Non troveremo mai la verità se non saremo disposti ad accettare anche ciò che non ci saremmo mai aspettato ....
--- "Gli uccelli nati in una gabbia pensano che volare sia una malattia" - Alejandro Jodorowsky
‘Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere.’ - Eric Arthur Blair
E’ stato arrestato il cosiddetto ‘profeta‘ Rodolfo Fiesoli. L’ex capo della comunità di recupero per minori del Forteto, a Vicchio del Mugello (Firenze) vanto per tanti anni delle sinistre e dei progressisti che hanno amministrato dal 1977 la ‘rossa’ regione Toscana,
è stato riconosciuto colpevole in via definitiva di violenza sessuale.
Una storiaccia di abusi, vessazioni e violenze di cui nessuno voleva
parlare. Tra le amicizie massoniche pedofile pederasta era noto come "Foffo". Ma venerdì, la Corte di Cassazione ha infine
confermato per questo pseudo “profeta”, la condanna a 15 anni e 10 mesi
di reclusione per gli abusi sessuali e le violenze da lui commessi al
Forteto: una comunità incensata come una sorta di Paradiso per ragazzi e
ragazze e che, in realtà, con questo Fiesoli alla guida era un vero e
proprio Inferno pedofilo per pederasta della intellighenzia neoligarchica sinistra €uropea. Inferno in cui sono confluiti tanti soldi pubblici e
tanti onori da parte di marxisti e progressisti di ogni risma e
gradazione che si sono ostinati per anni a non vederne gli orrori. Per
uno soltanto dei casi di violenza sessuale contestati, la Suprema Corte
ha disposto un processo bis d’appello a Firenze dopo il quale saranno
ricalcolati gli anni della pena da aggiungere a questi pochi comminati.
Caso Forteto: Fiesoli, malore dopo l'arresto
Deve scontare quasi 15 anni
Era
stato portato all'ospedale di Ponte a Niccheri per accertamenti
Dovrà
tornare in carcere: le condanne per violenza sessuale aggravata pedofila sadica sono diventate
definitive dopo la sentenza della Cassazione, il malore fù dovuto dalla certezza che in gaglioffa sarebbe stato brutalmente sodomizzato da molti degli altri detenuti del carcere.
L'arresto di Fiesoli, detto "Foffo" dagli amici massoni pederasta
Firenze, 23 dicembre 2017 - Rodolfo Fiesoli, il profeta "quèlo" del Forteto, torna in carcere dopo che le condanne per violenza sessuale sono diventate definitive. È stato prelevato questa mattina, sabato 23 dicembre, dai carabinieri nella sua abitazione di Pelago. Deve scontare una pena residua di 14 anni, 8 mesi e 17 giorni. Inoltre dovrà subire un nuovo processo per un episodio di violenza sessuale. Dopo l'arresto, Fiesoli ha accusato un malore e per questo è stato
deciso il suo trasferimento all'ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri
per una visita. Fiesoli aveva lasciato la caserma dei carabinieri di
Pontassieve dopo il fotosegnalamento per raggiungere il carcere ma poi,
in seguito al malore, è stato deciso di portarlo in ospedale. Da quanto
appreso quando i carabinieri si sono presentati nella sua abitazione a
Pelago, Fiesoli è apparso sorpreso: non si aspettava l'ordinanza di esecuzione della pena. È rimasto in silenzio e ha riempito una borsa con i suoi effetti personali seguendo poi i militari. Evidentemente i suoi fiancheggiatori massonici neoligarchici l'avevano da tempo scaricato a sua insaputa. A proposito degli omicidi rituali della cabala giudaica massonica, vedi anche i seguenti articoli al riguardo:
Perché l'ineletto Matteo Renzi non risponde ai numerosi atti parlamentari relativi alla violenza contro i minori, vale a dire esercitata quotidianamente contro bambini e adolescenti?
Renzi è forse un protettore di pedofili?
