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giovedì 9 maggio 2019

VINCENDO LE ELEZIONI DEL “parlamento” €uropeo .. si potrà cambiare tutto .. MA QUANDO MAI ??





Il primo pinocchio della lista .…

Il parlamentare €uropeo non può fare le leggi, ma che parlamentare è allora?

Il parlamento €uropeo è l'unico parlamento che non può fare le leggi ….

 

Le leggi in €uropa le fa la Commissione €uropea, sono autocrati, non eletti da nessuno, e le loro "leggi" valgono per tutti.

Il parlamento €uropeo può contestarle?

Sì, ma nella realtà NO, perché il procedimento è estremamente complesso, prima deve passare per una commissione apposita del parlamento, poi deve avere l'assenso della [1] conferenza dei presidenti della commissione, poi deve avere l'assenso del 55% del Consiglio €uropeo, oppure della maggioranza assoluta dei parlamentari €uropei, e se un parlamentare €uropeo chiede alla Commissione €uropea di vedere una legge che la Commissione sta facendo, la stessa può rispondere tranquillamente: NO non te la faccio vedere e punto.




Il secondo pinocchio della lista .…

Può il parlamentare €uropeo bocciare il Presidente della Commissione e tutta la Commissione?

Parrebbe di sì, ma nella realtà NO, perché la Commissione ed il Presidente si ripresentano, il parlamentare li riboccia, a questo punto nasce la crisi "costituzionale" che viene risolta dalla Corte €uropea di giustizia, che nessuno di noi potrà mai eleggere e che, fa quello che le pare …..






Il terzo e non ultimo … pinocchio della lista .…

I trattati economici sovranazionali imposti nell'ombra a noi cittadini : può il parlamentare €uropeo cambiare questi trattati che c'hanno imposto?

MA neanche per sogno, la procedura per potere cambiare i trattati €uropei è più complessa della fisica teorica, sono migliaia di pagine e di codicilli, ed in realtà chi potrebbe agire sarebbe solamente il Consiglio €uropeo per il quale anche un solo Stato può bloccare l'azione ponendo il veto.

La procedura per cambiare i trattati che c' hanno imposto esula di molto le umane possibilità di uno sfigato di piddino, leghista o pentastellato che voglia cambiare una sola virgola.





Un lucidissimo e sempre molto preparato Paolo Barnard perde tempo per provare a regalarvi nozioni ….
 
Chi ha ideato ed imposto il trattato di Lisbona, che sgoverna l'€uropa della plebe, era un sionista con grande cervello e grande capacità, e quindi non era un fesso : i fessi sono quelli che Vi raccontano che, vincendo le elezioni del parlamento finto €uropeo, si potrà cambiare tutto, quando in realtà non si potrà cambiare proprio nulla … "siamo €uropei" … Ah ah ah ah




 
 
Paolo Barnard lucidissimo, rischiando fisicamente la propria vita, spiega il più OSCENO TRADIMENTO della classe media della storia occidentale, l'Italia dell'operaio che risparmiava il 25% in media …... ad oggi ……

ORA, VISTO CHE HO SCRITTO QUESTO ARTICOLO NELLA MANIERA PIU' ELEMENTARE POSSIBILE, PROVANDO A FARMI CAPIRE DAL 95% DEI NOSTRI LETTORI, TIPICAMENTE ANALFABETA FUNZIONALE

MI AUGURO CHE COMPRENDANO CHE ALLE URNE €UROPEE DOVRANNO PRENDERE LA SCHEDA E DOPO AVERLA AVUTA IN MANO, RESTITUIRLA ED ABIURARE IL VOTO

CHE, SARA' VALIDO MA NON AVALLERA' NESSUN PARTITO O MOVIMENTO, SARA' UNO SCHIAFFO AL SIONISMO CHE VI RENDE SCHIAVI FELICI ….. SEGUIRANNO ISTRUZIONI!

deca paradigma

produzioni



1: Conferenza dei presidenti (Parlamento €uropeo) : La conferenza dei presidenti è un organismo del Parlamento €uropeo. È composta dal presidente del Parlamento €uropeo e dai presidenti dei gruppi politici. I presidenti dei gruppi politici possono farsi rappresentare da un altro membro del proprio gruppo. Alla riunioni partecipa inoltre, senza diritto di voto, un deputato non iscritto, invitato dal presidente del Parlamento. Decide quando possibile per consenso; quando questo non è possibile si vota e il peso del voto dipende dal numero di deputati rappresentati. La conferenza dei presidenti delibera sull'organizzazione dei lavori del Parlamento e sulle relazioni con le altre istituzioni e organi dell'Unione €uropea. Presenta al Parlamento proposte relative a composizione e competenze delle commissioni e delle delegazioni.

lunedì 24 dicembre 2018

COSE CHE GLI "SVEGLI" SANNO


Cose che i ragazzi svegli sanno


ragazzi svegli

Cose che i ragazzi svegli sanno (o che dovrebbero sapere)

La vita ci riserva coincidenze e sorprese. Qualche tempo fa, mentre aspettavamo insieme suo padre, il figlio di un amico mi ha fatto una domanda, una di quelle che i ragazzi svegli della sua età non fanno ai “vecchi”, agli adulti, perché sanno che non avranno risposta.
Perché fin da piccoli hanno capito che quando le domande diventano “indigeste”, gli adulti tendono a cambiare discorso, a non rispondere, a dissimulare, a dire stupidaggini, raramente ad ammettere la loro ignoranza.
Sentirmi rivolgere una domanda come quella mi ha sorpreso tanto da lasciarmi senza parole. La vita offre maestri ben strani, soprattutto in tempi come questi. Maestri strani e spesso indegni. Sarebbe stato semplice fare come gli altri, ma dopo aver incontrato il suo sguardo ho cambiato idea.
La domanda?

“Come è possibile vivere felici in questo mondo di merda?”

Un tema su cui, lo ammetto, ho argomenti da spendere. E forse è per quello che gli ho risposto. “Vuoi la risposta breve o quella lunga?” ho chiesto e al suo silenzio ho aggiunto “allora lunga sia.”
Così l’ho guardato negli occhi e gli ho detto quello che penso di aver capito dalla vita, dopo tutti gli errori, le porte in faccia, le occasioni mancate e i miracoli su cui ho inciampato.
Quello che nessuno mi ha spiegato da ragazzo, ma che dovrebbero spiegare sui banchi di scuola o almeno in famiglia. Quello che i ragazzi svegli sanno o intuiscono, mentre quelli tordi come il sottoscritto imparano per esperienza personale. Un’esperienza spesso amara o dolorosa.
  1. La realtà e il mondo

Realtà e mondo sono due cose molto diverse, la realtà è fatta di oggetti, cose, materia ed energia, è lo spazio 3D in cui viviamo, la nostra città, la terra, l’universo attorno a noi; mentre il mondo, o meglio i mondi in cui noi esseri umani viviamo sono porzioni delimitate della realtà fatte di come e quando, di eventi, di punti di vista, simboli e significati.
Questa distinzione è concreta e determinata dalla nostra biologia e neurologia, cioè dalle caratteristiche e dai limiti del nostro organismo, del nostro cervello e della nostra mente. Non percepiamo le cose e i fatti come sono, ma attraverso i nostri sensi e i loro limiti e attraverso l’elaborazione e l’interpretazione che ne fa la mente.
  1. Vediamo il mondo attraverso i sensi

