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mercoledì 25 aprile 2018

"SOSTENIBILI" ORRORI sotterranei....

 Ghòuta: orrori underground

Il governo siriano, dopo la caduta del quartiere di Ghòuta, ha intensificato le campagne militari contro altri bastioni della "resistenza", che sembra meno agguerrita di prima.
Dopo Ghòuta, gli "operatori di pace moderati" hanno accusato il colpo, almeno momentaneamente. E ciò perché il quartiere damasceno era la punta di diamante della occupazione colonialista imperialista, il suo cervello pulsante. Anche per questo è stata così cruenta la battaglia.
Abbiamo usato i termini usuali del mainstream, che identifica le forze che si oppongono a Damasco come “ribelli” e “resistenza”.

Sotto Ghòuta

L’abbiamo fatto apposta, per far vedere quanto questa identificazione, parte fondante della narrazione che vede un regime sanguinario alle prese con un’opposizione libertaria, strida con quanto sta emergendo dal Ghòuta.
Anzitutto gli orrori. Li documenta un filmato syriano che rimanda immagini che non possono esser frutto di manipolazione.
Nel filmato al quale rimandiamo (cliccare qui) si vedono gli orrori del Ghòuta. Le immagini inquadrano la “prigione del pentimento”, dove si vedono le celle oscure e le gabbie interrate, esposte all’aperto. O l’attrezzo che mostriamo nella foto in alto, dove i prigionieri erano legati per essere torturati dagli "operatori di pace moderati".
Non solo orrori. Un altro video (cliccare qui) mostra i tunnel scavati nel sottosuolo: un labirinto a più livelli a quindici metri di profondità, che si snoda per chilometri e chilometri.
Si può notare dal video come, accanto alle immagini di tunnel scavati nella roccia,  si vedano gallerie larghe, bene illuminate. Prodotti d' alta ingegneria. Che necessitano di mezzi sofisticati per lo scavo e le rifiniture.
Opere fatte in poco tempo, che non possono essere ascritte ai quattro straccioni armati, asserragliati nel quartiere ed ai loro schiavi, i poveri civili mandati sottoterra a scavare. No.
Ci vuole ben altro. Macchine pesanti, ingegneri altamente qualificati. E tanti, tanti soldi. Milioni di €uro. Soldi fluiti dall’estero: dai sauditi e dall’Occidente, itaglia compresa.
Le foto che invece mettiamo in calce all’articolo le abbiamo prese dal sito Palestinafelix. Anch’esso è schierato dalla parte della legalità, del governo. E può essere tacciato di partigianeria dalle Bonino di turno. Ma le foto sono inequivocabili.
E mostrano i prodotti chimici rinvenuti nei tunnel, provenienti dal mercato occidentale..…
Vi risparmiamo le immagini degli arsenali bellici scoperti nel sottosuolo: armi pesanti, bombe, missili e quanto altro, a tonnellate. C’era una emergenza alimentare, dicevano le agenzie umanitarie,  [quelle di Soros, di Strada, di Terzian...] chiedendo l’apertura di corridoi per portare provvigioni (peraltro trovate immagazzinate). Allora come facevano ad arrivare tutte queste armi?

Lo scacco della narrazione mainstream

Quanto sta emergendo dice altro rispetto quanto ci insegnavano per anni: Come testimoniano altro i sopravvissuti, che sono tornati a vivere nel Ghòuta, sotto il legittimo controllo del governo.
Evidentemente non lo giudicano così sanguinario, tutt'altro, se hanno preferito restare, piuttosto che andare via con gli "operatori di pace moderati" colonialisti imperialisti internazionalisti sionisti jihadisti, come avrebbero potuto fare..........
Civili del Ghòuta sui quali ci si stracciava le vesta, perché bersaglio delle bombe di Assad. E dei quali oggi non importa nulla a nessuno nella corporazione privata ed apolide €uropa!! Nessun cronista occidentale che vada a intervistarli!!
Concludiamo questo articolo con un sondaggio del Corriere della Sera di ieri.
Solo l’11% ritiene che i raid dell’Occidente in Syria sono stati “giusti”. Solo il 20% ritiene che Assad sia “responsabile delle centinaia di migliaia di morti” (evidentemente l’80% non ci crede, ma sul punto il Corriere tace).
Il 27% degli intervistati ritiene che “non ci siano prove” che l’attacco chimico di Ghòuta sia opera di Damasco, mentre ben il 39% ritiene che sia solo “un pretesto per intervenire contro Assad”.
Un sondaggio che indica la débâcle della narrativa corrente. E ciò nonostante sia stata propalata da tutti i media mainstream senza eccezione. E non certo per i new troll russi o le Fake news sioniste. Semplicemente la gente ha visto troppe guerre giustificate con ogni mezzo in questi anni, dall’Iraq alla Lybia a quanto altro.
Ci ha creduto una volta, due magari. Tertium non datur.

deca

domenica 12 novembre 2017

ADESSO LA FEDERAZIONE RUSSA FA VERAMENTE PAURA!