E' solo un caso se il Governo tricolore ha
cancellato l'Osservatorio contro la pedofilia e la pornografia minorile?
E' solo
un caso se il governo italiano non risponde agli atti parlamentari su temi
fondamentali che toccano l'infanzia e non relaziona al Parlamento?
Comunque c'è una buona notizia.
Finalmente condannati i gestori pedofili della
comunità del Forteto.
La Corte di appello ha inflitto 15 anni di carcere a
Rodolfo Fiesoli, accusato di abusi su minori.
Pene più lievi anche per i
collaboratori. Buona parte dei reati più lievi sono caduti in prescrizione e
quindi tutte le pene sono state alleggerite, così come sono stati ridotti i
risarcimenti per le vittime. Ma l'impianto accusatorio del processo di primo
grado è stato confermato: Rodolfo Fiesoli, fondatore della comunità del Forteto
di Vicchio del Mugello, 70 anni, è stato condannato a 15 anni e 10 mesi di
carcere (contro i 17 anni e sei mesi del primo grado) per violenza sessuale e
maltrattamenti sui ragazzi affidati alla sua struttura dal Tribunale dei minori
di Firenze.
Una vicenda orribile andata avanti per anni, grazie alla
provvidenziale distrazione di fior di magistrati nonché al tribunale per i
minorenni (magistrati e assistenti sociali in primis).
Nuova condanna anche per i collaboratori di
Fiesoli: l'ideologo Luigi Goffredi dovrà scontare una pena di sei anni di
carcere contro gli otto inflitti in primo grado. Condanna riformata da sette
anni a tre anni e due mesi per Daniela Tardani. Tre anni e due mesi anche per
Mauro Vannucchi e poi tre anni per Anna Maria Tempestini, due anni e otto mesi
per Francesco Bacci, due anni e nove mesi per Mariella Consorti, due anni e due
mesi per Francesca Tardani, un anno e otto mesi per Marida Giorgi.
L’ineletto Matteo Renzi non può ignorare chi è
Rodolfo Fiesoli, quando il 12 novembre 2011, alcune settimane prima del suo
ennesimo arresto Rodolfo Fiesoli, lo stesso Fiesoli, non un omonimo, parla a
Firenze nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, nel corso di un convegno
(TedxTex: fondazione Al Gore), in qualità di educatore. In platea c’è l’allora
sindaco Matteo Renzi che sorride ed annuisce, al quale Fiesoli si rivolge a più
riprese. Dopo l’arresto del Fiesolii
riferimenti al medesimo Fiesoli spariscono dal sito online dell’iniziativa e da
YouTube, in cui però, sono visibili tutti gli altri interventi tra cui quelli
di Jovanotti e dell’allora inquilino di Palazzo Vecchio Matteo Renzi. Il
Corriere Fiorentino però conserva ancora memoria documentata di
quell’intervento in tandem sullo stesso palcoscenico di Renzi e Fiesoli. Del
resto. Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi erano di casa a Palazzo Vecchio: nel
2009 il testo Il libro dimenticato dalla scuola di Fiesoli e Goffredi viene
presentato immancabilmente a Palazzo Vecchio. L’ultima opera di Fiesoli del
2010 intitolata, Fili e nodi vanta pure una prefazione firmata da Antonio Di
Pietro. L’ex onorevole molisano,singolare caso, entra in parlamento nel 1997 candidandosi proprio nel
collegio 3 della circoscrizione Toscana, ossia nel Mugello.
Al Forteto, era di casa anche la Bindi (lesbica pedofila???)
E Renzi che fa? A quanto pare se ne
infischia della violenza sessuale inflitta a bambini e adolescenti. Eppure la
legge 3 agosto 1998
(«Relazione
sullo stato di attuazione della legge recante norme contro lo sfruttamento
della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale in danno di
minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù»), numero 269, all’articolo
17, comma 1, stabilisce che: «IlPresidentedelConsigliodeiministripresentaognianno al Parlamento una
relazione sull’attività svolta ai sensi del comma 3.
