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lunedì 24 dicembre 2018

COSE CHE GLI "SVEGLI" SANNO


Cose che i ragazzi svegli sanno


ragazzi svegli

Cose che i ragazzi svegli sanno (o che dovrebbero sapere)

La vita ci riserva coincidenze e sorprese. Qualche tempo fa, mentre aspettavamo insieme suo padre, il figlio di un amico mi ha fatto una domanda, una di quelle che i ragazzi svegli della sua età non fanno ai “vecchi”, agli adulti, perché sanno che non avranno risposta.
Perché fin da piccoli hanno capito che quando le domande diventano “indigeste”, gli adulti tendono a cambiare discorso, a non rispondere, a dissimulare, a dire stupidaggini, raramente ad ammettere la loro ignoranza.
Sentirmi rivolgere una domanda come quella mi ha sorpreso tanto da lasciarmi senza parole. La vita offre maestri ben strani, soprattutto in tempi come questi. Maestri strani e spesso indegni. Sarebbe stato semplice fare come gli altri, ma dopo aver incontrato il suo sguardo ho cambiato idea.
La domanda?

“Come è possibile vivere felici in questo mondo di merda?”

Un tema su cui, lo ammetto, ho argomenti da spendere. E forse è per quello che gli ho risposto. “Vuoi la risposta breve o quella lunga?” ho chiesto e al suo silenzio ho aggiunto “allora lunga sia.”
Così l’ho guardato negli occhi e gli ho detto quello che penso di aver capito dalla vita, dopo tutti gli errori, le porte in faccia, le occasioni mancate e i miracoli su cui ho inciampato.
Quello che nessuno mi ha spiegato da ragazzo, ma che dovrebbero spiegare sui banchi di scuola o almeno in famiglia. Quello che i ragazzi svegli sanno o intuiscono, mentre quelli tordi come il sottoscritto imparano per esperienza personale. Un’esperienza spesso amara o dolorosa.
  1. La realtà e il mondo

Realtà e mondo sono due cose molto diverse, la realtà è fatta di oggetti, cose, materia ed energia, è lo spazio 3D in cui viviamo, la nostra città, la terra, l’universo attorno a noi; mentre il mondo, o meglio i mondi in cui noi esseri umani viviamo sono porzioni delimitate della realtà fatte di come e quando, di eventi, di punti di vista, simboli e significati.
Questa distinzione è concreta e determinata dalla nostra biologia e neurologia, cioè dalle caratteristiche e dai limiti del nostro organismo, del nostro cervello e della nostra mente. Non percepiamo le cose e i fatti come sono, ma attraverso i nostri sensi e i loro limiti e attraverso l’elaborazione e l’interpretazione che ne fa la mente.
  1. Vediamo il mondo attraverso i sensi

Noi percepiamo e conosciamo il mondo attraverso i nostri nove sensi (vedi post “I 9 sensi e il flusso”): la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto, il gusto, il senso dell’equilibrio, la propriocezione (senso posturale), la termopercezione e la nocicezione (senso del dolore). L’organo sensoriale raccoglie lo stimolo, lo trasforma in segnali elettrici e lo invia al cervello che analizza i segnali sensoriali in molti modi diversi, determinati dalla nostra evoluzione, e li condivide con la nostra coscienza e con altri strumenti cerebrali.
I sensi sono limitati, sia perché rilevano solo una parte della realtà, vedi i limiti dello spettro visivo e uditivo, sia perché sono caratterizzati da limitazioni biologiche. Per esempio i nostri occhi hanno un punto cieco e vedono le immagini rovesciate, problemi che il cervello corregge senza che ce ne rendiamo conto.
A questi limiti si aggiungono i limiti della mente, della sua analisi ed elaborazione che comporta correzioni, filtri, generalizzazioni e interpretazioni. Alcuni esempi sono i limiti dell’attenzione, della memoria, le illusioni sensoriali, il fenomeno del priming, eccetera. Quindi possiamo affermare che noi percepiamo una porzione limitata, elaborata, corretta, filtrata e interpretata della realtà.
  1. Entriamo in scena a spettacolo avviato

