Non troveremo mai la verità se non saremo disposti ad accettare anche ciò che non ci saremmo mai aspettato ....
--- "Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia" - Alejandro Jodorowsky
‘Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere.’ - Eric Arthur Blair
Il parlamentare €uropeo non può fare le leggi, ma che parlamentare è allora?
Il parlamento €uropeo è l'unico parlamento che non può fare le leggi ….
Le leggi in €uropa le fa la Commissione €uropea, sono autocrati, non eletti da nessuno, e le loro "leggi" valgono per tutti.
Il parlamento €uropeo può contestarle?
Sì, ma nella realtà NO, perché il procedimento è estremamente complesso, prima deve passare per una commissione apposita del parlamento, poi deve avere l'assenso della [1] conferenza dei presidenti della commissione, poi deve avere l'assenso del 55% del Consiglio €uropeo, oppure della maggioranza assoluta dei parlamentari €uropei, e se un parlamentare €uropeo chiede alla Commissione €uropea di vedere una legge che la Commissione sta facendo, la stessa può rispondere tranquillamente: NO non te la faccio vedere e punto.
Il secondo pinocchio della lista .…
Può il parlamentare €uropeo bocciare il Presidente della Commissione e tutta la Commissione?
Parrebbe di sì, ma nella realtà NO, perché la Commissione ed il Presidente si ripresentano, il parlamentare li riboccia, a questo punto nasce la crisi "costituzionale" che viene risolta dalla Corte €uropea di giustizia, che nessuno di noi potrà mai eleggere e che, fa quello che le pare …..
Il terzo e non ultimo … pinocchio della lista .…
I trattati economici sovranazionali imposti nell'ombra a noi
cittadini : può il parlamentare €uropeo cambiare questi trattati che
c'hanno imposto?
MA neanche per sogno, la procedura per potere cambiare i trattati €uropei è più complessa della fisica teorica, sono migliaia di pagine e di codicilli, ed in realtà chi potrebbe agire sarebbe solamente il Consiglio €uropeo per il quale anche un solo Stato può bloccare l'azione ponendo il veto.
La procedura per cambiare i trattati che c' hanno imposto esula
di molto le umane possibilità di uno sfigato di piddino, leghista o
pentastellato che voglia cambiare una sola virgola.
Un lucidissimo e sempre molto preparato Paolo Barnard perde tempo per provare a regalarvi nozioni ….
Chi ha ideato ed imposto il trattato di Lisbona, che sgoverna
l'€uropa della plebe, era un sionista con grande cervello e grande
capacità, e quindi non era un fesso : i fessi sono quelli che Vi
raccontano che, vincendo le elezioni del parlamento finto €uropeo, si
potrà cambiare tutto, quando in realtà non si potrà cambiare proprio
nulla … "siamo €uropei" … Ah ah ah ah
Paolo Barnard lucidissimo, rischiando fisicamente la propria vita, spiega il piùOSCENO TRADIMENTO della classe media della storia occidentale, l'Italia dell'operaio che risparmiava il 25% in media …... ad oggi ……
ORA, VISTO CHE HO SCRITTO QUESTO ARTICOLO NELLA MANIERA PIU'
ELEMENTARE POSSIBILE, PROVANDO A FARMI CAPIRE DAL 95% DEI NOSTRI
LETTORI, TIPICAMENTE ANALFABETA FUNZIONALE
MI AUGURO CHE COMPRENDANO CHE ALLE URNE €UROPEE DOVRANNO PRENDERE
LA SCHEDA E DOPO AVERLA AVUTA IN MANO, RESTITUIRLA ED ABIURARE IL VOTO
CHE, SARA' VALIDO MA NON AVALLERA' NESSUN PARTITO O MOVIMENTO,
SARA' UNO SCHIAFFO AL SIONISMO CHE VI RENDE SCHIAVI FELICI …..
SEGUIRANNO ISTRUZIONI!
deca paradigma
produzioni
1: Conferenza dei presidenti (Parlamento €uropeo) : La conferenza dei presidenti è un organismo del Parlamento €uropeo. È composta dal presidente del Parlamento €uropeo e dai presidenti dei gruppi politici.
I presidenti dei gruppi politici possono farsi rappresentare da un
altro membro del proprio gruppo. Alla riunioni partecipa inoltre, senza
diritto di voto, un deputato non iscritto,
invitato dal presidente del Parlamento. Decide quando possibile per
consenso; quando questo non è possibile si vota e il peso del voto
dipende dal numero di deputati rappresentati. La conferenza dei
presidenti delibera sull'organizzazione dei lavori del Parlamento e
sulle relazioni con le altre istituzioni e organi dell'Unione €uropea.
Presenta al Parlamento proposte relative a composizione e competenze
delle commissioni e delle delegazioni.
Cose che i ragazzi svegli sanno (o che dovrebbero sapere)
La
vita ci riserva coincidenze e sorprese. Qualche tempo fa, mentre
aspettavamo insieme suo padre, il figlio di un amico mi ha fatto una
domanda, una di quelle che i ragazzi svegli della sua età non fanno ai
“vecchi”, agli adulti, perché sanno che non avranno risposta.
Perché
fin da piccoli hanno capito che quando le domande diventano
“indigeste”, gli adulti tendono a cambiare discorso, a non rispondere, a
dissimulare, a dire stupidaggini, raramente ad ammettere la loro
ignoranza.
Sentirmi rivolgere una domanda come quella mi ha
sorpreso tanto da lasciarmi senza parole. La vita offre maestri ben
strani, soprattutto in tempi come questi. Maestri strani e spesso
indegni. Sarebbe stato semplice fare come gli altri, ma dopo aver
incontrato il suo sguardo ho cambiato idea.
La domanda?
“Come è possibile vivere felici in questo mondo di merda?”
Un
tema su cui, lo ammetto, ho argomenti da spendere. E forse è per quello
che gli ho risposto. “Vuoi la risposta breve o quella lunga?” ho
chiesto e al suo silenzio ho aggiunto “allora lunga sia.”
Così
l’ho guardato negli occhi e gli ho detto quello che penso di aver capito
dalla vita, dopo tutti gli errori, le porte in faccia, le occasioni
mancate e i miracoli su cui ho inciampato.
Quello che nessuno mi
ha spiegato da ragazzo, ma che dovrebbero spiegare sui banchi di scuola o
almeno in famiglia. Quello che i ragazzi svegli sanno o intuiscono,
mentre quelli tordi come il sottoscritto imparano per esperienza
personale. Un’esperienza spesso amara o dolorosa.
La realtà e il mondo
Realtà e mondo sono due cose molto diverse,
la realtà è fatta di oggetti, cose, materia ed energia, è lo spazio 3D
in cui viviamo, la nostra città, la terra, l’universo attorno a noi;
mentre il mondo, o meglio i mondi in cui noi esseri umani viviamo sono
porzioni delimitate della realtà fatte di come e quando, di eventi, di
punti di vista, simboli e significati.
Questa distinzione è
concreta e determinata dalla nostra biologia e neurologia, cioè dalle
caratteristiche e dai limiti del nostro organismo, del nostro cervello e
della nostra mente. Non percepiamo le cose e i fatti come sono, ma
attraverso i nostri sensi e i loro limiti e attraverso l’elaborazione e
l’interpretazione che ne fa la mente.
Vediamo il mondo attraverso i sensi
Noi percepiamo e conosciamo il mondo attraverso i nostri nove sensi (vedi post “I 9 sensi e il flusso”):
la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto, il gusto, il senso
dell’equilibrio, la propriocezione (senso posturale), la termopercezione
e la nocicezione (senso del dolore). L’organo sensoriale raccoglie lo
stimolo, lo trasforma in segnali elettrici e lo invia al cervello che
analizza i segnali sensoriali in molti modi diversi, determinati dalla
nostra evoluzione, e li condivide con la nostra coscienza e con altri
strumenti cerebrali.