Sfatare due miti americani

Ci sono due miti, profondamente impressi nelle menti della maggior parte degli americani, che sono estremamente pericolosi e che possono portare ad una guerra con la Russia.
  • Il primo mito è il mito della superiorità militare statunitense.
  • Il secondo mito è il mito dell’invulnerabilità statunitense.
Credo che sia fondamentale sfatare questi miti prima che finiscano per costare milioni di vite e indicibili sofferenze.
Nel mio ultimo pezzo per Unz Review ho discusso i motivi per cui le forze armate statunitensi non sono affatto così avanzate come la macchina propagandistica americana ci fa credere. E, anche se l’articolo era una discussione sulle tecnologie militari russe, ho fatto solo un esempio, en passant, delle tecnologie militari russe, confrontando il T-57 PAK FA [Il Sukhoi Su-57, noto anche come PAK FA] con l’F-35 statunitense (se volete veramente capire che disastro sia l’F-35, per favore leggete questo e questo [entrambi i link in inglese]).
Innanzitutto, sono generalmente riluttante a concentrarmi sui sistemi d’arma, perché credo fermamente che, nella stragrande maggioranza delle guerre del mondo reale, le tattiche siano molto più importanti delle tecnologie. In secondo luogo, Andrej Martjanov, esperto di questioni militari russe e di guerra navale, ha recentemente scritto due ottimi pezzi sulle tecnologie militari russe (si veda qui e qui [entrambi i link in inglese]) che hanno fornito molti altri esempi (si veda il blog di Martjanov [in inglese]). Dopo aver letto alcuni commenti pubblicati sotto i miei articoli e quelli di Martjanov, penso che sia importante, cruciale in realtà, recapitare a casa il messaggio a coloro che sono ancora condizionati dalla macchina propagandistica a congedare immediatamente qualsiasi nozione di vulnerabilità statunitense o, ancor più, di inferiorità tecnologica.
Non ho illusioni sulla capacità di coloro che ancora guardano la scatola per idioti di essere svegliati dal loro stupore letargico dagli avvertimenti di Paul Craig Roberts, di William Engdal, di Dmitrij Orlov, di Andrej Martjanov o di me stesso. Ma credo anche che dobbiamo continuare a provare, perché il partito della guerra (l’Unipartito Neoconservatore) sta cercando con tutte le forze di scatenare un conflitto con la Russia. Quindi quello che propongo di fare oggi è collegare le nozioni di “guerra con la Russia” e “sofferenze immediate e personali”, mostrando che se la Russia fosse attaccata, due simboli più sacri degli Stati Uniti, le portaerei e la terraferma americana stessa, verrebbero immediatamente attaccati e distrutti.
Il mito delle portaerei
Devo confessare che anche durante la Guerra Fredda ho sempre visto le portaerei statunitensi come bersagli facili che i sovietici avrebbero distrutto con semplicità. Mi sono fatto quest’opinione sulla base del mio studio sulle tattiche sovietiche anti-portaerei e sulla base di conversazioni con amici (compagni di studio) che hanno effettivamente servito sulle portaerei americane.
Vorrei avere il tempo e lo spazio per una descrizione dettagliata di come sarebbe stato un attacco sovietico dell’epoca della Guerra Fredda ad un gruppo da battaglia statunitense incentrato su una portaerei, ma tutto quello che dirò è che avrebbe coinvolto sciami di missili pesanti lanciati da aerei e navi, provenienti da direzioni diverse, alcuni avrebbero sfiorato le onde, altri sarebbero arrivati da alta quota, tutti a velocità tremende, combinati con altri missili lanciati dai sottomarini e addirittura con dei siluri. Tutti questi missili sarebbero stati “intelligenti” e collegati in una rete: avrebbero condiviso i dati dei sensori, assegnato gli obiettivi (per evitare di colpire lo stesso bersaglio), utilizzato le contromisure, ricevuto le correzioni delle traiettorie, ecc. Questi missili sarebbero stati lanciati da distanza di sicurezza da bombardieri supersonici o da sottomarini in immersione. Il tracciamento dei bersagli avrebbe coinvolto satelliti e tecnologie avanzate di ricognizione navale.
I miei amici della US Navy erano assolutamente consapevoli di tutto questo, e ridevano della propaganda ufficiale statunitense (allora c’era Reagan) che affermava che l’US Navy “avrebbe portato la guerra ai russi” schierando le portaerei in prima linea. In diretto contrasto, i miei amici mi hanno detto che la prima cosa che l’US Navy avrebbe fatto sarebbe stato ritirare immediatamente tutte le portaerei lontano dall’Atlantico settentrionale verso le acque molto più sicure a sud del cosiddetto GIUK gap. Quindi ecco la dura verità: le portaerei sono progettate per far rispettare il dominio dell’Impero Anglo-Sionista alle nazioni piccole e sostanzialmente indifese (come l’Iraq di Saddam Hussein). Nessuno nella US Navy, almeno non alla fine degli anni ‘80, considerava seriamente di schierare le portaerei con i relativi gruppi da battaglia vicino alla Penisola di Kola per “portare la guerra ai russi”. Questa era pura propaganda. Il pubblico non lo sapeva, ma tutti i membri della US Navy sapevano la verità.
[Nota a margine: se vi interessa l’argomento della sopravvivenza delle portaerei, consultate questo articolo russo tradotto [in inglese] da un membro della nostra comunità, che è un esempio piuttosto tipico di come i russi non credono affatto che le portaerei statunitensi siano degli obiettivi così difficili da distruggere]
Quello che era vero allora è ancora più vero oggi, e non riesco ad immaginare nessuno al Pentagono che progetta seriamente di attaccare la Russia con l’aviazione navale. Ma anche se la US Navy non intende usare le sue portaerei contro la Russia, ciò non significa che i russi non possano cercare attivamente le portaerei americane e distruggerle, anche se sono molto lontane dalla Russia.
Dopo tutto, anche se sono totalmente obsolete per una guerra tra superpotenze, le portaerei rappresentano ancora obiettivi fantasticamente costosi, il cui valore simbolico rimane immenso. La verità è che le portaerei americane sono il bersaglio più appetibile che qualsiasi nemico possa sperare: (relativamente) piccole, (relativamente) facili da distruggere, distribuite in molte località del globo – le portaerei statunitensi sono quasi dei “pezzi di Stati Uniti, solo molto più vicini”.
Vi presento il missile ipersonico 3M22 Zirkon
Innanzitutto, alcuni dati fondamentali su questo missile (dalle Wikipedia in lingua inglese e russa):
  • Gittata a bassa altitudine: da 135 a 270 miglia nautiche (da 250 a 500 Km).
  • Gittata ad elevata altitudine: 400 miglia nautiche (740 Km) in una traiettoria semi-balistica.
  • Gittata massima: 540 miglia nautiche (1.000 Km)
  • Altitudine massima: 40 Km
  • La gittata media è di circa 400/450 Km.
  • Velocità: Mach 5-Mach 6 (6.125-7.350 Km/h; 1,7015-2,0417 Km/s).
  • Velocità massima: Mach 8 (9.800 Km/h; 2,7223 Km/s) durante un test.
  • Testata: 300-400 Kg (ad alto potenziale esplosivo o nucleare)
  • Forma: bassa sezione radar equivalente con rivestimento radar-assorbente.
  • Costo per missile: 1-2 milioni di dollari (a seconda della configurazione)
Tutto questo è già molto impressionante, ma ecco il singolo fatto più importante di questo missile: può essere lanciato da *qualunque* piattaforma: incrociatori, naturalmente, ma anche fregate e persino piccole corvette. Può essere lanciato da sottomarini nucleari e diesel-elettrici. Può essere lanciato anche da bombardieri a lungo raggio (Tu-160), bombardieri a medio raggio (Tu-22M3), caccia-bombardieri/aerei d’attacco a medio raggio (Su-34) e anche, secondo alcune notizie, caccia multiruolo per superiorità aerea (Su-35). Infine, questo missile può essere sparato anche dalla terraferma. Infatti può essere lanciato da qualsiasi piattaforma in grado di lanciare l’ormai famoso missile Kalibr, il che significa che anche un mercantile o un peschereccio potrebbe trasportare un lanciatore con un missile Zirkon nascosto. Parlando chiaramente, ecco che significa:
  1. La Russia ha un missile che non può essere fermato o ingannato da nessuno degli attuali e prevedibili sistemi d’arma anti-missile della US Navy.
  2. Questo missile può essere schierato *ovunque* su *qualsiasi* piattaforma.
Permettetemi di ripeterlo ancora: praticamente qualsiasi nave russa e praticamente qualsiasi velivolo russo d’ora in poi avrà la potenziale capacità di affondare una portaerei statunitense.
In passato tali capacità erano limitate a navi (classe Slava), sottomarini (classe Oscar) o aerei (i Backfire) specifici. I sovietici avevano un’offerta grande ma limitata di tali piattaforme, ed erano limitate a dove potevano essere dispiegate. Questa era è finita. D’ora in poi, uno sciame di 3M22 Zirkon potrebbe apparire in qualsiasi punto del pianeta, in qualsiasi momento, e senza preavviso (5000 miglia all’ora di velocità non lasciano al bersaglio assolutamente nulla di paragonabile persino ad un breve tempo di reazione). Infatti, l’attacco potrebbe essere così rapido che non potrebbe nemmeno lasciare al bersaglio il tempo necessario di indicare che è sotto attacco.
A proposito, niente di quanto detto è un grande segreto.
Basta scrivere “missile zirkon” nel vostro motore di ricerca preferito e otterrete un sacco di risultati (131.000 su Google, 190.000 su Bing). Infatti, molti specialisti hanno dichiarato che lo Zirkon segna la fine della portaerei come una piattaforma per la guerra moderna. Queste affermazioni sono ampiamente esagerate. Come ho scritto sopra, le portaerei sono strumenti ideali per terrorizzare, minacciare, tiranneggiare e attaccare piccoli paesi indifesi. Anche i paesi di medie dimensioni avrebbero difficoltà ad affrontare un attacco proveniente da portaerei statunitensi. E quindi, io penso personalmente che fino a quando il mondo continuerà ad utilizzare il dollaro americano, e quindi, finché l’economia statunitense continuerà ad affidarsi alla creazione di denaro dal nulla, e allo spenderlo come se non ci fosse un domani, le portaerei hanno ancora un brillante, anche se moralmente repellente, futuro davanti a loro.
E, naturalmente, la US Navy non utilizzerà le portaerei per minacciare la Russia. Ancora una volta, la stampa statunitense è stata piuttosto aperta circa il potenziale letale dello Zirkon, ma quello che raramente (mai?) menziona sono le conseguenze politiche e strategiche della diffusione dello Zirkon: d’ora in poi la Russia avrà un bersaglio americano facile e di grande valore che può distruggere ogni volta che vuole. Potete pensare alla flotta di portaerei americane come 10 ostaggi USA ai quali i russi possono sparare in qualsiasi momento. E ciò che è cruciale è questo: un attacco ad una portaerei americana non sarebbe un attacco alla patria statunitense, né sarebbe un attacco nucleare, ma lo shock psicologico derivante da un simile attacco potrebbe ben essere paragonabile ad un (limitato) attacco nucleare al territorio statunitense.
Ciò, da una parte, inibisce notevolmente la volontà russa di colpire le portaerei statunitensi, poiché questo potrebbe esporre la Russia a misure di ritorsione molto gravi (inclusi eventualmente degli attacchi nucleari). D’altra parte, tuttavia, in termini di “dominio dell’escalation” [in inglese] questo stato di cose dà un grande vantaggio alla Russia, in quanto gli Stati Uniti non dispongono di obiettivi russi con un valore reale e simbolico simile a quello di una portaerei statunitense.
C’è un altro aspetto di questo problema che viene spesso ignorato. Gli analisti occidentali parlano spesso di una strategia russa di “deterrenza per negazione” e “negazione dell’accesso ad un’area” (A2AD) [entrambi i link in inglese]. È soprattutto questo il tipo di linguaggio che ti offre una promozione e un aumento di stipendio nei think tank di USA e NATO. Ciononostante, c’è un pizzico di verità nel fatto che i missili russi avanzati stanno ora offrendo alla Russia un modo molto economico per minacciare anche beni statunitensi incredibilmente costosi. Peggio ancora, la Russia è disposta (ansiosa, in realtà) ad esportare questi (relativamente poco costosi) missili in altri paesi.
Trovo divertente vedere come i politici statunitensi siano in stato di isteria costante per il rischio di proliferazione nucleare, ma non riescano a capire che i missili antinave convenzionali sono una minaccia formidabile e molto più presente. Certo, ci sono trattati che limitano l’esportazione di missili, come l’MTCR [in inglese], ma si applicano solo ai missili con una portata di oltre 300 Km. Con i moderni missili balistici e da crociera che diventano più piccoli, più letali e più facili da nascondere, e con gittate che sono (relativamente) facili da estendere, trattati come l’MTCR stanno diventando sempre più obsoleti.
La morale è questa: fino a quando ci saranno dei deterrenti, attaccare le portaerei statunitensi non ha alcun senso per la Russia; tuttavia, non appena cesseranno di esistere i deterrenti, attaccare le portaerei statunitensi, ovunque sul pianeta, dà alla Russia una capacità di dominazione dell’escalation estremamente flessibile e potente, che gli Stati Uniti non possono in nessun modo contrastare.
Attaccare il Sancta Sanctorum – la “patria” statunitense
Se pensate che la discussione sull’attaccare le portaerei americane sia stata brutta, adesso entreremo nel territorio “Dr. Stranamore” e discuteremo di qualcosa che gli americani trovano assolutamente impensabile: gli attacchi al territorio degli Stati Uniti. È vero, per il resto dell’umanità, qualsiasi guerra per definizione comprende la possibilità reale di attacchi contro le proprie città, città e persone.
Ma per gli americani, che sono abituati a spargere violenza e morte lontano dalle proprie pacifiche città, la nozione di un attacco devastante contro il territorio statunitense è praticamente impensabile. L’11 Settembre, la perdita di 3000 persone innocenti ha messo la grande maggioranza degli americani in uno stato totale di shock che ha causato una massiccia sovra-reazione a tutti i livelli (il che era ovviamente esattamente lo scopo di questa operazione sotto falsa bandiera degli Stati Profondi americano e israeliano). Proprio come per le portaerei, i pericoli di una reazione eccessiva statunitense dovrebbero servire da deterrente per qualsiasi attacco al territorio statunitense.