Dal nostro punto di vista la nostra vita è una storia unica e speciale di cui noi siamo protagonisti, ed è vero, ma siamo troppo presi da noi stessi da dimenticare che siamo comparse in una storia più grande, anzi in molte storie diverse. Siamo coprotagonisti nella storia della nostra famiglia, siamo personaggi secondari nella storia della nostra comunità, sia essa la parrocchia, la scuola, la città e così via, siamo comparse nella storia del nostro stato e del mondo intero.
Sì, possiamo diventare importanti, protagonisti anche nelle storie più grandi, attraverso i nostri talenti, l’impegno, la passione, la fortuna, l’eredità, i nostri peccati. Ma quello che voglio sottolineare è che quando noi nasciamo, entriamo a far parte di storie più grandi.
Non solo. Quando nasciamo entriamo in queste storie a spettacolo avviato. Quindi dietro di noi c’è un passato, i decenni della nostra famiglia, i secoli della nostra comunità e del nostro paese, i millenni della storia dell’uomo. E questo passato ha un peso, questo passato è in noi e nelle persone attorno a noi. In bene e in male. Talvolta lo chiamiamo cultura, talvolta Storia con la esse maiuscola, talvolta sono colpe ed eredità che non ci appartengono.
  1. Il nostro sviluppo dipende dagli altri

Nasciamo precoci, ciechi e disorientati, con un corpo che cambia quotidianamente, una mente che si dibatte in balia del flusso di stimoli sensoriali, come un ramo in un fiume in piena, mentre continua a crescere e a reticolare. Dobbiamo apprendere tutto, comprendere il mondo su cui ci siamo spiaggiati, capire come si interagisce con la realtà e gli esseri attorno a noi, mentre le necessità concrete del nostro corpo scatenano le emozioni, complicando ancor più le cose.
Siamo indifesi, piccoli, bramiamo sicurezza e attenzione, calore e cibo. E la mamma è chi ci può dare tutto questo. È lei che ci mostra con l’esempio come funzionano le cose, che ci insegna come siamo fatti, cosa sono le emozioni. È lei la nostra base sicura, ma c’è anche lui, il papà che ci protegge, che talvolta ci spaventa, che ci guida quando vogliamo scoprire il mondo.
I nostri genitori ci insegnano chi siamo, cos’è la realtà, i rapporti con gli altri e i ruoli sociali, che ci insegnano come vivere questa vita piena di domande e risposte. Noi ci fidiamo ciecamente di loro, da loro dipende la nostra esistenza, loro ci amano e noi li amiamo senza condizioni.
Ora chiediti: sono i migliori maestri? Sono preparati a insegnarci come vivere la nostra vita? Sanno tutti i segreti per vivere una vita felice e splendida?
In realtà i nostri genitori hanno una visione limitata della realtà, imprecisa se non distorta, manipolata dai nostri simili e dall’autorità. Come noi sono entrati in scena a spettacolo avviato e come noi sono stati programmati da genitori con una visione limitata della realtà.
Il nostro sviluppo fisico e mentale dipende dagli altri, dai nostri familiari e dalla società in cui viviamo. Sono loro che danno forma alla nostra mente e che determinano il nostro futuro.
  1. Facciamo parte di comunità

Ci rendiamo conto in fretta che ci sono altri oltre ai genitori, altri amichevoli che diventano familiari, poi altri che diventano amici, poi altri che sono sconosciuti, altri da temere, pericolosi. Noi esseri umani facciamo parte di una comunità, anzi di molte comunità diverse, perché non siamo in grado di vivere da soli, perché è parte di noi.
Quando siamo insieme agli altri comunichiamo continuamente, con e senza parole, ci orientiamo, ci specchiamo, risuoniamo insieme. Che lo vogliamo o meno. Non ci hanno insegnato a fare tutto questo, è nella nostra carne e nella nostra mente. Siamo dotati di neuroni a specchio che ci dicono continuamente cosa pensano e provano le altre persone attorno a noi. Siamo predisposti alla collaborazione, ad aiutarci se possiamo, a sentirci bene quando lo facciamo, a cercare rapporti felici con gli altri, perché ci rendono migliori, più abili di quanto siamo da soli, perfino più abili della somma delle nostre abilità.
Siamo umani, siamo sociali per natura, ma quando diventi grande ti dicono che devi competere con i tuoi simili, che siamo competitivi per natura. Stupidaggini. È una menzogna. Gli studi scientifici dimostrano che la natura del bambino è sociale e che apprende dagli altri a essere egoista e competitivo.
  1. Tutti mentono

