Non troveremo mai la verità se non saremo disposti ad accettare anche ciò che non ci saremmo mai aspettato ....
--- "Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia" - Alejandro Jodorowsky
‘Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere.’ - Eric Arthur Blair
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Il parlamentare €uropeo non può fare le leggi, ma che parlamentare è allora?
Il parlamento €uropeo è l'unico parlamento che non può fare le leggi ….
Le leggi in €uropa le fa la Commissione €uropea, sono autocrati, non eletti da nessuno, e le loro "leggi" valgono per tutti.
Il parlamento €uropeo può contestarle?
Sì, ma nella realtà NO, perché il procedimento è estremamente complesso, prima deve passare per una commissione apposita del parlamento, poi deve avere l'assenso della [1] conferenza dei presidenti della commissione, poi deve avere l'assenso del 55% del Consiglio €uropeo, oppure della maggioranza assoluta dei parlamentari €uropei, e se un parlamentare €uropeo chiede alla Commissione €uropea di vedere una legge che la Commissione sta facendo, la stessa può rispondere tranquillamente: NO non te la faccio vedere e punto.
Il secondo pinocchio della lista .…
Può il parlamentare €uropeo bocciare il Presidente della Commissione e tutta la Commissione?
Parrebbe di sì, ma nella realtà NO, perché la Commissione ed il Presidente si ripresentano, il parlamentare li riboccia, a questo punto nasce la crisi "costituzionale" che viene risolta dalla Corte €uropea di giustizia, che nessuno di noi potrà mai eleggere e che, fa quello che le pare …..
Il terzo e non ultimo … pinocchio della lista .…
I trattati economici sovranazionali imposti nell'ombra a noi
cittadini : può il parlamentare €uropeo cambiare questi trattati che
c'hanno imposto?
MA neanche per sogno, la procedura per potere cambiare i trattati €uropei è più complessa della fisica teorica, sono migliaia di pagine e di codicilli, ed in realtà chi potrebbe agire sarebbe solamente il Consiglio €uropeo per il quale anche un solo Stato può bloccare l'azione ponendo il veto.
La procedura per cambiare i trattati che c' hanno imposto esula
di molto le umane possibilità di uno sfigato di piddino, leghista o
pentastellato che voglia cambiare una sola virgola.
Un lucidissimo e sempre molto preparato Paolo Barnard perde tempo per provare a regalarvi nozioni ….
Chi ha ideato ed imposto il trattato di Lisbona, che sgoverna
l'€uropa della plebe, era un sionista con grande cervello e grande
capacità, e quindi non era un fesso : i fessi sono quelli che Vi
raccontano che, vincendo le elezioni del parlamento finto €uropeo, si
potrà cambiare tutto, quando in realtà non si potrà cambiare proprio
nulla … "siamo €uropei" … Ah ah ah ah
Paolo Barnard lucidissimo, rischiando fisicamente la propria vita, spiega il piùOSCENO TRADIMENTO della classe media della storia occidentale, l'Italia dell'operaio che risparmiava il 25% in media …... ad oggi ……
ORA, VISTO CHE HO SCRITTO QUESTO ARTICOLO NELLA MANIERA PIU'
ELEMENTARE POSSIBILE, PROVANDO A FARMI CAPIRE DAL 95% DEI NOSTRI
LETTORI, TIPICAMENTE ANALFABETA FUNZIONALE
MI AUGURO CHE COMPRENDANO CHE ALLE URNE €UROPEE DOVRANNO PRENDERE
LA SCHEDA E DOPO AVERLA AVUTA IN MANO, RESTITUIRLA ED ABIURARE IL VOTO
CHE, SARA' VALIDO MA NON AVALLERA' NESSUN PARTITO O MOVIMENTO,
SARA' UNO SCHIAFFO AL SIONISMO CHE VI RENDE SCHIAVI FELICI …..
SEGUIRANNO ISTRUZIONI!
deca paradigma
produzioni
1: Conferenza dei presidenti (Parlamento €uropeo) : La conferenza dei presidenti è un organismo del Parlamento €uropeo. È composta dal presidente del Parlamento €uropeo e dai presidenti dei gruppi politici.