L’ineletto
Renzi già convegnista a Firenze con il
pedofilo pluricondannato Rodolfo Fiesoli, padrone del famigerato
Forteto, non
ha presentato le relazioni per gli anni 2015 e 2016 e non ha risposto a più di 40
atti parlamentari in materia, compresa l'interrogazione numero 4/05225
del 4 febbraio 2016.
Vi sembra poco, o non abbastanza il favoreggiamento
di un gravissimo reato penale in danno di minori, per licenziarlo in tronco chiedendogli il conto?
PEDOFILIA AL FORTETO : L'OMERTA' DEL GOVERNO RENZI
di Gianni Lannes
Ben 11 atti parlamentari fra interpellanze e interrogazioni
indirizzate negli ultimi 3 anni all’esecutivo tricolore, giacciono senza
risposta soltanto sul caso del famigerato Forteto di Fiesoli e compagni di feroci violenze, nonché abusi su minori inermi.
Infatti, né Renzi, né Alfano, né Orlando hanno mai fornito uno straccio di chiarimento, tantomeno anima viva li ha mai seriamente incalzati su questo orrore inflitto a bambini indifesi e adolescenti terrorizzati. Il minimo, adesso, è imporre le immediate dimissioni governative, anche solo in ragione di questa manifesta indifferenza istituzionale. Omertà oppure mera solidarietà con i carnefici?
Qualche giorno fa, la corte d’Appello di Firenze ha
inflitto a Fiesoli una condanna a 15 anni e 10 mesi di reclusione: in primo grado
la condanna era stata a 17 anni e mezzo. La riduzione si lega alla prescrizione
delle accuse per alcuni episodi contestati a Fiesoli. Riduzione di pena da 8 a
6 anni poi per Luigi Goffredi, indicato come il braccio destro di Fiesoli.
Nella
comunità del Mugello per trent’anni il tribunale dei minori di Firenze ha
affidato i bambini in difficoltà.In loco facevano il
lavaggio del cervello a ragazzi e ragazze e li costringevano a pratiche
aberranti, violenze comprese, anche omosessuali.
Per anni al Forteto sono state sospese tutte le
leggi dello Stato e si è portata avanti una condotta criminale; per anni la
regione Toscana ed altre istituzioni vi hanno addirittura stanziato cospicui fondi pubblici.
Matteo Renzi, da sindaco di Firenze, aveva
addirittura partecipato a un convegno - in palazzo vecchio - sui metodi educativi della struttura. E
spesso esponenti di primo piano della sinistra vi
facevano visita. Enti locali, tribunale, cooperative rosse, servizi
sociali, questi erano gli appoggi molto importanti di cui godeva il Forteto.
Nel 2015 alla Camera sono state presentate alcune mozioni che avrebbero impegnato il Governo “ad accertare e definire le
responsabilità e le manchevolezze politiche ed istituzionali che negli anni
hanno portato alla prosecuzione degli affidi di minori, nonostante gli arresti
e le condanne inflitte, ai due fondatori negli anni Ottanta per reati
analoghi(maltrattamenti e atti di
libidine con i minori ospiti) e nonostante la sanzione inflitta all’Italia da
parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per quanto avveniva nella
comunità”.
Il piddì ha votato sempre contro. Un voto parlamentare che, a tutti
gli effetti, occulta le responsabilità di coloro i quali hanno
favorito l’azione di pedofili e criminali che hanno abusato in vario modo di minori.