Ma, proprio come con le portaerei, è vero solo a condizione che la deterrenza esista. Se il territorio russo diventasse oggetto di un attacco statunitense, ciò indicherebbe chiaramente che la deterrenza è fallita, e che le forze armate russe dovrebbero ora passare dalla modalità deterrente alla modalità da combattimento. A questo punto, la sovra-reazione degli americani di essere attaccati o subire perdite potrebbe paradossalmente provocare una sveglia dell’ultimo minuto che indicherebbe a tutti che quello che verrà dopo sarà veramente devastante.
Vi presento il missile balistico intercontinentale (ICBM) RS-28 Sarmat
Sebbene ufficialmente si sappia molto poco del Sarmat e dello Yu-71, la realtà è che Internet è piena di congetture bene informate che ci danno un’idea abbastanza chiara sul tipo di sistemi con cui abbiamo a che fare.
Si può pensare all’RS-28 Sarmat come un successore del già formidabile missile R-36 Voevoda (SS-18 Satan secondo la classificazione statunitense): è un missile balistico intercontinentale pesante e molto potente, con testate multiple che tracciano indipendentemente i bersagli:
  • Peso: 100 tonnellate
  • Carico utile: 10 tonnellate
  • Testate: da 10 a 15
  • Veicoli plananti ipersonici: 3-24 (ovvero lo Yu-71 di cui discuteremo in seguito)
  • Gittata: 10.000 Km
  • Guida: inerziale, satellitare, e tramite navigazione celeste
  • Traiettoria: Capace di utilizzare un sistema di bombardamento orbitale frazionale
l’RS-28 “Sarmat” a combustibile liquido (in questo video del 30-8-17, in anteprima su decamente libera [http://decamentelibera.blogspot.it/2017/09/in-anteprima-come-mosca-e-tornata-la.html], "incredibilmente", la divisione aerospaziale delle forze di difesa russe mostra come sia stato addirittura implementato su piattaforma estremamente agile e mobile) capace di portare tra i 10 ed i 24 MIRV "inintercettabili" x tot. di 50 Mton.
Quest’ultima frase, capace di utilizzare un sistema di bombardamento orbitale frazionale, è cruciale, in quanto significa che a differenza della maggior parte degli ICMB sovietici/russi, i Sarmat non devono volare sul Polo Nord per colpire negli Stati Uniti. Infatti, i Sarmat potrebbero volare sopra il Polo Sud o, se è per questo, in qualsiasi direzione e raggiungere comunque qualsiasi obiettivo negli Stati Uniti. Questa capacità è di per sé più che sufficiente per sconfiggere qualsiasi tecnologia anti-missile statunitense attuale e prevedibile.
Ma poi migliora, o peggiora, a seconda della vostra prospettiva: le testate del Sarmat sono in grado di volare in orbite basse, manovrare e poi gettarsi improvvisamente verso i loro obiettivi. L’unico modo per sconfiggere un simile attacco sarebbe quello di proteggere gli Stati Uniti con un sistema antimissile che li difenda a 360°, cosa che gli Stati Uniti sono lontani decenni dallo sviluppare. E se queste caratteristiche già formidabili non bastassero, ogni Sarmat può portare fino a 3-24 (a seconda di quanti servono) veicoli plananti ipersonici Yu-71.
Vi presento lo spazioplano ipersonico (HGV) Yu-71 (alias “Objekt 4202”)
Ancora una volta, questo è un argomento a malapena trattato dai media, e si possono trovare numerosi articoli che descrivono cos’è un veicolo planante ipersonico e come può essere utilizzato. (il miglior articolo che ho trovato in inglese è stato scritto da Global Security, e si intitola “Objekt 4202/Yu-71/Yu-74” [in inglese]).
Ecco un riassunto di ciò che pensiamo di sapere su questo veicolo:
  • Velocità massima: da Mach 5, secondo Scott Ritter, a Mach 9, secondo una fonte russa quasi ufficiale, a Mach 15, secondo Sputnik [tutti i link in inglese], a Mach 20 (cioè 7 km al secondo, o 25.200 Km/h), secondo Global Security. Qualunque sia la vera velocità, sarà fantastica e molto, molto lontana dal tipo di velocità che i sistemi anti-missile americani attuali o prevedibili potrebbero sperare di raggiungere.
  • Ipermanovrabilità: le fonti russe descrivono lo Yu-71 come “сверхманевренная боеголовка” o “testata ipermanovrabile”. Quello che significa esattamente in termini di sollecitazioni gravitazionali sostenute non ha importanza, perché non si tratta del combattimento aria-aria, ma della capacità di effettuare improvvisi cambiamenti di rotta, rendendo quasi impossibile ai sistemi anti-missili calcolare una soluzione di’attacco.
  • Testata: nucleare e convenzionale/cinetica.
Quest’ultima riga è molto interessante. Ciò significa che, considerando le velocità raggiunte dallo Yu-71, non è necessario dotarlo di una testata convenzionale (ad alto potenziale esplosivo) o nucleare. L’energia cinetica generata dalla sua alta velocità è sufficiente a creare un’esplosione simile a quella che potrebbe generare una grande testata convenzionale o una piccola testata nucleare.
E adesso mescolate il tutto
Avete notato le somiglianze tra il missile Zirkon e la combinazione Sarmat+Yu-71?
In entrambi i casi abbiamo:
  1. un attacco che può provenire da qualsiasi direzione
  2. una velocità d’attacco e una capacità di manovra che rendono impossibile l’intercettazione
  3. la capacità per la Russia di distruggere un bersaglio americano di grande valore in tempi brevissimi
È sorprendente vedere che mentre i decisori statunitensi stavano parlando del loro programma Prompt Global Strike [in inglese], i russi realizzavano efficacemente la propria versione di questa capacità, molto più velocemente degli USA e ad una frazione del costo.
Questi sono tutti modi ideali per “portare la guerra a casa” e per incoraggiare un paese che ha goduto dell’impunità totale per le sue politiche a pensare seriamente alle conseguenze del fare casino con le persone sbagliate.
Per rendere le cose ancora più potenzialmente pericolose per gli Stati Uniti, la stessa geografia che ha protetto gli Stati Uniti per così tanto tempo sta diventando una delle sue principali vulnerabilità. Attualmente il 39% della popolazione americana vive in contee che si trovano sul litorale. Infatti, la densità di popolazione delle contee costiere è più di sei volte superiore alle corrispondenti contee interne (fonte [in inglese]). Nel 2010 l’Ufficio del Censimento degli Stati Uniti d’America ha prodotto una relazione affascinante intitolata “Tendenze della popolazione costiera negli Stati Uniti: dal 1960 al 2008” [in inglese], che mostra che le contee costiere offrono un’“intensa concentrazione di attività economiche e sociali”.
Infatti, un gran numero di città statunitensi, centri industriali e hub economici si trovano vicino alla costa degli Stati Uniti, il che li rende tutti obiettivi *ideali* per gli attacchi missilistici russi convenzionali che potrebbero essere lanciati da lunghe distanze (incluso il mare aperto). E non stiamo parlando di un futuro, ipotetico missile da crociera, stiamo parlando degli stessi missili Kalibr che i russi hanno usato contro i Takfiristi in Siria. Guardate questo video molto ben fatto che spiega come i missili da crociera Kalibr  [3m-54 Klub & Kalibr] possono essere nascosti praticamente ovunque e utilizzati con effetti devastanti su obiettivi militari e/o civili:
La realtà è che il territorio statunitense è estremamente vulnerabile a qualsiasi tipo di attacco. Ciò è solo in parte dovuto ai recenti progressi russi nella tecnologia militare. Ad esempio, le pratiche di produzione o di consegna “al momento” [“just on time” in inglese], volte a ridurre al minimo i costi e il magazzino, sono estremamente pericolose dal punto di vista strategico/militare, dato che bastano piccolissimi inconvenienti (ad esempio nella rete di distribuzione) per creare conseguenze catastrofiche. Allo stesso modo, l’elevata concentrazione di alcune industrie in aree specifiche degli Stati Uniti (il petrolio nel Golfo del Messico) serve solo a indebolire ulteriormente la capacità degli Stati Uniti di adottare qualsiasi tipo di contromisura in caso di guerra.
La maggior parte degli americani che guardano la televisione respingerebbe tutto quanto detto dicendo che “prenderemo a calci in culo chiunque venga a fare casino con noi” o qualcosa di altrettanto sofisticato. E in questo c’è del vero. Ma ciò che indica questa mentalità è anche una totale incapacità mentale di operare in uno scenario in cui la deterrenza è fallita e l’“altro tizio” sta venendo a prendervi. Quella mentalità è la prerogativa dei civili. Coloro che hanno il compito di difendere il proprio paese non possono semplicemente pensare in questo modo, e devono guardare oltre la “soglia della deterrenza”. Sarà a loro che verrà chiesto di risolvere il macello una volta che i civili sono fottuti.
Pare che Georges Clemenceau una volta disse che “la guerra è un affare troppo serio per affidarlo ai militari”. Io credo che sia vero l’esatto contrario, che la guerra sia un affare troppo serio per affidarlo ai civili, specialmente ai neoconservatori americani (la maggior parte dei quali non ha mai trascorso neanche un giorno in uniforme) e che fanno sempre sembrare la prossima guerra facile, sicura e indolore. Ricordate Ken Adleman e la sua famosa “passeggiata” irachena [in inglese]? Lo stesso tipo di feccia oggi è al comando e ci vogliono far credere che anche la prossima guerra sarà una passeggiata, o che essere in rotta di collisione ad alta velocità con la Russia è qualcosa che gli Stati Uniti possono permettersi e dovrebbero quindi impegnarcisi.
L’effetto combinato del mito della superiorità militare statunitense col mito dell’invulnerabilità americana si traduce in un senso americano di distacco, o addirittura di impunità, che non è affatto sostenuto dai fatti. Spero solo vivamente che il popolo degli Stati Uniti non scoprirà quanto si sbagli nel modo più duro.
Nel frattempo, il Capo dello Stato Maggiore Generale russo Gerasimov ha annunciato [in russo] che la Russia ha completato quello che ha definito un “sistema di deterrenza non nucleare” basato sui missili Iskander-M, Kalibr e Kh-101. Secondo il generale Gerasimov, le forze armate russe hanno ora abbastanza sistemi d’arma ad alta precisione per colpire qualsiasi bersaglio entro un raggio di 4000 Km. Inoltre, Gerasimov ha dichiarato che il numero di piattaforme in grado di lanciare tali missili è aumentato di dodici volte, mentre il numero di missili da crociera ad alta precisione è aumentato di 30 volte. Il Generale Gerasimov ha anche spiegato che le capacità combinate del missile Kalibr, del sistema missilistico di difesa costiera mobile Bastion [in inglese] e del sistema di difesa aerea S-400 consentono alla Russia di controllare pienamente lo spazio aereo e la superficie dei mari Baltico, di Barents, del Mar Nero e del Mediterraneo (una A2AD coi fiocchi!). Gerasimov ha concluso il suo briefing dicendo che “lo sviluppo di armi ad alta precisione ha reso possibile spostare il peso principale della dissuasione strategica dalle forze nucleari a quelle non nucleari”.
Per valutare appieno le implicazioni di ciò che Gerasimov ha detto, si prega di considerare questo: la deterrenza è per definizione [in inglese] l’azione di scoraggiare un’azione o un evento attraverso l’innesco di dubbi o paura delle conseguenze. Quello che Gerasimov sta dicendo è che la Russia ha abbastanza capacità convenzionali, non nucleari, per infliggere danni inaccettabili agli USA. Questo è qualcosa di assolutamente nuovo, un fattore fondamentale che può cambiare le carte in tavola. La cosa più importante è la dichiarazione ufficiale di un ufficiale superiore russo, che afferma che gli Stati Uniti non hanno alcuna superiorità tecnologica, e che gli Stati Uniti sono vulnerabili ad un contrattacco devastante, anche convenzionale. Con una breve frase il Generale Gerasimov ha mandato in pensione i due più importanti miti della teoria geostrategica statunitense.
Tenete presente che, a differenza delle loro controparti statunitensi, i russi tendono a sottovalutare le capacità militari russe. Troverete che i media russi sbraitano di come i sistemi d’arma russi siano “assolutamente impressionanti e i migliori al mondo”, ma il personale militare in Russia ha ancora una cultura aziendale di segretezza e di sottovalutazione delle tue capacità reali al nemico. Inoltre, mentre gli ufficiali inferiori possono dire praticamente tutto ciò che vogliono, gli ufficiali superiori sono tenuti a rispettare regole molto rigide, e devono valutare attentamente ogni parola che dicono, in particolare gli ufficiali in servizio. Quindi, quando il Capo di Stato Maggiore dichiara ufficialmente che la Russia ha ora una capacità di deterrenza strategica convenzionale – potete stare sicuri che è vero.
Purtroppo i media occidentali sono ancora bloccati nella modalità “idiota totale” che abbiamo visto durante il transito della portaerei russa dall’Atlantico settentrionale al Mediterraneo: da un lato l’Admiral Kuznetsov è stata presentata come un vecchio secchio arrugginito, mentre dall’altro le forze della NATO l’hanno costantemente tenuta d’occhio come se stesse per attaccare Londra. Allo stesso modo, i politici statunitensi presentano la Russia come una “stazione di servizio”, affermando al tempo stesso che questa “stazione di servizio” ha la capacità di decidere chi vive nella Casa Bianca.
Questo tipo di giornalismo non è solo inutile, ma pericoloso. Da una parte l’affermazione “i russi sono dei bruti arretrati” favorisce un atteggiamento arrogante e spavaldo. Dall’altra, parlare continuamente di false minacce russe si traduce in un caso molto pericoloso di “Al lupo! Al lupo” in cui tutte le possibili minacce russe (comprese quelle molto reali) vengono liquidate come pura propaganda. La realtà è, naturalmente, molto diversa e semplice in modo binario: la Russia non rappresenta assolutamente una minaccia per gli Stati Uniti o per nessun altro (compresi i tre staterelli baltici). Ma se alcuni politici occidentali decidono che sono più intelligenti e più forti di Napoleone o di Hitler, e che finalmente metteranno i russi in ginocchio, allora essi e il loro paese saranno distrutti. Sì, è davvero così semplice.
Il Saker
deca
 