I presidenti dei gruppi politici possono farsi rappresentare da un
altro membro del proprio gruppo. Alla riunioni partecipa inoltre, senza
diritto di voto, un deputato non iscritto,
invitato dal presidente del Parlamento. Decide quando possibile per
consenso; quando questo non è possibile si vota e il peso del voto
dipende dal numero di deputati rappresentati. La conferenza dei
presidenti delibera sull'organizzazione dei lavori del Parlamento e
sulle relazioni con le altre istituzioni e organi dell'Unione €uropea.
Presenta al Parlamento proposte relative a composizione e competenze
delle commissioni e delle delegazioni.
Cose che i ragazzi svegli sanno (o che dovrebbero sapere)
La
vita ci riserva coincidenze e sorprese. Qualche tempo fa, mentre
aspettavamo insieme suo padre, il figlio di un amico mi ha fatto una
domanda, una di quelle che i ragazzi svegli della sua età non fanno ai
“vecchi”, agli adulti, perché sanno che non avranno risposta.
Perché
fin da piccoli hanno capito che quando le domande diventano
“indigeste”, gli adulti tendono a cambiare discorso, a non rispondere, a
dissimulare, a dire stupidaggini, raramente ad ammettere la loro
ignoranza.
Sentirmi rivolgere una domanda come quella mi ha
sorpreso tanto da lasciarmi senza parole. La vita offre maestri ben
strani, soprattutto in tempi come questi. Maestri strani e spesso
indegni. Sarebbe stato semplice fare come gli altri, ma dopo aver
incontrato il suo sguardo ho cambiato idea.
La domanda?
“Come è possibile vivere felici in questo mondo di merda?”
Un
tema su cui, lo ammetto, ho argomenti da spendere. E forse è per quello
che gli ho risposto. “Vuoi la risposta breve o quella lunga?” ho
chiesto e al suo silenzio ho aggiunto “allora lunga sia.”
Così
l’ho guardato negli occhi e gli ho detto quello che penso di aver capito
dalla vita, dopo tutti gli errori, le porte in faccia, le occasioni
mancate e i miracoli su cui ho inciampato.
Quello che nessuno mi
ha spiegato da ragazzo, ma che dovrebbero spiegare sui banchi di scuola o
almeno in famiglia. Quello che i ragazzi svegli sanno o intuiscono,
mentre quelli tordi come il sottoscritto imparano per esperienza
personale. Un’esperienza spesso amara o dolorosa.
La realtà e il mondo
Realtà e mondo sono due cose molto diverse,
la realtà è fatta di oggetti, cose, materia ed energia, è lo spazio 3D
in cui viviamo, la nostra città, la terra, l’universo attorno a noi;
mentre il mondo, o meglio i mondi in cui noi esseri umani viviamo sono
porzioni delimitate della realtà fatte di come e quando, di eventi, di
punti di vista, simboli e significati.
Questa distinzione è
concreta e determinata dalla nostra biologia e neurologia, cioè dalle
caratteristiche e dai limiti del nostro organismo, del nostro cervello e
della nostra mente. Non percepiamo le cose e i fatti come sono, ma
attraverso i nostri sensi e i loro limiti e attraverso l’elaborazione e
l’interpretazione che ne fa la mente.
Vediamo il mondo attraverso i sensi
Noi percepiamo e conosciamo il mondo attraverso i nostri nove sensi (vedi post “I 9 sensi e il flusso”):
la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto, il gusto, il senso
dell’equilibrio, la propriocezione (senso posturale), la termopercezione
e la nocicezione (senso del dolore). L’organo sensoriale raccoglie lo
stimolo, lo trasforma in segnali elettrici e lo invia al cervello che
analizza i segnali sensoriali in molti modi diversi, determinati dalla
nostra evoluzione, e li condivide con la nostra coscienza e con altri
strumenti cerebrali.
I sensi sono limitati, sia
perché rilevano solo una parte della realtà, vedi i limiti dello spettro
visivo e uditivo, sia perché sono caratterizzati da limitazioni
biologiche. Per esempio i nostri occhi hanno un punto cieco e vedono le
immagini rovesciate, problemi che il cervello corregge senza che ce ne
rendiamo conto.
