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martedì 12 marzo 2019

L'ANNICHILIMENTO DELL'INDIVIDUO : il nuovo amore dei giovanissimi è l'eroina di Sinaloa, fortemente tagliata con il fentanyl

Campi di papavero da oppio

Storia dell'eroina

La vera storia dell’eroina è venuta recentemente alla luce dopo che, nel 1990, la Bayer, la casa farmaceutica che l’aveva messa in commercio, ha finalmente aperto i suoi archivi e ha permesso di consultare i diari di laboratorio dei suoi chimici e farmacologi, i documenti sulle vendite, il materiale propagandistico e i profitti.
La sintesi della diacetilmorfina, nome chimico dell’eroina, era in realtà già avvenuta nel 1874, in un oscuro laboratorio ad opera di un chimico chiamato Wright. Sfortunatamente per lui alcuni farmacologi, dopo avere sperimentato quella molecola sulla rana e sul coniglio, ne decretarono l’inutilità clinica e così la diacetilmorfina e Wright vennero dimenticati.
La seconda nascita della diacetilmorfina è il 21 agosto 1897 ad opera del chimico della Bayer, Felix Hoffmann. Tra i chimici tedeschi c’era allora la convinzione che il processo di acetilazione degli alcaloidi naturali poteva originare composti meno tossici e più attivi, comunque nuove molecole, più costose e redditizie del prodotto originale.
L’acetilazione affascinava tanto quei chimici che la loro fiducia in quel processo era stata definita una vera e propria 'acetilo-mania'. Ma Hoffmann aveva una speciale ragione per avere contratto quella mania poiché neanche due settimane prima della neo-sintesi dell’eroina aveva acetilato l’acido salicilico offrendo alla Bayer la molecola dell’aspirina. 
Le due più sconvolgenti sintesi del secolo avvennero quindi nello stesso mese di agosto del 1897, nello stesso laboratorio. Il successo dell’eroina non è legato solamente alla fortunata reazione chimica, ma, soprattutto, al suo nome, Heroin, che in tutte le lingue suggerisce l’idea dell’invincibilità, della divinità.
Un fascino ben più suggestivo ad esempio dell’idromorfone, che pure è almeno cinque volte più potente dell’eroina.
La vera storia dell’eroina rivela un’altra sorpresa: l ’idea iniziale del farmacologo della Bayer, Heinrich Dreser, era quella d' ottenere un prodotto più attivo della codeina nel migliorare la funzione respiratoria e nel calmare la tosse.
Quello delle malattie dell’apparato respiratorio era un mercato molto redditizio anche perché allora la tubercolosi polmonare era una malattia molto diffusa.
Dopo che Dreser pubblicò il suo primo lavoro farmacologico su quel surrogato della codeina, utile nell’ economizzare la respirazione, perché “approfondisce ciascun atto respiratorio”, i più grossi farmacologi tedeschi, russi, italiani, francesi, inglesi, ungheresi, svedesi e svizzeri si scatenarono per confermare i risultati di Dreser.
Inoltre tra il 1899 e il 1905 vennero pubblicati 180 lavori clinici sull’eroina e nel 1910 i lavori clinici eseguiti con l’eroina includevano almeno 10.000 pazienti.
La grande maggioranza degli studi giudicò l’eroina positivamente, alcuni lavori erano addirittura entusiastici.
Nessuno parlava di dipendenza iatrogena ad eccezione di qualche voce dissidente. Bisogna riconoscere che il problema della dipendenza era relativamente limitato perché l’eroina era somministrata alle dosi di 5 mg.
Dopo alcuni anni dalla sua introduzione l’uso clinico dell’eroina venne esteso ben oltre le patologie respiratorie. 
Secondo la letteratura medica di allora l’eroina poteva avere almeno 30 indicazioni negli adulti, nei bambini, nelle donne gravide: l’angina pectoris, l’insufficienza miocardica, l'aneurisma aortico, la disfagia, il cancro dello stomaco, l’influenza, la sclerosi multipla, le malattie ginecologiche (tamponi impregnati di eroina), il parto e la narcosi.
Alcune delle indicazioni cliniche dell’eroina sembrano oggi bizzarre, come la febbre, l’ipertensione, il singhiozzo, la demenza, la depressione, le psicosi.
Una possibile ragione che poteva giustificare il successo dell’eroina in queste svariate indicazioni era la riduzione della disforia presente in molte delle suddette condizioni morbose.
L’eroina venne usata anche come antiafrodisiaco “per attenuare l’eccesso patologico della libido inclusa la pedofilia e la ninfomania”.
L’idea iniziale di questa applicazione venne al medico parigino Heins che aveva osservato che alcuni pazienti maschi nonostante avessero grossi problemi respiratori non negavano nulla a Venere”.
Dopo un breve trattamento con eroina questi pazienti lamentavano impotenza e, poiché non erano convinti che la loro malattia avesse prodotto tale condizione, chiesero di sospendere l’eroina. Dopo la sospensione “Don Giovanni era rinato”.
L’impotenza è un riconosciuto effetto collaterale dell’eroina e di altri oppioidi, come il metadone. La somministrazione di morfina inibisce il comportamento sessuale anche nel ratto maschio, mentre il naloxone o il naltrexone, gli antagonisti dei recettori oppioidi, hanno nel ratto un effetto afrodisiaco.
Nel 1899 la Bayer esportava l’eroina in ventitré paesi. 
Fino al 1913 la produzione annuale era limitata ad una tonnellata. Ben presto però, poiché la fabbricazione dell’eroina non era brevettata, almeno venti ditte farmaceutiche, di cui quattordici in Germania, si erano messe a produrre diacetilmorfina.
Dopo il 1920 molte ditte farmaceutiche che producevano eroina, tra le quali Hoffmann La Roche, C.H. Boehringer & Sohn, Roessler fils & Co., riuscivano ad eludere la Hague Opium Convention del 1912 e la Convenzione sull’oppio di Ginevra del 1925, vendendo tonnellate di eroina al mercato nero dal 1925 al 1930.
Oggi l’uso medico dell’eroina è legalmente autorizzato solo in Inghilterra, Belgio, Canada, Irlanda, Malta e Svizzera.
L’Inghilterra consuma il 95% della produzione annuale, pari a 300 Kg. di eroina.
In Inghilterra l’eroina viene usata non solo come analgesico, ma anche nel trattamento dei tossicodipendenti.
Nel 1970 il Comitato Americano per il trattamento del dolore intrattabile, ha chiesto la legalizzazione dell’eroina nel trattamento dei pazienti terminali.
Tale richiesta non è stata accolta.
Sulla base di severi studi clinici è stato concluso che la attività analgesica dell’eroina non è superiore a quella di altri oppioidi in commercio.
Infatti severi e obiettivi studi clinici non hanno potuto dimostrare la superiorità dell’eroina rispetto ad altri narcotici analgesici in commercio, la cui pericolosità sociale è inferiore.
Questi studi hanno deciso che la superiorità dell’eroina era un mito legato al fascino del nome, chiamarsi Eroina, o ecstasy o Polvere degli Angeli non è lo stesso che chiamarsi Idromorfone.
Tratto da:
Medicina delle tossicodipendenze - anno II, numero 4

 deca

Come riconoscere un tossicodipendente eroinomane?