"CILIEGINA sulla torta": il primo missile balistico

sottomarino del mondo, lo Status-6 russo con testata al Cobalto

 
(di Franco Iacch)
Non è mai facile provare a stilare una classifica dei sistemi d’arma più innovativi presentati nell’anno ormai concluso. Peggio, provare a decretarne la migliore, intesa come quella che più ha stupito per concezione, potenza, capacità ed innovazione. E perché no, anche per “cattiveria”, intesa come la possibilità di colpire con devastante potenza i sopravvissuti ad un olocausto nucleare.
Ufficialmente non è ancora in servizio, ma se divenisse realtà, sarebbe un incubo per la NATO e gli USA. Senza dubbio, “l’arma del 2015” è il primo missile balistico sottomarino del mondo: lo Status-6 russo.
Stiamo parlando di un “mostro”. Nello specifico si tratta di un siluro radioattivo a propulsione nucleare in grado di contaminare i target economici delle coste nemiche come le aree di pesca. Secondo la descrizione ufficiale di Mosca, il sistema “Ocean Multipurpose System: Status-6”, è stato progettato per “provocare danni inaccettabili, contaminando vaste zone costiere nemiche rendendole completamente senza vita per lunghi periodi di tempo”. Il prototipo dovrebbe essere pronto entro il 2018 con prove in mare previste per l’anno successivo.
“Il sistema d’arma del 2015” dovrebbe avere un’autonomia di 10.000 chilometri, una capacità di immersione di mille metri ed una velocità di 100 nodi. Due i sottomarini opportunamente modificati per lanciare lo Status-6: il "Belgorod" ed il "Khabarovsk", evoluzioni della classe Oscar II. E’ chiaramente un ICBM sottomarino con una testata al cobalto, un'arma nucleare strategica.
Lo Status-6 è stato progettato per essere un sistema missilistico automatico di rappresaglia. Anzi, è stato progettato esclusivamente per tale scopo. Qualora gli USA dovessero spazzare via la leadership russa con un attacco preventivo, gli Status-6 verrebbero lanciati dalle profondità del mare.
E’ chiaramente un ragionamento da guerra atomica, con fazioni che ormai non hanno nulla da perdere. Appare evidente che se anche gli USA attaccassero preventivamente, sarebbero comunque colpiti, nella migliori delle ipotesi, da almeno cento testate nucleari russe. Lo Status-6 sarebbe solo un pensiero in più, ma non di certo il peggiore.
Ma lo Status-6 non è soltanto una delle tante armi dell’inventario strategico russo, ma è quella definitiva per la sua capacità di creare “zone morte radioattive” a lungo termine. La sua testata al cobalto sarebbe devastante per le risorse naturali come la pesca ed i giacimenti di petrolio offshore. Lo Status-6 è stato progettato per affamare dal mare i sopravvissuti ad un olocausto nucleare. Nonostante ciò, i dubbi sull’Ocean Multipurpose System rimangono.
Ci si chiede, ad esempio, come possa navigare in sicurezza a mille metri di profondità ed a quella velocità. Sappiamo che i russi hanno compiuto enormi progressi nella super-cavitazione, ma quella tecnologia è stata poi impiegata sui sistemi Shkval. Ma i siluri Shkval sono comunque armi tattiche progettate per affondare le navi. Lo Status-6 è invece un'arma nucleare strategica. Contro di essa, non esiste difesa.

deca

"RUSSIA: eseguito il test segreto sul drone a propulsione nucleare: spie USA "si tratta del micidiale STATUS-6"

(di Franco Iacch)
Il primo missile balistico sottomarino del mondo, lo Status-6, nome in codice Kanyon per il Pentagono, è stato testato il 27 novembre 2016 durante un’operazione segreta. Per le agenzie di intelligence Usa non ci sarebbero dubbi: ad essere stato lanciato da un sottomarino classe Sarov, progetto 20120, sarebbe stato l’Ocean Multipurpose System: Status-6.
Andiamo con ordine. Durante le riprese dell’incontro tra Vladimir Putin ed i funzionari della Difesa, che si è svolto a Sochi il nove novembre del 2015, alcune emittenti russe ripresero “sbadatamente” (v. fotogramma apertura) le informazioni del progetto ultra-segreto tra le mani di un generale. Particolarmente moderata fu la reazione del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: "È vero, informazioni classificate sono state riprese dalle telecamere. Alcune le abbiamo fatte cancellare, ma non siamo riusciti a ritirare l’intero girato. Ci auguriamo che questo non accadrà più in futuro”.
In pochi credettero che un progetto del genere fosse sfuggito per una fortuita coincidenza ai militari russi, considerando che la riunione verteva proprio sulle contromisure da adottare in uno scontro ipotetico contro la NATO e gli Stati Uniti (una palese presa per il culo verso i sionisti).
Se il test rilevato il 27 novembre 2016 dal Pentagono, riguardasse proprio lo Status-6, quella avvenuta nel 2015 sarebbe stata una colossale operazione di disinformazione volta a ingannare gli Stati Uniti.
Nel filmato diramato, infatti, si posticipava al 2018 il test in mare del prototipo.
L’Ocean Multipurpose System: Status-6, è un siluro radioattivo a propulsione nucleare in grado di contaminare i target economici delle coste nemiche come le aree di pesca. Secondo la descrizione ufficiale di Mosca, il sistema Ocean Multipurpose System: Status-6 è stato progettato per “provocare danni inaccettabili, contaminando vaste zone costiere nemiche rendendole completamente senza vita per lunghi periodi di tempo”.
Il primo prototipo, contrariamente a quanto ipotizzato in precedenza, è stato testato.
Lo Status-6 dovrebbe avere un’autonomia di 10.000 chilometri, una capacità di immersione di mille metri ed una velocità di 100 nodi: sarebbe certamente in grado di bypassare il sistema di difesa della NATO. È chiaramente un ICBM sottomarino con una testata al cobalto, un'arma nucleare strategica.
Lo Status-6 è stato progettato per essere un sistema missilistico automatico di rappresaglia. Qualora gli USA dovessero spazzare via la leadership russa con un attacco preventivo, gli Status-6 verrebbero lanciati dalle profondità del mare. È chiaramente un ragionamento da guerra atomica, con fazioni che ormai non hanno nulla da perdere. Appare evidente che se anche gli USA attaccassero preventivamente, sarebbero comunque colpiti, nella migliori delle ipotesi, da almeno cento testate nucleari russe.
Lo Status-6 sarebbe solo un pensiero in più, ma non di certo il peggiore. Lo Status-6 non è soltanto una delle tante armi dell’inventario strategico russo, ma è quella definitiva per la sua capacità di creare zone morte radioattive a lungo termine. La sua testata al cobalto sarebbe devastante per le risorse naturali come la pesca ed i giacimenti di petrolio offshore. Lo Status-6 è stato progettato per affamare dal mare i sopravvissuti ad un olocausto nucleare.
Anche sui sottomarini in grado di lanciare lo Status-6, i russi potrebbero aver effettuato un’operazione di depistaggio. Inizialmente si pensava che a lanciare lo Status-6 sarebbero stati il K-139 Belgorod ed il Khabarovsk, sottomarini evoluzioni della classe Oscar II. Del K-139 sappiamo che dovrebbe svolgere missioni di rappresaglia, mentre del Khabarovsk, progetto 09851, simile alla classe Borei, non sappiamo quasi nulla.
Le agenzie di intelligenza statunitensi, però, affermano che a lanciare il prototipo a propulsione nucleare sarebbe stato il B-90 Progetto 20120, sottomarino sperimentale compatibile con il tipo di operazione svolta il 27 novembre 2016.
Il Progetto 20120, ispirato progetto PL 877B, implementa una propulsione radicalmente diversa da qualsiasi altro sottomarino in servizio. Alla propulsione diesel-elettrica standard è associato un reattore nucleare ausiliario designato VAU-6, evidentemente progettato per consentire al sottomarino tempi di immersione maggiori, grazie alla fonte di energia di backup. Il B-90 deriva chiaramente dalla classe Kilo, ma è un banco di prova sperimentale per sistemi d’arma e nuovi reattori.
Quindi è da ritenere certo che tra metà 2017 e inizio 2018 più esemplari di Status-6 siano già operativi.......