A questi limiti si aggiungono i limiti della
mente, della sua analisi ed elaborazione che comporta correzioni,
filtri, generalizzazioni e interpretazioni. Alcuni esempi sono i limiti
dell’attenzione, della memoria, le illusioni sensoriali, il fenomeno del
priming, eccetera. Quindi possiamo affermare che noi percepiamo una porzione limitata, elaborata, corretta, filtrata e interpretata della realtà.
Entriamo in scena a spettacolo avviato
Dal nostro punto di vista la nostra vita è una storia unica e speciale di cui noi siamo protagonisti, ed è vero, ma siamo troppo presi da noi stessi da dimenticare che siamo comparse in una storia più grande,
anzi in molte storie diverse. Siamo coprotagonisti nella storia della
nostra famiglia, siamo personaggi secondari nella storia della nostra
comunità, sia essa la parrocchia, la scuola, la città e così via, siamo
comparse nella storia del nostro stato e del mondo intero.
Sì,
possiamo diventare importanti, protagonisti anche nelle storie più
grandi, attraverso i nostri talenti, l’impegno, la passione, la fortuna,
l’eredità, i nostri peccati. Ma quello che voglio sottolineare è che quando noi nasciamo, entriamo a far parte di storie più grandi.
Non solo. Quando nasciamo entriamo in queste storie a spettacolo avviato.
Quindi dietro di noi c’è un passato, i decenni della nostra famiglia, i
secoli della nostra comunità e del nostro paese, i millenni della
storia dell’uomo. E questo passato ha un peso, questo passato è in noi e
nelle persone attorno a noi. In bene e in male. Talvolta lo chiamiamo
cultura, talvolta Storia con la esse maiuscola, talvolta sono colpe ed
eredità che non ci appartengono.
Il nostro sviluppo dipende dagli altri
Nasciamo
precoci, ciechi e disorientati, con un corpo che cambia
quotidianamente, una mente che si dibatte in balia del flusso di stimoli
sensoriali, come un ramo in un fiume in piena, mentre continua
a crescere e a reticolare. Dobbiamo apprendere tutto, comprendere il
mondo su cui ci siamo spiaggiati, capire come si interagisce con la
realtà e gli esseri attorno a noi, mentre le necessità concrete del
nostro corpo scatenano le emozioni, complicando ancor più le cose.
Siamo
indifesi, piccoli, bramiamo sicurezza e attenzione, calore e cibo. E la
mamma è chi ci può dare tutto questo. È lei che ci mostra con l’esempio
come funzionano le cose, che ci insegna come siamo fatti, cosa sono le
emozioni. È lei la nostra base sicura, ma c’è anche lui, il papà che ci
protegge, che talvolta ci spaventa, che ci guida quando vogliamo
scoprire il mondo.
I nostri genitori ci insegnano chi siamo, cos’è la realtà,
i rapporti con gli altri e i ruoli sociali, che ci insegnano come
vivere questa vita piena di domande e risposte. Noi ci fidiamo
ciecamente di loro, da loro dipende la nostra esistenza, loro ci amano e
noi li amiamo senza condizioni.
Ora chiediti: sono i migliori
maestri? Sono preparati a insegnarci come vivere la nostra vita? Sanno
tutti i segreti per vivere una vita felice e splendida?
In realtà i nostri genitori hanno una visione limitata della realtà,
imprecisa se non distorta, manipolata dai nostri simili e
dall’autorità. Come noi sono entrati in scena a spettacolo avviato e
come noi sono stati programmati da genitori con una visione limitata
della realtà.
Il nostro sviluppo fisico e mentale dipende dagli altri, dai nostri familiari e dalla società in cui viviamo. Sono loro che danno forma alla nostra mente e che determinano il nostro futuro.
Facciamo parte di comunità
Ci
rendiamo conto in fretta che ci sono altri oltre ai genitori, altri
amichevoli che diventano familiari, poi altri che diventano amici, poi
altri che sono sconosciuti, altri da temere, pericolosi. Noi esseri
umani facciamo parte di una comunità, anzi di molte comunità diverse, perché non siamo in grado di vivere da soli, perché è parte di noi.