Tutti mentono, è una delle caratteristiche della nostra specie, determinata dalla nostra neurologia e psicologia, cioè dal modo con cui vediamo la realtà e i nostri simili, dall’istinto di sopravvivenza, dai nostri bisogni primari ed emotivi.
Mentire è negare la realtà, ritagliarla, modellarla, cancellarla, rileggerla, interpretarla, manipolarla e altro ancora. E lo impariamo dai nostri genitori, da bambini, con l’esempio e attraverso le contraddizioni della comunicazione, soprattutto quella non verbale. Li guardiamo mentire al partner, a noi, ai parenti e agli amici, li guardiamo mentire anche a se stessi, spinti dall’ego, dalle emozioni, o solo per rendere le cose più facili.
Così iniziamo a farlo pure noi, anche se ci proibiscono di farlo e ci puniscono se lo facciamo, perché oltre le parole la realtà ci mostra che mentire viene tollerato, entro certi limiti, a certe condizioni. Se si superano questi limiti e si viene scoperti si paga un prezzo in credibilità che può danneggiare la nostra vita sociale.
Perché gli esseri umani mentono?
Mentiamo per manipolare il nostro prossimo o le situazioni, allo scopo di trarne un vantaggio o perfino un profitto. Per esempio mentiamo ai nostri genitori per poter fare quello che ci proibiscono, mentiamo ai clienti per indurli a comprare i nostri prodotti o servizi. Mentiamo anche per essere felici, soprattutto a noi stessi, mentiamo per il bene delle persone che amiamo, mentiamo per sentirci meglio o per rendere più sopportabili le nostre sofferenze interiori. Ma il motivo principale per cui mentiamo è la paura, mentiamo per evitare punizioni, per evitare il dolore, per non assumerci le nostre responsabilità.
  1. La paura influenza i nostri comportamenti

La paura è una delle emozioni fondamentali che scopriamo e impariamo quando siamo bambini. La paura è la reazione a una minaccia alla nostra esistenza o integrità, o a quella delle persone che amiamo o a cui siamo legati. La paura può nascere da una minaccia immediata, o solo potenziale, sia concreta che immaginata o evocata dai ricordi. La paura è anche uno strumento che ci prepara alle situazioni di emergenza, utile alla sopravvivenza dell’individuo e della specie.
Il problema è che la paura tende a ridurre lucidità e capacità mentali, spingendoci ad assecondare i meccanismi inconsci, meno efficaci. La paura influenza le nostre scelte e i nostri comportamenti, disgrega i nostri equilibri interiori e i rapporti sociali. La paura acuta può incidere sulla mente, modificando profondamente i comportamenti e diventare ansia, fobia o panico.
Nonostante questo, la maggior parte dei genitori non insegna ai propri figli a comprendere e gestire le emozioni, né lo fa la scuola, di solito insegnano a reprimerle o a nasconderle.
La maggior parte degli esseri umani è preda della paura, impreparata a gestirla in modo consapevole quando è utile o necessario farlo. Anche per questo la paura viene usata quotidianamente per manipolare le scelte degli individui, per esempio a livello commerciale, per spingerci a comprare prodotti che non vogliamo, o a livello politico, per spingerci ad appoggiare decisioni contro il nostro interesse.
Come fanno? Mentendoci per farci credere a una minaccia immaginaria o solo potenziale.
  1. Quello che non ci dicono

Oggi viviamo nell’epoca dell’informazione, abbiamo la possibilità di accedere a miliardi di contenuti, pagine, video, volumi, articoli, una ricchezza di informazioni come non è mai esistita prima. Eppure ci sono argomenti, fatti e materie importanti per la nostra vita che non vengono diffuse, anzi vengono nascoste, sminuite o dissimulate, insegnate solo in ambiti ristretti come in corsi specialistici, o perfino insegnate in modo distorto e criptico.
Queste informazioni sono assenti o trascurate dai programmi scolastici e universitari. Dovremmo imparare fin da bambini le basi della comunicazione, della gestione delle emozioni, della dialettica, della micro e macroeconomia, della filosofia, dell’imprenditoria, della psicologia, della gestione delle scelte e dell’informazione, della politica monetaria e della gestione delle relazioni. E molto altro ancora.
Sono strumenti che mostrano la vita e la realtà per quello che sono realmente. Offrono punti di vista diversi e prospettive più ampie che permettono di fare scelte migliori, per noi stessi e per tutti.
Perché queste materie non vengono diffuse?
Perché le minoranze che controllano l’autorità non vogliono una società adulta e consapevole in grado di decidere indipendentemente, ma un gregge ignorante e influenzabile da manipolare, allo scopo di mantenere i loro privilegi e per continuare a trarne profitto personale.

E poi?