I sensi sono limitati, sia
perché rilevano solo una parte della realtà, vedi i limiti dello spettro
visivo e uditivo, sia perché sono caratterizzati da limitazioni
biologiche. Per esempio i nostri occhi hanno un punto cieco e vedono le
immagini rovesciate, problemi che il cervello corregge senza che ce ne
rendiamo conto.
A questi limiti si aggiungono i limiti della
mente, della sua analisi ed elaborazione che comporta correzioni,
filtri, generalizzazioni e interpretazioni. Alcuni esempi sono i limiti
dell’attenzione, della memoria, le illusioni sensoriali, il fenomeno del
priming, eccetera. Quindi possiamo affermare che noi percepiamo una porzione limitata, elaborata, corretta, filtrata e interpretata della realtà.
Entriamo in scena a spettacolo avviato
Dal nostro punto di vista la nostra vita è una storia unica e speciale di cui noi siamo protagonisti, ed è vero, ma siamo troppo presi da noi stessi da dimenticare che siamo comparse in una storia più grande,
anzi in molte storie diverse. Siamo coprotagonisti nella storia della
nostra famiglia, siamo personaggi secondari nella storia della nostra
comunità, sia essa la parrocchia, la scuola, la città e così via, siamo
comparse nella storia del nostro stato e del mondo intero.
Sì,
possiamo diventare importanti, protagonisti anche nelle storie più
grandi, attraverso i nostri talenti, l’impegno, la passione, la fortuna,
l’eredità, i nostri peccati. Ma quello che voglio sottolineare è che quando noi nasciamo, entriamo a far parte di storie più grandi.
Non solo. Quando nasciamo entriamo in queste storie a spettacolo avviato.
Quindi dietro di noi c’è un passato, i decenni della nostra famiglia, i
secoli della nostra comunità e del nostro paese, i millenni della
storia dell’uomo. E questo passato ha un peso, questo passato è in noi e
nelle persone attorno a noi. In bene e in male. Talvolta lo chiamiamo
cultura, talvolta Storia con la esse maiuscola, talvolta sono colpe ed
eredità che non ci appartengono.
Il nostro sviluppo dipende dagli altri
Nasciamo
precoci, ciechi e disorientati, con un corpo che cambia
quotidianamente, una mente che si dibatte in balia del flusso di stimoli
sensoriali, come un ramo in un fiume in piena, mentre continua
a crescere e a reticolare. Dobbiamo apprendere tutto, comprendere il
mondo su cui ci siamo spiaggiati, capire come si interagisce con la
realtà e gli esseri attorno a noi, mentre le necessità concrete del
nostro corpo scatenano le emozioni, complicando ancor più le cose.
Siamo
indifesi, piccoli, bramiamo sicurezza e attenzione, calore e cibo. E la
mamma è chi ci può dare tutto questo. È lei che ci mostra con l’esempio
come funzionano le cose, che ci insegna come siamo fatti, cosa sono le
emozioni. È lei la nostra base sicura, ma c’è anche lui, il papà che ci
protegge, che talvolta ci spaventa, che ci guida quando vogliamo
scoprire il mondo.
I nostri genitori ci insegnano chi siamo, cos’è la realtà,
i rapporti con gli altri e i ruoli sociali, che ci insegnano come
vivere questa vita piena di domande e risposte. Noi ci fidiamo
ciecamente di loro, da loro dipende la nostra esistenza, loro ci amano e
noi li amiamo senza condizioni.
Ora chiediti: sono i migliori
maestri? Sono preparati a insegnarci come vivere la nostra vita? Sanno
tutti i segreti per vivere una vita felice e splendida?
In realtà i nostri genitori hanno una visione limitata della realtà,
imprecisa se non distorta, manipolata dai nostri simili e
dall’autorità. Come noi sono entrati in scena a spettacolo avviato e
come noi sono stati programmati da genitori con una visione limitata
della realtà.
Il nostro sviluppo fisico e mentale dipende dagli altri, dai nostri familiari e dalla società in cui viviamo. Sono loro che danno forma alla nostra mente e che determinano il nostro futuro.
Facciamo parte di comunità
Ci
rendiamo conto in fretta che ci sono altri oltre ai genitori, altri
amichevoli che diventano familiari, poi altri che diventano amici, poi
altri che sono sconosciuti, altri da temere, pericolosi. Noi esseri
umani facciamo parte di una comunità, anzi di molte comunità diverse, perché non siamo in grado di vivere da soli, perché è parte di noi.
Quando siamo insieme agli altri comunichiamo continuamente, con e senza parole, ci orientiamo, ci specchiamo, risuoniamo insieme.
Che lo vogliamo o meno. Non ci hanno insegnato a fare tutto questo, è
nella nostra carne e nella nostra mente. Siamo dotati di neuroni a
specchio che ci dicono continuamente cosa pensano e provano le altre
persone attorno a noi. Siamo predisposti alla collaborazione, ad
aiutarci se possiamo, a sentirci bene quando lo facciamo, a cercare
rapporti felici con gli altri, perché ci rendono migliori, più abili di
quanto siamo da soli, perfino più abili della somma delle nostre
abilità.
Siamo umani, siamo sociali per natura,
ma quando diventi grande ti dicono che devi competere con i tuoi simili,
che siamo competitivi per natura. Stupidaggini. È una menzogna. Gli
studi scientifici dimostrano che la natura del bambino è sociale e che
apprende dagli altri a essere egoista e competitivo.
Tutti mentono
Tutti
mentono, è una delle caratteristiche della nostra specie, determinata
dalla nostra neurologia e psicologia, cioè dal modo con cui vediamo la
realtà e i nostri simili, dall’istinto di sopravvivenza, dai nostri
bisogni primari ed emotivi.
Mentire è negare la realtà, ritagliarla, modellarla, cancellarla, rileggerla, interpretarla, manipolarla
e altro ancora. E lo impariamo dai nostri genitori, da bambini, con
l’esempio e attraverso le contraddizioni della comunicazione,
soprattutto quella non verbale. Li guardiamo mentire al partner, a noi,
ai parenti e agli amici, li guardiamo mentire anche a se stessi, spinti
dall’ego, dalle emozioni, o solo per rendere le cose più facili.
Così
iniziamo a farlo pure noi, anche se ci proibiscono di farlo e ci
puniscono se lo facciamo, perché oltre le parole la realtà ci mostra che
mentire viene tollerato, entro certi limiti, a certe condizioni. Se si
superano questi limiti e si viene scoperti si paga un prezzo in
credibilità che può danneggiare la nostra vita sociale.
Perché gli esseri umani mentono?
Mentiamo per manipolare il nostro prossimo
o le situazioni, allo scopo di trarne un vantaggio o perfino un
profitto. Per esempio mentiamo ai nostri genitori per poter fare quello
che ci proibiscono, mentiamo ai clienti per indurli a comprare i nostri
prodotti o servizi. Mentiamo anche per essere felici, soprattutto a noi stessi, mentiamo per il bene delle persone che amiamo, mentiamo per sentirci meglio o per rendere più sopportabili le nostre sofferenze interiori. Ma il motivo principale per cui mentiamo è la paura, mentiamo per evitare punizioni, per evitare il dolore, per non assumerci le nostre responsabilità.
La paura influenza i nostri comportamenti
La paura è una delle emozioni fondamentali che scopriamo e impariamo quando siamo bambini. La paura è la reazione a una minaccia alla nostra esistenza o integrità,
o a quella delle persone che amiamo o a cui siamo legati. La paura può
nascere da una minaccia immediata, o solo potenziale, sia concreta che
immaginata o evocata dai ricordi. La paura è anche uno strumento che ci
prepara alle situazioni di emergenza, utile alla sopravvivenza
dell’individuo e della specie.