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Nella maggioranza dei casi qualsiasi tossicodipendenza è avvolta da una fitta serie di menzogne e sotterfugi: le persone che usano saltuariamente o abitualmente droghe spesso negano spudoratamente ogni loro coinvolgimento anche quando questo è evidente, sia con amici che con famigliari.
Gli unici con cui il tossicodipendente riesce ad essere onesto sono solo i “compagni di tossicodipendenza”. Fino ad alcuni anni fa sarebbe forse bastato guardare le braccia di una persona, vedere se ci fossero dei segni particolari (le “piste”) per capire se la persona che avevamo davanti faceva o no uso d' eroina, o vedere alcuni comportamenti “caratteristici”.
Ma oggi non è più così semplice, dal momento che le modalità d’assunzione d' eroina sono cambiate e l’eroina non viene più solo iniettata.
Inoltre tantissimi eroinomani non rispecchiano più il vecchio stereotipo di 20 anni fa, cioè quello del tossico da strada che vive di espedienti, ai margini della società a fare l’elemosina od accattonaggio, per racimolare i soldi necessari per acquistare una dose.

Quindi è impossibile riconoscere una persona che fa uso di eroina?

No: esistono infatti alcuni indicatori che – seppur non necessariamente collegati all’uso della sostanza – possono comunque aiutarci a capire se una persona usa eroina.

Come riconoscere un eroinomane

Per cominciare, una persona che usa eroina è “fuori comunicazione con gli altri”, nel senso che fisicamente c’è, ma in realtà è come se fosse assente, da “un’altra parte”.
Comunicare con lui potrebbe essere difficile, soprattutto quando si trattano argomenti come le droghe, la tossicodipendenza o la sua condotta nella vita.
Potrebbe avere sbalzi d’umore improvvisi o nutrire rancore nei confronti delle persone che gli vogliono bene. Potrebbe essere alquanto altalenante nel suo umore e potrebbe lasciar e trasparire una chiusura con gli altri e d' avere molti segreti e sotterfugi.
Spesso un eroinomane si assenta dal lavoro o dalla compagnia degli altri, improvvisamente e senza giustificazioni plausibili. Queste circostanze potrebbero essere accompagnate da deperimento fisico e/o forte dimagrimento estremamente rapido. 
La persona che usa eroina difficilmente si prende cura delle proprie cose e potrebbe, quindi, essere alquanto sciatta nel vestirsi ed avere una stanza o casa del tutto disordinata.
Potrebbe non badare al suo aspetto fisico, ad esempio potrebbe non pettinarsi, non radersi, non lavarsi ed avere quindi un brutto odore od un brutto alito.
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Eroina e cambiamento

La cosa più evidente nelle persone che hanno iniziato un percorso di autodistruzione con le droghe è, però, il cambiamento: se, prima di iniziare, la persona era solare, intraprendente, onesta ed aveva passioni come lo sport, la musica ed altro, ora potrebbe essere diventata apatica, potrebbe aver abbandonato tali attività od addirittura perso il lavoro, abbandonato gli studi ed intrapreso attività illegali a supporto della propria tossicodipendenza.
Gli scopi e gli obiettivi primari, un tempo molto presenti ed evidenti, lasciano il posto ad una condotta più apatica e ad un “lasciarsi vivere” piuttosto che avere un atteggiamento causativo nei confronti della vita. Una persona che prima aveva una disponibilità di denaro “normale”, ora potrebbe ritrovarsi senza soldi per poter comprare beni primari come il cibo. 
Ciò è causato dal fatto che, un eroinomane abituale, preferisce spendere i (pochi) soldi che gli rimangono per acquistare altre dosi di sostanza, piuttosto che beni di prima necessità.
Quando i soldi “finiscono”, l’eroinomane potrebbe – spinto da sintomi d' astinenza sempre più fastidiosi – iniziare a commettere reati, prima impensabili per lui, ad esempio rubare o spacciare, pur d' ottenere il denaro necessario per drogarsi.
L’eroina determina cambiamenti irreversibili a livello della corteccia prefrontale del cervello, quella che regola ed inibisce i comportamenti più “estremi” dell’individuo.

Eroina e segni fisici

A livello fisico una persona che usa abitualmente eroina :
  • è spesso molto magra;
  • ha la voce “strascicata”;
  • ha miosi, cioè le pupille molto ristrette (dette a “pupilla a spillo”);
  • può avere evidenti segni di iniezioni in varie parti del corpo, specie braccia e gambe;
  • ha spesso le occhiaie;
  • ha una sorta di “acne” sul viso;
  • si gratta spesso il corpo e soprattutto il viso.
Potrebbe inoltre addormentarsi durante attività che richiedono concentrazione anche se semplici, come seguire un programma alla TV. Una persona che usa eroina è “obbligata” a procurarsene giornalmente per evitare i terribili sintomi d' astinenza.

Una persona a me cara forse usa eroina: cosa faccio?

Se hai il dubbio, che una persona a te cara stia usando eroina a tua insaputa, la cosa migliore che puoi fare è parlarne con lei, fargli capire che non la vuoi giudicare, ma vuoi cercare di aiutarla, ascoltare le sue motivazioni e trovare insieme una soluzione.
Nel caso in cui neghi di parlarne, prova a discutere sul da farsi coi suoi amici e famigliari e, se necessario – per il suo bene – con le forze dell’ordine.

mercoledì 12 dicembre 2018

SFESSO EBBASTA (o anche mkultra sionista???)