Poi è arrivato il padre. Ammetto di aver provato sollievo. Soprattutto a causa della luce che si era accesa negli occhi del ragazzo. Prima di saltare sull’auto, questi mi ha afferrato il braccio con tanta forza da farmi male e mi ha sibilato “voglio sapere il resto”.
In quel momento ho avuto il dubbio di aver sbagliato. D’altra parte ero sorpreso che mi avesse lasciato parlare così tanto, ok, pochi minuti in realtà, senza interrompermi o smettere di ascoltarmi. La reazione tipica della maggior parte dei miei conoscenti adulti.
Naturalmente non ho usato le esatte parole scritte sopra, le ho ripulite da termini dialettali e da volgarità. Ma il senso è quello. E naturalmente il discorso non è finito lì.
Presto ti racconterò il resto..... psichici
Pierluigi
deca

sabato 30 maggio 2015

TRASFIGURAZIONE DELLA GHIANDOLA PINEALE


Il simbolismo della Ghiandola Pineale

  

Un viaggio appassionante nelle culture, nel tempo e nello spazio alla ricerca dei simboli

pigna e occhio – legati alla ghiandola pineale: dai Sumeri all’antico Egitto

passando per le rappresentazioni del Buddha, di Shiva e del potere papale...



Il simbolismo della Ghiandola Pineale


Il passato è uno spazio-tempo alquanto misterioso ed indecifrabile e la moderna archeologia arranca nel fornire plausibili spiegazioni a molti dei suoi misteri. Uno tra i più noti è come sia possibile che culture apparentemente slegate tra loro abbiano utilizzato le stesse peculiari architetture: le piramidi. 
In aree geografiche come Egitto, sud America, sud-est asiatico, Cina e perfino in Serbia (cfr. Scienza e Conoscenza n.28) ci sono piramidi di colossali dimensioni molto simili tra loro. Tutte sono state costruite sopra corsi d’acqua sotterranei e/o caverne naturali o artificiali munite di tunnel. Tutte presentano la caratteristica di fungere da ciclopici ionizzatori e da risonatori di armoniche che vanno dagli inudibili 16 Hz fino a qualche centinaio di hertz con una predilezione ─ delle piramidi egizie ─ per le frequenze con cui intoniamo il Si ed il Do tra la seconda e la terza ottava del La corista.
Ancora non si sono comprese le ragioni di questa somiglianza costruttiva, ma gli esponenti del pensiero convenzionale spesso tentano di discreditare i legittimi interrogativi su questo fenomeno globale, invalidando perfino i dati scientifici emersi dalle ricerche di fisici e geologi che minano i dogmi ufficiali.
Naturalmente il tema di questo articolo non è le piramidi, ma un altro fenomeno multiculturale ─ per molti versi correlato alle piramidi ─ che come queste ultime è presente in culture profondamente diverse e distanti tra loro.
Il soggetto del nostro indagare è la più popolare tra le ghiandole endocrine: l’Epifisi, meglio conosciuta come ghiandola Pineale.


Immedesimandomi nelle figure di Indiana Jones e Robert Langton –lo studioso dei simboli nel best seller Il codice Da Vinci di Dan Brown – sono andato alla ricerca di uno specifico simbolismo occulto presente in molte antiche culture sparse nel globo. Di fatto il tema che tratteremo in questa sede si presenta sottoforma di simboli presenti nell’arte o nei metodi canonici della trasmissione della conoscenza: le tavolette, le incisioni nelle pareti dei templi o dei palazzi, le statue, i dipinti o gli oggetti usati a scopo rituale.
A volte accade che questi simboli li abbiamo davanti agli occhi, ma non abbiamo una chiave di lettura per codificare i codici ripetutamente presenti nelle diverse opere di molti antichi popoli.