Quando siamo insieme agli altri comunichiamo continuamente, con e senza parole, ci orientiamo, ci specchiamo, risuoniamo insieme.
Che lo vogliamo o meno. Non ci hanno insegnato a fare tutto questo, è
nella nostra carne e nella nostra mente. Siamo dotati di neuroni a
specchio che ci dicono continuamente cosa pensano e provano le altre
persone attorno a noi. Siamo predisposti alla collaborazione, ad
aiutarci se possiamo, a sentirci bene quando lo facciamo, a cercare
rapporti felici con gli altri, perché ci rendono migliori, più abili di
quanto siamo da soli, perfino più abili della somma delle nostre
abilità.
Siamo umani, siamo sociali per natura,
ma quando diventi grande ti dicono che devi competere con i tuoi simili,
che siamo competitivi per natura. Stupidaggini. È una menzogna. Gli
studi scientifici dimostrano che la natura del bambino è sociale e che
apprende dagli altri a essere egoista e competitivo.
Tutti mentono
Tutti
mentono, è una delle caratteristiche della nostra specie, determinata
dalla nostra neurologia e psicologia, cioè dal modo con cui vediamo la
realtà e i nostri simili, dall’istinto di sopravvivenza, dai nostri
bisogni primari ed emotivi.
Mentire è negare la realtà, ritagliarla, modellarla, cancellarla, rileggerla, interpretarla, manipolarla
e altro ancora. E lo impariamo dai nostri genitori, da bambini, con
l’esempio e attraverso le contraddizioni della comunicazione,
soprattutto quella non verbale. Li guardiamo mentire al partner, a noi,
ai parenti e agli amici, li guardiamo mentire anche a se stessi, spinti
dall’ego, dalle emozioni, o solo per rendere le cose più facili.
Così
iniziamo a farlo pure noi, anche se ci proibiscono di farlo e ci
puniscono se lo facciamo, perché oltre le parole la realtà ci mostra che
mentire viene tollerato, entro certi limiti, a certe condizioni. Se si
superano questi limiti e si viene scoperti si paga un prezzo in
credibilità che può danneggiare la nostra vita sociale.
Perché gli esseri umani mentono?
Mentiamo per manipolare il nostro prossimo
o le situazioni, allo scopo di trarne un vantaggio o perfino un
profitto. Per esempio mentiamo ai nostri genitori per poter fare quello
che ci proibiscono, mentiamo ai clienti per indurli a comprare i nostri
prodotti o servizi. Mentiamo anche per essere felici, soprattutto a noi stessi, mentiamo per il bene delle persone che amiamo, mentiamo per sentirci meglio o per rendere più sopportabili le nostre sofferenze interiori. Ma il motivo principale per cui mentiamo è la paura, mentiamo per evitare punizioni, per evitare il dolore, per non assumerci le nostre responsabilità.
La paura influenza i nostri comportamenti
La paura è una delle emozioni fondamentali che scopriamo e impariamo quando siamo bambini. La paura è la reazione a una minaccia alla nostra esistenza o integrità,
o a quella delle persone che amiamo o a cui siamo legati. La paura può
nascere da una minaccia immediata, o solo potenziale, sia concreta che
immaginata o evocata dai ricordi. La paura è anche uno strumento che ci
prepara alle situazioni di emergenza, utile alla sopravvivenza
dell’individuo e della specie.
Il problema è che la paura tende a ridurre lucidità e capacità mentali,
spingendoci ad assecondare i meccanismi inconsci, meno efficaci. La
paura influenza le nostre scelte e i nostri comportamenti, disgrega i
nostri equilibri interiori e i rapporti sociali. La paura acuta può
incidere sulla mente, modificando profondamente i comportamenti e
diventare ansia, fobia o panico.
Nonostante questo, la maggior
parte dei genitori non insegna ai propri figli a comprendere e gestire
le emozioni, né lo fa la scuola, di solito insegnano a reprimerle o a
nasconderle.
La maggior parte degli esseri umani è preda della paura, impreparata a gestirla in modo consapevole
quando è utile o necessario farlo. Anche per questo la paura viene
usata quotidianamente per manipolare le scelte degli individui, per
esempio a livello commerciale, per spingerci a comprare prodotti che non
vogliamo, o a livello politico, per spingerci ad appoggiare decisioni
contro il nostro interesse.