Si erge l’italia di Sfesso Ebbasta


Non solo vicepremier, non solo ministro dell’Interno; adesso scavalca tutti e  fa il Ministro degli Esteri. Insomma fa tutto lui. Ed anche di più. Naturalmente raccogliendo enormi successi diplomatici.....
Bestia nella cristalleria. Non sa che Hezbollah ha pagato un alto prezzo di sangue combattendo contro i terroristi veri, quelli dell’ISIS, armati ed addestrati, protetti da Israele e USA. Non sa che Hezbollah sono alleati in Libano con i cristiani maroniti, e che hanno difeso con le armi in pugno i cristiani d’Oriente, abbandonati da tutti noi....
Le Hezbollah au secours des Chrétiens d’Orient
Tandis que l’Empire Usraélien et ses alliés d’Occident et du Golfe soutiennent les terroristes de Daech, Al-Nosra et alii en Syrie et en Irak, dont l’idéal de société consiste à égorger et détruire tout ce qui ne se conforme pas à leurs vues barbares, l’Armée Arabe Syrienne et le Hezbollah, assistés de l’Iran et de la Russie, œuvrent pour sauvegarder l’indépendance des Nations, des peuples et des cultures au Moyen-Orient, dont ils constituent la seule garantie, et ils multiplient les succès tant au Liban qu’en Syrie.
Les photographies ci-dessous montrent le profond respect des combattants du Hezbollah (terroristes selon l’Occident) pour la religion chrétienne et ses icônes, dévastés par l’idéologie wahhabite (alliée précieuse de l’Amérique et de l’Europe).
Un combattente Hezbollah con un’immagine della Theotokos, salvata.

Ignorando come i giudei sionisti israeliani l'hanno insultato  sui giornali, dicendo che dovevano dichiararlo “persona non grata” perché neofascista,  “populista, separatista, nazionalista”. Questo lo dicono “loro”,  unico stato illegale d'occupazione razziale, a lui!!!

La visita di Salvini divide Israele

Il vicepremier incontrerà il premier Netanyahu ma non il presidente della illegale repubblica sionista Rivlin (per motivi d'agenda, spiega il portavoce). Il quotidiano di sinistra sorosiana Haaretz lo dichiara ‘persona non gradita’

Perché la visita di Matteo Salvini in Israele sta facendo tanto discutere

Il viaggio in Medio Oriente del leader della Lega sta facendo molto scalpore in Israele e voci di protesta si alzano anche dai 5 Stelle, che sulla questione israelo-palestinese hanno posizioni ben diverse da quelle di Salvini : Di https://www.tpi.it/2018/12/11/salvini-visita-israele

Italy’s Far-right Leader Salvini Visiting Israel to ‘Whitewash’ Record, Critics Say

Some in Italy’s Jewish community say it’s alarming that Netanyahu will ‘provide Matteo Salvini with a pro-Israel license’ ■ Israeli left-wing activists call for a protest to disrupt his visit to Yad Vashem -- Nel comizio di sabato, come da media, egli si è proposto come  ministro per l’€uropa e premiero.

La Lega in piazza, Salvini: datemi mandato per trattare con la U€

“Parlerò a nome di 60 milioni italiani”
E proclama che farà  “un nuovo asse Roma Berlino”.  Se fosse cosciente dell’enormità di quel che dice,  sarebbe sì fascista. Ma lui non sa. Per sua bocca, semplicemente, parla l’Italia di Sfera Ebbasta arrivata al governo.
Quindi il commento giusto è quello di OSHO: “Stavolta al Giappone non gli diciamo un cazzo”
Come? Fino a ieir era “uscita dall’U€”, e adesso, alleanza con Berlino.
Lascio due commentini a Zibordi: “Alla fine si è capito il famoso “Piano B”… cioè era così: “il Piano A è che chiediamo di fare il 2,4% di deficit pubblico, ma se voi alla U€ dite no, ok…ok…facciamo il 2%….”
“C’è caos totale sulla Brexit, Banche €uropee tutte che crollano in borsa, Francia nel caos che sfonda ora l’austerità, recessione in arrivo.... Gente con un MINIMO di competenza a Roma AVREBBERO DETTATO LORO LE CONDIZIONI ALLA U€ (infischiandosene della spread che è un bluff)”.
Qualcuno è in grado di fermarlo..... Sfesso Ebbasta ?... Sedarlo?    
ORA UNA BREVE SELEZIONE DEI COMMENTI DI "STIMA" A salvini ....
 
..... e mi fermo qua per pudore .....
deca

I deliri di Salvini in Israele

"Sono appena stato ai confini nord col Libano, dove i terroristi islamici di Hezbollah….". Questo capolavoro di geopolitica è parte di uno pseudo comunicato pubblicato su Twitter dal ministro degli interni (e degli esteri?) del governo italiano.

I "terroristi" islamici di Hezbollah sono coloro che hanno evitato che l’Isis e i fratelli di Al-Qaeda prendessero possesso della Syria, insieme all’Iran ed all’intervento russo. Ma il ruolo degli Hezbollah è stato decisivo. Sappiamo, del resto, qual è la posizione sulla Syria di Salvini e il suo sostegno all’ideologia sionista wahhabita, responsabile anche del massacro in Yemen; è in linea, del resto, col suo totale asservimento al regime giudaico-sionista d'occupazione israeliano.
Regime colonialista d'occupazione, che Salvini ha il coraggio di definire“il baluardo di democrazia in Medio Oriente". Su quest’ultima frase non scriviamo nulla per non offendere ulteriormente la vostra intelligenza....
La famiglia sionista Rothschild possiede Israele, dopo l'infame Dichiarazione Balfour del 1917.
Sono responsabili dell'odierno massacro dei palestinesi.

Essendo la prima visita di un esponente del governo Conte nei territori illegalmente occupati di Palestina, attendiamo presto le prese di distanza, immediate. Il silenzio assenso ai deliri di Salvini sarebbe imperdonabile.

P.s. Dopo la visita di Salvini in Israele gli Hezbollah avranno sicuramente iniziato a tremare di paura….
deca

Salvini fa da megafono alla propaganda giudaica sionista

di Luciano Lago

Matteo Salvini, da poco arrivato i a Tel Aviv, mediante un suo tweet, si dichiara subito dalla parte d' Israele e definisce come «terroristi islamici» gli Hezbollah in quanto « scavano tunnel e armano missili». Più in avanti, dopo un giro in elicottero, dichiara ancora: «Chi vuole la pace, sostiene il diritto all’esistenza ed alla sicurezza d' Israele.
Sono appena stato ai confini nord col Libano, dove i terroristi islamici di Hezbollah scavano tunnel per attaccare il “baluardo della democrazia” in questa regione.
Per combattere il terrorismo islamico e riportare pace e stabilità, per un rapporto sempre più stretto fra scuole, università ed imprese, per cooperare in ricerca scientifica e sanitaria, per rinsaldare collaborazione e amicizia fra popolo italiano e popolo israeliano: io ci sono. Aspettiamo che anche Onu e Unione €uropea facciano la loro parte», dice il ministro dell’Interno.