L’iconografia della pigna
Le culture del passato associavano quella che noi oggi chiamiamo Epifisi ad un organo preposto alla maggior chiarezza mentale ed alla visione interiore. Per Cartesio la ghiandola Pineale è il punto privilegiato dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono. Dopo decenni di profonda ignoranza in merito, le neuroscienze hanno smesso di trattare la ghiandola Pineale alla stregua di un’inutile appendice del cervello: il “vaso di Pandora” di questa incredibile ghiandola endocrina, che riceve il più abbondante flusso sanguigno di qualsiasi altra ghiandola nel corpo, è stato finalmente aperto.
Negli ultimi decenni si è scoperto che l’Epifisi è responsabile del nostro ciclo di veglia/sonno, del nostro invecchiamento, di stati a più alta coerenza neurale (maggior chiarezza mentale). Inoltre la Pineale è una ghiandola è fotosensibile, essendo munita, nella parte interiore, di bastoncelli simili a quelli della retina dell’occhio.
Il soprannome mistico di terzo occhio è dunque alquanto azzeccato per la Pineale e ci si chiede come, in epoche in cui non c’era un microscopio elettronico che potesse analizzare il suo tessuto cellulare, si sia arrivati a darle questo nome. Forse a quei tempi non c’era bisogno di un “tool” esterno per analizzare la natura delle cose e chissà forse la scienza era intesa come una fusione esperienziale con l’oggetto dell’osservazione.
Aldilà di questa accattivante congettura sulla protoscienza, più di un ricercatore si è chiesto perché nell’iconografia e nel simbolismo iniziatico molte culture rappresentino i loro Dei con l’immagine del cono di pigna. La risposta è stata che il cono di pigna rappresenta la ghiandola Pineale, il suo peculiare rilascio endocrino ed è il segno di distinzione di un’élite spirituale.

Sumeri e assiro-babilonesi
I sumeri furono tra i primi a immortalarla come cono di pigna in mano ai loro Dei. I sumeri, popolo con attitudini simili a quelle egiziane, criptavano le informazioni nelle immagini scolpite e nei sigilli. Anche gli assiro-babilonesi hanno spesso raffigurato il loro dio Tamus con in mano una pigna ma, in alcuni casi, bisogna fare attenzione quando il cono di pigna viene tenuto in mano poiché spesso può rappresentare la shem-un-Na dei babilonesi o il MFKZT egizio, nomi dati alla polvere bianca d’oro con cui i reali si nutrivano aumentare il rilascio endocrino dell’Epifisi e raggiungere stati di coscienza superiori.
Mescolata a focacce preparate in forma conica, o sospesa in acqua, la polvere d’oro era un supplemento ingerito dai re e dai faraoni. Era riverita come l’alimento del corpo di luce (il ka) ed era ritenuta capace di incrementare le attitudini generali della leadership, quali consapevolezza, percezione e intuizione. Veniva inoltre considerata una chiave per la longevità attiva.

Egizi e romani
Il simbolismo sulla Pineale è presente nella cultura egizia, e Osiride, il signore della morte e dell’oltretomba, la presenta nel suo bastone regale con sopra il cono di pigna. Anche tra i greci e i romani il Dio Bacco/Dionisio è a volte rappresentato con un bastone con il cono di pigna. È interessante notare come il Dio dell’ebbrezza venga mostrato con questo bastone; l’ebbrezza è associata principalmente all’alcool – chiamato anche spirito: forse questo è dovuto al fatto che l’alcool veniva usato nelle cerimonie per abbassare i veli della personalità degli iniziati ai misteri dionisiaci ed eleusini.
In questo modo i candidati ricevevano l’iniziazione senza modelli neurali consolidati e solo successivamente veniva loro dato il kikeon, bevanda sacra psicoattiva, per attivare le funzioni dell’Epifisi e permettere al celebrante di entrare in epifania con il Mistero.

Il Pontefice, Shiva e il Buddha
L’onnipresente bastone con il cono di pigna è stato usato anche dai pontefici della chiesa cristiana ed è certamente un retaggio gnostico collegato al simbolo del caduceo, usato anche dall’odierna medicina. Il simbolismo del caduceo è stato spesso interpretato sia come la rappresentazione della doppia elica del DNA, sia della kundalini che sale fino a raggiungere la Pineale.
La celebre maschera funebre di Tut Ank Aton (Tutankamon), con il cobra che s’innalza al centro della fronte, ricorda la kundalini che raggiunge la Pineale. Anche la capigliatura del dio Shiva ricorda un cono di pigna e il serpente che s’innalza tra i suoi capelli richiama alla mente il serpente della maschera di Tut Ank Aton o di Akhnaton. Anche il Buddha non è immune dalla rappresentazione con i capelli a forma di cono di pigna.