Il presidente dell’associazione Vittime del Forteto, Sergio
Pietracito, ha dichiarato: «Nemmeno fuori Firenze se ne sa nulla, per questo ci
battiamo». In un Paese civile, in uno Stato di diritto, 30 anni di stupri e abusi su minorenni,
perpetrati all’ombra del muro di connivenze della Toscana «rossa», non
passerebbero inosservati. Lì è accaduto di tutto: oltre l’inimmaginabile, oltre
la giustizia. E’ una vicenda orrenda quella del Forteto. Sono stati presi i
mostri, ma non chi i mostri li ha prima osannati e sempre protetti. Inoltre, la
legge 3 agosto 1998
(«Relazione
sullo stato di attuazione della legge recante norme contro lo sfruttamento
della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale in danno di
minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù»), numero 269, all’articolo
17, comma 1, stabilisce che: «IlPresidentedelConsigliodeiministripresentaognianno al Parlamento una
relazione sull’attività svolta ai sensi del comma 3». Ebbene, dove sonole previste, anzi obbligatorie relazioni annuali a firma di Matteo Renzi? Qualcuno in Parlamento ha mai reclamato questi atti dovuti?
Toc toc: l'inquilino
pro tempore del Quirinale, tale Sergio Mattarella, che fa? Ne vuole
prendere finalmente atto, e adottare gli opportuni provvedimenti di licenziamento in tronco di questo governo di ineletti? Oppure far finta di niente?
Nel settembre 1978 il magistrato Carlo Casini fa
arrestare Fiesoli e Goffredi per abusi sessuali. E’ la prima avvisaglia degli
scempi commessi, ma vengono scarcerati alcuni mesi dopo. La scesa in campo di
Casini in politica, nella file della Dc, scatena infatti il magistrato Gian
Paolo Meucci (di tutt’altre vedute), padre del diritto minorile italiano e
intransigente difensore del profeta. Non basta allora il discorso di Rinaldo
Innaco (DC), tenuto nell’ottobre 1980 in Consiglio regionale, dove si parla di
costrizione e «regime di vita imposto e caratterizzato (…) dalla pratica
dell’omosessualità». Non basta la condanna in primo grado del 1981, confermata
in Cassazione nell’84, per «atti di libidine violenti e maltrattamenti e
lesioni». Non basta quella del gennaio 1985, pur passata in giudicato, della
Corte D’Appello di Firenze per «atti di libidine e corruzione di minori». La
posizione di Meucci, che all’autorevolezza personale unisce l’assoluta
deferenza dei colleghi, fa dimenticare il verdetto, con nessun effetto pratico.
Un caso senza precedenti nella giustizia nazionale. Poi, contro ogni
valutazione plausibile, si affidano subito altri bambini. Dopo l’85, inizia il
dominio incontrastato del Forteto.
A far “merenda”, trasferita la sede nel paesino di
Vicchio, passano in tanti: politici, giudici del Tribunale dei minori,
sindacalisti, dirigenti dei servizi sociali. Di fatto, tutta la Sinistra
toscana (PCI, PSI, PdUP, Sinistra Indipendente) favorisce la nuova realtà. Il
Forteto diventa una passerella obbligata. Fiesoli è paragonato addirittura a
don Milani. Stupisce, commuove, incanta. Scrive libri. I ragazzi intanto,
all’oscuro delle condanne e allontanati dalle famiglie naturali, vengono
traviati mentalmente: molti diranno di aver considerato normale il fatto di
essere abusati sessualmente. E fino al 2009 la comunità ne riceve circa 60. La
mattina a spalare la calce e lavorare i campi, la sera in balia dei
"genitori". Nel frattempo, la cooperativa, l’altra faccia del
Forteto, acquista prestigio: 130 occupati, un fatturato di quasi 20 milioni,
eccellenze alimentari esportate dall’America all’Australia. Un vanto per tutta
la Regione. Il 13 luglio del 2000, però, tornano i guai. La Corte europea dei
diritti dell’uomo, in seguito alla denuncia di due madri a cui veniva impedito
di vedere i figli, condanna l’Italia con una multa di 200 milioni di lire per
danni morali. La sentenza di Strasburgo pesa eccome, ma si alzano le barricate:
e non cambia nulla. Anzi, solo dal ’97 al 2010, il Forteto ottiene contributi
dalla Regione per 1 milione e 254 mila euro. Si arriva poi al novembre 2011. Al
TEDxFirenze (manifestazione socio-culturale), Fiesoli interviene a Palazzo
Vecchio sull’educazione minorile in qualità di esperto: presenziava, e fu
ringraziato, l’allora sindaco Matteo Renzi. Proprio il mese successivo, però,
viene arrestato per atti di pedofilia. L’accusa è schiacciante. Nasce una
commissione d’inchiesta regionale per indagare sul sistema di potere appena
scoperchiato e nel gennaio 2013 viene stilata una relazione dove si elencano i
soggetti che hanno frequentato la comunità. Tra i tanti noti (109): Livia
Turco, Piero Fassino, Vittoria Franco, Susanna Camusso, i giornalisti Betty
Barsantini e Sandro Vannucci.