Con le poche parole scritte su un tweet Salvini dimostra di non sapere e di non essere informato chi siano i terroristi, su chi li combatte e chi, invece, li sostiene con armi, finanziamenti, supporto logistico.
Se si fosse informato meglio, invece d' affidarsi all’unica fonte sionista israeliana, forse, Salvini avrebbe saputo che Israele sostiene ed arma almeno 12 gruppi terroristi in Syria, come risulta da un rapporto pubblicato dal Foreign Policy (FP), un media istituzionale USA, dove questo ha discusso il “programma segreto israeliano per sostenere gli "operatori di pace" moderati, ribelli syriani” – nome in codice per i terroristi, sostenuto dai regimi Trump e Netanyahu, insieme alla NATO e agli stati regionali anti-Assad, compresa la Turchia.
Vedi: Inside Israel’s Secret Program to Back Syrian Rebels. Vedi: https://foreignpolicy.com/2018/09/06/in-secret-program-israel-armed-and-funded-rebel-groups-in-southern-syria.
Il rapporto di FP è stato ripreso da Haaretz, dal Times of Israel e da altri media israeliani, che hanno, in alcuni casi, criticato la politica del governo Netanyahu.
Secondo FP :
“Israele ha armato e finanziato segretamente almeno 12 gruppi ribelli nel sud della Syria che hanno contribuito a impedire che l’Esercito syriano ed i combattenti Hezbollah, sostenuti dall’Iran, prendessero posizioni vicino al confine israeliano, negli ultimi anni, secondo più di 25 comandanti e graduati membri di questi gruppi. ”
A Matteo Salvini sono mancate queste informazioni per capire chi sostiene i terroristi, ed avrebbe dovuto sapere che, per Israele, chiunque s' opponga all' occupazione ed al dominio del giudaismo sionista nella regione, viene etichettato come “terrorista”.
 Questo è proprio il caso del movimento libanese Hezbollah che, fin dall’inizio della guerra syriana, per evitare che i terroristi jihadisti, armati da USA, Arabia Saudita, Gb, Francia ed Israele, dilagassero anche in Libano, ha inviato i propri reparti a combattere i terroristi jihadisti, dando un forte supporto all’Esercito di Damasco, impegnato a difendere il paese.
Peccato che Salvini non abbia studiato a fondo le cause del conflitto nella vicina Syria, una guerra per procura voluta da Stati Uniti, Arabia Saudita, Israele, Turchia e rispettivi alleati, non certo dai syriani che hanno manifestato in molte occasioni l'appoggio al loro presidente, Bashar al-Assad, che è rimasto al suo posto per difendere il paese dall’aggressione terrorista.
Un conflitto che ha riguardato anche il Libano.
Salvini ignora anche che Hezbollah ha difeso le comunità cristiane in Libano ed in Syria che erano state abbandonate dall’€uropa e dal regno del Vaticano. Sarebbe stato sufficiente che si recasse a parlare con qualche vescovo cristiano rimasto in Syria ed in Libano che gli avrebbe spiegato la realtà delle cose, che non è quella della propaganda israeliana di cui Salvini si è vergognosamante fatto megafono.
A Salvini gli israeliani non hanno raccontato la realtà, ovvero che è stata Israele ad invadere per tre volte il Libano e non il contrario. Che è sempre Israele che scorazza con i suoi aerei nello spazio aereo del Libano per effettuare bombardamenti che fanno vittime fra la popolazione civile e che è sempre Israele che, ancora oggi, occupa una zona del Libano, le fattorie di Sheeba, senza alcuna base legale.
Tanto meno Salvini si è informato da fonti indipendenti su chi sono in realtà i combattenti di Hezbollah. Avrebbe saputo ad esempo che sono gli stessi che sono riusciti a fermare l’ultima aggressione israeliana nel 2006; sarebbe venuto a conoscenza che i militanti di Hezbollah non sono soltanto mussulmani (sciiti in guerra con i terroristi salafiti jihadisti) ma che in Hezbollah opera anche una Brigata cristiana (vedi: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/brigata-cristiana-dellesercito-hezbollah-1147050.html ),   costituitasi già negli anni scorsi per la difesa delle comunità cristiane in Libano assediate dal terrorismo jihadista. Neppure ha potuto sapere Salvini (perchè i suoi amici sionisti non glielo hanno detto), che ci sono stati combattenti mussulmani di Hezbollah (come anche dell’Esercito syriano) che sono morti combattendo per difendere delle Chiese cristiane, mentre l’€uropa ed il miserabile regnuccio del Vaticano avevano voltato le spalle alle comunità cristiane del Libano e della Syria.
Questo Salvini non lo immagina neppure ma se si fosse recato a parlare anche con il primate della Chiesa cristiana in Libano, invece di parlare soltanto con le autorità d'occupazione giudaiche sioniste, i religiosi gli avrebbero spiegato come stanno davvero le cose.
A proposito di terrorismo, come ha di recente scritto un analista statunitense esperto di Medio Oriente, il dr. Kevin Barret, ” Il terrorismo è una tattica militare ed è una tattica che consiste nel colpire intenzionalmente i civili. Hezbollah non lo fa. Al contrario, Hezbollah è un gruppo di resistenza che sta combattendo per impedire ai terroristi sionisti di continuare a invadere il territorio che non appartiene a loro in Medio Oriente (come il Libano e la Siria) che è essenzialmente tutto in Medio Oriente “.
“Niente in Palestina o nei suoi dintorni appartiene ai sionisti. Sono venuti dall’€uropa. Hanno invaso, usato il terrorismo come loro principale tattica. Ed i gruppi di resistenza in genere si stanno concentrando su fermare questa invasione e fermare i terroristi “, ha osservato Barret, che è giornalista e conduttore radiofonico con un dottorato di ricerca in Studi islamici e arabi.
La controprova è che Hezbollah ha duramente combattuto contro l’ISIS e AL Qaeda (Al Nusra) e gli altri gruppi terroristi fomentati e armati da USA, Arabia Saudita e Israele per destabilizzare i paesi del Medio Oriente, in un piano predisposto dalle centrali di Washington e Tel Aviv per il “regime change” in Syria e per la balcanizzazione della regione.
Quindi Hezbollah è in realtà un gruppo antiterrorismo, ma ovviamente secondo Trump ed i sostenitori d' Israele, i terroristi sono sempre gli altri, quelli che si oppongono alle aggressioni d' Israele.
Hezbollah, assieme all’Esercito syriano ed ai suoi alleati, ha fatto fallire quel piano, quello del regime change e della balcanizzazione della regione. Per questo i sionisti e gli americani ce l’hanno a morte con loro.
Salvini si sta prestando inconsapevolmente al loro gioco e questo è un bruttissimo gioco.
Luciano Lago
deca


Shalom, Padania!