Come fanno? Mentendoci per farci credere a una minaccia immaginaria o solo potenziale.
Quello che non ci dicono
Oggi
viviamo nell’epoca dell’informazione, abbiamo la possibilità di
accedere a miliardi di contenuti, pagine, video, volumi, articoli, una
ricchezza di informazioni come non è mai esistita prima. Eppure ci sono argomenti, fatti e materie importanti per la nostra vita che non vengono diffuse,
anzi vengono nascoste, sminuite o dissimulate, insegnate solo in ambiti
ristretti come in corsi specialistici, o perfino insegnate in modo
distorto e criptico.
Queste informazioni sono assenti o trascurate dai programmi scolastici e universitari. Dovremmo
imparare fin da bambini le basi della comunicazione, della gestione
delle emozioni, della dialettica, della micro e macroeconomia, della
filosofia, dell’imprenditoria, della psicologia, della gestione delle
scelte e dell’informazione, della politica monetaria e della gestione
delle relazioni. E molto altro ancora.
Sono strumenti che
mostrano la vita e la realtà per quello che sono realmente. Offrono
punti di vista diversi e prospettive più ampie che permettono di fare
scelte migliori, per noi stessi e per tutti.
Perché queste materie non vengono diffuse?
Perché
le minoranze che controllano l’autorità non vogliono una società adulta
e consapevole in grado di decidere indipendentemente, ma un gregge
ignorante e influenzabile da manipolare, allo scopo di mantenere i loro
privilegi e per continuare a trarne profitto personale.
E poi?
Poi
è arrivato il padre. Ammetto di aver provato sollievo. Soprattutto a
causa della luce che si era accesa negli occhi del ragazzo. Prima di
saltare sull’auto, questi mi ha afferrato il braccio con tanta forza da
farmi male e mi ha sibilato “voglio sapere il resto”.
In quel
momento ho avuto il dubbio di aver sbagliato. D’altra parte ero sorpreso
che mi avesse lasciato parlare così tanto, ok, pochi minuti in realtà,
senza interrompermi o smettere di ascoltarmi. La reazione tipica della
maggior parte dei miei conoscenti adulti.
Naturalmente non ho
usato le esatte parole scritte sopra, le ho ripulite da termini
dialettali e da volgarità. Ma il senso è quello. E naturalmente il
discorso non è finito lì.
Presto ti racconterò il resto..... psichici Pierluigi
C’è da chiedersi
se Hitler non fosse un primo Poroshenko.
Come è altrettanto impensabile
una bugia mantenuta da oltre 70 anni, sepolta negli archivi segreti
della Difesa.
PROLOGO di deca: tra gli scritti clandestini e semi ufficiali che ci sono giunti fino ad oggi dai pentiti della sinarchia, tra cui l'autorevole Ephiphanius, emerge chiaramente che la stessa aveva già programmato l'appoggio al nazismo dopo avere favorito l'ascesa del fascismo (nei due articoli precedenti avevate già capito come e chi promosse la rivoluzione d'ottobre), il quale parve troppo lungimirante e giusto per gli scopi primordiali per i quali fu stimolato, mentre il nazismo pareva essere più consono per scatenare la II guerra mondiale, anche per la personalità istrionica e follemente geniale di Adolph Hitler.
Ci stava a fagiolo anche questo piano diabolico, visto che con la II guerra mondiale si era anche ottenuto l'effetto di un notevole ridimensionamento della potenza sionista albionica ovvero dell'Impero britannico e di un fiaccamento notevole dell'apparato industriale e militare sovietico.
Oggi abbiamo la chiusura del cerchio con questo dossier segreto desecretato da pochi mesi, il dossier "coltello nella schiena".
Eventi
e fatti in questo articolo sembrano inconcepibili, difficili da credere
per una persona normale che non avrebbe creduto nella possibilità del
tradimento di coloro che vede come alleati e amici. Eppure è vero.
