SENZA GROSSI SFORZI .....
 
Tipico esempio dell'applicazione pratica semplice ed indolore della suesposta tecnologia sociale: un articolo di una signorina perfettamente lobotomizzata ....  https://medium.com/@katenorquay/what-i-learned-from-4-years-working-at-mcdonalds-f278ad27faee#.7vb2b14py
TRADUZIONE IN ITALIANO di Milena Sanfilippo

Dai 18 ai 22 anni, ho passato 4 anni a lavorare da McDonald's. Ho lavorato sia part-fime che full-time non riuscendo a trovare nel frattempo un lavoro "migliore". Non ho mai fatto carriera, non sono mai diventata manager, non ho mai raggiunto nessun obiettivo significativo durante il mio periodo lì.
In sostanza, ero lo stereotipo perfetto dell'impiegato fannullone di McDonald's. Pigro, stupido, senza spirito d'iniziativa.

Con gli anni, mi sono calata nei panni di questo stereotipo diverse volte. Gli amici dei miei genitori facevano delle facce strane quando dicevo loro del mio lavoro. Sentivo commenti maliziosi : "Lavori ancora da McDonald's?" o "Non potrei mai lavorare in un posto del genere". Ascoltavo i consigli dei miei amici "Non andare al lavoro oggi!" (Perché non è un lavoro vero).
Lo stereotipo si era infilato anche nella mia testa. Ero una dipendente terribile, troppo lenta, impacciata e risentita per le circostanze in cui mi trovavo. Avevo deciso che io valevo molto di più di un lavoro da McDonald's. Mi giustificavo dicendo : "è un lavoro orribile! Ma ho bisogno di soldi, ahahah!". Ero una brava studentessa, che amava le conversazioni intellettuali. Non ero fatta per quell'inutile fatica fisica.
Non migliorai. E non m'interessava farlo. Perché dovevo provare ad essere brava in una cosa così inferiore alle mie reali capacità?
Ma dopo qualche anno, il mio atteggiamento ha iniziato a cambiare. Ho iniziato ad andare fiera del mio lavoro. Mi chiedevo quale fosse la differenza tra McDonald's e i lavoretti di basso livello degli altri studenti. Perché il mio lavoro era considerato più patetico degli altri? Forse perché si trattatava di una grande azienda? No, perché altrimenti anche i lavori da Starbucks o Target dovrebbero essere altrettanto imbarazzanti. O perché si tratta di una società poco etica? Sembra che anche H&M e Gaps ricorrano allo sfruttamento della manodopera.
Forse perché lavoro in un fast food? Sì, ma un lavoro da Chipotle (catena di ristoranti americana) non è altrettanto orribile? Non si tratta di un lavoro intellettuale? No, invece un impiego nelle vendite o come receptionist sembrano andare bene. Poi ho capito.
Le persone credono che McDonald's sia il posto dove lavora chi non può fare nient' altro. Ho notato che la maggior parte delle posizioni "di basso livello" non sono occupate da persone che somigliano a quelle con cui lavoravo io. Da McDonald's c'erano persone con disabilità, persone sovrappeso, persone che non erano "convenzionalmente" attraenti, persone che non sapevano parlare bene inglese, giovanissimi e molta varietà razziale.
Queste persone formavano lo zoccolo duro del ristorante.
Erano guardate con rispetto, perché erano tra i nostri migliori lavoratori. Poi entravo da Starbucks e, la maggior parte delle volte, vedevo persone che somigliavano proprio a me. Bianche, sulla ventina, attraenti, magre, dall'inglese perfetto. Ecco dov'era il preconcetto che sia io che gli altri attribuivamo al mio lavoro. Io soddisfo in tutto i criteri per avere un "buon" lavoro, in un negozio di abbigliamento ad esempio. Le persone che hanno un buon background non dovrebbero finire da McDonald's, insieme a chi non riuscirebbe a fare di meglio neanche se ci provasse.
Se sei una ragazza bianca e hai poco più di vent'anni, sarai derisa se lavori da McDonald's. Ma non credo che la stessa cosa succeda con le persone disabili o con una donna di mezza età, immigrata ad esempio. I loro amici non stanno lì a dire sotto i baffi "Perché non ti trovi un lavoro vero?". Perché questo è il lavoro che riteniamo giusto per loro.
McDonald's è disgustoso. Ma la mia umiliazione e quella di amici e familiari non era dovuta al fatto che preparassi hambuger. Derivava dalla convinzione che io fossi migliore di quel mondo. Credevano fossi più intelligente, pronta a rimboccarmi le maniche e più talentuosa dei miei colleghi lì. Meritavo un "buon" lavoro. Avevo un'esagerata opinione di me, derivata dal fatto che sono una persona "privilegiata".
Ho capito che questo atteggiamento era molto più rivoltante che raccogliere patatine fritte. Perché io non sono migliore di un dipendente McDonald's. Certo, potrò avere delle capacità diverse. Non ho muscoli e quel tipo di pressione mi agita. Sarò sempre più adatta ad un lavoro da impiegata che al lavoro fisico. Ma non perché io sia più intelligente e preparata o perché valga di più di un bravo dipendente McDonald's.
Ci sono diversi tipi di lavoro. Noi crediamo che il lavoro svolto da persone "ai margini" non abbia valore, ma non è così. Io non sono operosa come i miei colleghi, che a volte fanno turni di 20 ore per assicurarsi che nessun cliente rinunci al suo hamburger di mezzanotte. Non sono brillante come il nostro manager, all'occorrenza ingegnere. Aveva imparato a riparare tutte le strumentazioni così da non dover chiamare un tecnico.
Non sono così organizzata come chi riesce a prevedere e ordinare gli ingredienti per migliaia di clienti ogni settimana, sapendo che se sbaglia non dovrà vedersela solo con un boss arrabbiato. I clienti sono lì, pronti ad urlarti addosso, a lanciare bibite e usare insulti razzisti perché manca il ketchup. Non sono abbastanza paziente per gestire una cosa simile.
Tutte queste cose sono abilità.
E se credete di essere migliori perché lavorate nelle vendite o come receptionist, vi sbagliate di grosso.
Per me, il periodo trascorso da McDonald è inestimabile. Sì, non voglio più porzionare patatine fritte o fare hamburger di nuovo, ma ho imparato cose più importanti. Ho iniziato a mettere da parte la mia arroganza. Ho sfidato le mie convinzioni, quelle che mi portavano a disumanizzare le persone in base al loro lavoro. Ho smesso di accumunare l'avversione per queste grandi, disgustose realtà all'avversione per i "soldati" su cui queste aziende si fondano. Ho sviluppato una maggiore empatia.
E non capisco perché questo dovrebbe rappresentare un imbarazzante "incidente" sul mio CV.