Matteo Salvini è reduce da un intenso viaggio in quella striscia costiera di Syria denominata Palestina, oggi impropriamente definita “Israele” in quanto occupata dal 1948 dall’entità criminale sionista. Come tutti i destrorsi dell’€uropa occidentale (mica necessariamente liberal eh) è andato a rendere omaggio, in pellegrinaggio, a coloro che sono un modello in fatto di islamofobia guerrafondaia, ma che soprattutto essendo giudei sono intoccabili ed incriticabili.
Quel che sfugge al nostro “felpato” amico, campione di ignoranza e mediocrità soprattutto quando si viene a trattare di esteri, è che i rimescolati Giudei (per quanto storicamente originari della “terra promessa”, in parte) sono ospiti in Palestina e che se oggi hanno lo stato israeliano è semplicemente perché fa comodo ai potentissimi Ebrei sionisti nordamericani e alle loro lobby e alla stessa politica estera americana, bisognosa com’è di uno stato amico e manovrabile in mezzo al mare arabo/musulmano mediorientale. Il grosso degli odierni Israeliti di autenticamente semitico ha ben poco, e basta confrontare l’aspetto di un Rabin con quello di un Arafat.
Salvini, nel merito della questione arabo-israeliana, dimostra appieno tutto il suo gretto analfabetismo geopolitico, caratterizzato soprattutto da quell’isteria fallaciana atlanto-sionista che ci strazia dall’11 settembre 2001; il padano sembra non rendersi conto di come Israele sia uno stato occupante che discrimina, schiavizza, martoria i legittimi proprietari della Palestina, sia una pedina dell’imperialismo americano alla pari di Turchi e Sauditi, di come campi vittimisticamente sfruttando il senso di colpa degli Europei per nebulose questioni di secoli passati (sino a metà ‘900), e di come sia a suo modo un insulto verso l’Europa dal momento che alla pari del Vaticano non vuole immigrati che vengono così dirottati in massa verso l’Europa. Israele è quel che a noialtri non è concesso di essere perché va di moda l’equazione Caucasoidi europei = Razzisti.
Fa strano (si fa per dire, visto come Salvini sia dopotutto un pupazzo del sistema alla pari di Renzi) notare come il segretario della Lega Nord da una parte se ne esca con scemenze micro-sciovinistiche con cui afferma il diritto all’autodeterminazione pure del Salento ma dall’altra ignori beceramente i diritti violati dei Palestinesi, come se fossero tutti terroristi dal primo all’ultimo. Facci capire, Matteo: “Roma ladrona” sì ma “Tel Aviv ladrona” no? Va bene che tu, allungando il periodo carnascialesco, ti sei travestito da zerbino assieme alla tua ristretta cerchia di assistenti fallaciani per compiacere i sionisti, però caspita, cerca di dare un occhio alla coerenza ogni tanto, anche perché la stessa retorica che il tuo partito impiega coi Pellirosse (che subirono la devastante immigrazione europea e non) viene bellamente dimenticata quando si giunge a trattare di popoli islamici che, A CASA LORO, lottano per la propria indipendenza. Inoltre ha poco senso scagliarsi contro la tecnocrazia dei banchieri della UE se poi si finisce per appoggiare il torvo capitalismo e militarismo razzistici di Israele. Vorrei vedere la tanto decantata società all’avanguardia israeliana, senza aiuti americani (o europei)…
La Lega ha una passione morbosa per l’islamofobia, che come tutte le -fobie è qualcosa di immaturo e ridicolo: questa mania leghista non è alcunché di etnico tra le altre cose perché per gli omini verdi basta “fare i bravi, pagare le tasse, rispettare le nostre leggi” per risiedere in Italia; si tratta di qualcosa di meramente basato sull’ambito culturale e religioso e che perciò solletica il becerume da quattro soldi relativo alle fantomatiche “radici giudeo-cristiane” d’Europa e alla patetica propaganda crociata che vede nel crocifisso e nelle madonne i più genuini simboli d’Europa. Salvini, Meloni, Berlusconi, Magdi Allam, Fallaci, Ferrara, Sgarbi, Feltri e compagnia si riscoprono coi loro accoliti truppe cammellate al servizio di Sion, raffigurato come baluardo “dei veri valori occidentali” in mezzo al marasma di beduini fanatici e forieri di terrorismo (terrorismo islamico che, si badi, o è risposta all’occupazione militare giudeo-americana oppure è direttamente quinta colonna dei nemici della sovranità araba).
Si capisce, solo un povero in spirito o un utile idiota può avere pensieri di tal fatta, dal momento che sono posizioni che risulterebbero imbarazzanti anche presso un asilo. In Europa non ci può essere posto per l’islam, ma nemmeno per ebraismo e cristianesimo che al pari del maomettismo sono corpi estranei di origine semitica. In Europa, soprattutto, non ci può essere posto per gli allogeni perché l’identitarismo o è etnico oppure è sbobba neocon in stile Alleanza Nazionale. La vera questione non riguarda la cultura ma innanzitutto il sangue, che nel caso di ebraismo e islam non è esattamente nostrano… Il cristianesimo non ha invece accezione etnica ma è fin troppo prostrato di fronte all’ecumenismo e al pauperismo (purché terzomondista), lo si vede benissimo nel cattolicesimo moderno, e poi ovviamente rimane un’eresia giudaica avvinghiata al paganesimo come un parassita che succhia linfa vitale per reggersi in piedi a scapito del legittimo padrone di casa.
Il declino qualitativo della Lega Nord è qualcosa di sconcertante. A parte il pagliaccesco secessionismo che era solo una perdita di tempo e di energie da impiegare altrove e meglio (e che, mi si lasci dire, aveva un certo retrogusto veterotestamentario), si è passati dal “celodurismo” degli anni ’90 tutto basato sull’anti-mondialismo e dunque sulla lotta all’americanizzazione dell’Europa (con tanto di opposizione alle basi americane, alla NATO, agli interventi occidentali nei Balcani per mettere in ginocchio la Serbia, nonché al servaggio italiano pro Atlantico) alla ruffianeria verso America e Israele in quanto nuovi “crociati” impegnati contro l’islam, dalle istanze etnonazionaliste a quelle della classica destra atlantica liberal-conservatrice che non più alla Comunità etnica ma ai capricci dell’individualismo borghese occidentale fa riferimento, dalla riscoperta delle radici culturali pagane intrisa di anti-papismo al più farsesco cattolicesimo da combattimento con tanto di anticomunismo cencioso, che più che all’anti-bolscevismo hitleriano si ispira ad un Reagan o ad un Berlusconi qualsiasi.
La Lega che stringeva la mano a Milosevic, simpatizzava per la Serbia impegnata nella strenua difesa dei Balcani non contaminati dal retaggio ottomano, polemizzava aspramente coi preti e voleva gli yankee fuori dall’Italia oggi celebra in pompa magna i suoi funerali nell’entità sionista, seppellendosi sotto il ridicolo di imbarazzanti affermazioni salviniane dove, come la sua maestra fiorentina insegna, gli islamici cattivi prendono il posto dei cattivissimi nazzzisti e noi poveri occidentali quello dei poverissimi Ebrei perseguitati dalla “follia di Hitler”. In questo senso timbrare il cartellino allo Yad Vashem era meritorio, anche se mi sfugge il nesso tra Ebrei e “Padania”…
Queste disamine politiche da scuola materna sono il sintomo di una destra europea alla frutta che per sopravvivere si aggrappa all’islamofobia e all’Occidente alla giudeo-americana senza comprendere che così facendo l’Europa si svende al mondialismo, alla tanto odiata (a parole) globalizzazione, incapace di difendere la propria vera identità che NON è giudeo-cristiano-islamica e NON è occidentale, dal momento che oggi “occidentale” significa occidentalismo all’americana.
Salvini e i suoi selfie all’ombra della stella di Davide rappresentano la vanità del destrorso medio ossessionato dall’islam che vede un modello nei muscoli israeliani e non più nel glorioso passato europeo. Israele è un identitarismo di cartapesta che si alimenta grazie ai costanti ricatti contro l’Europa, e che è dunque un prodotto del mondialismo ipocrita di matrice ebraico-internazionale: gli Ebrei in Europa si fanno promotori di cosmopolitismo, relativismo, materialismo, ma in Palestina sono gli araldi della più vieta intolleranza razzista e confessionalista. Vogliono vincere facile, i furbacchioni, e come i loro fratellini spirituali vaticani non sono disposti ad accogliere ed integrare allogeni, perché il gravame deve spettare agli intrinsecamente razzisti Europei.
E finché in Europa ci saranno personaggi come Salvini, Israele può dormire sonni tranquilli, e così l’imperialismo americano, che per quelli del pratone di Pontida non è la cagione di ogni male terroristico e globalista ma l’ultimo baluardo nello “scontro di civiltà” con l’Oriente musulmano. Noi dobbiamo espellere tutto ciò che è estraneo dal Continente, dunque l’islamizzazione, ma non va assolutamente dimenticato che se oggi l’Europa è farcita di immigrati musulmani (integrati o meno non ha alcuna importanza, visto che chi salta in aria è integratissimo e occidentalizzato alla grande) non è colpa di costoro ma chi li vuole, li attira, li calamita come un pifferaio magico verso di noi e li vuole assolutissimamente radicare in casa nostra per accrescere la pinguedine dell’affarismo globalizzante a scapito dei vecchi, valetudinari e costosi indigeni. E questo affarismo non è musulmano ma del tutto occidentale e protetto dalle solite logge, con buona pace del genio del Giambellino che puntando alla pancia della gente perde per strada senno e dignità.
Ave Italia!
Pubblicato da Paolo Sizzi
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lunedì 8 ottobre 2018