Noi percepiamo e conosciamo il mondo attraverso i nostri nove sensi (vedi post “I 9 sensi e il flusso”): la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto, il gusto, il senso dell’equilibrio, la propriocezione (senso posturale), la termopercezione e la nocicezione (senso del dolore). L’organo sensoriale raccoglie lo stimolo, lo trasforma in segnali elettrici e lo invia al cervello che analizza i segnali sensoriali in molti modi diversi, determinati dalla nostra evoluzione, e li condivide con la nostra coscienza e con altri strumenti cerebrali.
I sensi sono limitati, sia perché rilevano solo una parte della realtà, vedi i limiti dello spettro visivo e uditivo, sia perché sono caratterizzati da limitazioni biologiche. Per esempio i nostri occhi hanno un punto cieco e vedono le immagini rovesciate, problemi che il cervello corregge senza che ce ne rendiamo conto.
A questi limiti si aggiungono i limiti della mente, della sua analisi ed elaborazione che comporta correzioni, filtri, generalizzazioni e interpretazioni. Alcuni esempi sono i limiti dell’attenzione, della memoria, le illusioni sensoriali, il fenomeno del priming, eccetera. Quindi possiamo affermare che noi percepiamo una porzione limitata, elaborata, corretta, filtrata e interpretata della realtà.
  1. Entriamo in scena a spettacolo avviato

Dal nostro punto di vista la nostra vita è una storia unica e speciale di cui noi siamo protagonisti, ed è vero, ma siamo troppo presi da noi stessi da dimenticare che siamo comparse in una storia più grande, anzi in molte storie diverse. Siamo coprotagonisti nella storia della nostra famiglia, siamo personaggi secondari nella storia della nostra comunità, sia essa la parrocchia, la scuola, la città e così via, siamo comparse nella storia del nostro stato e del mondo intero.
Sì, possiamo diventare importanti, protagonisti anche nelle storie più grandi, attraverso i nostri talenti, l’impegno, la passione, la fortuna, l’eredità, i nostri peccati. Ma quello che voglio sottolineare è che quando noi nasciamo, entriamo a far parte di storie più grandi.
Non solo. Quando nasciamo entriamo in queste storie a spettacolo avviato. Quindi dietro di noi c’è un passato, i decenni della nostra famiglia, i secoli della nostra comunità e del nostro paese, i millenni della storia dell’uomo. E questo passato ha un peso, questo passato è in noi e nelle persone attorno a noi. In bene e in male. Talvolta lo chiamiamo cultura, talvolta Storia con la esse maiuscola, talvolta sono colpe ed eredità che non ci appartengono.
  1. Il nostro sviluppo dipende dagli altri

Nasciamo precoci, ciechi e disorientati, con un corpo che cambia quotidianamente, una mente che si dibatte in balia del flusso di stimoli sensoriali, come un ramo in un fiume in piena, mentre continua a crescere e a reticolare. Dobbiamo apprendere tutto, comprendere il mondo su cui ci siamo spiaggiati, capire come si interagisce con la realtà e gli esseri attorno a noi, mentre le necessità concrete del nostro corpo scatenano le emozioni, complicando ancor più le cose.
Siamo indifesi, piccoli, bramiamo sicurezza e attenzione, calore e cibo. E la mamma è chi ci può dare tutto questo. È lei che ci mostra con l’esempio come funzionano le cose, che ci insegna come siamo fatti, cosa sono le emozioni. È lei la nostra base sicura, ma c’è anche lui, il papà che ci protegge, che talvolta ci spaventa, che ci guida quando vogliamo scoprire il mondo.
I nostri genitori ci insegnano chi siamo, cos’è la realtà, i rapporti con gli altri e i ruoli sociali, che ci insegnano come vivere questa vita piena di domande e risposte. Noi ci fidiamo ciecamente di loro, da loro dipende la nostra esistenza, loro ci amano e noi li amiamo senza condizioni.
Ora chiediti: sono i migliori maestri? Sono preparati a insegnarci come vivere la nostra vita? Sanno tutti i segreti per vivere una vita felice e splendida?
In realtà i nostri genitori hanno una visione limitata della realtà, imprecisa se non distorta, manipolata dai nostri simili e dall’autorità. Come noi sono entrati in scena a spettacolo avviato e come noi sono stati programmati da genitori con una visione limitata della realtà.
Il nostro sviluppo fisico e mentale dipende dagli altri, dai nostri familiari e dalla società in cui viviamo. Sono loro che danno forma alla nostra mente e che determinano il nostro futuro.
  1. Facciamo parte di comunità

Ci rendiamo conto in fretta che ci sono altri oltre ai genitori, altri amichevoli che diventano familiari, poi altri che diventano amici, poi altri che sono sconosciuti, altri da temere, pericolosi. Noi esseri umani facciamo parte di una comunità, anzi di molte comunità diverse, perché non siamo in grado di vivere da soli, perché è parte di noi.
Quando siamo insieme agli altri comunichiamo continuamente, con e senza parole, ci orientiamo, ci specchiamo, risuoniamo insieme. Che lo vogliamo o meno. Non ci hanno insegnato a fare tutto questo, è nella nostra carne e nella nostra mente. Siamo dotati di neuroni a specchio che ci dicono continuamente cosa pensano e provano le altre persone attorno a noi. Siamo predisposti alla collaborazione, ad aiutarci se possiamo, a sentirci bene quando lo facciamo, a cercare rapporti felici con gli altri, perché ci rendono migliori, più abili di quanto siamo da soli, perfino più abili della somma delle nostre abilità.
Siamo umani, siamo sociali per natura, ma quando diventi grande ti dicono che devi competere con i tuoi simili, che siamo competitivi per natura. Stupidaggini. È una menzogna. Gli studi scientifici dimostrano che la natura del bambino è sociale e che apprende dagli altri a essere egoista e competitivo.
  1. Tutti mentono

Tutti mentono, è una delle caratteristiche della nostra specie, determinata dalla nostra neurologia e psicologia, cioè dal modo con cui vediamo la realtà e i nostri simili, dall’istinto di sopravvivenza, dai nostri bisogni primari ed emotivi.
Mentire è negare la realtà, ritagliarla, modellarla, cancellarla, rileggerla, interpretarla, manipolarla e altro ancora. E lo impariamo dai nostri genitori, da bambini, con l’esempio e attraverso le contraddizioni della comunicazione, soprattutto quella non verbale. Li guardiamo mentire al partner, a noi, ai parenti e agli amici, li guardiamo mentire anche a se stessi, spinti dall’ego, dalle emozioni, o solo per rendere le cose più facili.
Così iniziamo a farlo pure noi, anche se ci proibiscono di farlo e ci puniscono se lo facciamo, perché oltre le parole la realtà ci mostra che mentire viene tollerato, entro certi limiti, a certe condizioni. Se si superano questi limiti e si viene scoperti si paga un prezzo in credibilità che può danneggiare la nostra vita sociale.
Perché gli esseri umani mentono?
Mentiamo per manipolare il nostro prossimo o le situazioni, allo scopo di trarne un vantaggio o perfino un profitto. Per esempio mentiamo ai nostri genitori per poter fare quello che ci proibiscono, mentiamo ai clienti per indurli a comprare i nostri prodotti o servizi. Mentiamo anche per essere felici, soprattutto a noi stessi, mentiamo per il bene delle persone che amiamo, mentiamo per sentirci meglio o per rendere più sopportabili le nostre sofferenze interiori. Ma il motivo principale per cui mentiamo è la paura, mentiamo per evitare punizioni, per evitare il dolore, per non assumerci le nostre responsabilità.
  1. La paura influenza i nostri comportamenti