Questa informazione fu a lungo tenuta segreta ed è disponibile solo di
recente. È il piano di un attacco lampo contro l’Unione Sovietica
nell’estate del 1945, messo a punto dagli alleati, e sospeso quasi
all’ultimo momento.
La terza guerra mondiale avrebbe dovuto cominciare
il 1° luglio 1945 con un attacco a sorpresa delle forze combinate
imperialiste contro le truppe sovietiche… oggi è poco nota, come anche
Stalin poté sventare i piani dei “probabili alleati” accelerando
l’assalto su Berlino contro cui gli istruttori inglesi addestrarono le
divisioni tedesche che gli si erano arrese e che non furono smobilitate,
del perché Dresda venne distrutta nel febbraio 1945 con crudeltà
inumana e, infine, chi volessero intimidire gli anglosassoni con tale
massacro.
Secondo i modelli storici ufficiali nell’ultimo periodo
dell’Unione Sovietica, ciò non veniva spiegato nelle scuole; era il
periodo della “lotta per la pace”, del “nuovo pensiero” già maturato in
alto, dell’assai onorata leggenda degli “onesti alleati Stati Uniti e
Gran Bretagna”. E pochissimi documenti furono pubblicati, nascondendo
tale periodo per molte ragioni. Poi gli anglosassoni cominciarono ad
aprire parzialmente gli archivi, non avendo nulla da temere, l’Unione
Sovietica non esiste più.
All’inizio dell’aprile 1945, prima della fine della Grande Guerra
Patriottica, Winston Churchill, massone primo ministro della nostra alleata Gran
Bretagna, ordinò ai suoi capi di Stato Maggiore di pianificare un
attacco a sorpresa contro l’Unione Sovietica chiamato Impensabile.
Il piano di 29 pagine fu presentato il 22 maggio 1945.
Il piano era
volto a scatenare l’assalto all’Unione Sovietica seguendo i principi di
Hitler, con un attacco a sorpresa. Il 1° luglio 1945, senza alcuna
dichiarazione di guerra, 47 divisioni inglesi e statunitensi dovevano
infliggere un colpo fatale agli ingenui russi che non si aspettavano
tale cattiveria dai loro alleati.
10-12 divisioni tedesche, tenute
intatte dagli “alleati” in Schleswig-Holstein e Danimarca meridionale,
dovevano sostenere l’attacco. Istruttori inglesi li addestravano ogni
giorno per la guerra contro l’Unione Sovietica. Secondo il piano,
sarebbe stata la guerra delle forze congiunte della civiltà occidentale
contro la Russia; successivamente altri Paesi sarebbero stati coinvolti
nella “crociata”, come Polonia, Ungheria, Romania etc ..…
La guerra doveva portare alla
disfatta completa e alla capitolazione dell’URSS. L’obiettivo finale era
far terminare la guerra laddove Hitler aveva previsto secondo il piano Barbarossa,
sulla linea Arcangelo-Stalingrado. Gli anglosassoni si preparavano a
spezzarci con il terrore, con la distruzione selvaggia delle grandi
città sovietiche: Mosca, San Pietroburgo, Vladivostok, Murmansk e altre,
con devastanti colpi dalle ondate di “fortezze volanti”.
Diversi
milioni di russi sarebbero stati uccisi nella “tempesta di fuoco”
pianificata con grande dettaglio, così come furono distrutte Amburgo,
Dresda, Tokyo… Ora erano pronti a farlo sui loro alleati. É una cosa
normale: tradimento più atroce, estrema cattiveria e crudeltà selvaggia
caratterizzano la civiltà occidentale, soprattutto gli anglosassoni che
massacrarono più persone di qualsiasi altra nazione nella storia umana.
Tuttavia, il 29 giugno 1945, un giorno prima del previsto inizio della
guerra, l’Armata Rossa cambiò disposizione, inaspettatamente per il
nemico infido. Un passo decisivo che mutò la bilancia della storia:
l’ordine alle truppe sinarchiche non fu dato. La presa di Berlino,
città considerata inespugnabile, aveva dimostrato la potenza
dell’esercito sovietico, e gli esperti militari nemici volevano
annullare l’attacco.
Fortunatamente Stalin era al timone dell’URSS.