Diventate tutti bravi soldatini ....  e sputatemi dietro quando m'incontrerete per strada ....
parola di deca


venerdì 4 luglio 2014

ESCLUSIVA: SEGRETI INCONFESSABILI SUI MC DONALD'S!





Io, ex dipendente, vi svelo i segreti di McDonald’s



Conta solo il cronometro

Da McDonald’s è tutto programmato, al secondo

E chi ci lavora non deve fare altro che seguire alla lettera procedure rigidissime

Benvenuti nel mondo degli Charlot dei “Tempi Moderni”




di Mattia Albani


McDonaldsProteste


Mangiare in un ristorante McDonald’s è una questione di gusti. Lavorarci, invece, è tutta questione di numeri. Di tempi. Di Sincronizzazioni. E, lasciatevelo dire da chi ci ha lavorato per tre anni, di molta, molta concentrazione. Basta una manciata di secondi di troppo, un attimo di esitazione e tutto l’intero meccanismo rischia di incepparsi. Per farvi un’idea, da quando un cliente si mette in fila a quando riceve il vassoio con la sua ordinazione devono passare duecentodieci secondi.
Ogni cassa ha un cronometro che inizia a scandire il tempo appena si comincia a digitare l’ordine sullo schermo. Quando il cliente se ne va col suo vassoio, il cronometro di ferma. Duecentodieci secondi, non un secondo in più e, possibilmente, qualche secondo in meno. Ovviamente ci sono delle eccezioni ma, appunto, sono eccezioni.
La temperatura delle friggitrici è di duecentoquindici gradi. Quella delle piastre di centottanta. Provate a metterci la mano e sperimenterete cosa prova un’aragosta quando viene cucinata viva.
Il pane viene tostato per trentacinque secondi. Il toster è simile alla griglia per hamburger dei chioschi notturni. Solo che questo è un macchinario temporizzato con un cicalino che comincia a suonare appena è ora di tirar fuori il pane.
La carne, invece, viene cotta in apposite piastre automatiche. Quelle stesse piastre che stanno a centottanta gradi per sessantatré secondi in media. Ogni piastra è regolata a seconda del panino da comporre.
Accanto alle piastre ci sono piccoli congelatori a pozzetto con dentro la carne per i panini. Prendi la carne dal pozzetto e la metti sulla piastra. Poi aspetti. La carne la devi prendere con i guanti. Monouso. La durata di cottura della carne cambia a seconda del panino, perché a seconda del panino cambia anche la dimensione della carne.
La temperatura minima che deve avere la carne appena cotta è di sessantanove gradi. Ogni mattina il manager di turno (uno di quelli con le camicie bianche che trovate in ogni McDonald’s) controlla la temperatura dei primi hamburger. Li infilza con un tester sterilizzato e aspetta. Se la temperatura è giusta, la carne può essere venduta, altrimenti viene buttata. Si reimpostano le piastre e si mettono a cuocere altri hamburger. Avanti così finché non si raggiunge la temperatura giusta.
Ronald, la mascotte creata da McDonald's per attirare i bambini nei propri ristoranti. I minorenni sono i principali clienti della catena di fast food. 
Ronald, la mascotte creata da McDonald’s per attirare i bambini nei propri ristoranti
Sopra queste piastre ci sono sempre i vassoi per il bacon. Il bacon arriva in cucina già surgelato e lo si lascia scongelare all’aria. Il tempo di scongelamento è più o meno di trenta minuti. Il tempo entro cui lo puoi mangiare è quattro ore. La presenza del bacon nel panino determina l’assenza di sale nella carne. Il bacon che avanza viene buttato via. Tutto quello che viene buttato via si annota su un foglio e, a fine giornata, ci si ingegna per far in modo che, il giorno dopo, gli scarti diminuiscano.