La paura è una delle emozioni fondamentali che scopriamo e impariamo quando siamo bambini. La paura è la reazione a una minaccia alla nostra esistenza o integrità, o a quella delle persone che amiamo o a cui siamo legati. La paura può nascere da una minaccia immediata, o solo potenziale, sia concreta che immaginata o evocata dai ricordi. La paura è anche uno strumento che ci prepara alle situazioni di emergenza, utile alla sopravvivenza dell’individuo e della specie.
Il problema è che la paura tende a ridurre lucidità e capacità mentali, spingendoci ad assecondare i meccanismi inconsci, meno efficaci. La paura influenza le nostre scelte e i nostri comportamenti, disgrega i nostri equilibri interiori e i rapporti sociali. La paura acuta può incidere sulla mente, modificando profondamente i comportamenti e diventare ansia, fobia o panico.
Nonostante questo, la maggior parte dei genitori non insegna ai propri figli a comprendere e gestire le emozioni, né lo fa la scuola, di solito insegnano a reprimerle o a nasconderle.
La maggior parte degli esseri umani è preda della paura, impreparata a gestirla in modo consapevole quando è utile o necessario farlo. Anche per questo la paura viene usata quotidianamente per manipolare le scelte degli individui, per esempio a livello commerciale, per spingerci a comprare prodotti che non vogliamo, o a livello politico, per spingerci ad appoggiare decisioni contro il nostro interesse.
Come fanno? Mentendoci per farci credere a una minaccia immaginaria o solo potenziale.
  1. Quello che non ci dicono

Oggi viviamo nell’epoca dell’informazione, abbiamo la possibilità di accedere a miliardi di contenuti, pagine, video, volumi, articoli, una ricchezza di informazioni come non è mai esistita prima. Eppure ci sono argomenti, fatti e materie importanti per la nostra vita che non vengono diffuse, anzi vengono nascoste, sminuite o dissimulate, insegnate solo in ambiti ristretti come in corsi specialistici, o perfino insegnate in modo distorto e criptico.
Queste informazioni sono assenti o trascurate dai programmi scolastici e universitari. Dovremmo imparare fin da bambini le basi della comunicazione, della gestione delle emozioni, della dialettica, della micro e macroeconomia, della filosofia, dell’imprenditoria, della psicologia, della gestione delle scelte e dell’informazione, della politica monetaria e della gestione delle relazioni. E molto altro ancora.
Sono strumenti che mostrano la vita e la realtà per quello che sono realmente. Offrono punti di vista diversi e prospettive più ampie che permettono di fare scelte migliori, per noi stessi e per tutti.
Perché queste materie non vengono diffuse?
Perché le minoranze che controllano l’autorità non vogliono una società adulta e consapevole in grado di decidere indipendentemente, ma un gregge ignorante e influenzabile da manipolare, allo scopo di mantenere i loro privilegi e per continuare a trarne profitto personale.

E poi?

Poi è arrivato il padre. Ammetto di aver provato sollievo. Soprattutto a causa della luce che si era accesa negli occhi del ragazzo. Prima di saltare sull’auto, questi mi ha afferrato il braccio con tanta forza da farmi male e mi ha sibilato “voglio sapere il resto”.
In quel momento ho avuto il dubbio di aver sbagliato. D’altra parte ero sorpreso che mi avesse lasciato parlare così tanto, ok, pochi minuti in realtà, senza interrompermi o smettere di ascoltarmi. La reazione tipica della maggior parte dei miei conoscenti adulti.
Naturalmente non ho usato le esatte parole scritte sopra, le ho ripulite da termini dialettali e da volgarità. Ma il senso è quello. E naturalmente il discorso non è finito lì.
Presto ti racconterò il resto..... psichici
Pierluigi
deca

mercoledì 25 aprile 2018

"SOSTENIBILI" ORRORI sotterranei....

 Ghòuta: orrori underground

Il governo siriano, dopo la caduta del quartiere di Ghòuta, ha intensificato le campagne militari contro altri bastioni della "resistenza", che sembra meno agguerrita di prima.
Dopo Ghòuta, gli "operatori di pace moderati" hanno accusato il colpo, almeno momentaneamente. E ciò perché il quartiere damasceno era la punta di diamante della occupazione colonialista imperialista, il suo cervello pulsante. Anche per questo è stata così cruenta la battaglia.
Abbiamo usato i termini usuali del mainstream, che identifica le forze che si oppongono a Damasco come “ribelli” e “resistenza”.

Sotto Ghòuta

L’abbiamo fatto apposta, per far vedere quanto questa identificazione, parte fondante della narrazione che vede un regime sanguinario alle prese con un’opposizione libertaria, strida con quanto sta emergendo dal Ghòuta.
Anzitutto gli orrori. Li documenta un filmato syriano che rimanda immagini che non possono esser frutto di manipolazione.
Nel filmato al quale rimandiamo (cliccare qui) si vedono gli orrori del Ghòuta. Le immagini inquadrano la “prigione del pentimento”, dove si vedono le celle oscure e le gabbie interrate, esposte all’aperto. O l’attrezzo che mostriamo nella foto in alto, dove i prigionieri erano legati per essere torturati dagli "operatori di pace moderati".
Non solo orrori. Un altro video (cliccare qui) mostra i tunnel scavati nel sottosuolo: un labirinto a più livelli a quindici metri di profondità, che si snoda per chilometri e chilometri.
Si può notare dal video come, accanto alle immagini di tunnel scavati nella roccia,  si vedano gallerie larghe, bene illuminate. Prodotti d' alta ingegneria. Che necessitano di mezzi sofisticati per lo scavo e le rifiniture.
Opere fatte in poco tempo, che non possono essere ascritte ai quattro straccioni armati, asserragliati nel quartiere ed ai loro schiavi, i poveri civili mandati sottoterra a scavare. No.
Ci vuole ben altro. Macchine pesanti, ingegneri altamente qualificati. E tanti, tanti soldi. Milioni di €uro. Soldi fluiti dall’estero: dai sauditi e dall’Occidente, itaglia compresa.
Le foto che invece mettiamo in calce all’articolo le abbiamo prese dal sito Palestinafelix. Anch’esso è schierato dalla parte della legalità, del governo. E può essere tacciato di partigianeria dalle Bonino di turno. Ma le foto sono inequivocabili.
E mostrano i prodotti chimici rinvenuti nei tunnel, provenienti dal mercato occidentale..…
Vi risparmiamo le immagini degli arsenali bellici scoperti nel sottosuolo: armi pesanti, bombe, missili e quanto altro, a tonnellate. C’era una emergenza alimentare, dicevano le agenzie umanitarie,  [quelle di Soros, di Strada, di Terzian...] chiedendo l’apertura di corridoi per portare provvigioni (peraltro trovate immagazzinate). Allora come facevano ad arrivare tutte queste armi?

Lo scacco della narrazione mainstream

Quanto sta emergendo dice altro rispetto quanto ci insegnavano per anni: Come testimoniano altro i sopravvissuti, che sono tornati a vivere nel Ghòuta, sotto il legittimo controllo del governo.
Evidentemente non lo giudicano così sanguinario, tutt'altro, se hanno preferito restare, piuttosto che andare via con gli "operatori di pace moderati" colonialisti imperialisti internazionalisti sionisti jihadisti, come avrebbero potuto fare..........
Civili del Ghòuta sui quali ci si stracciava le vesta, perché bersaglio delle bombe di Assad. E dei quali oggi non importa nulla a nessuno nella corporazione privata ed apolide €uropa!! Nessun cronista occidentale che vada a intervistarli!!
Concludiamo questo articolo con un sondaggio del Corriere della Sera di ieri.
Solo l’11% ritiene che i raid dell’Occidente in Syria sono stati “giusti”. Solo il 20% ritiene che Assad sia “responsabile delle centinaia di migliaia di morti” (evidentemente l’80% non ci crede, ma sul punto il Corriere tace).
Il 27% degli intervistati ritiene che “non ci siano prove” che l’attacco chimico di Ghòuta sia opera di Damasco, mentre ben il 39% ritiene che sia solo “un pretesto per intervenire contro Assad”.
Un sondaggio che indica la débâcle della narrativa corrente. E ciò nonostante sia stata propalata da tutti i media mainstream senza eccezione. E non certo per i new troll russi o le Fake news sioniste. Semplicemente la gente ha visto troppe guerre giustificate con ogni mezzo in questi anni, dall’Iraq alla Lybia a quanto altro.
Ci ha creduto una volta, due magari. Tertium non datur.