LE ORGANIZZAZIONI "UMANITARIE" CI SPIANO ed influenzarono le €uropee


SOROS PAPERS III €uropee 2014: come la Open Society ci spiò su Twitter

soros spalledi Francesco Galofaro, Politecnico di Milano

Con questo articolo Marx XXI prosegue la pubblicazione degli approfondimenti sui Soros papers. Questa volta ci occupiamo di un documento riservato della Fondazione Open Society che mostra come la lobby di Soros abbia speso 6 milioni di dollari per intervenire nelle elezioni europee del 2014. Il documento fa parte di un dossier pubblicato da DC Leaks, purtroppo non più on-line. Come sempre riportiamo in nota l'indirizzo al quale ci è stato possibile reperirlo [1]. A quanto ci risulta il documento è passato inosservato alla stampa italiana nonostante sia pubblico dal 2016.

Come spendere sei milioni di dollari per orientare l'opinione pubblica europea

In occasione delle scorse elezioni europee del 2014, la Open Society Initiative for Europe (OSIFE) ha finanziato progetti per più di 6 milioni di dollari a oltre 90 organizzazioni partner appartenenti agli Stati europei più diversi allo scopo di influenzare le elezioni europee. A provarlo, la lista dei progetti e delle organizzazioni non governative finanziate, completa degli ambiti territoriali di intervento e dei referenti.
Trattandosi di un dossier molto corposo, dedicherò questa terza parte al problema della manipolazione dell’informazione operata dalla fondazione open society, rimandando alle prossime uscite alcune considerazioni più generali sul modus operandi della lobby di Soros.

La manipolazione dei media

A prima vista, il meccanismo è trasparente: si tratta di borse (grants) attribuite alle ONG sulla base di progetti presentati alla fondazione. In realtà nel loro insieme i progetti lasciano intravvedere un obiettivo molto meno chiaro: il tentativo di manipolare i mezzi di comunicazione di massa e più in genere l'opinione pubblica. Cosa si intende per manipolazione? La normale propaganda elettorale operata da partiti e movimenti politici non può essere certamente considerata una “manipolazione”, in quanto fa parte delle regole della competizione elettorale. Quando leggo il volantino di una forza politica, mi è ben chiaro chi mi si rivolge e a quali scopi. Tuttavia, la maggior parte delle iniziative che leggiamo nel documento nascondono il reale emittente della campagna e i suoi motivi; associano messaggi politicamente orientati a inviti più generici alla partecipazione al voto; nascondono il messaggio elettorale sotto le mentite spoglie del questionario, dell'indagine scientifica o del gioco; invadono la privacy degli utenti per profilarli. Vediamo subito gli esempi più eclatanti.

Spiare gli utenti di Twitter

A p. 5 scopriamo il progetto Mobilizing the vote through social media in 2014. Ecco lo scopo del progetto, nella descrizione del proponente (la traduzione è mia): «rendere disponibili strumenti per i social media alle organizzazioni della società civile in tutta Europa, in modo che possano mobilitare le persone in modo più efficace per votare alle elezioni europee del 2014. Demos produrrà strumenti e tecniche, ad esempio software open source, utilizzabili per analizzare i dati di Twitter in tempo reale, al fine di consentire agli intervistatori di aumentare i partecipanti ai gruppi target. Questi strumenti saranno resi disponibili online gratuitamente. Demos formerà anche difensori (advocates) e gruppi della società civile interessati alla partecipazione civica e politica attraverso una serie di workshop di due giorni in Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito». Il progetto è stato finanziato con 130 mila euro.