Dopo il tentativo dell’avvocato di Fiesoli di far
ricusare il presidente del collegio giudicante, Marco Bouchard, così da rallentare il dibattimento in odore di
prescrizione, il 17 giugno 2015 la sentenza in primo grado condanna 16 dei 23
imputati. 17 anni e mezzo per Fiesoli, 8 per Goffredi, e via via a scendere per
gli altri componenti di quella che ormai è considerata una setta. Le
testimonianze delle vittime, scappate dal Forteto, sono determinanti. Nelle
motivazioni della Corte si legge: «Il Forteto è stata un’esperienza drammatica,
per molti aspetti criminale, retta da persone non equilibrate (…) Le
perversioni del Fiesoli e compagni sono state di volta in volta avallate,
tollerate. Chi ha reagito, chi ha protestato, chi ha contestato è stato
emarginato, isolato, escluso, denigrato e, finalmente, allontanato».
Nell’estate 2015, il caso arriva a Roma. Una mozione a firma di Deborah
Bergamini (FI) chiede un’inchiesta parlamentare e il commissariamento
dell’azienda per il presunto intreccio con la comunità. Il piddì interviene: e
affossa la mozione. Si parla di responsabilità individuali e non collettive:
smentendo i fatti, le vittime e la sentenza. Le opposizioni ringhiano: «La
decisione del Governo è sconcertante: non ha alcuna logica, alcuna sensibilità,
alcun senso politico»). Invano.
Nessuno infatti ricorda, nessuno c’era o sapeva. Non
ricorda, per esempio, l’avvocato Giuliano Pisapia (ex sindaco di Milano),
membro del collegio che patrocinò il Profeta in Cassazione nell’85. Non ricorda
Rosy Bindi, più volte accostata al Forteto. Ha pensato di non poter aiutare,
dopo aver promesso il contrario, Bruno Vespa: che anni addietro ricevette
pressioni per non mandare in onda una puntata di Porta a Porta sull’argomento.
Convocato, non si è presentato. Secondo la sentenza, negli anni, centinaia di
persone sarebbero state segnate.
Una pagina nera della storia recente italiana fatta di abusi sessuali, violenze, punizioni corporali e minori schiavizzati
Domenico Rosa
Nel libro-inchiesta 'Setta di Stato. Bambini affidati, abusi sessuali, amici potenti' (AB Edizioni) gli autori, Francesco Pini e Duccio Tronci, ricostruiscono minuziosamente la vicenda Forteto
servendosi di documenti processuali, archivi dei media toscani e
soprattutto attraverso la testimonianza delle vittime. La comune nata a
seguito della contestazione sessantottina ad opera del guru Rodolfo Fiesoli, assieme all'inseparabile Luigi Goffredi,
si è svelata col tempo per quello che realmente era, un giardino degli
orrori in cui si sono verificati abusi sessuali, violenze di ogni
genere, minori schiavizzati, punizioni corporali.