deca

domenica 1 ottobre 2017

LA BATTAGLIA DI "BERESINA" DELLA CIA E DEL MOSSAD


Le forze speciali russe respingono un attacco pianificato dagli USA in Siria

denunciano gli USA e rilasciano un duro comunicato


È appena avvenuto qualcosa senza precedenti, in Siria: le forze degli “operatori di "pace" moderati” sostenute dagli USA ed Israele hanno tentato un attacco a sorpresa contro le forze governative siriane situate a nord ed a nordest della città di Hama. Quello che rende unico questo attacco è che si è svolto all’interno di una cosiddetta “zona di de-escalation”, ed uno degli obiettivi chiave dell’attacco era quello di circondare con un movimento a tenaglia, e successivamente catturare, un plotone di agenti della polizia militare russa dispiegato per monitorare e applicare lo status speciale di questa zona.
Le forze di polizia militare russe, composte principalmente da soldati della regione del Caucaso, hanno combattuto contro una forza nemica molto più grande [30 a 1], ed hanno richiesto assistenza. Per la prima volta, almeno ufficialmente, le forze speciali russe sono scese in campo per salvare e portare via i loro compagni.
Allo stesso tempo, i russi hanno inviato un certo numero di velivoli per il supporto aereo ravvicinato [CAS, Close Air Support in inglese], che hanno ucciso parecchie centinaia (850/900) di terroristi “buoni” ["operatori di pace moderati" in gergo tecnico boldriniano] ed hanno respinto l’attacco (fonti russe [in inglese] parlano dell’eliminazione di 850 operatori di pace, 11 carri armati, tre veicoli per il supporto alla fanteria, 46 pickup armati, cinque mortai, 20 camion e 38 depositi di munizioni; qui [in russo] potrete vedere foto dei soldati e degli equipaggiamenti distrutti). Ciò che rende unico questo evento è la reazione ufficiale dei russi su questo evento.
Il Capo del Dipartimento Principale delle Operazioni dello Stato Maggiore Generale russo, il Colonnello Generale Sergej Rudskoj, ha dichiarato che [in inglese]:
“Nonostante gli accordi firmati ad Astana il 15 settembre, i terroristi del Fronte al-Nusra, e unità a loro aggregatesi, che non vogliono rispettare la cessazione delle condizioni d' ostilità, hanno lanciato un’offensiva su vasta scala contro le posizioni delle truppe governative a nord e a nordest di Hama, nella zona di de-escalation di Idlib, dalle ore 8 del 19 settembre (…) Secondo i dati disponibili, l’offensiva è stata avviata dai servizi di intelligence americani per fermare la riuscita avanzata delle truppe governative ad est di Deir el-Zor”.
Oggi altri funzionari russi hanno aggiunto a questa accusa una minaccia non tanto velata. Il portavoce del Ministero della Difesa russo, il Maggior Generale Igor Konashenkov, ha dichiarato [in inglese]:
La Russia ha inequivocabilmente detto ai comandanti delle forze statunitensi nella base aerea di Al Udeid (in Qatar) che non tollererà eventuali bombardamenti dalle aree in cui stazionano le SDF (…) Il fuoco proveniente da posizioni nelle regioni [controllate dalle SDF] sarà soppresso con tutti i mezzi necessari.
Questo non ha precedenti su diversi livelli.
In primo luogo, i russi credono chiaramente che questo tentativo di uccidere o catturare un plotone della polizia militare russa sia stato pianificato dagli Stati Uniti ed Israele. Il fatto che fanno questa accusa ufficialmente mostra il grado di irritazione provato dai russi circa la doppiezza degli americani [vedi il viso nella foto, del Maggior Generale Igor Konashenkov]. In secondo luogo, questa è la prima volta, almeno per quanto ne so io, che le forze delle Spètsnaz russe sono dovute intervenire per salvare un’unità russa circondata. Tutti gli operatori delle Spètsnaz sono sopravvissuti, solamente tre di loro sono stati feriti nell’operazione.
Il supporto ravvicinato di aerei Su-25 a bassissima quota è stato ovviamente coordinato dai controllori aerei avanzati delle Spètsnaz, e probabilmente ha assicurato la vittoria.
In altre parole, si è sfiorato il disastro, e le cose sarebbero potute finire molto male (basta immaginare cosa avrebbero fatto in video i pazzi takfiristi ai soldati russi catturati!). Infine, un attacco organizzato dagli Stati Uniti a quella che doveva essere una zona di “de-escalation”, combinato con un tentativo di catturare soldati russi, alza l’asticella della duplicità americana ad un livello totalmente nuovo.
La grande domanda adesso è “i russi volevano davvero dire quello che hanno detto?” o stanno solo piagnucolando con una vera determinazione a rispondere se necessario?
Ci sono un paio di problemi qui.
In primo luogo, oggettivamente, il contingente russo in Siria è minuscolo rispetto all’enorme potenza del CENTCOM, della NATO e degli israeliani sempre presenti. Non solo, ma in qualsiasi confronto tra Russia e Stati Uniti, la Russia come paese è oggettivamente la parte più debole secondo tutti i parametri, tranne nel caso di uno scambio nucleare. [questa affermazione è comunque clamorosamente smentita dall'articolo che riporto sotto.....ndr.]
E quindi i russi non sono in una posizione di forza. Inoltre, per ragioni storiche e culturali, i russi sono molto più preoccupati dall’avvio di un qualsiasi incidente che potrebbe portare ad una guerra rispetto agli americani, che combattono sempre le loro guerre nel paese di qualcun altro.
Questo potrebbe sembrare paradossale, ma i russi temono la guerra, anche se sono pronti ad essa. A differenza dei russi, gli americani non temono la guerra, ma non sono nemmeno pronti ad essa. In pratica ciò significa che un errore di calcolo americano potrebbe portare benissimo ad una risposta militare russa che stordirebbe gli americani e li costringerebbe ad entrare in una spirale di escalation che nessuno potrebbe controllare.
Ricordate come Hillary promise che avrebbe imposto unilateralmente una cosiddetta zona “interdetta al volo” [“no-fly zone”, in inglese] sulla Siria? Promise non solo di schierare aerei americani sulle forze russe in Siria, ma ha anche di cacciare le Forze Aerospaziali russe dai cieli siriani.
Grazie a Dio, questa strega pazza non è stata eletta, ma sembra che persone con le sue stesse opinioni arroganti e, francamente, del tutto irresponsabili, siano ora in carica sotto Trump.
Ora la mia paura è che dei comandanti incompetenti, arroganti, non troppo lucidi e generalmente ignoranti al Pentagono e alla CIA, ignoreranno semplicemente i chiari segnali d’avvertimento provenienti dai russi, compreso l’annuncio pubblico che, il Cremlino ha dato l’autorità ai comandanti locali russi in Siria di usare la forza per proteggere il personale russo.
In parole povere, questo significa che se verranno attaccati, i russi in Siria non avranno bisogno di consultarsi con Mosca prima di utilizzare la forza per proteggere sé stessi. A proposito, regole d’ingaggio simili sono abbastanza comuni, non c’è nulla di straordinario, ma il fatto che siano state rese pubbliche è, ancora una volta, un messaggio all’Impero Anglo-Sionista e ai terroristi “buoni” che utilizza per cercare di conquistare la Siria.....
Questa volta noi (il mondo) siamo stati fortunati. I syriani hanno combattuto duramente e i terroristi “buoni” sono stati probabilmente sorpresi dalla spietata determinazione delle forze di polizia militare russe (in realtà, composte soprattutto da forze speciali cecene) e degli operatori delle Spètsnaz. Una cosa è combattere i reparti syriani, un’altra affrontare questi guerrieri temprati. Ma la prossima volta l’esito potrebbe essere diverso.
Anche il quadro più grande mi dà molta preoccupazione. I syriani, con l’aiuto iraniano, di Hezbollah e russo, hanno liberato Deir el-Zor, hanno attraversato il fiume Eufrate e si stanno muovendo verso est. In parole povere, questo significa che Stati Uniti e Daesh hanno perso la guerra, e che l’ultima regione siriana con cui gli Anglo-Sionisti possono sperare di dividere il paese (il loro attuale “piano B”) e stabilire una presenza militare americana permanente è ora minacciata dall’avanzata siriana.
La distanza tra le forze statunitensi attualmente schierate in Syria nordorientale e le forze siriane, iraniane, di Hezbollah e russe sta diventando sempre più piccola ogni giorno. Posso solo immaginare come le forze, diciamo iraniane o di Hezbollah, che stanno già “fiutando” la presenza nelle loro vicinanze di forze statunitensi, stiano sbavando affamate per il momento in cui finalmente potranno mettere le mani sul loro più vecchio e più odiato nemico. Mi sento poco dispiaciuto per la prima unità statunitense che entrerà in contatto con le forze iraniane o di Hezbollah.
Adesso gli americani si nascondono dietro i curdi, ma prima o poi gli iraniani o Hezbollah li troveranno. Per quanto riguarda i curdi, la loro situazione in Syria è, per dirla in modo gentile, precaria: sono circondati su tutti i lati dai turchi, dai siriani e dagli iraniani, e l’unica zona che controllano in modo più o meno stabile è in Iraq. Gli americani lo sanno perfettamente, e questo è il motivo dei loro disperati tentativi di fermare i siriani.
Questa è una situazione molto pericolosa: anche se il CENTCOM e la NATO sono di gran lunga i “più tosti del quartiere”, in Siria gli americani sono con le spalle al muro, il loro spazio di manovra si sta riducendo velocemente e non sanno affatto come fermare questo processo. Da qui l’attacco alla zona di de-escalation che abbiamo appena visto.
Spero che alla fine gli americani faranno quello che hanno fatto ad Al-Tanf e facciano semplicemente i bagagli, dichiarino la vittoria, e partano. Quella sarebbe l’unica cosa razionale da fare. Ma dopo aver ascoltato Trump all’ONU, non ho la sensazione che essere razionali sia in cima alla lista delle priorità degli Stati Uniti. Tutto questo è piuttosto spaventoso.