Tra piazze e fontane
Il simbolismo della pigna è presente anche in molte zone d’Europa, Italia compresa, e si nota nelle fontane, nelle statue o in abbellimenti nelle ville o nei giardini dei nobili (forse questa eredità è dovuta all’influenza cosmopolita dei templari?). A volte, nelle scalinate o nelle colonne dei cancelli dei palazzi antichi potete trovare l’immagine della pigna. È chiaro che una colonna con sopra una pigna sembra a tutti gli effetti la rappresentazione del bastone usato dagli antichi Dei. In ambito massonico, nei manifesti del libero muratore l’iconografia del bastone con la pigna sembra velatamente rappresentata dalle due colonne Bohaz e Jakin sormontate da sfere o mappamondi.
Rimanendo sempre nella nostra penisola, anche lo Stato del Vaticano non è immune a questo antico simbolismo: nella Corte della Pigna si trova un’immensa statua raffigurante una pigna con a fianco due ibis che domina un sarcofago aperto, come quello presente nella camera del Re della Grande Piramide. Per l’archeologia eretica il sarcofago nella Camera del Re veniva impiegato nelle iniziazioni della Scuola Misterica di Tuthmosis III e di altri dopo di lui. Alcuni hanno interpretato questa corrispondenza in Vaticano come il messaggio che anche la morte fisica può venire sconfitta se la ghiandola Pineale è completamente attivata.
Se prendiamo alla lettera questa interpretazione dovremmo chiedere un parere ai biologi e vedere l’eventuale sinergia tra i neurormoni della giovinezza “secretati” dalla Pineale, come  la melatonina e la somatropina,  e la rigenerazione dovuta all’enzima  della telomerasi, responsabile dell’integrità cromosomica e della replicazione cellulare. Ho volutamente usato il termine “secretati” per sottolineare l’affascinante tesi dello studioso Laurence Gardner secondo cui termini come secrezione o secretare, utilizzati per definire il rilascio endocrino della Pineale, sono connessi al fatto che tale rilascio attiva uno stato di consapevolezza superiore che permette di conoscere i segreti della Natura. Le parole sono da sempre i simboli per eccellenza e pertanto conoscere a fondo l’etimo e la grafia di una lingua significa recuperare antiche conoscenze dimenticate.



L’occhio di Ra
La Pineale, oltre al simbolismo della pigna, è stata associata da alcuni all’occhio di Ra, l’occhio che tutto vede. L’occhio di Ra, o occhio di Horus, sembra sia un riferimento alle scuole misteriche egizie che iniziavano i loro discepoli all’apertura del terzo occhio, detto anche occhio singolo. Nei simboli l’occhio che tutto vede – che non ha segreti perché le secrezioni neuroendocrine della Pineale permettono la più alta conoscenza – è spesso racchiuso all’interno di una piramide oppure tra due ali (Sole alato). L’iconografia egizia dell’occhio racchiuso nella piramide è divenuta nel tempo uno dei modelli usati dagli artisti del Medioevo per raffigurare il Dio cristiano. Questo simbolo è stato ripreso dalla moderna Massoneria – con l’occhio destro racchiuso nel delta radiante – e riproposto esplicitamente nella banconota da un dollaro americano.
Inversione dei poli e iniziazione globale
Concludo questa piccola panoramica sull’Epifisi ricordando che il geologo russo Alexey Dmitriev ha dimostrato come il sistema solare stia entrando in una nuova area energetica di plasma magnetizzato, possibile responsabile dei cambiamenti che avvengono sulla Terra. Secondo Dmitriev tutto questo cambierà non solo il nostro clima e non solo lo stato magnetico del nostro pianeta, ma provocherà anche una spontanea evoluzione di massa.
Il mutamento magnetico influisce sulla ghiandola Pineale che, così sollecitata, inizia a rilasciare sostanze neuro-chimiche dall'effetto allucinogeno: la maggior parte delle persone avrà visioni ed esperienze paranormali. Un’ipotesi certamente affascinante, quella di un’iniziazione globale del pianeta. Certo è che la Terra ne avrebbe davvero un gran bisogno.

Tratto da Scienza e Conoscenza 32      deca





Come decalcificare e disintossicare

la GHIANDOLA PINEALE


L’obiettivo principale è l’attivazione della Ghiandola Pineale
Dobbiamo risvegliare il nostro Terzo Occhio. Come fare?

Ci sono due processi da seguire per decalcificare la Ghiandola Pineale. Il primo è quello di fermare qualsiasi calcificazione posteriore della ghiandola pineale causata da fattori come lo stile di vita o ambientali, per esempio, il fluoruro, ecc.
Il secondo è quello di lavorare sulla riduzione e l’eliminazione delle calcificazioni esistenti.