Le
forze navali di Gran Bretagna e Stati Uniti avevano al momento la
superiorità assoluta sulla Marina sovietica: cacciatorpediniere per 19
volte, corazzate e incrociatori per 9 volte, sommergibili per 2 volte.
Oltre un centinaio di portaerei e diverse migliaia di aerei imbarcati
contro zero dell’Unione Sovietica. Gli “alleati probabili” avevano 4
armate aeree di bombardieri pesanti che avrebbero assestato colpi
devastanti. I bombardieri sovietici a lungo raggio erano pochissimi.
Nell’aprile 1945 gli alleati immaginavano le nostre truppe esaurite e
gli equipaggiamenti militari usurati al massimo.
Gli esperti militari
furono assai sorpresi della potenza dimostrata dall’esercito sovietico
nella cattura di Berlino che consideravano inespugnabile. La correttezza
della conclusione dell’eminente storico sovietico V. Falin è indubbia:
la decisione di Stalin di assaltare Berlino ai primi di maggio 1945
evitò la terza guerra mondiale. Ciò è confermato da documenti
recentemente declassificati.
In caso contrario, Berlino sarebbe stata
consegnata agli “alleati”, senza lottare, e le forze combinate di tutta
Europa e Nord America avrebbero assaltato l’Unione Sovietica. Anche dopo
la cattura di Berlino continuarono a sviluppare a ritmo crescente piani
insidiosi. Si fermarono quando si resero conto che i loro piani furono
scoperti poiché i calcoli strategici dimostravano che, senza un attacco a
sorpresa, sarebbe stato impossibile sconfiggere l’Unione Sovietica.
Ci
fu un altro motivo importante per cui gli Stati Uniti si opposero agli
inglesi, l’URSS doveva schiacciare l’armata del Kwantung in Estremo
Oriente, altrimenti la vittoria degli Stati Uniti sul Giappone sarebbe
stata incerta. Stalin non poté evitare la seconda guerra mondiale, ma
poté impedire la terza. La situazione era assai grave, ma l’Unione
Sovietica vinse ancora una volta senza batter ciglio.
Oggi l’occidente cerca di seguire il piano di Churchill in “risposta”
alla “minaccia sovietica”, cioè Stalin che tentava d’invadere l’Europa. “I
leader sovietici avevano piani d’attacco fino alle coste atlantiche e
per l’invasione delle isole britanniche? Tale domanda ha una risposta
negativa. Ciò è confermato dalla legge sulla smobilitazione
dell’esercito e della marina, adottata dall’URSS il 23 giugno 1945, e la
successiva trasformazione delle loro strutture in forza lavoro per il
tempo di pace.
La smobilitazione iniziò il 5 luglio 1945 e fu completata
nel 1948. L’esercito e la marina furono ridotti da 11 milioni a meno di
3 milioni di persone, il Comitato della Difesa dello Stato e il Comando
Supremo furono aboliti. Il numero di distretti militari nel 1945-1946
diminuì da 33 a 21. Il numero di truppe in Germania orientale, Polonia e
Romania fu notevolmente ridotto.
Nel settembre 1945 le truppe
sovietiche furono ritirate dal nord della Norvegia, a novembre dalla
Cecoslovacchia, nell’aprile 1946 dall’isola di Bornholm (Danimarca) e
nel dicembre 1947 dalla Bulgaria… Forse la leadership sovietica sapeva
dei piani di guerra inglesi contro l’Unione Sovietica?
Su questa domanda
si può rispondere probabilmente sì… indirettamente confermata da John
Erickson, professore dell’Università di Edimburgo, noto esperto della
storia delle forze armate sovietiche, secondo cui il piano di Churchill
spiega “perché il Maresciallo Zhukov improvvisamente decise di
raggruppare le sue forze nel giugno 1945, dopo aver ricevuto l’ordine da
Mosca di rafforzare la difesa e studiare in dettaglio il dispiegamento
delle truppe occidentali.
Ora le ragioni di questa mossa sono chiare:
Mosca sapeva del piano di Churchill e lo Stato Maggiore di Stalin adottò
misure appropriate per affrontarlo“. (O. A. Rzheshevskij, Ricerche storico-militari)