Video che illustrano brevemente l'opera di copertura aerea a difesa dei 29 poliziotti russi....


Le conseguenze della battaglia di Hama

in Syria: Maskirovska e reputazione


I fatti:
In Syria, nella zona di Hama (sud di Idlib, in piena zona di De-Escalation, ovvero tecnicamente pacificata) un grosso attacco dei fanatici islamisti colpisce le forze siriane ed i loro alleati.
L’obiettivo reale, come si vedrà spiegato più avanti è quello di uccidere o possibilmente catturare una colonna di poliziotti militari russi, presenti nella zona teoricamente “pacificata” e armati con blindati leggeri e poco altro.
Il "fato" vuole che non solo i fanatici "operatori di pace moderati" fossero presenti, ma anche forze speciali americane di cia ed nsa, per dargli manforte, dato che, meritatamente, i russi si sono fatti una nomea di ottimi combattenti, in zona.
Il piano teoricamente riesce, i “poliziotti” vengono circondati e le forze russe , iraniane e libanesi, nonché quelle siriane “colte di sorpresa“.
Improvvisamente le cose diventano difficili, per gli attaccanti.
I poliziotti russi danno mostra di una ottima preparazione, e rispondono al fuoco con ferocia; e dimostrano d'avere a disposizione un sacco di munizioni.
Velocemente arrivano sul posto le forze speciali russe, (al loro primo intervento ufficiale sul fronte) che massacrano letteralmente gli assalitori, riportando solo tre feriti nelle loro fila.
Inizia un massiccio contrattacco siriano, preceduto da parecchi attacchi aerei e da ancora più numerosi attacchi di artiglieria.
Per la verifica dei fatti da me narrati vi rimando ai numerosi link posti in fondo, raccolti dal mio amico XYZ.
Non sappiamo se vi fossero agenti americani sul posto, ma, se così fosse giacciono tra i tanti sepolti, a pezzi, a centinaia nelle fosse comuni un paio di giorni dopo, quando si cominciò a ripulire l’area con i bulldozer, i cadaveri erano troppi. [ndr .... quasi 900]
Dobbiamo pensare che i russi siano stati fortunati o che sotto c’era dell’altro?
Le forze syriane e i loro alleati sono al momento occupate dalla parte opposta del fronte, intente ad attraversare l’Eufrate e a ingaggiare battaglia sempre più vicino agli alleati curdi degli USA.
Occorre anche capire la mentalità  peculiare degli abitanti locali.
Dopo l’inizio della guerra civile le forze in campo si sono divise in centinaia di opposte fazioni, ognuna con il suo comandante in capo e la sua brava bandiera, impegnate a combattersi tra di loro e impegnati  in mutevoli alleanze.
Segno di un innato individualismo e di una certa tendenza a cambiare bandiera, ovvero a mettersi dalla parte di chi “vince”.
Ma la “reputazione” è ancora più importante.
Il piano americano era chiaro, persino troppo. I fanatici islamisti avrebbero occupato dei territori di scarsa importanza strategica, ma avrebbero ottenuto lo spostamento di parte delle truppe impiegate sull’Eufrate. La cattura e l’uccisione di quasi trenta soldati russi avrebbe causato un bel danno alla “reputazione” di Mosca.
Immaginate come interpreteranno i combattenti di queste fazioni i fatti elencato sopra. Non vedranno una eroica resistenza di un manipolo di soldati russi incredibilmente fortunati, ma vedranno un bello scherzo tirato agli americani. E il risultato sarà che i russi vedranno aumentarsi la loro già enorme “reputazione”, e gli americani faranno la figura degli stupidi, come, del resto, notoriamene sono.
E, la pervicacia con cui gli americani continuano a cercare di rompere le scatole alle forze di Assad e i loro alleati, quando appare chiaro che la guerra sul campo è già persa, non depone certo a loro favore, i syriani, non cerebrolesi, lo capiscono benissimo.....
Gli arabi capiscono benissimo il concetto di ” ritirata strategica”.  Non è altro che un modo per riorganizzare le forze e attaccare in un secondo momento.
Capiscono perfettamente anche il concetto di Taqiyya
Taqiyya: è un termine arabo che significa letteralmente come paura, stare in guardia, circospezione, timore di Dio, santità, ambiguità o dissimulazione, menzogna. Significa dissimulare  se si combatte o se si è in pericolo.
Nella pratica musulmana è consentito mentire in quattro occasioni:
1) per salvare una o più vite
2) per portare la pace in uno scontro
3) per convincere una donna
4) se ci si prepara ad uno scontro, per non fornire indicazioni al nemico.
Il pratica gli arabi si aspettano che gli americani si ritirino in posizioni defilate o che addirittura si pongano lingua in bocca con i russi, fingendo di allearsi con loro.
Per poi fotterli in un secondo momento.
Per loro è il corretto modo di comportarsi, con un nemico.
Un precetto coranico, addirittura.
Gli ammerregani continuano a fare di tutto per rompere le scatole, combattono e non combattono, forniscono armi ma negano di farlo, inviano soldati ma di nascosto,  ecc. ecc.
Questo modo di agire è non solo è stupido per gli arabi, ma li fa addirittura apparire deboli, come se avessero paura di qualche migliaio di soldati russi.
Osserviamo le reazioni israeliane, per esempio. A Tel Aviv capiscono bene la mentalità araba. Dopo la sconfitta militare in Libano gli israeliani si sono calmati, e non vogliono  rischiare di perdere la “faccia” attaccando in forze.
Tramano nell’ombra e conducono piccoli attacchi, un paio di missili alla volta, irrilevanti in termini militari ma “simbolici”, ovvero dimostrano di essere pronti allo scontro, se necessario.
I militari russi, d’altro canto, non credono nella bugia tout court né negli attacchi dimostrativi (concezione del tutto aliena per loro), ma nella Maskirovska.
La maskirovska è un concetto militare molto complesso.
Significa non solo mentire, ma fare apparire al nemico una rappresentazione della realtà completamente diversa dalla situazione reale.
Apparire deboli quando si è forti, e viceversa. Come 29 poveri soldati russi, debolmente  armati che sia avventurano in mezzo al nulla, ghiotto boccone per i fanatici islamisti, che già sognano di fare una pila di teste di nemici da mostrare al mondo.
I satelliti americani spiano, e non osservano truppe nella zona.
Le spie confermano che in quella zona le forze syriane sono male armate, e che gli aerei russi sono impiegate in altre zone del fronte.
Persino i cannoni sono stati spostati, la zona è “pacificata”. Un attacco viene pianificato, e va a finire nel peggiore modo possibile.
Tutti gli assalitori morti:
...e nessun russo ucciso.....
Dal giorno seguente, fino ai primi d'ottobre, quasi 1.000 attacchi aerei martelleranno tutti i punti salienti della zona, e faranno strage totale, intervallati da innumerevoli colpi d'artiglieria, cannoni , improvvisamente teletrasportati nella zona di combattimento......