deca

domenica 1 ottobre 2017

LA BATTAGLIA DI "BERESINA" DELLA CIA E DEL MOSSAD


Le forze speciali russe respingono un attacco pianificato dagli USA in Siria

denunciano gli USA e rilasciano un duro comunicato


È appena avvenuto qualcosa senza precedenti, in Siria: le forze degli “operatori di "pace" moderati” sostenute dagli USA ed Israele hanno tentato un attacco a sorpresa contro le forze governative siriane situate a nord ed a nordest della città di Hama. Quello che rende unico questo attacco è che si è svolto all’interno di una cosiddetta “zona di de-escalation”, ed uno degli obiettivi chiave dell’attacco era quello di circondare con un movimento a tenaglia, e successivamente catturare, un plotone di agenti della polizia militare russa dispiegato per monitorare e applicare lo status speciale di questa zona.
Le forze di polizia militare russe, composte principalmente da soldati della regione del Caucaso, hanno combattuto contro una forza nemica molto più grande [30 a 1], ed hanno richiesto assistenza. Per la prima volta, almeno ufficialmente, le forze speciali russe sono scese in campo per salvare e portare via i loro compagni.
Allo stesso tempo, i russi hanno inviato un certo numero di velivoli per il supporto aereo ravvicinato [CAS, Close Air Support in inglese], che hanno ucciso parecchie centinaia (850/900) di terroristi “buoni” ["operatori di pace moderati" in gergo tecnico boldriniano] ed hanno respinto l’attacco (fonti russe [in inglese] parlano dell’eliminazione di 850 operatori di pace, 11 carri armati, tre veicoli per il supporto alla fanteria, 46 pickup armati, cinque mortai, 20 camion e 38 depositi di munizioni; qui [in russo] potrete vedere foto dei soldati e degli equipaggiamenti distrutti). Ciò che rende unico questo evento è la reazione ufficiale dei russi su questo evento.
Il Capo del Dipartimento Principale delle Operazioni dello Stato Maggiore Generale russo, il Colonnello Generale Sergej Rudskoj, ha dichiarato che [in inglese]:
“Nonostante gli accordi firmati ad Astana il 15 settembre, i terroristi del Fronte al-Nusra, e unità a loro aggregatesi, che non vogliono rispettare la cessazione delle condizioni d' ostilità, hanno lanciato un’offensiva su vasta scala contro le posizioni delle truppe governative a nord e a nordest di Hama, nella zona di de-escalation di Idlib, dalle ore 8 del 19 settembre (…) Secondo i dati disponibili, l’offensiva è stata avviata dai servizi di intelligence americani per fermare la riuscita avanzata delle truppe governative ad est di Deir el-Zor”.
Oggi altri funzionari russi hanno aggiunto a questa accusa una minaccia non tanto velata. Il portavoce del Ministero della Difesa russo, il Maggior Generale Igor Konashenkov, ha dichiarato [in inglese]:
La Russia ha inequivocabilmente detto ai comandanti delle forze statunitensi nella base aerea di Al Udeid (in Qatar) che non tollererà eventuali bombardamenti dalle aree in cui stazionano le SDF (…) Il fuoco proveniente da posizioni nelle regioni [controllate dalle SDF] sarà soppresso con tutti i mezzi necessari.
Questo non ha precedenti su diversi livelli.
In primo luogo, i russi credono chiaramente che questo tentativo di uccidere o catturare un plotone della polizia militare russa sia stato pianificato dagli Stati Uniti ed Israele. Il fatto che fanno questa accusa ufficialmente mostra il grado di irritazione provato dai russi circa la doppiezza degli americani [vedi il viso nella foto, del Maggior Generale Igor Konashenkov]. In secondo luogo, questa è la prima volta, almeno per quanto ne so io, che le forze delle Spètsnaz russe sono dovute intervenire per salvare un’unità russa circondata. Tutti gli operatori delle Spètsnaz sono sopravvissuti, solamente tre di loro sono stati feriti nell’operazione.
Il supporto ravvicinato di aerei Su-25 a bassissima quota è stato ovviamente coordinato dai controllori aerei avanzati delle Spètsnaz, e probabilmente ha assicurato la vittoria.
In altre parole, si è sfiorato il disastro, e le cose sarebbero potute finire molto male (basta immaginare cosa avrebbero fatto in video i pazzi takfiristi ai soldati russi catturati!). Infine, un attacco organizzato dagli Stati Uniti a quella che doveva essere una zona di “de-escalation”, combinato con un tentativo di catturare soldati russi, alza l’asticella della duplicità americana ad un livello totalmente nuovo.
La grande domanda adesso è “i russi volevano davvero dire quello che hanno detto?” o stanno solo piagnucolando con una vera determinazione a rispondere se necessario?
Ci sono un paio di problemi qui.
In primo luogo, oggettivamente, il contingente russo in Siria è minuscolo rispetto all’enorme potenza del CENTCOM, della NATO e degli israeliani sempre presenti. Non solo, ma in qualsiasi confronto tra Russia e Stati Uniti, la Russia come paese è oggettivamente la parte più debole secondo tutti i parametri, tranne nel caso di uno scambio nucleare. [questa affermazione è comunque clamorosamente smentita dall'articolo che riporto sotto.....ndr.]
E quindi i russi non sono in una posizione di forza. Inoltre, per ragioni storiche e culturali, i russi sono molto più preoccupati dall’avvio di un qualsiasi incidente che potrebbe portare ad una guerra rispetto agli americani, che combattono sempre le loro guerre nel paese di qualcun altro.
Questo potrebbe sembrare paradossale, ma i russi temono la guerra, anche se sono pronti ad essa. A differenza dei russi, gli americani non temono la guerra, ma non sono nemmeno pronti ad essa. In pratica ciò significa che un errore di calcolo americano potrebbe portare benissimo ad una risposta militare russa che stordirebbe gli americani e li costringerebbe ad entrare in una spirale di escalation che nessuno potrebbe controllare.
Ricordate come Hillary promise che avrebbe imposto unilateralmente una cosiddetta zona “interdetta al volo” [“no-fly zone”, in inglese] sulla Siria? Promise non solo di schierare aerei americani sulle forze russe in Siria, ma ha anche di cacciare le Forze Aerospaziali russe dai cieli siriani.
Grazie a Dio, questa strega pazza non è stata eletta, ma sembra che persone con le sue stesse opinioni arroganti e, francamente, del tutto irresponsabili, siano ora in carica sotto Trump.
Ora la mia paura è che dei comandanti incompetenti, arroganti, non troppo lucidi e generalmente ignoranti al Pentagono e alla CIA, ignoreranno semplicemente i chiari segnali d’avvertimento provenienti dai russi, compreso l’annuncio pubblico che, il Cremlino ha dato l’autorità ai comandanti locali russi in Siria di usare la forza per proteggere il personale russo.
In parole povere, questo significa che se verranno attaccati, i russi in Siria non avranno bisogno di consultarsi con Mosca prima di utilizzare la forza per proteggere sé stessi. A proposito, regole d’ingaggio simili sono abbastanza comuni, non c’è nulla di straordinario, ma il fatto che siano state rese pubbliche è, ancora una volta, un messaggio all’Impero Anglo-Sionista e ai terroristi “buoni” che utilizza per cercare di conquistare la Siria.....
Questa volta noi (il mondo) siamo stati fortunati. I syriani hanno combattuto duramente e i terroristi “buoni” sono stati probabilmente sorpresi dalla spietata determinazione delle forze di polizia militare russe (in realtà, composte soprattutto da forze speciali cecene) e degli operatori delle Spètsnaz. Una cosa è combattere i reparti syriani, un’altra affrontare questi guerrieri temprati. Ma la prossima volta l’esito potrebbe essere diverso.
Anche il quadro più grande mi dà molta preoccupazione. I syriani, con l’aiuto iraniano, di Hezbollah e russo, hanno liberato Deir el-Zor, hanno attraversato il fiume Eufrate e si stanno muovendo verso est. In parole povere, questo significa che Stati Uniti e Daesh hanno perso la guerra, e che l’ultima regione siriana con cui gli Anglo-Sionisti possono sperare di dividere il paese (il loro attuale “piano B”) e stabilire una presenza militare americana permanente è ora minacciata dall’avanzata siriana.
La distanza tra le forze statunitensi attualmente schierate in Syria nordorientale e le forze siriane, iraniane, di Hezbollah e russe sta diventando sempre più piccola ogni giorno. Posso solo immaginare come le forze, diciamo iraniane o di Hezbollah, che stanno già “fiutando” la presenza nelle loro vicinanze di forze statunitensi, stiano sbavando affamate per il momento in cui finalmente potranno mettere le mani sul loro più vecchio e più odiato nemico. Mi sento poco dispiaciuto per la prima unità statunitense che entrerà in contatto con le forze iraniane o di Hezbollah.
Adesso gli americani si nascondono dietro i curdi, ma prima o poi gli iraniani o Hezbollah li troveranno. Per quanto riguarda i curdi, la loro situazione in Syria è, per dirla in modo gentile, precaria: sono circondati su tutti i lati dai turchi, dai siriani e dagli iraniani, e l’unica zona che controllano in modo più o meno stabile è in Iraq. Gli americani lo sanno perfettamente, e questo è il motivo dei loro disperati tentativi di fermare i siriani.
Questa è una situazione molto pericolosa: anche se il CENTCOM e la NATO sono di gran lunga i “più tosti del quartiere”, in Siria gli americani sono con le spalle al muro, il loro spazio di manovra si sta riducendo velocemente e non sanno affatto come fermare questo processo. Da qui l’attacco alla zona di de-escalation che abbiamo appena visto.
Spero che alla fine gli americani faranno quello che hanno fatto ad Al-Tanf e facciano semplicemente i bagagli, dichiarino la vittoria, e partano. Quella sarebbe l’unica cosa razionale da fare. Ma dopo aver ascoltato Trump all’ONU, non ho la sensazione che essere razionali sia in cima alla lista delle priorità degli Stati Uniti. Tutto questo è piuttosto spaventoso.