Chi ha tentato di profilarci

Il progetto è presentato da DEMOS, una sigla inglese che si auto-definisce un cross-party think-tank, un “gruppo di esperti trasversale” e che offre servizi di consulenza su temi come “leadership etica”, analisi dei social media e strategie per combattere la radicalizzazione [2].
Se gli strumenti per profilare gli utenti di twitter e targetizzare la campagna di persuasione sono davvero stati realizzati, l'organizzazione se li è tenuti stretti: non sono comunque disponibili sul sito, dove troviamo invece molti rapporti di analisi della comunicazione su twitter, oltre a una guida a criptovalute e blockchain per l'amministratore pubblico [3] piuttosto significativa per comprendere l'orientamento dell'organizzazione.

EUVOX: un progetto del Parlamento €uropeo

Cospicui finanziamenti riguardano la realizzazione di applicazioni per il web. Ad esempio, 25mila dollari sono stati spesi per un gioco di ruolo interattivo rivolto ai giovani disinteressati alla politica. Tra gli altri progetti, 117 mila dollari sono stati stanziati per la realizzazione di EUVOX, uno strumento per consigliare gli elettori circa il voto (al momento non più online). Si tratta di una delle innumerevoli applicazioni che ci pongono una lista di domande sui temi più importanti delle elezioni, e poi ci posizionano nel panorama elettorale.
L'applicazione, sviluppata da Kieskompas [4], era accessibile da tutti i Paesi europei. Ulteriori 22.250 dollari sono stati stanziati per pubblicizzare quest'app su Facebook, e 15.000 dollari sono andati a finanziare una riunione, definita “di alto livello”, dove presentare una ricerca sui dati raccolti sugli utenti. Un dettaglio importante: oltre alla fondazione Open Society, EUVOX è stato co-finanziato dal Direttorato generale per le comunicazioni del Parlamento €uropeo [5].

Decidere l'agenda politica

Possiamo chiederci che influenza abbiano davvero sulle decisioni di voto le VAA (Voter Advicer Application, “programma consigliere dell'elettore”) come Euvox. Ad esempio, quello proposto da Repubblica per le elezioni del 2018 era particolarmente rozzo, visto che addirittura mancavano liste come Potere al Popolo [6].
Occorre considerare che questi strumenti, senza suggerirci che posizione prendere in merito ai temi su cui ci chiedono di schierarci, fissano tuttavia la graduatoria dei problemi da dibattere: in questo modo, questioni come la sanità pubblica o i diritti del mondo del lavoro, assenti o quasi dai questionari, passano in secondo piano. E' un effetto sociale dei media noto come agenda setting [7].

Mappe politiche arbitrarie


A maggior ragione, allora, la scelta – arbitraria - degli assi che collocano forze politiche ed elettori in una mappa diviene uno strumento che serve ai propositi dei committenti. Ad esempio, troviamo “fiducia-sfiducia nelle istituzioni” nel caso di Repubblica, mentre nel caso di EUVOX è stato usato un asse “eurofili-euroscettici”. Se, ad esempio, quest'ultimo asse fosse stato usato da Repubblica per la propria VAA, la mappa dei Partiti non avrebbe certamente visto Forza Italia accanto alla Lega, ma notevolmente più vicina al PD. In questo modo la vicinanza o lontananza dei partiti tra loro e la relativa posizione dell'elettore può cambiare significativamente. Suggerire all'elettore che Forza Italia e la Lega hanno posizioni vicine, o che – al contrario – Forza Italia e PD sono molto simili non è indifferente. Se ne conclude che gli assi non danno una rappresentazione “oggettiva” dell'elettore, ma attribuiscono un'interpretazione alle elezioni, costruendo il significato dei comportamenti di voto.

Un sistema integrato di comunicazione

Se cerchiamo EUVOX su un motore di ricerca, ci imbattiamo in un cospicuo numero di pagine che ce lo consigliano caldamente. Dove nasce una passione tanto disinteressata? E' presto detto. Tra gli altri siti, troviamo New Europeans [8]. Se consultiamo il nostro documento, scopriremo che il sito ha ricevuto 48.558 dollari dalla Fondazione per produrre contenuti multilingue che stimolino la partecipazione al voto dei cittadini europei immigrati nel Regno Unito. Euvox – oltre a un insieme di altri siti finanziati da Soros – è consigliato anche dalla European Women's Lobby [9], che ha ricevuto 98.465 dollari per selezionare il primo gruppo di undici leader donne appartenenti a minoranze da addestrare nei campi del populismo, comunicazione, risposta a commenti sessisti e da candidare al parlamento europeo per le elezioni venture. La rete di media nuovi e tradizionali costruita dalla Open society ha dimensioni impressionanti: ci proponiamo nella prossima puntata dell'inchiesta di ricostruire puntualmente il “sistema Soros” di manipolazione dell'informazione.

La manipolazione degli elettori

Dedico lo spazio conclusivo di questa puntata ad alcune considerazioni su EUVOX e sulla profilazione di Twitter. Ricordo che Cambridge Analytica è stata per mesi nell'occhio del ciclone per un progetto del tutto paragonabile a quello finanziato da Open Society Foundation. Certamente il budget di Cambridge Analytica era superiore, ma gli scopi sono gli stessi: realizzare una profilazione efficace (nel nostro caso addirittura in tempo reale) per meglio “targetizzare” (mi scuso per l'orribile barbarismo) i messaggi in cui si concretizza l'azione persuasiva del committente. Target, ovvero bersaglio, è il vocabolo che da sempre rende bene l'idea del modo in cui alcune discipline della comunicazione considerano l'interlocutore e più in generale l'essere umano.

Un discorso solo superficialmente diverso vale per EUVOX, che non agisce a nostra insaputa ma ci chiede di rispondere a un insieme di domande e in cambio ci posiziona in una mappa di forze politiche. Dietro la manipolazione pseudo-scentifica qui rinveniamo un meccanismo di un certo interesse semiotico. La privacy è un concetto recente. Comprenderne l'importanza implica l'acquisizione di una consapevolezza. In realtà ci fa piacere essere osservati e giudicati: un tempo, era una funzione svolta dagli Dei; oggi dagli algoritmi. Il soggetto risulta costantemente infantilizzato rispetto a un “Padre” di ordine trascendente, dall'intelligenza misteriosa e di difficile comprensione In questo modo, Euvox ci assoggetta a una struttura più ampia che conferisce ordine e senso al nostro agire di elettori.

Una manipolazione intenzionale

Ci terrei a sottolineare che non intendo pronunciarmi circa la reale efficacia di queste tecniche – una verifica puntuale è un problema di discipline come la statistica o la sociologia della cultura. Quel che vorrei provare è l'intenzionalità della manipolazione. Sia EUVOX sia il progetto DEMOS cercano di sfruttare le nostre vulnerabilità reali o presunte sotto un profilo psicologico. Si tratta di una tecnica ben nota, che qui si ripresenta a noi nella sua versione contemporanea. Come scrive Chomsky, «i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti […] Il sistema è riuscito a conoscere l'individuo comune molto meglio di quanto egli non conosca se stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su se stessa [10]».