Dietro tutto questo c'è l'ideologia del profeta Fiesoli:
creare una nuova società con il compito di distruggere una volta per
tutte la famiglia (padre, madre, figli ndr) sostituendola con
la 'famiglia funzionale' dove l'uomo nuovo si libera dalla
'materialità', che vuol dire semplicemente eterosessualità. (Grande esempio di massone gnostico devoto e servo dei sinarchi, precursore della teoria della obbligatorietà della pedofilia nella società).
In questo Foffo (vezzeggiativo di Rodolfo), si dimostra veramente profeta.
Infatti, nella cooperativa agricola nel cuore del Mugello, sita nei
comuni di Vicchio e Dicomano (Firenze), regna la tanto modaiola ideologia
omosessualista, i ragazzi (giovani e minori) per liberarsi dalla
materialità devono evitare l'altro sesso (non a caso i dormitori sono
divisi in maschili e femminili) e soddisfare le voglie del Fiesoli che
ha un vero e proprio harem islamico: dorme in camera con 4 giovani ragazzi (precedentemente solo da lui deflorati analmente), i quali sono
stati precedentemente soggiogati dal fascino delle parole del duce.
Per gli "amici" 'Foffo'
Il
rapporto col profeta, ricordano le vittime, va oltre la sessualità, si
tratta di un vero e proprio atto di fede, di donazione e di rinuncia a
tutto il resto del mondo.
Pini e Tronci riportano la definizione degli
autorevoli studiosi di psichiatria Paolo Curci e Cesare Secchi dell'Università di Modena e Reggio Emilia secondo cui la setta toscana è una “comunità ideologica o ad andamento totalizzante”.
Il carisma del capo riesce ad allontanare i giovani dalle famiglie di origine,
che troppo spesso chiudono violentemente il rapporto con i familiari
picchiando padri, madri e sorelle... sempre aizzati dal falso profeta.
Con un fare demoniaco Foffo strumentalizza la Sacra Scrittura, fa affiggere nei locali della cooperativa una citazione di Gesù: “Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre” (Mt 10, 35).
Un altro versetto del Vangelo spesso citato dal guru è tratto da Marco
(3, 33-34): “'Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?' Girando lo
sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: 'Ecco mia madre
e i miei fratelli'”.
Il presidente dell'associazione delle vittime del
Forteto, Sergio Pietracito, così definisce il suo ex maestro Rodolfo: “Era un comunistaccio sfegatato, lui il cristianesimo e il socialismo li metteva insieme”.
Nel
Mugello prende piede una sorta di piccola contro-società chiusa
all'esterno, in “un modello di 'cattocomunismo' toscano – sintetizzano
gli autori – che ha ispirato anche altre esperienze”.
Ma la missione di Fiesoli è quella di accogliere i più deboli,
iniziano così gli affidi dei minori più problematici da parte del colluso
Tribunale dei minorenni di Firenze, dal colluso Istituto degli Innocenti, dai collusi
comuni, dai complici servizi sociali (tutti ben inseriti nella perfetta macchina da guerra sinarchica dell'esoterismo pedofilo).
Anche in questo caso i piccoli, già spesso
con problemi gravi alle spalle, sono costretti ad accusare ingiustamente
i genitori. Vengono create coppie fittizie per avere in affidamento i
bambini, che diventano carne da macello per l'orco Fiesoli e i suoi
sodali.
Non bastano le denunce di genitori disperati e una
condanna definitiva arrivata nel 1985 nei confronti del 'profeta' per
atti di libidine violenti e continuati per aver masturbato due persone
malate di mente e del suo braccio destro Goffredi per maltrattamenti e
atti di libidine violenta, la ripugnante comune continuerà a ricevere
dalle istituzioni giovani minorenni in affidamento.
Qui – come spiegano alla perfezione i giornalisti Pini e Tronci - entra in gioco un sistema di amicizie potenti che vanno da giudici a politici da medici a personaggi di varia natura (tutta la crema della meglio massoneria vassalla dei sinarchi pedofili).