Video che illustrano brevemente l'opera di copertura aerea a difesa dei 29 poliziotti russi....


Le conseguenze della battaglia di Hama

in Syria: Maskirovska e reputazione


I fatti:
In Syria, nella zona di Hama (sud di Idlib, in piena zona di De-Escalation, ovvero tecnicamente pacificata) un grosso attacco dei fanatici islamisti colpisce le forze siriane ed i loro alleati.
L’obiettivo reale, come si vedrà spiegato più avanti è quello di uccidere o possibilmente catturare una colonna di poliziotti militari russi, presenti nella zona teoricamente “pacificata” e armati con blindati leggeri e poco altro.
Il "fato" vuole che non solo i fanatici "operatori di pace moderati" fossero presenti, ma anche forze speciali americane di cia ed nsa, per dargli manforte, dato che, meritatamente, i russi si sono fatti una nomea di ottimi combattenti, in zona.
Il piano teoricamente riesce, i “poliziotti” vengono circondati e le forze russe , iraniane e libanesi, nonché quelle siriane “colte di sorpresa“.
Improvvisamente le cose diventano difficili, per gli attaccanti.
I poliziotti russi danno mostra di una ottima preparazione, e rispondono al fuoco con ferocia; e dimostrano d'avere a disposizione un sacco di munizioni.
Velocemente arrivano sul posto le forze speciali russe, (al loro primo intervento ufficiale sul fronte) che massacrano letteralmente gli assalitori, riportando solo tre feriti nelle loro fila.
Inizia un massiccio contrattacco siriano, preceduto da parecchi attacchi aerei e da ancora più numerosi attacchi di artiglieria.
Per la verifica dei fatti da me narrati vi rimando ai numerosi link posti in fondo, raccolti dal mio amico XYZ.
Non sappiamo se vi fossero agenti americani sul posto, ma, se così fosse giacciono tra i tanti sepolti, a pezzi, a centinaia nelle fosse comuni un paio di giorni dopo, quando si cominciò a ripulire l’area con i bulldozer, i cadaveri erano troppi. [ndr .... quasi 900]
Dobbiamo pensare che i russi siano stati fortunati o che sotto c’era dell’altro?
Le forze syriane e i loro alleati sono al momento occupate dalla parte opposta del fronte, intente ad attraversare l’Eufrate e a ingaggiare battaglia sempre più vicino agli alleati curdi degli USA.
Occorre anche capire la mentalità  peculiare degli abitanti locali.
Dopo l’inizio della guerra civile le forze in campo si sono divise in centinaia di opposte fazioni, ognuna con il suo comandante in capo e la sua brava bandiera, impegnate a combattersi tra di loro e impegnati  in mutevoli alleanze.
Segno di un innato individualismo e di una certa tendenza a cambiare bandiera, ovvero a mettersi dalla parte di chi “vince”.
Ma la “reputazione” è ancora più importante.
Il piano americano era chiaro, persino troppo. I fanatici islamisti avrebbero occupato dei territori di scarsa importanza strategica, ma avrebbero ottenuto lo spostamento di parte delle truppe impiegate sull’Eufrate. La cattura e l’uccisione di quasi trenta soldati russi avrebbe causato un bel danno alla “reputazione” di Mosca.
Immaginate come interpreteranno i combattenti di queste fazioni i fatti elencato sopra. Non vedranno una eroica resistenza di un manipolo di soldati russi incredibilmente fortunati, ma vedranno un bello scherzo tirato agli americani. E il risultato sarà che i russi vedranno aumentarsi la loro già enorme “reputazione”, e gli americani faranno la figura degli stupidi, come, del resto, notoriamene sono.
E, la pervicacia con cui gli americani continuano a cercare di rompere le scatole alle forze di Assad e i loro alleati, quando appare chiaro che la guerra sul campo è già persa, non depone certo a loro favore, i syriani, non cerebrolesi, lo capiscono benissimo.....
Gli arabi capiscono benissimo il concetto di ” ritirata strategica”.  Non è altro che un modo per riorganizzare le forze e attaccare in un secondo momento.
Capiscono perfettamente anche il concetto di Taqiyya
Taqiyya: è un termine arabo che significa letteralmente come paura, stare in guardia, circospezione, timore di Dio, santità, ambiguità o dissimulazione, menzogna. Significa dissimulare  se si combatte o se si è in pericolo.
Nella pratica musulmana è consentito mentire in quattro occasioni:
1) per salvare una o più vite
2) per portare la pace in uno scontro
3) per convincere una donna
4) se ci si prepara ad uno scontro, per non fornire indicazioni al nemico.
Il pratica gli arabi si aspettano che gli americani si ritirino in posizioni defilate o che addirittura si pongano lingua in bocca con i russi, fingendo di allearsi con loro.
Per poi fotterli in un secondo momento.
Per loro è il corretto modo di comportarsi, con un nemico.
Un precetto coranico, addirittura.
Gli ammerregani continuano a fare di tutto per rompere le scatole, combattono e non combattono, forniscono armi ma negano di farlo, inviano soldati ma di nascosto,  ecc. ecc.
Questo modo di agire è non solo è stupido per gli arabi, ma li fa addirittura apparire deboli, come se avessero paura di qualche migliaio di soldati russi.
Osserviamo le reazioni israeliane, per esempio. A Tel Aviv capiscono bene la mentalità araba. Dopo la sconfitta militare in Libano gli israeliani si sono calmati, e non vogliono  rischiare di perdere la “faccia” attaccando in forze.
Tramano nell’ombra e conducono piccoli attacchi, un paio di missili alla volta, irrilevanti in termini militari ma “simbolici”, ovvero dimostrano di essere pronti allo scontro, se necessario.
I militari russi, d’altro canto, non credono nella bugia tout court né negli attacchi dimostrativi (concezione del tutto aliena per loro), ma nella Maskirovska.
La maskirovska è un concetto militare molto complesso.
Significa non solo mentire, ma fare apparire al nemico una rappresentazione della realtà completamente diversa dalla situazione reale.
Apparire deboli quando si è forti, e viceversa. Come 29 poveri soldati russi, debolmente  armati che sia avventurano in mezzo al nulla, ghiotto boccone per i fanatici islamisti, che già sognano di fare una pila di teste di nemici da mostrare al mondo.
I satelliti americani spiano, e non osservano truppe nella zona.
Le spie confermano che in quella zona le forze syriane sono male armate, e che gli aerei russi sono impiegate in altre zone del fronte.
Persino i cannoni sono stati spostati, la zona è “pacificata”. Un attacco viene pianificato, e va a finire nel peggiore modo possibile.
Tutti gli assalitori morti:
...e nessun russo ucciso.....
Dal giorno seguente, fino ai primi d'ottobre, quasi 1.000 attacchi aerei martelleranno tutti i punti salienti della zona, e faranno strage totale, intervallati da innumerevoli colpi d'artiglieria, cannoni , improvvisamente teletrasportati nella zona di combattimento......

Non siamo davanti solo ad uno scontro tra nazioni, ma tra gruppi di nazioni con interessi e mentalità diversi.
Una guerra portata avanti da una parte con mosse politiche, armi fetenti e costosissime impiegate contro pecorai. Senza dimenticare  l’impiego di ogni mezzo mediatico possibile, una falsificazione della verità paragonabile solo all’inferno distopico di 1984, alla quale gli ilici della penisola italica credono ciecamente.....
Dall’altra parte nessun effetto speciale, solo sano e vecchio “artigianato” bellico. Si decide quale è il nemico e lo si ammazza, senza starci a ragionare sopra. 
Utilizzando armi “ignoranti”, ma che costano poco e funzionano bene. Agli alleati e nei media da loro controllati si spiega bene cosa sta succedendo, è in corso una guerra per spartirsi il pianeta, e gli USA sono indeboliti dalle lotte interne…
La battaglia è ancora aperta, ormai i fanatici islamici sono alle corde e le forze russe ed americane sono vicine ad uno scontro diretto.
Fino all’ultimo curdo.....