Il problema è che la paura tende a ridurre lucidità e capacità mentali,
spingendoci ad assecondare i meccanismi inconsci, meno efficaci. La
paura influenza le nostre scelte e i nostri comportamenti, disgrega i
nostri equilibri interiori e i rapporti sociali. La paura acuta può
incidere sulla mente, modificando profondamente i comportamenti e
diventare ansia, fobia o panico.
Nonostante questo, la maggior
parte dei genitori non insegna ai propri figli a comprendere e gestire
le emozioni, né lo fa la scuola, di solito insegnano a reprimerle o a
nasconderle.
La maggior parte degli esseri umani è preda della paura, impreparata a gestirla in modo consapevole
quando è utile o necessario farlo. Anche per questo la paura viene
usata quotidianamente per manipolare le scelte degli individui, per
esempio a livello commerciale, per spingerci a comprare prodotti che non
vogliamo, o a livello politico, per spingerci ad appoggiare decisioni
contro il nostro interesse.
Come fanno? Mentendoci per farci credere a una minaccia immaginaria o solo potenziale.
Quello che non ci dicono
Oggi
viviamo nell’epoca dell’informazione, abbiamo la possibilità di
accedere a miliardi di contenuti, pagine, video, volumi, articoli, una
ricchezza di informazioni come non è mai esistita prima. Eppure ci sono argomenti, fatti e materie importanti per la nostra vita che non vengono diffuse,
anzi vengono nascoste, sminuite o dissimulate, insegnate solo in ambiti
ristretti come in corsi specialistici, o perfino insegnate in modo
distorto e criptico.
Queste informazioni sono assenti o trascurate dai programmi scolastici e universitari. Dovremmo
imparare fin da bambini le basi della comunicazione, della gestione
delle emozioni, della dialettica, della micro e macroeconomia, della
filosofia, dell’imprenditoria, della psicologia, della gestione delle
scelte e dell’informazione, della politica monetaria e della gestione
delle relazioni. E molto altro ancora.
Sono strumenti che
mostrano la vita e la realtà per quello che sono realmente. Offrono
punti di vista diversi e prospettive più ampie che permettono di fare
scelte migliori, per noi stessi e per tutti.
Perché queste materie non vengono diffuse?
Perché
le minoranze che controllano l’autorità non vogliono una società adulta
e consapevole in grado di decidere indipendentemente, ma un gregge
ignorante e influenzabile da manipolare, allo scopo di mantenere i loro
privilegi e per continuare a trarne profitto personale.
E poi?
Poi
è arrivato il padre. Ammetto di aver provato sollievo. Soprattutto a
causa della luce che si era accesa negli occhi del ragazzo. Prima di
saltare sull’auto, questi mi ha afferrato il braccio con tanta forza da
farmi male e mi ha sibilato “voglio sapere il resto”.
In quel
momento ho avuto il dubbio di aver sbagliato. D’altra parte ero sorpreso
che mi avesse lasciato parlare così tanto, ok, pochi minuti in realtà,
senza interrompermi o smettere di ascoltarmi. La reazione tipica della
maggior parte dei miei conoscenti adulti.
Naturalmente non ho
usato le esatte parole scritte sopra, le ho ripulite da termini
dialettali e da volgarità. Ma il senso è quello. E naturalmente il
discorso non è finito lì.
Presto ti racconterò il resto..... psichici Pierluigi
Il
governo siriano, dopo la caduta del quartiere di Ghòuta, ha
intensificato le campagne militari contro altri bastioni della
"resistenza", che sembra meno agguerrita di prima.
Dopo Ghòuta, gli "operatori di pace moderati" hanno accusato il colpo, almeno
momentaneamente. E ciò perché il quartiere damasceno era la punta di
diamante della occupazione colonialista imperialista, il suo cervello pulsante. Anche per questo è
stata così cruenta la battaglia.
Abbiamo usato i termini usuali del mainstream, che identifica le forze che si oppongono a Damasco come “ribelli” e “resistenza”.
Sotto Ghòuta
L’abbiamo fatto apposta, per far vedere quanto questa
identificazione, parte fondante della narrazione che vede un regime
sanguinario alle prese con un’opposizione libertaria, strida con quanto
sta emergendo dal Ghòuta.
Anzitutto gli orrori. Li documenta un filmato syriano che rimanda immagini che non possono esser frutto di
manipolazione.
Nel filmato al quale rimandiamo (cliccare qui)
si vedono gli orrori del Ghòuta. Le immagini inquadrano la “prigione del
pentimento”, dove si vedono le celle oscure e le gabbie interrate,
esposte all’aperto. O l’attrezzo che mostriamo nella foto in alto, dove i
prigionieri erano legati per essere torturati dagli "operatori di pace moderati".
Non solo orrori. Un altro video (cliccare qui)
mostra i tunnel scavati nel sottosuolo: un labirinto a più livelli a
quindici metri di profondità, che si snoda per chilometri e chilometri.
Si può notare dal video come, accanto alle immagini di tunnel scavati
nella roccia, si vedano gallerie larghe, bene illuminate. Prodotti d'
alta ingegneria. Che necessitano di mezzi sofisticati per lo scavo e le
rifiniture.
Opere fatte in poco tempo, che non possono essere ascritte ai quattro
straccioni armati, asserragliati nel quartiere ed ai loro schiavi, i
poveri civili mandati sottoterra a scavare. No. Ci vuole ben altro.
Macchine pesanti, ingegneri altamente qualificati. E tanti, tanti soldi.
Milioni di €uro. Soldi fluiti dall’estero: dai sauditi e
dall’Occidente, itaglia compresa.
Le foto che invece mettiamo in calce all’articolo le abbiamo prese dal sito Palestinafelix.
Anch’esso è schierato dalla parte della legalità, del governo. E può essere
tacciato di partigianeria dalle Bonino di turno. Ma le foto sono inequivocabili. E mostrano i
prodotti chimici rinvenuti nei tunnel, provenienti dal mercato
occidentale..…
Vi risparmiamo le immagini degli arsenali bellici scoperti nel
sottosuolo: armi pesanti, bombe, missili e quanto altro, a tonnellate.
C’era una emergenza alimentare, dicevano le agenzie umanitarie, [quelle di Soros, di Strada, di Terzian...]
chiedendo l’apertura di corridoi per portare provvigioni (peraltro
trovate immagazzinate). Allora come facevano ad arrivare tutte queste
armi?
Lo scacco della narrazione mainstream
Quanto sta emergendo dice altro rispetto quanto ci insegnavano per anni: Come
testimoniano altro i sopravvissuti, che sono tornati a vivere nel
Ghòuta, sotto il legittimo controllo del governo.
Evidentemente non lo giudicano così sanguinario, tutt'altro, se hanno preferito
restare, piuttosto che andare via con gli "operatori di pace moderati" colonialisti imperialisti internazionalisti sionisti jihadisti, come
avrebbero potuto fare..........
Civili del Ghòuta sui quali ci si stracciava le vesta, perché
bersaglio delle bombe di Assad. E dei quali oggi non importa nulla a
nessuno nella corporazione privata ed apolide €uropa!! Nessun cronista occidentale che vada a intervistarli!!
Concludiamo questo articolo con un sondaggio del Corriere della Sera di ieri.
Solo l’11% ritiene che i raid dell’Occidente in Syria sono stati
“giusti”. Solo il 20% ritiene che Assad sia “responsabile delle
centinaia di migliaia di morti” (evidentemente l’80% non ci crede, ma
sul punto il Corriere tace).
Il 27% degli intervistati ritiene che “non ci siano prove” che
l’attacco chimico di Ghòuta sia opera di Damasco, mentre ben il 39%
ritiene che sia solo “un pretesto per intervenire contro Assad”.