pineale 1

La chiave per fermare la calcificazione della ghiandola pineale è, primo, identificare la causa della calcificazione e, secondo, fermare queste fonti.
FASE 1
In generale, sono la dieta di una persona (cibo/bevande) e lo stile di vita le cause della calcificazione. Di seguito è riportato un elenco delle principali cause di calcificazione
  • Alogenuri: sono sostanze chimiche come il fluoro, il cloruro e il bromuro. Tutti sembrano avere effetti simili sulla ghiandola pineale, quindi è importante eliminare questi elementi dalla nostra dieta. Il fluoro è il più comune e diffuso nella nostra dieta ed è magneticamente attratto dalla pineale più che da qualsiasi altra ghiandola del nostro corpo. Nella pineale, i cristalli di fosfato di calcio formati, si accumulano. Il fluoro è presente nei dentifrici e nell’acqua di rubinetto. Si tratta di un veleno ad alta resistenza e deve essere evitato a tutti i costi. Passate ad un dentifricio libero da fluoro e bevete acqua di sorgente o acqua filtrata
  • Calcio: è una delle principali cause di calcificazione. Se si sta assumendo del calcio, è consigliabile fermarsi immediatamente. Quasi tutti gli alimenti trasformati contengono una qualche forma di calcio. L’acqua del rubinetto contiene molte sostanze calcificanti (compreso il fluoruro come detto sopra). La scelta più sana e più sicura è bere acqua di sorgente. L’acqua distillata può essere dannosa nel lungo periodo. Tuttavia, l’acqua distillata è sempre meglio di quella del rubinetto.
  • Mercurio: è dannosissimo per la ghiandola pineale a causa della sua natura tossica. Evitatelo a tutti i costi. Le otturazioni dentali  di mercurio sono tossine per la pineale e devono essere rimosse, inoltre, tutti i vaccini medici sono contaminati con il mercurio, per esempio il Thimersal (un conservante per vaccini a base di mercurio metilico) è molto difficile da smaltire una volta che è nel nostro cervello. Evitare di mangiare pesce come i gamberi e gamberetti. La carne di tonni e delfini (non capisco come si possa mangiare carne di delfino) è particolarmente dannosa in quanto contiene alte dosi di mercurio. In generale, quanto più grande è il pesce, maggiore è la concentrazione di mercurio nei loro tessuti. La buona notizia è che il mercurio può essere rimosso dal corpo con l’uso quotidiano di clorella e spirulina, ci vuole solo del tempo. Prese ogni giorno contribuiscono a rimuovere il mercurio anche dal tessuto cerebrale.
  • Pesticidi: sono dannosissimi per la pineale quindi andrebbero evitati. Sono raccomandati gli alimenti biologici freschi.
  • Altre tossine: se il nome della sostanza è difficile da pronunciare, è probabile che sia nociva. Altre tossine sono i dolcificanti artificiali (aspartame K), zucchero raffinato, phylenanine (in spremute di frutta), i numeri E, deodoranti, prodotti chimici per la pulizia, colluttori dentali e deodoranti. In generale, una dieta priva di zucchero, caffeina, alcol e tabacco non serve solo per lavare il sistema, ma anche a portare il cosidetto “kundalini”.
La dieta deve essere mantenuta per almeno 2 mesi. Se seguirete la giusta dieta, insieme con l’esercizio fisico, vi accorgerete che il vostro livello di energia aumenterà e il peso in eccesso si sciogliera lasciando chiaramente il vostro cervello dalle tossine. Questo vi darà la possibilità di concentrarvi sull’attivazione della ghiandola pineale.
FASE 2
Rimuovere la calcificazione esistente all’interno della ghiandola pineale.
La rimozione di anni di accumulo di sostanze tossiche nella vostra ghiandola pineale può essere raggiunta con un po’ di dedizione e impegno. Di seguito è presente una lista dei modi per decalcificare la vostra ghiandola pineale, insieme a quello che si dovrebbe fare:
  • Ice Skate blu Biologico Olio di pesce: Una delle più potenti sostanze naturali che si possano adottare per disincrostare la ghiandola pineale. Contiene una potente sostanza chiamata “Attivatore X”, scoperta da Weston Price.
  • Metilsulfonilmetano – MSM: sostanza molto potente per la disintossicazione generale. E’ un bene anche per i capelli, pelle, unghie e ossa.
  • Cioccolato grezzo: il cacao grezzo è fantastica per la ghiandola pineale a causa dell’elevato contenuto di antiossidanti.
  • Acido citrico: il succo di limone grezzo consumato è molto buono per la disintossicazione della ghiandola pineale. L’acido citrico anche funziona, ma il crudo succo di limone è raccomandato. Si raccomanda di prendere 3 cucchiai di acido citrico e 7 limoni biologici ogni giorno a stomaco vuoto per tre settimane. È possibile scioglierlo con acqua di sorgente in quanto l’acido citrico non è così buono per i denti.