Antonio Di Pietro paracadutato dalla sinistra
italiana nel collegio sicuro del Mugello diventa senatore nel 1997, un
anno dopo parla della comunità Forteto in questi termini: “un amore
reale che trova suggerimenti nel Vangelo e in un'attenta osservazione
dell'altro”. Ma non è il solo, anzi, come ricordano Pini e Tronci, l'ex
magistrato è in buona compagnia, al Forteto sono di casa i big della
politica.
Le testimonianze raccolte dalla commissione regionale
d'inchiesta presieduta da Stefano Mugnai (all'epoca PdL oggi Forza
Italia),
parlano di visite con pernottamenti in camere riservate da parte di Massimo D'Alema, Livia
Turco, Rosy Bindi (che ha smentito), Piero Fassino, degli ex
parlamentari Eduardo Bruno (Comunisti Italiani), Vittoria Franco (Pd) e
Francesca Chiavacci (attuale presidente nazionale dell'Arci), dell'ex
ministro democristiano Tina Anselmi, dell'ex presidente della Toscana
Claudio Martini (Pd), di Paolo Cocchi (Pd, già assessore regionale e
sindaco di Barberino del Mugello), di Riccardo Nencini (socialista, oggi
viceministro nell'attuale governo Renzi), di Michele Gesualdi (Pd,
allievo di don Milani, già presidente della Provincia di Firenze). In
più ci sono rapporti stretti con i giudici: Francesco Scarcella, Piero
Tony, Gianfranco Casciano, Andrea Sodi.
Per chi di voi lettori ha lo stomaco forte e non ha appena vomitato
consiglio di continuare l'allegra e formativa lettura .....
Accreditata negli ambienti che contano, non risulta difficile per la cooperativa dell'orrore accedere a finanziamenti pubblici. Solamente dal 1997 al 2001 la Regione Toscana ha sborsato alla setta gnostica satanica di Fiesoli un milione e duecento mila euro per le attività agricole.
Insomma,
l'importante per i governati toscani è che il burro sia buono e
l'Unicoop possa acquistare i prodotti del Forteto, i bambini invece
possono finire tranquillamente tra le grinfie dei pedofili.
Come se non bastasse nel 2000 arriva una condanna dalla Corte Europea
dei diritti dell'uomo per il caso di due fratellini affidati al
Forteto.
L'Italia deve risarcire 200 milioni di lire alla madre
dei fratelli Anversa, alla quale sono state impedite le visite con una
serie di falsificazioni da parte dei medici e degli assistenti sociali collusi. Gli
specialisti redigevano relazioni ingiustamente critiche nei confronti
della madre naturale per ostacolare i suoi incontri con i ragazzi (forse per agevolare la pedofilia?).
Qualche mamma tra di voi lettrici si è riconosciuta in questa sfortunata mamma???
In €uropa si accorgono che nella comunità hanno un ruolo attivo due pregiudicati: Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi.
Sono sempre loro infatti ad avere rapporti con le istituzioni per
quanto riguarda gli affidamenti, quelle stesse istituzioni che, dopo la
sentenza, fanno finta di niente!!!
Francesco Pini e Duccio Tronci ci guidano all'interno di una delle pagine più buie della storia recente avvenuta nella civilissima Toscana. A
pochi chilometri dalla magnifica Firenze orrore, abusi, violenze e
persecuzioni hanno avuto luogo con la contiguità di una precisa parte
politica.
Se qualcuno ancora oggi pensava esistesse una certa
superiorità morale della nostra sinistra italiana (in Toscana governa
ininterrottamente dal dopoguerra ad oggi) la vicenda vergognosa del
Forteto sfata definitivamente il mito berlingueriano.