Un sondaggio che indica la débâcle della narrativa corrente. E ciò
nonostante sia stata propalata da tutti i media mainstream senza
eccezione. E non certo per i new troll russi o le Fake news sioniste. Semplicemente
la gente ha visto troppe guerre giustificate con ogni mezzo in questi
anni, dall’Iraq alla Lybia a quanto altro.
Ci ha creduto una volta, due magari. Tertium non datur.
Le forze speciali russe respingono un attacco pianificato dagli USA in Siria
denunciano gli USA e rilasciano un duro comunicato
È appena avvenuto qualcosa senza
precedenti, in Siria: le forze degli “operatori di "pace" moderati” sostenute dagli
USA ed Israele hanno tentato un attacco a sorpresa contro le forze governative
siriane situate a nord ed a nordest della città di Hama. Quello che rende
unico questo attacco è che si è svolto all’interno di una cosiddetta
“zona di de-escalation”, ed uno degli obiettivi chiave
dell’attacco era quello di circondare con un movimento a tenaglia, e
successivamente catturare, un plotone di agenti della polizia militare
russa dispiegato per monitorare e applicare lo status speciale di questa
zona.
Le forze di polizia militare russe, composte principalmente da
soldati della regione del Caucaso, hanno combattuto contro una forza
nemica molto più grande [30 a 1], ed hanno richiesto assistenza. Per la prima
volta, almeno ufficialmente, le forze speciali russe sono scese in campo
per salvare e portare via i loro compagni.
Allo stesso tempo, i russi
hanno inviato un certo numero di velivoli per il supporto aereo
ravvicinato [CAS, Close Air Support in inglese], che hanno ucciso parecchie centinaia (850/900) di terroristi “buoni” ["operatori di pace moderati" in gergo tecnico boldriniano] ed hanno respinto l’attacco (fonti russe[in inglese]
parlano dell’eliminazione di 850 operatori di pace, 11 carri armati, tre
veicoli per il supporto alla fanteria, 46 pickup armati, cinque mortai,
20 camion e 38 depositi di munizioni; qui[in russo]
potrete vedere foto dei soldati e degli equipaggiamenti distrutti). Ciò
che rende unico questo evento è la reazione ufficiale dei russi su
questo evento.
Il Capo del Dipartimento Principale
delle Operazioni dello Stato Maggiore Generale russo, il Colonnello
Generale Sergej Rudskoj, ha dichiarato che [in inglese]:
“Nonostante gli accordi firmati ad
Astana il 15 settembre, i terroristi del Fronte al-Nusra, e unità a loro
aggregatesi, che non vogliono rispettare la cessazione delle condizioni
d' ostilità, hanno lanciato un’offensiva su vasta scala contro le
posizioni delle truppe governative a nord e a nordest di Hama, nella
zona di de-escalation di Idlib, dalle ore 8 del 19 settembre (…) Secondo
i dati disponibili, l’offensiva è stata avviata dai servizi di
intelligence americani per fermare la riuscita avanzata delle truppe
governative ad est di Deir el-Zor”.
Oggi altri funzionari russi hanno
aggiunto a questa accusa una minaccia non tanto velata. Il portavoce del
Ministero della Difesa russo, il Maggior Generale Igor Konashenkov, ha dichiarato[in inglese]:
La Russia ha inequivocabilmente
detto ai comandanti delle forze statunitensi nella base aerea di Al
Udeid (in Qatar) che non tollererà eventuali bombardamenti dalle aree in
cui stazionano le SDF (…) Il fuoco proveniente da posizioni nelle regioni [controllate dalle SDF] sarà soppresso con tutti i mezzi necessari.
Questo non ha precedenti su diversi
livelli.
In primo luogo, i russi credono chiaramente che questo
tentativo di uccidere o catturare un plotone della polizia militare
russa sia stato pianificato dagli Stati Uniti ed Israele. Il fatto che fanno questa
accusa ufficialmente mostra il grado di irritazione provato dai russi
circa la doppiezza degli americani [vedi il viso nella foto, del Maggior Generale Igor Konashenkov]. In secondo luogo, questa è la prima
volta, almeno per quanto ne so io, che le forze delle Spètsnaz russe
sono dovute intervenire per salvare un’unità russa circondata. Tutti
gli operatori delle Spètsnaz sono sopravvissuti, solamente tre di loro sono
stati feriti nell’operazione.
Il
supporto ravvicinato di aerei Su-25 a bassissima quota è stato
ovviamente coordinato dai controllori aerei avanzati delle Spètsnaz, e
probabilmente ha assicurato la vittoria.
In altre parole, si è sfiorato
il disastro, e le cose sarebbero potute finire molto male (basta
immaginare cosa avrebbero fatto in video i pazzi takfiristi ai soldati
russi catturati!). Infine, un attacco organizzato dagli Stati Uniti a
quella che doveva essere una zona di “de-escalation”, combinato con un
tentativo di catturare soldati russi, alza l’asticella della duplicità
americana ad un livello totalmente nuovo.
La grande domanda adesso è “i russi
volevano davvero dire quello che hanno detto?” o stanno solo
piagnucolando con una vera determinazione a rispondere se necessario?
Ci sono un paio di problemi qui. In
primo luogo, oggettivamente, il contingente russo in Siria è minuscolo
rispetto all’enorme potenza del CENTCOM, della NATO e degli israeliani
sempre presenti. Non solo, ma in qualsiasi confronto tra Russia e Stati
Uniti, la Russia come paese è oggettivamente la parte più debole secondo
tutti i parametri, tranne nel caso di uno scambio nucleare. [questa affermazione è comunque clamorosamente smentita dall'articolo che riporto sotto.....ndr.] E quindi i
russi non sono in una posizione di forza. Inoltre, per ragioni storiche e
culturali, i russi sono molto più preoccupati dall’avvio di un
qualsiasi incidente che potrebbe portare ad una guerra rispetto agli
americani, che combattono sempre le loro guerre nel paese di qualcun
altro. Questo potrebbe sembrare paradossale, ma i russi temono la
guerra, anche se sono pronti ad essa. A differenza dei russi, gli
americani non temono la guerra, ma non sono nemmeno pronti ad essa. In
pratica ciò significa che un errore di calcolo americano potrebbe
portare benissimo ad una risposta militare russa che stordirebbe gli
americani e li costringerebbe ad entrare in una spirale di escalation
che nessuno potrebbe controllare.
Ricordate come Hillary promise che avrebbe imposto unilateralmente una cosiddetta zona “interdetta al volo” [“no-fly zone”, in inglese]
sulla Siria? Promise non solo di schierare aerei americani sulle forze
russe in Siria, ma ha anche di cacciare le Forze Aerospaziali russe dai
cieli siriani. Grazie a Dio, questa strega pazza non è stata eletta, ma
sembra che persone con le sue stesse opinioni arroganti e, francamente,
del tutto irresponsabili, siano ora in carica sotto Trump.
Ora la mia paura è che dei comandanti
incompetenti, arroganti, non troppo lucidi e generalmente ignoranti al
Pentagono e alla CIA, ignoreranno semplicemente i chiari segnali
d’avvertimento provenienti dai russi, compreso l’annuncio pubblico che,
il Cremlino ha dato l’autorità ai comandanti locali russi in Siria di
usare la forza per proteggere il personale russo.
In parole povere,
questo significa che se verranno attaccati, i russi in Siria non avranno
bisogno di consultarsi con Mosca prima di utilizzare la forza per
proteggere sé stessi. A proposito, regole d’ingaggio simili sono
abbastanza comuni, non c’è nulla di straordinario, ma il fatto che siano
state rese pubbliche è, ancora una volta, un messaggio all’Impero
Anglo-Sionista e ai terroristi “buoni” che utilizza per cercare di
conquistare la Siria.....