Non siamo davanti solo ad uno scontro tra nazioni, ma tra gruppi di nazioni con interessi e mentalità diversi.
Una guerra portata avanti da una parte con mosse politiche, armi fetenti e costosissime impiegate contro pecorai. Senza dimenticare  l’impiego di ogni mezzo mediatico possibile, una falsificazione della verità paragonabile solo all’inferno distopico di 1984, alla quale gli ilici della penisola italica credono ciecamente.....
Dall’altra parte nessun effetto speciale, solo sano e vecchio “artigianato” bellico. Si decide quale è il nemico e lo si ammazza, senza starci a ragionare sopra. 
Utilizzando armi “ignoranti”, ma che costano poco e funzionano bene. Agli alleati e nei media da loro controllati si spiega bene cosa sta succedendo, è in corso una guerra per spartirsi il pianeta, e gli USA sono indeboliti dalle lotte interne…
La battaglia è ancora aperta, ormai i fanatici islamici sono alle corde e le forze russe ed americane sono vicine ad uno scontro diretto.
Fino all’ultimo curdo.....

By Nuke Di Liberticida (www.liberticida.altervista.org) e OraZero (orazero.altervista.org)

deca


Pesante sconfitta dell’alleanza USA-ISIS-Israele in Syria

Alessandro Lattanzio


L’alleanza tra Stati Uniti d’America e Stato Islamico di Iraq e Levante (SIIL) ha perso la guerra in Siria, assieme all’ultima regione siriana, da cui i sionisti-statunitensi si giocano le ultime carte per dividere la Siria e imporvi l’occupazione militare statunitense.
  
Il Ministero della Difesa russo rilasciava un video sulle posizioni dello SIIL a nord della città di Dayr al-Zur, in Siria orientale, che mostra mezzi militari statunitensi schierati nella zona. “Le fotografie aeree scattate il 8-12 settembre 2017 nelle aree occupate dalle forze dello SIIL, rilevano numerosi veicoli corazzati Hummer utilizzati dalle forze speciali dell’esercito statunitense“.
Unità delle forze speciali erano schierate nelle postazioni create dai terroristi dello SIIL, senza tuttavia che si registrassero scontri tra terroristi e soldati statunitensi.
Breve servizio televisivo della tv pubblica della federazione russa, ovviamente censurato in corp. €uropa
“Nonostante le fortificazioni delle forze armate statunitensi siano erette laddove i terroristi dello SIIL sono attualmente dispiegati, non vi sono nemmeno i segni dell’organizzazione di opere di difesa, dimostrando che i militari statunitensi che vi si trovano, si sentano completamente al sicuro nelle aree occupate dagli 'operatori di pace moderati'“.
Il portavoce del Ministro della Difesa russo, Generale Konashenkov, dichiarava che gli Stati Uniti sostengono l'ISIS, facendo finta di combatterlo da 3 anni; “i terroristi che hanno attaccato le truppe syriane a Dayr al-Zur provenivano da nord, dove sono ubicate le forze speciali statunitensi e le basi delle forze nondemocratiche siriane. Inoltre, nelle ultime 24 ore c’è stato un drastico aumento del livello delle acque del fiume Eufrate, rendendo difficile all’Esercito arabo siriano attraversare il fiume.
Non ci sono state piogge.
I siriani dicono che l’unico modo per cui ciò succedesse era che l’acqua fluisse dalle dighe a monte, occupate dall’opposizione controllata dalla coalizione statunitense. Mentre la fine dello SIIL si avvicina in Syria, è chiaro chi lo combatte veramente e chi ha fatto finta di combatterlo negli ultimi 3 anni. 
Se la coalizione internazionalista imperialista sionista guidata dagli USA preferisce non combattere il terrorismo in Siria, il minimo che può fare è lasciare in pace chi lo combatte in modo coerente ed efficace. Nonostante ciò, l’Esercito arabo syriano, con il sostegno della forza aerea russa, continua ad allargare la testa di ponte sulla sponda orientale dell’Eufrate, liberando 160 chilometri quadrati dagli "operatori di pace moderati".
Ricordo che questa è una regione ricca di petrolio, che alimenta i terroristi. Perciò gli statunitensi sono così decisi a sabotarlo”.
In riferimento al tentativo dei servizi segreti statunitensi di sequestrare 29 poliziotti militari russi, si svolse una battaglia di 7 ore che si concludeva con la disfatta dei terroristi islamisti e dei loro istruttori statunitensi. 
Il Ministero della Difesa russo dichiarava che i servizi segreti statunitensi avevano diretto l’attacco islamista contro le forze russo-syriane con l’obiettivo di sequestrare 29 militari russi, scatenando pesanti combattimenti tra truppe russe e forze sostenute dagli USA, che subivano perdite devastanti: 850 terroristi, 11 carri armati, 46 tecniche, 20 autocarri e 38 depositi di munizioni dell’Hayat Tahrir al-Sham distrutti dalle forze aerospaziali russe.
Dichiarazione del Ministero della Difesa della Federazione russa sulla situazione in Syria e l’azione degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo in Syria: “L’intelligence degli Stati Uniti ha organizzato un pesante attacco del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra (Hayat Tahrir al-Sham) alla periferia di Hama, città situata in una zona di de-escalation, violando l’accordo di cessate il fuoco. Assalivano le difese governative, cercando di circondarle assieme a un’unità militare russa, ferendo 3 soldati russi. Il motivo era il tentativo del Pentagono d’impedire all’Esercito arabo siriano di avanzare ad est di Dayr al-Zur, contrastando i piani geopolitici statunitensi. Ad Astana, 5 giorni prima, era stato firmato un accordo di cessate il fuoco, ma Jabhat al-Nusra non voleva rispettarlo. I terroristi lanciavano un grande attacco alle truppe governative nella provincia di Idlib, una delle quattro zone di de-escalation. Il Ministero della Difesa russo indicava che l’attacco fu preparato con una notevole potenza di fuoco. I terroristi utilizzarono carri armati e veicoli da combattimento per la fanteria, riuscendo a violare le difese delle forze governative per 12 km.
Un altro compito di Jabhat al-Nusra era sequestrare un’unità militare militare russa; un plotone in Syria per il rispetto della pace. Il Ministero suppone che i terroristi fossero guidati dall’estero. Secondo i dati disponibili, l’attacco fu orchestrato dai servizi d’intelligence statunitensi per impedire il successo delle truppe governative ad est di Dayr al-Zur. A causa dell’attacco dei terroristi, il plotone della polizia militare fu bloccato, ma respinse gli attacchi per diverse ore da un nemico soverchiante, al fianco dell’unità della tribù Muali che aveva firmato l’accordo di cessate il fuoco e affrontava una situazione difficile. I militari russi crearono immediatamente il gruppo per recuperare i poliziotti, sostenuto dai velivoli d’attacco Su-25 che attaccavano a bassa quota.
Di conseguenza, l’accerchiamento fu spezzato. Tre i russi rimasti feriti. L’operazione fermò i terroristi infliggendogli un grave colpo.
Tutti i protagonisti sono stati decorati
Per 24 ore, attacchi aerei e d’artiglieria colpivano 187 obiettivi, eliminando 850 terroristi, 11 carri armati, 4 veicoli da combattimento per la fanteria, 46 pickup, 5 mortai, 20 camion e 38 depositi di armi. Sfruttando la situazione, le truppe del governo syriano lanciavano la controffensiva, respingendo il nemico sionista”. Infine, il 23 settembre, oltre 100 terroristi di Jabhat al-Nusra e del Faylaq al-Sham venivano eliminati da un attacco aereo russo sul comando sotterraneo del Faylaq al-Sham di Tal Mardiq, ad est di Idlib.
Nel frattempo, il Ministro degli Esteri syriano Walid al-Mualam incontrava il Ministro degli Esteri iracheno Ibrahim al-Jafari per discutere di cooperazione e coordinamento tra Syria e Iraq.
Al-Mualam informava al-Jafari sugli ultimi sviluppi delle Forze Armate syriane, sottolineando l’aggressione della “coalizione internazionalista imperialista sionista” guidata dagli Stati Uniti in Syria, dove uccide civili inermi e tenta di ostacolare l’avanzata dell’Esercito arabo syriano contro lo SIIL.
Inoltre affermava che la Syria riconosce un Iraq unito e si oppone ai tentativi di dividerlo. Al-Jafari notava la necessità di continuare il coordinamento e la cooperazione dei due Paesi nella lotta al terrorismo, rilevando che l’Iraq cerca di consolidare la sicurezza sul confine syriano-iracheno.
Al-Mualam incontrava anche il Ministro degli Esteri armeno Edward Nalbandian. Nalbandian affermava che il governo armeno sostiene il governo syriano nella lotta al terrorismo, esprimendo disponibilità a contribuire alla ricostruzione. Infine, al-Mualam discuteva con il rappresentante algerino Abdalqadir Masahil, dove Masahil ribadiva il forte sostegno del suo Paese agli sforzi della Syria per combattere il terrorismo e a preservare l’unità e l’integrità territoriale, affermando il rigetto da parte dell’Algeria delle interferenze estere.
Sempre il 23 settembre, il capo di Stato Maggiore dell’esercito iracheno, Generale Uthman al-Ghanimi, giungeva ad Ankara per incontrare l’omologo turco Generale Hulusi Akar presso il comando supremo turco.
I due generali hanno discusso del referendum curdo iracheno ritenuto illegittimo e sottolineavano l’importanza dell’integrità territoriale dell’Iraq.
 