By Nuke Di Liberticida (www.liberticida.altervista.org) e OraZero (orazero.altervista.org)

deca


Pesante sconfitta dell’alleanza USA-ISIS-Israele in Syria

Alessandro Lattanzio


L’alleanza tra Stati Uniti d’America e Stato Islamico di Iraq e Levante (SIIL) ha perso la guerra in Siria, assieme all’ultima regione siriana, da cui i sionisti-statunitensi si giocano le ultime carte per dividere la Siria e imporvi l’occupazione militare statunitense.
  
Il Ministero della Difesa russo rilasciava un video sulle posizioni dello SIIL a nord della città di Dayr al-Zur, in Siria orientale, che mostra mezzi militari statunitensi schierati nella zona. “Le fotografie aeree scattate il 8-12 settembre 2017 nelle aree occupate dalle forze dello SIIL, rilevano numerosi veicoli corazzati Hummer utilizzati dalle forze speciali dell’esercito statunitense“.
Unità delle forze speciali erano schierate nelle postazioni create dai terroristi dello SIIL, senza tuttavia che si registrassero scontri tra terroristi e soldati statunitensi.
Breve servizio televisivo della tv pubblica della federazione russa, ovviamente censurato in corp. €uropa
“Nonostante le fortificazioni delle forze armate statunitensi siano erette laddove i terroristi dello SIIL sono attualmente dispiegati, non vi sono nemmeno i segni dell’organizzazione di opere di difesa, dimostrando che i militari statunitensi che vi si trovano, si sentano completamente al sicuro nelle aree occupate dagli 'operatori di pace moderati'“.
Il portavoce del Ministro della Difesa russo, Generale Konashenkov, dichiarava che gli Stati Uniti sostengono l'ISIS, facendo finta di combatterlo da 3 anni; “i terroristi che hanno attaccato le truppe syriane a Dayr al-Zur provenivano da nord, dove sono ubicate le forze speciali statunitensi e le basi delle forze nondemocratiche siriane. Inoltre, nelle ultime 24 ore c’è stato un drastico aumento del livello delle acque del fiume Eufrate, rendendo difficile all’Esercito arabo siriano attraversare il fiume.
Non ci sono state piogge.
I siriani dicono che l’unico modo per cui ciò succedesse era che l’acqua fluisse dalle dighe a monte, occupate dall’opposizione controllata dalla coalizione statunitense. Mentre la fine dello SIIL si avvicina in Syria, è chiaro chi lo combatte veramente e chi ha fatto finta di combatterlo negli ultimi 3 anni. 
Se la coalizione internazionalista imperialista sionista guidata dagli USA preferisce non combattere il terrorismo in Siria, il minimo che può fare è lasciare in pace chi lo combatte in modo coerente ed efficace. Nonostante ciò, l’Esercito arabo syriano, con il sostegno della forza aerea russa, continua ad allargare la testa di ponte sulla sponda orientale dell’Eufrate, liberando 160 chilometri quadrati dagli "operatori di pace moderati".
Ricordo che questa è una regione ricca di petrolio, che alimenta i terroristi. Perciò gli statunitensi sono così decisi a sabotarlo”.
In riferimento al tentativo dei servizi segreti statunitensi di sequestrare 29 poliziotti militari russi, si svolse una battaglia di 7 ore che si concludeva con la disfatta dei terroristi islamisti e dei loro istruttori statunitensi. 
Il Ministero della Difesa russo dichiarava che i servizi segreti statunitensi avevano diretto l’attacco islamista contro le forze russo-syriane con l’obiettivo di sequestrare 29 militari russi, scatenando pesanti combattimenti tra truppe russe e forze sostenute dagli USA, che subivano perdite devastanti: 850 terroristi, 11 carri armati, 46 tecniche, 20 autocarri e 38 depositi di munizioni dell’Hayat Tahrir al-Sham distrutti dalle forze aerospaziali russe.
Dichiarazione del Ministero della Difesa della Federazione russa sulla situazione in Syria e l’azione degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo in Syria: “L’intelligence degli Stati Uniti ha organizzato un pesante attacco del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra (Hayat Tahrir al-Sham) alla periferia di Hama, città situata in una zona di de-escalation, violando l’accordo di cessate il fuoco. Assalivano le difese governative, cercando di circondarle assieme a un’unità militare russa, ferendo 3 soldati russi. Il motivo era il tentativo del Pentagono d’impedire all’Esercito arabo siriano di avanzare ad est di Dayr al-Zur, contrastando i piani geopolitici statunitensi. Ad Astana, 5 giorni prima, era stato firmato un accordo di cessate il fuoco, ma Jabhat al-Nusra non voleva rispettarlo. I terroristi lanciavano un grande attacco alle truppe governative nella provincia di Idlib, una delle quattro zone di de-escalation. Il Ministero della Difesa russo indicava che l’attacco fu preparato con una notevole potenza di fuoco. I terroristi utilizzarono carri armati e veicoli da combattimento per la fanteria, riuscendo a violare le difese delle forze governative per 12 km.
Un altro compito di Jabhat al-Nusra era sequestrare un’unità militare militare russa; un plotone in Syria per il rispetto della pace. Il Ministero suppone che i terroristi fossero guidati dall’estero. Secondo i dati disponibili, l’attacco fu orchestrato dai servizi d’intelligence statunitensi per impedire il successo delle truppe governative ad est di Dayr al-Zur. A causa dell’attacco dei terroristi, il plotone della polizia militare fu bloccato, ma respinse gli attacchi per diverse ore da un nemico soverchiante, al fianco dell’unità della tribù Muali che aveva firmato l’accordo di cessate il fuoco e affrontava una situazione difficile. I militari russi crearono immediatamente il gruppo per recuperare i poliziotti, sostenuto dai velivoli d’attacco Su-25 che attaccavano a bassa quota.
Di conseguenza, l’accerchiamento fu spezzato. Tre i russi rimasti feriti. L’operazione fermò i terroristi infliggendogli un grave colpo.
Tutti i protagonisti sono stati decorati
Per 24 ore, attacchi aerei e d’artiglieria colpivano 187 obiettivi, eliminando 850 terroristi, 11 carri armati, 4 veicoli da combattimento per la fanteria, 46 pickup, 5 mortai, 20 camion e 38 depositi di armi. Sfruttando la situazione, le truppe del governo syriano lanciavano la controffensiva, respingendo il nemico sionista”. Infine, il 23 settembre, oltre 100 terroristi di Jabhat al-Nusra e del Faylaq al-Sham venivano eliminati da un attacco aereo russo sul comando sotterraneo del Faylaq al-Sham di Tal Mardiq, ad est di Idlib.
Nel frattempo, il Ministro degli Esteri syriano Walid al-Mualam incontrava il Ministro degli Esteri iracheno Ibrahim al-Jafari per discutere di cooperazione e coordinamento tra Syria e Iraq.
Al-Mualam informava al-Jafari sugli ultimi sviluppi delle Forze Armate syriane, sottolineando l’aggressione della “coalizione internazionalista imperialista sionista” guidata dagli Stati Uniti in Syria, dove uccide civili inermi e tenta di ostacolare l’avanzata dell’Esercito arabo syriano contro lo SIIL.
Inoltre affermava che la Syria riconosce un Iraq unito e si oppone ai tentativi di dividerlo. Al-Jafari notava la necessità di continuare il coordinamento e la cooperazione dei due Paesi nella lotta al terrorismo, rilevando che l’Iraq cerca di consolidare la sicurezza sul confine syriano-iracheno.
Al-Mualam incontrava anche il Ministro degli Esteri armeno Edward Nalbandian. Nalbandian affermava che il governo armeno sostiene il governo syriano nella lotta al terrorismo, esprimendo disponibilità a contribuire alla ricostruzione. Infine, al-Mualam discuteva con il rappresentante algerino Abdalqadir Masahil, dove Masahil ribadiva il forte sostegno del suo Paese agli sforzi della Syria per combattere il terrorismo e a preservare l’unità e l’integrità territoriale, affermando il rigetto da parte dell’Algeria delle interferenze estere.
Sempre il 23 settembre, il capo di Stato Maggiore dell’esercito iracheno, Generale Uthman al-Ghanimi, giungeva ad Ankara per incontrare l’omologo turco Generale Hulusi Akar presso il comando supremo turco.
I due generali hanno discusso del referendum curdo iracheno ritenuto illegittimo e sottolineavano l’importanza dell’integrità territoriale dell’Iraq.
 


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Daesh fighter

Klintsevich: il mondo deve esprimersi

sulla collaborazione tra USA e Daesh


La comunità internazionale, compreso il Consiglio di sicurezza dell’ONU, deve dare il proprio giudizio alla collaborazione tra gli USA e lo Stato Islamico in Siria, ha dichiarato a RIA Novosti il primo vice presidente del comitato del Consiglio della Federazione per la difesa e la sicurezza Franz Klintsevich.
In precedenza il Ministero della difesa russo ha pubblicato delle foto aeree delle zone occupate dallo Stato Islamico a nord di Deir-ez-zor. Nelle foto si vedono degli Humvee americani in servizio presso le forze speciali statunitensi, le quali assieme alle unità delle Forze democratiche siriane avanzano lungo la riva sinistra dell'Eufrate. Secondo i dati del Ministero sul percorso delle forze speciali non ci sono segni di combattimenti né di raid aerei da parte della coalizione.
Nonostante il fatto che i capisaldi delle unità delle forze armate degli USA si trovano in aree occupate dai terorristi, non ci sono segni di combattimenti", si legge in un comunicato dell'agenzia, pubblicato in Facebook.
Il Ministero della difesa ha sottolineato che questo indica che "tutte le truppe americane si sentono perfettamente al sicuro" nelle zone occupate dai terroristi.
Secondo i dati del Ministero della difesa russo le forze speciali delle forze armate americane garantiscono alle forze democratiche siriane un avanzamento senza ostacoli attraverso le unità dello Stato Islamico. Le unità delle Forze nondemocratiche siriane avanzano lungo la riva sinistra del fiume Eufrate in direzione di Deir ez Zor senza incontrare nessuna resistenza ha dichiarato al Ministero della difesa a RIA Novosti.
"La collaborazione tra lo Stato Islamico e gli USA non è un'ipotesi. È un dato di fatto. Le foto aeree del Ministero hanno confermato quello che ho detto personalmente diverse volte: gli americani in Syria e in tutto il mondo sono pronti a fare un patto col diavolo stesso pure di perseguire i propri interessi" ha detto il Senatore all'agenzia.