Questa volta noi (il mondo) siamo stati
fortunati. I syriani hanno combattuto duramente e i terroristi “buoni”
sono stati probabilmente sorpresi dalla spietata determinazione delle
forze di polizia militare russe (in realtà, composte soprattutto da
forze speciali cecene) e degli operatori delle Spètsnaz. Una cosa è
combattere i reparti syriani, un’altra affrontare questi guerrieri
temprati. Ma la prossima volta l’esito potrebbe essere diverso.
Anche il quadro più grande mi dà molta
preoccupazione. I syriani, con l’aiuto iraniano, di Hezbollah e russo,
hanno liberato Deir el-Zor, hanno attraversato il fiume Eufrate e si
stanno muovendo verso est. In parole povere, questo significa che Stati
Uniti e Daesh hanno perso la guerra, e che l’ultima regione siriana con
cui gli Anglo-Sionisti possono sperare di dividere il paese (il loro
attuale “piano B”) e stabilire una presenza militare americana
permanente è ora minacciata dall’avanzata siriana. La distanza tra le
forze statunitensi attualmente schierate in Syria nordorientale e le
forze siriane, iraniane, di Hezbollah e russe sta diventando sempre più
piccola ogni giorno. Posso solo immaginare come le forze, diciamo
iraniane o di Hezbollah, che stanno già “fiutando” la presenza nelle
loro vicinanze di forze statunitensi, stiano sbavando affamate per il
momento in cui finalmente potranno mettere le mani sul loro più vecchio e
più odiato nemico. Mi sento poco dispiaciuto per la prima unità
statunitense che entrerà in contatto con le forze iraniane o di
Hezbollah.
Adesso gli americani si nascondono
dietro i curdi, ma prima o poi gli iraniani o Hezbollah li troveranno.
Per quanto riguarda i curdi, la loro situazione in Syria è, per dirla in
modo gentile, precaria: sono circondati su tutti i lati dai turchi, dai
siriani e dagli iraniani, e l’unica zona che controllano in modo più o
meno stabile è in Iraq. Gli americani lo sanno perfettamente, e questo è
il motivo dei loro disperati tentativi di fermare i siriani.
Questa è una situazione molto
pericolosa: anche se il CENTCOM e la NATO sono di gran lunga i “più
tosti del quartiere”, in Siria gli americani sono con le spalle al muro,
il loro spazio di manovra si sta riducendo velocemente e non sanno
affatto come fermare questo processo. Da qui l’attacco alla zona di
de-escalation che abbiamo appena visto.
Spero che alla fine gli americani
faranno quello che hanno fatto ad Al-Tanf e facciano semplicemente i
bagagli, dichiarino la vittoria, e partano. Quella sarebbe l’unica cosa
razionale da fare. Ma dopo aver ascoltato Trump all’ONU, non ho la
sensazione che essere razionali sia in cima alla lista delle priorità
degli Stati Uniti. Tutto questo è piuttosto spaventoso.
In Syria, nella zona di Hama (sud di Idlib, in piena zona di
De-Escalation, ovvero tecnicamente pacificata) un grosso attacco dei
fanatici islamisti colpisce le forze siriane ed i loro alleati. L’obiettivo reale, come si vedrà spiegato più avanti è quello di
uccidere o possibilmente catturare una colonna di poliziotti militari
russi, presenti nella zona teoricamente “pacificata” e armati con
blindati leggeri e poco altro. Il "fato" vuole che non solo i fanatici "operatori di pace moderati" fossero presenti, ma anche
forze speciali americane di cia ed nsa, per dargli manforte, dato che, meritatamente, i
russi si sono fatti una nomea di ottimi combattenti, in zona.
Il piano teoricamente riesce, i “poliziotti” vengono circondati e le forze russe , iraniane e libanesi, nonché quelle siriane “colte di sorpresa“.
Improvvisamente le cose diventano difficili, per gli attaccanti.
I poliziotti russi danno mostra di una
ottima preparazione, e rispondono al fuoco con ferocia; e dimostrano d'avere a
disposizione un sacco di munizioni.
Velocemente arrivano sul posto le forze
speciali russe, (al loro primo intervento ufficiale sul fronte) che
massacrano letteralmente gli assalitori, riportando solo tre feriti
nelle loro fila.
Inizia un massiccio contrattacco siriano, preceduto da parecchi attacchi aerei e da ancora più numerosi attacchi di artiglieria.
Per la verifica dei fatti da me narrati vi rimando ai numerosi link posti in fondo, raccolti dal mio amico XYZ.
Non sappiamo se vi fossero agenti americani sul posto, ma, se così fosse giacciono tra i tanti
sepolti, a pezzi, a centinaia nelle fosse comuni un paio di giorni dopo, quando si
cominciò a ripulire l’area con i bulldozer, i cadaveri erano troppi. [ndr .... quasi 900]
Dobbiamo pensare che i russi siano stati fortunati o che sotto c’era dell’altro?
Le forze syriane e i loro alleati sono
al momento occupate dalla parte opposta del fronte, intente ad
attraversare l’Eufrate e a ingaggiare battaglia sempre più vicino agli
alleati curdi degli USA.
Occorre anche capire la mentalità peculiare degli abitanti locali.
Dopo l’inizio della guerra civile le
forze in campo si sono divise in centinaia di opposte fazioni, ognuna
con il suo comandante in capo e la sua brava bandiera, impegnate a
combattersi tra di loro e impegnati in mutevoli alleanze.
Segno di un innato individualismo e di una certa tendenza a cambiare bandiera, ovvero a mettersi dalla parte di chi “vince”.
Ma la “reputazione” è ancora più importante.
Il piano americano era chiaro, persino
troppo. I fanatici islamisti avrebbero occupato dei territori di scarsa
importanza strategica, ma avrebbero ottenuto lo spostamento di parte
delle truppe impiegate sull’Eufrate. La cattura e l’uccisione di quasi
trenta soldati russi avrebbe causato un bel danno alla “reputazione” di
Mosca.
Immaginate come interpreteranno i
combattenti di queste fazioni i fatti elencato sopra. Non vedranno una
eroica resistenza di un manipolo di soldati russi incredibilmente
fortunati, ma vedranno un bello scherzo tirato agli americani. E
il risultato sarà che i russi vedranno aumentarsi la loro già enorme
“reputazione”, e gli americani faranno la figura degli stupidi, come, del resto, notoriamene sono.
E, la pervicacia con cui gli americani
continuano a cercare di rompere le scatole alle forze di Assad e i loro
alleati, quando appare chiaro che la guerra sul campo è già persa, non
depone certo a loro favore, i syriani, non cerebrolesi, lo capiscono benissimo.....
Gli arabi capiscono benissimo il
concetto di ” ritirata strategica”. Non è altro che un modo per
riorganizzare le forze e attaccare in un secondo momento.
Capiscono perfettamente anche il concetto di Taqiyya
Taqiyya: è un termine
arabo che significa letteralmente come paura, stare in guardia,
circospezione, timore di Dio, santità, ambiguità o dissimulazione,
menzogna. Significa dissimulare se si combatte o se si è in pericolo. Nella pratica musulmana è consentito mentire in quattro occasioni: 1) per salvare una o più vite 2) per portare la pace in uno scontro 3) per convincere una donna 4) se ci si prepara ad uno scontro, per non fornire indicazioni al nemico.
Il pratica gli arabi si aspettano che
gli americani si ritirino in posizioni defilate o che addirittura si
pongano lingua in bocca con i russi, fingendo di allearsi con loro.
Per poi fotterli in un secondo momento.
Per loro è il corretto modo di comportarsi, con un nemico.
Un precetto coranico, addirittura.
Gli ammerregani continuano a fare di
tutto per rompere le scatole, combattono e non combattono, forniscono
armi ma negano di farlo, inviano soldati ma di nascosto, ecc. ecc.
Questo modo di agire è non solo è
stupido per gli arabi, ma li fa addirittura apparire deboli, come se
avessero paura di qualche migliaio di soldati russi.