Processo del Forteto: il profeta e i suoi adepti condannati
per maltrattamenti e abusi sui ragazzi in affidamento
Il verdetto di primo grado:
per Rodolfo Fiesoli 17 anni e mezzo, era a capo della
struttura a cui
il Tribunale dei minori colposamente inviava i bambini in difficoltà
E' il giorno del verdetto che
segna diverse condanne per i vertici del Forteto la comunità del Mugello
(Firenze) alla quale per (30) trent'anni il tribunale dei minori di Firenze
ha affidato i bambini in difficoltà (chissà il perché). Il processo ha raccontato di
violenze e di maltrattamenti andati avanti nel silenzio e con molte
disattenzioni da parte degli psichiatri e degli assistenti
sociali.
Il Forteto ha avuto spesso l'appoggio entusiasta, e numerosi
finanziamenti dalle amministrazioni locali, tanto da diventare, nella sua
affiliazione della cooperativa agricola, una potenza economica (la coop sei tu, chi può violentarti di più?).
Forteto : la lettura della sentenza
E' il giorno della sentenza al processo del Forteto, il giorno in cui il
tribunale decide di condannare Rodolfo Fiesoli, "il profeta", cioè il
capo spirituale gnostico della comunità a 17 anni e mezzo di carcere per abusi
sessuali e maltrattamenti.
Condannati anche Luigi Goffredi, l'ideologo
della comunità gnostica a 8 anni (per maltrattamenti) e Daniela Tardani a 7 anni (non
solo per maltrattamenti ma anche per violenza sessuale, per aver
assistito agli abusi compiuti da Rodolfo Fiesoli, su un ragazzo che le
era stato affidato, con il pretesto consueto di liberarlo dalla
"materialità").
Aveva detto nella sua requisitoria il pm Ornella Galeotti
: "Per alcuni decenni in Toscana si è verificato un fenomeno rispetto
al quale le leggi dello Stato hanno subìto una sospensione".
L'impianto
accusatorio ha retto dal momento che sono stati condannati 16 imputati
su 23.
Cospicui anche i risarcimenti, cui è tenuta anche la cooperativa
agricola, citata come responsabile civile. Alla lettura della sentenza
era presente il sindaco di Firenze Dario Nardella in rappresentanza
della Città metropolitana (ex Provincia) che era fra le parti civili e
ha commentato: "C'è bisogno di giustizia e di rassicurazione" (ipocrisia allo stato puro, dove era quando l'ex presidente della Toscana
Claudio Martini (Pd), Paolo Cocchi (Pd, già assessore regionale e
sindaco di Barberino del Mugello), Riccardo Nencini (socialista, oggi
viceministro nell'attuale governo Renzi), Michele Gesualdi (Pd,
allievo di don Milani, già presidente della Provincia di Firenze) soggiornavano nelle camere riservate del Forteto, presumibilmente in compagnia di escort maschi o femmine???).
Le
condanne stabilite oggi vanno da un minimo di un anno a un massimo di
17. Il dubbio è che a norma di legge, essendo decorsi i termini
della misura cautelare del divieto di dimora al Forteto, ora Fiesoli, l'orco sodomita,
nonostante la condanna, possa ritornarci.
Le condanne:
Rodolfo Fiesoli: 17 anni e mezzo
Luigi Goffredi: 8 anni
Daniela Tardani: 7 anni
Francesco Bacci: 3 anni e 6 mesi
Angela Maria Bocchino: 1 anno, pena sospesa
Mariella Consorti: 3 anni e 6 mesi
Marida Giorgi: 1 anno, pena sospesa
Silvano Montorsi: 3 anni e 6 mesi
Stefano Pezzati: 4 anni e 6 mesi
Gianni Romoli: 3 anni
Stefano Sarti: 3 anni
Elisabetta Sassi: 3 anni
Luigi Serpi: 4 anni e 6 mesi
Francesca Tardani: 3 anni e 6 mesi
Elena Maria Tempestini: 3 anni e 6 mesi
Mauro Vannucchi: 4 anni e 6 mesi
Assolti: Marco Ceccherini, Elena Lascialfari, Matteo Pizzi, Domenico Premoli, Sauro Sarti, Doriano Sernissi, Andrea Turini.