deca

Daesh fighter

Klintsevich: il mondo deve esprimersi

sulla collaborazione tra USA e Daesh


La comunità internazionale, compreso il Consiglio di sicurezza dell’ONU, deve dare il proprio giudizio alla collaborazione tra gli USA e lo Stato Islamico in Siria, ha dichiarato a RIA Novosti il primo vice presidente del comitato del Consiglio della Federazione per la difesa e la sicurezza Franz Klintsevich.
In precedenza il Ministero della difesa russo ha pubblicato delle foto aeree delle zone occupate dallo Stato Islamico a nord di Deir-ez-zor. Nelle foto si vedono degli Humvee americani in servizio presso le forze speciali statunitensi, le quali assieme alle unità delle Forze democratiche siriane avanzano lungo la riva sinistra dell'Eufrate. Secondo i dati del Ministero sul percorso delle forze speciali non ci sono segni di combattimenti né di raid aerei da parte della coalizione.
Nonostante il fatto che i capisaldi delle unità delle forze armate degli USA si trovano in aree occupate dai terorristi, non ci sono segni di combattimenti", si legge in un comunicato dell'agenzia, pubblicato in Facebook.
Il Ministero della difesa ha sottolineato che questo indica che "tutte le truppe americane si sentono perfettamente al sicuro" nelle zone occupate dai terroristi.
Secondo i dati del Ministero della difesa russo le forze speciali delle forze armate americane garantiscono alle forze democratiche siriane un avanzamento senza ostacoli attraverso le unità dello Stato Islamico. Le unità delle Forze nondemocratiche siriane avanzano lungo la riva sinistra del fiume Eufrate in direzione di Deir ez Zor senza incontrare nessuna resistenza ha dichiarato al Ministero della difesa a RIA Novosti.
"La collaborazione tra lo Stato Islamico e gli USA non è un'ipotesi. È un dato di fatto. Le foto aeree del Ministero hanno confermato quello che ho detto personalmente diverse volte: gli americani in Syria e in tutto il mondo sono pronti a fare un patto col diavolo stesso pure di perseguire i propri interessi" ha detto il Senatore all'agenzia.

Ha dichiarato che "avendo creato questa organizzazione terroristica, i servizi segreti statunitensi hanno collaborato con essa per tutta la guerra syriana, ma recentemente, quando gli Stati Uniti hanno compreso che gli eventi in Medio Oriente hanno iniziato a svilupparsi secondo uno scenario a loro non gradito, questa interazione è diventata particolarmente intensa", crede il politico.

Secondo Klintsevich, in questa situazione non è necessario accusare gli USA di tradimento. "Sono stati traditi i fedeli alleati degli Stati Uniti" il deputato ha detto, notando che gli Stati Uniti hanno "calpestato tutte le regole scritte e non scritte delle relazioni internazionali coprendosi di una vergogna indelebile". "Basti pensare a questa frase: gli Stati Uniti, che si fanno chiamare baluardo della democrazia e dell'umanesimo, collaborano con l'organizzazione più misantropica del mondo.
Scoprono che è impossibile collaborare con la Corea del Nord, e con lo Stato Islamico è possibile?" ha ribadito Klintsevich. "Questa è senza dubbio una questione da discutere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite" ha detto Klintsevich.

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E PER CONCLUDERE... VI SPIEGO IL MOTIVO PER IL QUALE I SIONISTI NON SCATENANO LA GUERRA CONTRO LA RUSSIA ......