Osserviamo le reazioni israeliane, per
esempio. A Tel Aviv capiscono bene la mentalità araba. Dopo la sconfitta
militare in Libano gli israeliani si sono calmati, e non vogliono
rischiare di perdere la “faccia” attaccando in forze.
Tramano nell’ombra e conducono piccoli
attacchi, un paio di missili alla volta, irrilevanti in termini militari
ma “simbolici”, ovvero dimostrano di essere pronti allo scontro, se
necessario.
I militari russi, d’altro canto, non
credono nella bugia tout court né negli attacchi dimostrativi
(concezione del tutto aliena per loro), ma nella Maskirovska.
La maskirovska è un concetto militare molto complesso.
Significa non solo mentire, ma fare
apparire al nemico una rappresentazione della realtà completamente
diversa dalla situazione reale.
Apparire deboli quando si è forti, e
viceversa. Come 29 poveri soldati russi, debolmente armati che sia
avventurano in mezzo al nulla, ghiotto boccone per i fanatici islamisti,
che già sognano di fare una pila di teste di nemici da mostrare al
mondo.
I satelliti americani spiano, e non osservano truppe nella zona.
Le spie confermano che in quella zona le
forze syriane sono male armate, e che gli aerei russi sono impiegate in
altre zone del fronte.
Persino i cannoni sono stati spostati,
la zona è “pacificata”. Un attacco viene pianificato, e va a finire nel
peggiore modo possibile.
Tutti gli assalitori morti:
...e nessun russo ucciso.....
Dal giorno seguente, fino ai primi d'ottobre, quasi 1.000 attacchi
aerei martelleranno tutti i punti salienti della zona, e faranno strage totale,
intervallati da innumerevoli colpi d'artiglieria, cannoni ,
improvvisamente teletrasportati nella zona di combattimento......
Non siamo davanti solo ad uno scontro tra nazioni, ma tra gruppi di nazioni con interessi e mentalità diversi.
Una guerra portata avanti da una parte
con mosse politiche, armi fetenti e costosissime impiegate contro
pecorai. Senza dimenticare l’impiego di ogni mezzo mediatico possibile,
una falsificazione della verità paragonabile solo all’inferno distopico
di 1984, alla quale gli ilici della penisola italica credono ciecamente.....
Dall’altra parte nessun effetto
speciale, solo sano e vecchio “artigianato” bellico. Si decide quale è
il nemico e lo si ammazza, senza starci a ragionare sopra.
Utilizzando
armi “ignoranti”, ma che costano poco e funzionano bene. Agli alleati e
nei media da loro controllati si spiega bene cosa sta succedendo, è in
corso una guerra per spartirsi il pianeta, e gli USA sono indeboliti
dalle lotte interne…
La battaglia è ancora aperta, ormai i
fanatici islamici sono alle corde e le forze russe ed americane sono
vicine ad uno scontro diretto.
Pesante sconfitta dell’alleanza USA-ISIS-Israele in Syria
Alessandro Lattanzio
L’alleanza
tra Stati Uniti d’America e Stato Islamico di Iraq e Levante (SIIL) ha
perso la guerra in Siria, assieme all’ultima regione siriana, da cui i
sionisti-statunitensi si giocano le ultime carte per dividere la Siria e
imporvi l’occupazione militare statunitense.
Il
Ministero della Difesa russo rilasciava un video sulle posizioni dello
SIIL a nord della città di Dayr al-Zur, in Siria orientale, che mostra
mezzi militari statunitensi schierati nella zona. “Le fotografie
aeree scattate il 8-12 settembre 2017 nelle aree occupate dalle forze
dello SIIL, rilevano numerosi veicoli corazzati Hummer utilizzati dalle
forze speciali dell’esercito statunitense“.
Unità delle forze
speciali erano schierate nelle postazioni create dai terroristi dello
SIIL, senza tuttavia che si registrassero scontri tra terroristi e
soldati statunitensi.
Breve servizio televisivo della tv pubblica della federazione russa, ovviamente censurato in corp. €uropa
“Nonostante le fortificazioni delle forze
armate statunitensi siano erette laddove i terroristi dello SIIL sono
attualmente dispiegati, non vi sono nemmeno i segni dell’organizzazione
di opere di difesa, dimostrando che i militari statunitensi che vi si
trovano, si sentano completamente al sicuro nelle aree occupate dagli 'operatori di pace moderati'“.
Il portavoce del Ministro della Difesa russo, Generale Konashenkov,
dichiarava che gli Stati Uniti sostengono l'ISIS, facendo finta di
combatterlo da 3 anni; “i terroristi che hanno attaccato le truppe
syriane a Dayr al-Zur provenivano da nord, dove sono ubicate le forze
speciali statunitensi e le basi delle forze nondemocratiche siriane.
Inoltre, nelle ultime 24 ore c’è stato un drastico aumento del livello
delle acque del fiume Eufrate, rendendo difficile all’Esercito arabo
siriano attraversare il fiume. Non ci sono state piogge. I siriani
dicono che l’unico modo per cui ciò succedesse era che l’acqua fluisse
dalle dighe a monte, occupate dall’opposizione controllata dalla
coalizione statunitense. Mentre la fine dello SIIL si avvicina in Syria,
è chiaro chi lo combatte veramente e chi ha fatto finta di combatterlo
negli ultimi 3 anni.
Se la coalizione internazionalista imperialista sionista guidata dagli USA preferisce non
combattere il terrorismo in Siria, il minimo che può fare è lasciare in
pace chi lo combatte in modo coerente ed efficace. Nonostante ciò,
l’Esercito arabo syriano, con il sostegno della forza aerea russa,
continua ad allargare la testa di ponte sulla sponda orientale
dell’Eufrate, liberando 160 chilometri quadrati dagli "operatori di pace moderati". Ricordo
che questa è una regione ricca di petrolio, che alimenta i terroristi.
Perciò gli statunitensi sono così decisi a sabotarlo”.
In riferimento al tentativo dei servizi
segreti statunitensi di sequestrare 29 poliziotti militari russi, si
svolse una battaglia di 7 ore che si concludeva con la disfatta dei
terroristi islamisti e dei loro istruttori statunitensi. Il Ministero
della Difesa russo dichiarava che i servizi segreti statunitensi avevano
diretto l’attacco islamista contro le forze russo-syriane con
l’obiettivo di sequestrare 29 militari russi, scatenando pesanti
combattimenti tra truppe russe e forze sostenute dagli USA, che subivano
perdite devastanti: 850 terroristi, 11 carri armati, 46 tecniche, 20
autocarri e 38 depositi di munizioni dell’Hayat Tahrir al-Sham distrutti dalle forze aerospaziali russe. Dichiarazione del Ministero della Difesa della Federazione russa sulla
situazione in Syria e l’azione degli Stati Uniti nella lotta al
terrorismo in Syria: “L’intelligence degli Stati Uniti ha
organizzato un pesante attacco del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra
(Hayat Tahrir al-Sham) alla periferia di Hama, città situata in una zona
di de-escalation, violando l’accordo di cessate il fuoco. Assalivano le
difese governative, cercando di circondarle assieme a un’unità militare russa, ferendo 3 soldati russi. Il motivo era il tentativo del
Pentagono d’impedire all’Esercito arabo siriano di avanzare ad est di
Dayr al-Zur, contrastando i piani geopolitici statunitensi. Ad Astana, 5
giorni prima, era stato firmato un accordo di cessate il fuoco, ma
Jabhat al-Nusra non voleva rispettarlo. I terroristi lanciavano un
grande attacco alle truppe governative nella provincia di Idlib, una
delle quattro zone di de-escalation. Il Ministero della Difesa russo
indicava che l’attacco fu preparato con una notevole potenza di fuoco. I
terroristi utilizzarono carri armati e veicoli da combattimento per la
fanteria, riuscendo a violare le difese delle forze governative per 12
km.