Ha dichiarato che "avendo creato questa organizzazione terroristica, i servizi segreti statunitensi hanno collaborato con essa per tutta la guerra syriana, ma recentemente, quando gli Stati Uniti hanno compreso che gli eventi in Medio Oriente hanno iniziato a svilupparsi secondo uno scenario a loro non gradito, questa interazione è diventata particolarmente intensa", crede il politico.

Secondo Klintsevich, in questa situazione non è necessario accusare gli USA di tradimento. "Sono stati traditi i fedeli alleati degli Stati Uniti" il deputato ha detto, notando che gli Stati Uniti hanno "calpestato tutte le regole scritte e non scritte delle relazioni internazionali coprendosi di una vergogna indelebile". "Basti pensare a questa frase: gli Stati Uniti, che si fanno chiamare baluardo della democrazia e dell'umanesimo, collaborano con l'organizzazione più misantropica del mondo.
Scoprono che è impossibile collaborare con la Corea del Nord, e con lo Stato Islamico è possibile?" ha ribadito Klintsevich. "Questa è senza dubbio una questione da discutere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite" ha detto Klintsevich.

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E PER CONCLUDERE... VI SPIEGO IL MOTIVO PER IL QUALE I SIONISTI NON SCATENANO LA GUERRA CONTRO LA RUSSIA ......

La potenza di fuoco russa in Siria

DI ANDREI MARTYANOV
unz.com

Quanto si tratta di armi, le dimensioni sono importanti, così come gittata e velocità. C’è un piccolo contingente militare russo in Syria che crea grandi problemi agli americani, che si dice vogliano attaccare la base aerea Khmeimim.
Molti personaggi influenti in America non solo stanno considerando l’opzione, ma la stanno spingendo. Il tenente colonnello Ralph Peters non fa giri di parole quando si tratta di attaccare i russi: “la situazione potrebbe andare fuori controllo. In quel caso, dobbiamo vincere con rapidità e decisione – mantenendo le cose all’interno della Syria”.
Peters ed altri capi militari avranno sicuramente studiato gli strateghi del passato, da Clausewitz a Moltke a Guderian, ma bombardare i Russi a Khmeimim non ha senso. Gli Stati Uniti ovviamente possono sganciare il proprio arsenale e sterminare gli armamenti russi, siano essi SU-35, S-300 o S-400, con alta probabilità di mantenere l’intero conflitto confinato in Syria. Ma non è così scontato.
Che la Russia sia una superpotenza nucleare è indubbio, lo sanno tutti, anche i russofobi americani più accaniti. La Syria, però, è un po’ diversa: l’escalation verso un conflitto nucleare, infatti, potrebbe essere controllata da chi è più forte in un conflitto convenzionale.
Il problema qui è proprio il concetto di guerra convenzionale – un tipo preciso di conflitto su cui i militari statunitensi si sono gettati negli ultimi 30 anni, vantando di essere in grado di gestire qualsiasi tipo di avversario.
Alla base di questo approccio stava la convinzione americana di avere le migliori armi stand-off (1). L’aggressione contro la Jugoslavia dimostrò che le forze armate potevano sopraffare la difesa aerea di una nazione come la Serbia abbastanza velocemente e da distanze ben al di là della portata delle sue obsolete difese aeree. Le migliaia di missili da crociera Tomahawk resero la difesa aerea serba praticamente inutile dopo le prime due settimane di incessanti bombardamenti.
Ma il problema per gli Stati Uniti scatta qui: la Russia può fronteggiare questo ipotetico conflitto convenzionale ben più della Syria. Può infatti rispondere colpo su colpo in qualsiasi parte del Medio Oriente, essendo dotata del più avanzato arsenale di armi stand-off ad alta precisione ad oggi noto.
Per questo è abbastanza ridicolo parlare di “sconfiggere” il contingente russo in Syria. La guerra non è una sparatoria, comincia nelle sale operative e negli uffici politici ben prima che venga sparato il primo colpo. Se il contingente russo in Syria fosse stato dispiegato diciamo nel 2005, lo scenario di Peters non avrebbe avuto grandi ostacoli. Ma non è il 2005 e la Russia è in grado di contraccare efficacemente in caso di attacco convenzionale su Khmeimim.
Alcuni giorni fa, a seguito della morte del tenente generale (2) Asapov in Syria, sicuramente “favorita” dalla cosiddetta "Coalizione internazionalista imperialista sionista", in prossimità della liberata Deir-ez-Zour, l’aviazione strategica russa ha lanciato dei missili da crociera X-101 a lungo raggio verso bersagli ISIS in Syria.
Non è una novità che i russi usino missili da crociera con più di 5.500 chilometri di gittata, né che la Marina lanci 3M-54 Калибр della famiglia Kalibr con più di 2.500 km di gittata da qualsiasi parte del Mediterraneo orientale o del Mar Caspio.
Queste gittate sono fuori portata per qualsiasi arma difensiva americana, come il Tomahawk TLAM-A Block II che al massimo ne ha una di circa 2.500 chilometri ed il TLAM Block IV che ne ha una di 1.600 chilometri.
IL DOCUMENTARIO è DATATO, MA è RAPPRESENTATIVO DI COME LA FED. RUSSA è IN GRADO DI ANNICHILIRE GLI YANKEES....

La Raytheon dice che questi missili ed il Tomahawk sono in grado di colpire obiettivi in movimento. Le cose importanti però sono gittata e precisione e questo è un po’ il punto debole degli U.S.A.
La portata offre una flessibilità operativa senza precedenti ed il lancio dell'altro ieri dai bombardieri strategici russi Tu-95 Bears ha lanciato un messaggio molto chiaro – non in termini della gittata degli X-101, ci sono in costruzione missili da crociera con distanze ancor maggiori, fino a 10.000 chilometri. Il messaggio stava nel fatto che i missili sono stati lanciati dallo spazio aereo iraniano ed iracheno.
Non ce n’era bisogno, si poteva fare più comodamente dall’area del Mar Caspio.
Ma i Bears hanno lanciato i missili mentre venivano portati nello spazio aereo iraniano da Su-30 e Su-35 delle Forze Spaziali Aeree russe e questo, oltre a dimostrare di poter raggiungere qualsiasi asset terrestre americano nell’area, ha lanciato un segnale inquietante.
L’Iran sa bene che, dovessero gli americani attaccare i russi in Syria, verrebbe immediatamente “coinvolto”, volente o no.

Per cui, perché non prepararsi al meglio a quando resterà solo l’opzione nucleare? Ecco dunque che avere forze russe al proprio fianco e nel proprio spazio aereo aiuta notevolmente.
Ma ciò apre anche ad un’altra grave possibilità in caso di conflitto convenzionale tra Russia e Stati Uniti – scenario che i neocon sognano.
Mettendo da parte le emozioni e guardando i dati, la Dottrina Militare russa, riaffermata nell’Edizione 2014, dal 2010 considera l’uso delle stand-off High Precision come una chiave della strategia di contenimento, come l’articolo 26 della suddetta dottrina chiaramente afferma. La Russia non vuole la guerra con gli Stati Uniti, ma se spinta è in grado non solo di raggiungere gli asset terrestri statunitensi, come il nucleo CENTCOM in Qatar, ma, cosa ancor più significativa, anche quelli navali nel Golfo Persico.
Oltre a 66 bombardieri strategici di lunga portata, i Tu-160 e Tu-95, la Russia ha a disposizione più di 100 bombardieri TU-22M3, molti dei quali sono capaci sia di rifornirsi in volo sia di portare un’arma piuttosto intimidatoria: il missile da crociera X-32 (Kh-32), la cui gittata è di 1.000 chilometri e la cui velocità supera i 4.2 Mach. Questo missile è stato precipuamente progettato per colpire qualsiasi cosa si muova sulla superficie del mare.
Il missile non è intercettabile e , come dimostrato ieri, l’Iran non ha problemi a consentire a questi TU-22M3 di operare nel proprio spazio aereo. Lanciata dalla zona di Darab, la salva non solo coprirebbe tutto il Golfo Persico ma chiuderebbe il Golfo di Oman a qualsiasi forza navale.
Nessuna nave e nessun Carrier Battle Group sarebbe in grado di entrare in questo settore in caso di conflitto convenzionale con la Russia in Syria.
La salva di 3M-54 Калибр dal Mar Caspio del 7 ottobre 2015 ha impressionato così tanto la USS Theodore Roosevelt ed il suo CBG da costringerle ad abbandonare quasi immediatamente il Golfo!!! Ah ah ah ah ah.....
Questo semplice fatto dimostra perché per due anni un piccolo contingente militare russo sia stato in grado di operare in modo efficace in Syria e, difatti, imporre condizioni nella zona delle proprie operazioni. 
Il contingente non è solo una base militare, è una forza strettamente integrata con le Forze Armate, e sono queste ultime a decidere l’eventuale escalation. Speriamo solo che tutto quanto sopra descritto rimanga solo speculazione e non abbia alcuna base nella vita reale – se questi scenari non si avverano è meglio per tutti.
Fonte: www.unz.com
Link: http://www.unz.com/article/russia-the-800-pound-gorilla
27.09.2017
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG
NOTE:
(1) Gli armamenti di tipo stand-off (tipicamente sono missili) sono quegli armamenti che possono essere lanciati da una distanza così lunga da consentire all’attaccante di restare al di fuori della portata delle armi difensive dell’attaccato. http://encyclopedia2.thefreedictionary.com/standoff+weapon
http://en.wikipedia.org/wiki/Standoff_missile
(2) Generale a due stelle, corrispondente al grado italiano di Generale di divisione.

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