La potenza di fuoco russa in Siria

DI ANDREI MARTYANOV
unz.com

Quanto si tratta di armi, le dimensioni sono importanti, così come gittata e velocità. C’è un piccolo contingente militare russo in Syria che crea grandi problemi agli americani, che si dice vogliano attaccare la base aerea Khmeimim.
Molti personaggi influenti in America non solo stanno considerando l’opzione, ma la stanno spingendo. Il tenente colonnello Ralph Peters non fa giri di parole quando si tratta di attaccare i russi: “la situazione potrebbe andare fuori controllo. In quel caso, dobbiamo vincere con rapidità e decisione – mantenendo le cose all’interno della Syria”.
Peters ed altri capi militari avranno sicuramente studiato gli strateghi del passato, da Clausewitz a Moltke a Guderian, ma bombardare i Russi a Khmeimim non ha senso. Gli Stati Uniti ovviamente possono sganciare il proprio arsenale e sterminare gli armamenti russi, siano essi SU-35, S-300 o S-400, con alta probabilità di mantenere l’intero conflitto confinato in Syria. Ma non è così scontato.
Che la Russia sia una superpotenza nucleare è indubbio, lo sanno tutti, anche i russofobi americani più accaniti. La Syria, però, è un po’ diversa: l’escalation verso un conflitto nucleare, infatti, potrebbe essere controllata da chi è più forte in un conflitto convenzionale.
Il problema qui è proprio il concetto di guerra convenzionale – un tipo preciso di conflitto su cui i militari statunitensi si sono gettati negli ultimi 30 anni, vantando di essere in grado di gestire qualsiasi tipo di avversario.
Alla base di questo approccio stava la convinzione americana di avere le migliori armi stand-off (1). L’aggressione contro la Jugoslavia dimostrò che le forze armate potevano sopraffare la difesa aerea di una nazione come la Serbia abbastanza velocemente e da distanze ben al di là della portata delle sue obsolete difese aeree. Le migliaia di missili da crociera Tomahawk resero la difesa aerea serba praticamente inutile dopo le prime due settimane di incessanti bombardamenti.
Ma il problema per gli Stati Uniti scatta qui: la Russia può fronteggiare questo ipotetico conflitto convenzionale ben più della Syria. Può infatti rispondere colpo su colpo in qualsiasi parte del Medio Oriente, essendo dotata del più avanzato arsenale di armi stand-off ad alta precisione ad oggi noto.
Per questo è abbastanza ridicolo parlare di “sconfiggere” il contingente russo in Syria. La guerra non è una sparatoria, comincia nelle sale operative e negli uffici politici ben prima che venga sparato il primo colpo. Se il contingente russo in Syria fosse stato dispiegato diciamo nel 2005, lo scenario di Peters non avrebbe avuto grandi ostacoli. Ma non è il 2005 e la Russia è in grado di contraccare efficacemente in caso di attacco convenzionale su Khmeimim.
Alcuni giorni fa, a seguito della morte del tenente generale (2) Asapov in Syria, sicuramente “favorita” dalla cosiddetta "Coalizione internazionalista imperialista sionista", in prossimità della liberata Deir-ez-Zour, l’aviazione strategica russa ha lanciato dei missili da crociera X-101 a lungo raggio verso bersagli ISIS in Syria.
Non è una novità che i russi usino missili da crociera con più di 5.500 chilometri di gittata, né che la Marina lanci 3M-54 Калибр della famiglia Kalibr con più di 2.500 km di gittata da qualsiasi parte del Mediterraneo orientale o del Mar Caspio.
Queste gittate sono fuori portata per qualsiasi arma difensiva americana, come il Tomahawk TLAM-A Block II che al massimo ne ha una di circa 2.500 chilometri ed il TLAM Block IV che ne ha una di 1.600 chilometri.
IL DOCUMENTARIO è DATATO, MA è RAPPRESENTATIVO DI COME LA FED. RUSSA è IN GRADO DI ANNICHILIRE GLI YANKEES....

La Raytheon dice che questi missili ed il Tomahawk sono in grado di colpire obiettivi in movimento. Le cose importanti però sono gittata e precisione e questo è un po’ il punto debole degli U.S.A.
La portata offre una flessibilità operativa senza precedenti ed il lancio dell'altro ieri dai bombardieri strategici russi Tu-95 Bears ha lanciato un messaggio molto chiaro – non in termini della gittata degli X-101, ci sono in costruzione missili da crociera con distanze ancor maggiori, fino a 10.000 chilometri. Il messaggio stava nel fatto che i missili sono stati lanciati dallo spazio aereo iraniano ed iracheno.
Non ce n’era bisogno, si poteva fare più comodamente dall’area del Mar Caspio.
Ma i Bears hanno lanciato i missili mentre venivano portati nello spazio aereo iraniano da Su-30 e Su-35 delle Forze Spaziali Aeree russe e questo, oltre a dimostrare di poter raggiungere qualsiasi asset terrestre americano nell’area, ha lanciato un segnale inquietante.
L’Iran sa bene che, dovessero gli americani attaccare i russi in Syria, verrebbe immediatamente “coinvolto”, volente o no.

Per cui, perché non prepararsi al meglio a quando resterà solo l’opzione nucleare? Ecco dunque che avere forze russe al proprio fianco e nel proprio spazio aereo aiuta notevolmente.
Ma ciò apre anche ad un’altra grave possibilità in caso di conflitto convenzionale tra Russia e Stati Uniti – scenario che i neocon sognano.
Mettendo da parte le emozioni e guardando i dati, la Dottrina Militare russa, riaffermata nell’Edizione 2014, dal 2010 considera l’uso delle stand-off High Precision come una chiave della strategia di contenimento, come l’articolo 26 della suddetta dottrina chiaramente afferma. La Russia non vuole la guerra con gli Stati Uniti, ma se spinta è in grado non solo di raggiungere gli asset terrestri statunitensi, come il nucleo CENTCOM in Qatar, ma, cosa ancor più significativa, anche quelli navali nel Golfo Persico.
Oltre a 66 bombardieri strategici di lunga portata, i Tu-160 e Tu-95, la Russia ha a disposizione più di 100 bombardieri TU-22M3, molti dei quali sono capaci sia di rifornirsi in volo sia di portare un’arma piuttosto intimidatoria: il missile da crociera X-32 (Kh-32), la cui gittata è di 1.000 chilometri e la cui velocità supera i 4.2 Mach. Questo missile è stato precipuamente progettato per colpire qualsiasi cosa si muova sulla superficie del mare.
Il missile non è intercettabile e , come dimostrato ieri, l’Iran non ha problemi a consentire a questi TU-22M3 di operare nel proprio spazio aereo. Lanciata dalla zona di Darab, la salva non solo coprirebbe tutto il Golfo Persico ma chiuderebbe il Golfo di Oman a qualsiasi forza navale.
Nessuna nave e nessun Carrier Battle Group sarebbe in grado di entrare in questo settore in caso di conflitto convenzionale con la Russia in Syria.
La salva di 3M-54 Калибр dal Mar Caspio del 7 ottobre 2015 ha impressionato così tanto la USS Theodore Roosevelt ed il suo CBG da costringerle ad abbandonare quasi immediatamente il Golfo!!! Ah ah ah ah ah.....
Questo semplice fatto dimostra perché per due anni un piccolo contingente militare russo sia stato in grado di operare in modo efficace in Syria e, difatti, imporre condizioni nella zona delle proprie operazioni. 
Il contingente non è solo una base militare, è una forza strettamente integrata con le Forze Armate, e sono queste ultime a decidere l’eventuale escalation. Speriamo solo che tutto quanto sopra descritto rimanga solo speculazione e non abbia alcuna base nella vita reale – se questi scenari non si avverano è meglio per tutti.
Fonte: www.unz.com
Link: http://www.unz.com/article/russia-the-800-pound-gorilla
27.09.2017
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG
NOTE:
(1) Gli armamenti di tipo stand-off (tipicamente sono missili) sono quegli armamenti che possono essere lanciati da una distanza così lunga da consentire all’attaccante di restare al di fuori della portata delle armi difensive dell’attaccato. http://encyclopedia2.thefreedictionary.com/standoff+weapon
http://en.wikipedia.org/wiki/Standoff_missile
(2) Generale a due stelle, corrispondente al grado italiano di Generale di divisione.

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