Un altro compito di Jabhat al-Nusra era sequestrare un’unità
militare militare russa; un plotone in Syria per il rispetto della pace.
Il Ministero suppone che i terroristi fossero guidati dall’estero.
Secondo i dati disponibili, l’attacco fu orchestrato dai servizi
d’intelligence statunitensi per impedire il successo delle truppe
governative ad est di Dayr al-Zur. A causa dell’attacco dei terroristi,
il plotone della polizia militare fu bloccato, ma respinse gli attacchi
per diverse ore da un nemico soverchiante, al fianco dell’unità della
tribù Muali che aveva firmato l’accordo di cessate il fuoco e affrontava
una situazione difficile. I militari russi crearono immediatamente il
gruppo per recuperare i poliziotti, sostenuto dai velivoli d’attacco
Su-25 che attaccavano a bassa quota. Di conseguenza, l’accerchiamento fu
spezzato. Tre i russi rimasti feriti. L’operazione fermò i terroristi
infliggendogli un grave colpo.
Tutti i protagonisti sono stati decorati
Per 24 ore, attacchi aerei e d’artiglieria colpivano 187 obiettivi,
eliminando 850 terroristi, 11 carri armati, 4 veicoli da combattimento
per la fanteria, 46 pickup, 5 mortai, 20 camion e 38 depositi di armi.
Sfruttando la situazione, le truppe del governo syriano lanciavano la
controffensiva, respingendo il nemico sionista”. Infine, il 23 settembre, oltre 100 terroristi di Jabhat al-Nusra e del Faylaq al-Sham venivano eliminati da un attacco aereo russo sul comando sotterraneo del Faylaq al-Sham di Tal Mardiq, ad est di Idlib.
Nel
frattempo, il Ministro degli Esteri syriano Walid al-Mualam incontrava
il Ministro degli Esteri iracheno Ibrahim al-Jafari per discutere di
cooperazione e coordinamento tra Syria e Iraq.
Al-Mualam informava
al-Jafari sugli ultimi sviluppi delle Forze Armate syriane,
sottolineando l’aggressione della “coalizione internazionalista imperialista sionista” guidata
dagli Stati Uniti in Syria, dove uccide civili inermi e tenta di
ostacolare l’avanzata dell’Esercito arabo syriano contro lo SIIL.
Inoltre affermava che la Syria riconosce un Iraq unito e si oppone ai
tentativi di dividerlo. Al-Jafari notava la necessità di continuare il
coordinamento e la cooperazione dei due Paesi nella lotta al terrorismo,
rilevando che l’Iraq cerca di consolidare la sicurezza sul confine
syriano-iracheno.
Al-Mualam incontrava anche il Ministro degli Esteri
armeno Edward Nalbandian. Nalbandian affermava che il governo armeno
sostiene il governo syriano nella lotta al terrorismo, esprimendo
disponibilità a contribuire alla ricostruzione. Infine, al-Mualam
discuteva con il rappresentante algerino Abdalqadir Masahil, dove
Masahil ribadiva il forte sostegno del suo Paese agli sforzi della Syria
per combattere il terrorismo e a preservare l’unità e l’integrità
territoriale, affermando il rigetto da parte dell’Algeria delle
interferenze estere.
Sempre il 23 settembre, il capo di Stato Maggiore
dell’esercito iracheno, Generale Uthman al-Ghanimi, giungeva ad Ankara
per incontrare l’omologo turco Generale Hulusi Akar presso il comando
supremo turco.
I due generali hanno discusso del referendum curdo
iracheno ritenuto illegittimo e sottolineavano l’importanza
dell’integrità territoriale dell’Iraq.
La
comunità internazionale, compreso il Consiglio di sicurezza dell’ONU,
deve dare il proprio giudizio alla collaborazione tra gli USA e lo Stato
Islamico in Siria, ha dichiarato a RIA Novosti il primo vice presidente
del comitato del Consiglio della Federazione per la difesa e la
sicurezza Franz Klintsevich.
In
precedenza il Ministero della difesa russo ha pubblicato delle foto
aeree delle zone occupate dallo Stato Islamico a nord di Deir-ez-zor.
Nelle foto si vedono degli Humvee americani in servizio presso le forze
speciali statunitensi, le quali assieme alle unità delle Forze
democratiche siriane avanzano lungo la riva sinistra dell'Eufrate.
Secondo i dati del Ministero sul percorso delle forze speciali non ci
sono segni di combattimenti né di raid aerei da parte della coalizione. Nonostante il fatto che i capisaldi delle unità delle forze armate
degli USA si trovano in aree occupate dai terorristi, non ci sono segni
di combattimenti", si legge in un comunicato dell'agenzia, pubblicato
in Facebook. Il Ministero della difesa ha sottolineato che questo indica che
"tutte le truppe americane si sentono perfettamente al sicuro" nelle
zone occupate dai terroristi. Secondo i dati del Ministero della difesa russo le forze speciali
delle forze armate americane garantiscono alle forze democratiche
siriane un avanzamento senza ostacoli attraverso le unità dello Stato
Islamico. Le unità delle Forze nondemocratiche siriane avanzano lungo la
riva sinistra del fiume Eufrate in direzione di Deir ez Zor senza
incontrare nessuna resistenza ha dichiarato al Ministero della difesa a
RIA Novosti.
"La collaborazione tra lo Stato Islamico e gli USA non è un'ipotesi. È un dato di fatto. Le foto aeree del Ministero
hanno confermato quello che ho detto personalmente diverse volte: gli
americani in Syria e in tutto il mondo sono pronti a fare un patto col
diavolo stesso pure di perseguire i propri interessi" ha detto il
Senatore all'agenzia.
Ha dichiarato che "avendo creato questa
organizzazione terroristica, i servizi segreti statunitensi hanno
collaborato con essa per tutta la guerra syriana, ma recentemente,
quando gli Stati Uniti hanno compreso che gli eventi in Medio Oriente
hanno iniziato a svilupparsi secondo uno scenario a loro non gradito,
questa interazione è diventata particolarmente intensa", crede il
politico.
Secondo Klintsevich, in questa situazione non è
necessario accusare gli USA di tradimento. "Sono stati traditi i fedeli
alleati degli Stati Uniti" il deputato ha detto, notando che gli Stati
Uniti hanno "calpestato tutte le regole scritte e non scritte delle
relazioni internazionali coprendosi di una vergogna indelebile". "Basti
pensare a questa frase: gli Stati Uniti, che si fanno chiamare baluardo
della democrazia e dell'umanesimo, collaborano con l'organizzazione più
misantropica del mondo.
Scoprono che è impossibile collaborare con la
Corea del Nord, e con lo Stato Islamico è possibile?" ha ribadito Klintsevich.
"Questa è senza dubbio una questione da discutere al Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite" ha detto Klintsevich.
E PER CONCLUDERE... VI SPIEGO IL MOTIVO PER IL QUALE I SIONISTI NON SCATENANO LA GUERRA CONTRO LA RUSSIA ......