Tutti i panini devono essere pronti prima che la carne sia cotta. Se il cliente vuole mangiare un cheeseburger, si può mettere a cuocere la carne nello stesso istante in cui si mette a tostare il pane. Il pane si mette nel toster sopra un vassoio. Sessantatré secondi meno trentacinque fa ventotto. In ventotto secondi bisogna condire il pane sopra il vassoio con senape, ketchup, cipolla disidratata, cetriolo e formaggio cheddar; appoggiare il vassoio al bordo della griglia e aspettare che la carne sia pronta; a fine cottura prendere la carne con la spatola e metterla sul panino.
Chiudere il panino, incartarlo e metterlo sul bin. Il bin è come fosse un dispenser. Ci si mette il panino e si aspetta che un cassiere, dall’altra parte, lo prenda e lo dia al cliente. Tempo totale novanta secondi. Ogni panino può rimanere nel bin per dieci minuti. Non uno di più, non uno di meno. Se entro quei dieci minuti il panino non viene venduto, si butta via, perché il suo gusto non sarà più all’altezza degli standard imposti da McDonald’s. Questo vale per tutti gli alimenti utilizzati (insalata, bacon, formaggio, pomodori, cipolla, cetrioli eccetera).
Ogni alimento ha il suo “tempo di vita” e ci sono timer sparsi per tutta la cucina che avvertono i crew (quei ragazzi con la polo arancione e il cappellino) di quando è ora di cambiare un determinato alimento. Le patatine, per esempio, devono essere vendute entro sette minuti da quando vengono scolate dalle friggitrici, perché altrimenti diventano immangiabili e questo a McDonald’s non piace (e neanche ai clienti). Ogni scadenza è segnalata da un bip, sempre diverso in base alla sua funzione.
C’è un bip per ogni piastra, uno per ogni toster, uno per ogni friggitrice; uno che avverte delle scadenze, uno che segnala l’arrivo di una machina al McDrive. E ce n’è uno che dice che è ora di andarsi a lavare le mani. Perché è obbligatorio lavarsi le mani (e gli avambracci) ogni ora e, comunque, tutte le volte che ci si tocca viso/capelli/vestiti/eccetera, tutte le volte che si rientra da una pausa o si cambia mansione, tutte le volte che si esce dalla cucina o ci si entra. Tassativo. Con sapone battericida e acqua a temperatura fissa e molto, molto calda.
La cucina di un McDonald’s, alla fine, funziona come una catena di montaggio. I tempi sono dettati dai timer e dai bip. Niente è lasciato al caso. Tutti sano quello che devono fare. Tutti sono coordinati. Tutti si muovo insieme. Come gli ingranaggi di un orologio, per intenderci. L’obbiettivo è: servire i clienti il più velocemente possibile e con la migliore qualità possibile.
Tutto è controllato, inventariato e programmato. Tutto. Grazie a un programmino informatico che, sulla base dei dati storici sui consumi e sulle vendite, fornisce una stima di guadagno e di consumo giornaliera, settimanale e mensile. A questo va aggiunto il contributo umano, esperienziale: eventi nelle vicinanze, maltempo, sciopero degli studenti, sciopero dei mezzi pubblici. Tutti fattori che possono influire sull’attività giornaliera e che non possono essere previsti da un computer.
Gli alimenti che si prevede di consumare nell’arco delle ventiquattro ore, vengono trasferiti ogni mattina da una cella frigorifera negativa a una positiva e, da lì a un’ora, vengono portati in cucina.
Stop.
Tutto questo lo dovete sapere perché è quello che molti, per lo più ragazzi, fanno per tirare avanti. Sei giorni alla settimana per cinque ore al giorno. Trenta ore in tutto. Trenta ore alla settimana per quattro settimane fa centoventi ore al mese. Per dodici mesi fanno millequattrocentoquaranta ore all’anno. Per tre anni fanno quattromila trecentoventi ore. Si lavora di sabato, si lavora di domenica, si lavora alle feste comandate. Si lavora sempre. Tranne un giorno alla settimana, a giro, che spetta di riposo.
In una cucina McDonald’s, fondamentalmente, è tutta una questione di numeri, tempi, sincronizzazioni. Bisogna avere buona memoria e massima lucidità. E un orecchio ben allenato. Tutto il resto viene dopo.
La diffusione dei ristoranti McDonald's nel mondo. 
La diffusione dei ristoranti