  • Aglio: L’aglio è sorprendente per la decalcificazione, dal momento che è in grado di dissolvere calcio e agisce come un antibiotico. Ulteriori vantaggi sono che dà al vostro sistema immunitario una bella spinta. Consuma circa da mezzo spicchio a due spicchi al giorno (o più se lo si desidera). Per assicurarsi che il respiro non spaventi nessuno, si può schiacciare l’aglio e imbeverlo di miele.
  • Aceto di mele: Ottimo per disintossicare la ghiandola pineale perché contiene acido malico. E’ fantastico da mettere nel vostro cibo, è davvero ottimo.
  • Olio di Neem e origano estratto: Agisce come un antibiotico naturale contro i gusci di calcio nanobacteria che si sono creati intorno alla ghiandola pineale.
  • L’Activator X (Vitamina K1/K2): Scoperto da Weston Price, è un super-potente disintossicante, soprattutto se mescolato con vitamina A e D3 ed ha molte proprietà. Si può invertire il processo di aterosclerosi, permettendo l’equilibrio enzimatico da ripristinare. Ciò consente di rimuovere il calcio dalle arterie e altrove (cioè, ghiandola pineale) E’ vitamina naturale in due forme: K1 (fillochinone) si trova in verdure a foglia verde, K2 (menaquinones composti) è stato creato dalla microflora intestinale. E’ ottenuta anche da fonti alimentari come le carni d’organo, foie gras (/ pollo sono i migliori ), tuorli d’uovo, prodotti caseari fermentati come il formaggio o il burro (dalle mucche che mangiano in rapida crescita, verde, erba), il giapponese fermentato Natto piatto di soia (la più ricca fonte di cibo K2), crauti, oli marini, uova pesci e crostacei.
  • Boro: Il boro è un altro disintossicante e purificante della ghiandola pineale. Funziona bene anche come eliminatore del fluoruro. E’ presente nelle barbabietole e il miglior consumo è mangiare barbabietole organiche o barbabietole in polvere miscelata con acqua di sorgente o con altri liquidi/alimenti. Si potrebbe provare ad aggiungere 1/4 di cucchiaino di borato di sodio (borace) nel tè verde. Il boro può essere acquistato nei supermercati come borace comune. Il borace dovrebbe essere preso in quantità molto piccole in acqua pura, da un minimo di 1/32 a 1/4 di cucchiaino di borace per un litro d’acqua. Questa miscela deve essere consumata in piccole quantità durante tutta la giornata. E’ sicuro ed efficace.
  • Melatonina: non è definitivamente dimostrato, ma molti credono che la melatonina aiuta a rimuovere il fluoruro aumentando la decalcificazione della ghiandola pineale disintegrando la calcificazione esistente. Oltre alla somministrazione di melatonina, un sacco di attività diurna fisica e/o esercizio fisico, una dieta sana, non mangiare troppo e esercizi di meditazione/rilassamento contribuiscono alla maggiore produzione di melatonina dalla ghiandola pineale.
  • Iodio: Lo iodio è stato clinicamente dimostrato di aumentare l’eliminazione del fluoruro di sodio dal corpo attraverso le urine sotto forma di fluoruro di calcio. La maggior parte delle diete sono carenti di questo minerale vitale e si raccomanda di prendere cibo e alghe iodio integranti che combinano iodio e ioduro di potassio. Tuttavia, l’eliminazione del fluoro con lo iodio esaurisce anche la fornitura di calcio. Si raccomanda pertanto di prendere un supplemento efficace di calcio/magnesio.
  • Tamarindo: La polpa, corteccia e le foglie dell’albero del tamarindo possono essere usate per fare il tè, estratti e tinture che aiuteranno ad eliminare i fluoruri attraverso l’urina. Il tamarindo è ampiamente utilizzato nella medicina ayurvedica e ha molte proprietà salutari positive.
  • Acqua distillata: C’è una ricerca che dice che l’acqua distillata può aiutare la decalcificazione della ghiandola pineale.
Per ulteriori informazioni visitate decalcifypinealgland.com, un sito nato proprio per la decalcificazione e il risveglio del terzo occhio, cioè la ghiandola pineale.
Il sito vuole essere una risorsa integrale che contiene tutte le informazioni che dovete sapere per iniziare ad aprire il terzo occhio che ci collega con l’energia di tutto ciò che E’.
A prescindere dalla paura che pongono alcuni gruppi, è davvero un momento emozionante per essere vivi.
Facciamo risvegliare le nostre anime.

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