La potenza di fuoco russa in Siria
DI ANDREI MARTYANOV
unz.com
Quanto
si tratta di armi, le dimensioni sono importanti, così come gittata e
velocità. C’è un piccolo contingente militare russo in Syria che crea
grandi problemi agli americani, che si dice vogliano attaccare la base
aerea Khmeimim. Molti personaggi influenti in America non solo
stanno considerando l’opzione, ma la stanno spingendo. Il tenente
colonnello Ralph Peters non fa giri di parole quando si tratta di
attaccare i russi: “la situazione potrebbe andare fuori controllo. In
quel caso, dobbiamo vincere con rapidità e decisione – mantenendo le
cose all’interno della Syria”. Peters ed altri capi militari
avranno sicuramente studiato gli strateghi del passato, da Clausewitz a
Moltke a Guderian, ma bombardare i Russi a Khmeimim non ha senso. Gli
Stati Uniti ovviamente possono sganciare il proprio arsenale e
sterminare gli armamenti russi, siano essi SU-35, S-300 o S-400, con
alta probabilità di mantenere l’intero conflitto confinato in Syria. Ma
non è così scontato. Che la Russia sia una superpotenza nucleare è
indubbio, lo sanno tutti, anche i russofobi americani più accaniti. La Syria, però, è un po’ diversa: l’escalation verso un conflitto nucleare,
infatti, potrebbe essere controllata da chi è più forte in un conflitto
convenzionale. Il problema qui è proprio il concetto di guerra
convenzionale – un tipo preciso di conflitto su cui i militari
statunitensi si sono gettati negli ultimi 30 anni, vantando di essere in
grado di gestire qualsiasi tipo di avversario. Alla base di
questo approccio stava la convinzione americana di avere le migliori
armi stand-off (1). L’aggressione contro la Jugoslavia dimostrò che le
forze armate potevano sopraffare la difesa aerea di una nazione come la
Serbia abbastanza velocemente e da distanze ben al di là della portata
delle sue obsolete difese aeree. Le migliaia di missili da crociera
Tomahawk resero la difesa aerea serba praticamente inutile dopo le prime
due settimane di incessanti bombardamenti. Ma il problema per gli
Stati Uniti scatta qui: la Russia può fronteggiare questo ipotetico
conflitto convenzionale ben più della Syria. Può infatti rispondere
colpo su colpo in qualsiasi parte del Medio Oriente, essendo dotata del
più avanzato arsenale di armi stand-off ad alta precisione ad oggi noto. Per
questo è abbastanza ridicolo parlare di “sconfiggere” il contingente
russo in Syria. La guerra non è una sparatoria, comincia nelle sale
operative e negli uffici politici ben prima che venga sparato il primo
colpo. Se il contingente russo in Syria fosse stato dispiegato diciamo
nel 2005, lo scenario di Peters non avrebbe avuto grandi ostacoli. Ma non
è il 2005 e la Russia è in grado di contraccare efficacemente in caso
di attacco convenzionale su Khmeimim. Alcuni giorni fa, a seguito della morte
del tenente generale (2) Asapov in Syria, sicuramente “favorita”
dalla cosiddetta "Coalizione internazionalista imperialista sionista", in prossimità della liberata Deir-ez-Zour,
l’aviazione strategica russa ha lanciato dei missili da crociera X-101 a
lungo raggio verso bersagli ISIS in Syria. Non è una novità che i russi
usino missili da crociera con più di 5.500 chilometri di gittata, né
che la Marina lanci 3M-54Калибр della famiglia Kalibr con più di 2.500 km di
gittata da qualsiasi parte del Mediterraneo orientale o del Mar Caspio. Queste gittate sono fuori portata per qualsiasi arma difensiva
americana, come il Tomahawk TLAM-A Block II che al massimo ne ha una di
circa 2.500 chilometri ed il TLAM Block IV che ne ha una di 1.600
chilometri.
IL DOCUMENTARIO è DATATO, MA è RAPPRESENTATIVO DI COME LA FED. RUSSA è IN GRADO DI ANNICHILIRE GLI YANKEES....
La Raytheon dice che questi missili ed il Tomahawk
sono in grado di colpire obiettivi in movimento. Le cose importanti però
sono gittata e precisione e questo è un po’ il punto debole degli
U.S.A. La portata offre una flessibilità operativa senza precedenti ed
il lancio dell'altro ieri dai bombardieri strategici russi Tu-95 Bears ha
lanciato un messaggio molto chiaro – non in termini della gittata degli
X-101, ci sono in costruzione missili da crociera con distanze ancor
maggiori, fino a 10.000 chilometri. Il messaggio stava nel fatto che i
missili sono stati lanciati dallo spazio aereo iraniano ed iracheno. Non
ce n’era bisogno, si poteva fare più comodamente dall’area del Mar
Caspio. Ma i Bears hanno lanciato i missili mentre venivano portati nello
spazio aereo iraniano da Su-30 e Su-35 delle Forze Spaziali Aeree russe e
questo, oltre a dimostrare di poter raggiungere qualsiasi asset
terrestre americano nell’area, ha lanciato un segnale inquietante. L’Iran
sa bene che, dovessero gli americani attaccare i russi in Syria,
verrebbe immediatamente “coinvolto”, volente o no.
Per cui, perché non
prepararsi al meglio a quando resterà solo l’opzione nucleare? Ecco
dunque che avere forze russe al proprio fianco e nel proprio spazio
aereo aiuta notevolmente. Ma ciò apre anche ad un’altra grave
possibilità in caso di conflitto convenzionale tra Russia e Stati Uniti –
scenario che i neocon sognano. Mettendo da parte le emozioni e
guardando i dati, la Dottrina Militare russa, riaffermata nell’Edizione
2014, dal 2010 considera l’uso delle stand-off High Precision come una
chiave della strategia di contenimento, come l’articolo 26 della
suddetta dottrina chiaramente afferma. La Russia non vuole la guerra con
gli Stati Uniti, ma se spinta è in grado non solo di raggiungere gli
asset terrestri statunitensi, come il nucleo CENTCOM in Qatar, ma, cosa
ancor più significativa, anche quelli navali nel Golfo Persico. Oltre
a 66 bombardieri strategici di lunga portata, i Tu-160 e Tu-95, la
Russia ha a disposizione più di 100 bombardieri TU-22M3, molti dei quali
sono capaci sia di rifornirsi in volo sia di portare un’arma piuttosto
intimidatoria: il missile da crociera X-32 (Kh-32), la cui gittata è di
1.000 chilometri e la cui velocità supera i 4.2 Mach.Questo missile è
stato precipuamente progettato per colpire qualsiasi cosa si muova sulla
superficie del mare.
Il missile non è intercettabile e ,
come dimostrato ieri, l’Iran non ha problemi a consentire a questi
TU-22M3 di operare nel proprio spazio aereo. Lanciata dalla zona di
Darab, la salva non solo coprirebbe tutto il Golfo Persico ma
chiuderebbe il Golfo di Oman a qualsiasi forza navale. Nessuna nave e
nessun Carrier Battle Group sarebbe in grado di entrare in questo
settore in caso di conflitto convenzionale con la Russia in Syria.
La
salva di 3M-54Калибр dal Mar Caspio del 7 ottobre 2015 ha impressionato così
tanto la USS Theodore Roosevelt ed il suo CBG da costringerle ad
abbandonare quasi immediatamente il Golfo!!! Ah ah ah ah ah..... Questo semplice fatto
dimostra perché per due anni un piccolo contingente militare russo sia
stato in grado di operare in modo efficace in Syria e, difatti, imporre
condizioni nella zona delle proprie operazioni. Il contingente non è
solo una base militare, è una forza strettamente integrata con le Forze
Armate, e sono queste ultime a decidere l’eventuale escalation. Speriamo
solo che tutto quanto sopra descritto rimanga solo speculazione e non
abbia alcuna base nella vita reale – se questi scenari non si avverano è
meglio per tutti.
Fonte: www.unz.com
Link: http://www.unz.com/article/russia-the-800-pound-gorilla
27.09.2017
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG NOTE: (1)
Gli armamenti di tipo stand-off (tipicamente sono missili) sono quegli
armamenti che possono essere lanciati da una distanza così lunga da
consentire all’attaccante di restare al di fuori della portata delle
armi difensive dell’attaccato.
http://encyclopedia2.thefreedictionary.com/standoff+weapon http://en.wikipedia.org/wiki/Standoff_missile (2) Generale a due stelle, corrispondente al grado italiano di Generale di divisione.