NOTE
[1] https://www.scribd.com/document/343846323/European-Election-Portfolio-Review-Annex-i-Ee14-Project-List-of-All-Elections-Related-Grants-3?secret_password=m3V6G7QksxsGSFvjnXa4#download&from_embed
[2] https://www.demos.co.uk/demos-projects/
[3] https://www.demos.co.uk/research-area/casm/
[4] http://www.kieskompas.nl/en/
[5] http://www.fuds.si/sites/default/files/research_profile_sass_0.pdf
[6] Ringrazio Alessandro Pascale per la segnalazione: http://www.repubblica.it/politica/2018/02/07/news/partitometro_gioca_e_scopri_che_elettore_sei-188194311/[7] Cfr. Mauro Wolf, Teorie delle comunicazioni di massa, Milano, Bompiani, XI ed. 1994.
[8] https://neweuropeans.net/article/275/which-party-should-i-vote.
[9] https://www.womenlobby.org/European-elections-coming-up-some-useful-websites?lang=en
[10] N. Chomsky, “Le dieci regole per il controllo sociale”, in Media e potere, Lecce, Bepress, 2014.
[11] Abbiamo trovato il documento a questo indirizzo: https://legacy.gscdn.nl/archives/images/soroskooptbrussel.pdf (visitato il 30 luglio 2018).

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SOROS PAPERS IV: come la Open Society Foundation

influenzò l’opinione pubblica durante le elezioni €uropee del 2014

georgesoros grdi Francesco Galofaro, Politecnico di Milano

Con la scorsa puntata dell’inchiesta ci siamo occupati del  sistema di comunicazione politica approntato dalla fondazione Open Society in previsione delle elezioni €uropee del 2014, in occasione delle quali furono investiti sei milioni di dollari allo scopo di manipolare l’opinione pubblica. La nostra fonte è un documento riservato della Open Society Foundation, pubblicato da DC Leaks nel 2016 [1].

Per dimostrare che di manipolazione si tratta, e non di semplice propaganda, abbiamo già presentato due casi eclatanti: la realizzazione di una applicazione di tipo VAA, per suggerire all’elettore il partito da votare, e la profilazione degli utenti twitter in tempo reale per migliorare l’efficacia della propaganda a loro indirizzata.
Nonostante questi fatti siano noti dal 2016, sembrano essere passati inosservati, al contrario di quello del tutto analogo che ha coinvolto Facebook e Cambridge Analytica riguardo alle presidenziali americane. In questa puntata dell’inchiesta mi propongo di ricostruire la rete di comunicazione della Open Society evidenziando i meccanismi volti alla manipolazione dei giornalisti e dell’opinione pubblica.

Le caratteristiche di un sistema di comunicazione

Come ci insegna la cibernetica, che Soros ha provato di conoscere piuttosto bene nel formulare i suoi modelli economici, un buon sistema di comunicazione prevede sei elementi: un emittente e un ricevente, tra i quali si stabilisce un canale. E’ poi necessario un codice, condiviso tra i due, che ottimizzi l’efficienza del canale. Infine, occorrono un messaggio da trasmettere e una funzione di retroazione o di controllo dell’efficacia della comunicazione stessa. Tutte queste funzioni sono assolte normalmente dal linguaggio durante gli scambi linguistici quotidiani [2].

La costruzione di un sistema di comunicazione efficace implica un lavoro su tutti gli elementi che abbiamo visto. Bisogna, naturalmente, lavorare sui contenuti del messaggio da trasmettere; sugli emittenti – ad esempio, i giornalisti – perché li producano nel modo desiderato; sui codici da impiegare, a seconda del destinatario (linguaggi giovanili; ironia; o al contrario scientificità e rigore); sui canali da impiegare (media tradizionali e nuovi); sugli stessi destinatari, perché si comportino nel modo desiderato (non solo votando per i partiti ‘amici’, ma anche ritrasmettendo il messaggio alle proprie reti).
Occorre poi esercitare una funzione di controllo piuttosto delicata sull’efficacia della propria comunicazione – ce ne siamo occupati in parte nella scorsa puntata, ma molte sono le iniziative volte allo studio sull’efficacia dei messaggi da un punto di vista accademico. Come vedremo, nessuna di queste funzioni è stata trascurata dal sistema di Soros.

Nuovi media

La rete di canali che sfruttano i nuovi media è molto ampia. 130 mila dollari sono andati a finanziare la testata online euobserver [3]; 50 mila dollari sono andati a finanziare il blog francese Bondy Blog. Tutte queste testate dichiarano orgogliosamente di far parte della “stampa libera” e nessuna riporta il maxifinanziamento ricevuto da Soros – anche questo prova l’intento chiaramente manipolatorio di una fondazione che non agisce allo scoperto.
Anche la pubblicità on-line non è stata trascurata: Transparency International Latvia – Delna ha ricevuto 13.000 dollari per impiegare Google ADWords e Facebook allo scopo di convogliare almeno centomila visitatori sulla propria pagina.

Media tradizionali

I nuovi media non sostituiscono i canali tradizionali della comunicazione politica: piuttosto, li affiancano e ne cambiano le funzioni. Nessuna campagna potrebbe funzionare senza ricorrere anche ai media tradizionali. Così anche in questo campo troviamo una lista interessante.
OSF Prague, un'articolazione locale della fondazione, ha ricevuto 30 mila dollari per una campagna mediatica europea che ricordi l'anniversario dell'ingresso della Repubblica Ceca nell'EU. 20 mila dollari sono andati a finanziare the “Migrant Voice”, una rivista cartacea inglese.

Produrre contenuti creativi ed efficaci

Ovviamente, la moltiplicazione dei canali sui nuovi e vecchi media richiede una produzione di contenuti su vasta scala e in diverse lingue. Per questo, 261 mila dollari sono stati devoluti alla €uropean Cultural Foundation per un progetto volto a coinvolgere la comunità dei creativi, videomakers, artisti, nella produzione di contenuti rivolti alle reti sociali e alle piattaforme digitali per tutta l'€uropa.
Altri 95 mila dollari sono andati al Political Capital Institute, per la produzione di analisi, infografiche e video rivolti contro partiti euroscettici, etnocentrici o di estrema destra. 50.000 dollari sono andati all'associazione ungherese Prospect Muhely Alapitvany per un progetto denominato “List of shame”, che potremmo tradurre con “lista di proscrizione”.

Influenzare i giovani

Più in piccolo, il Media Diversity Institute ha ricevuto 50 mila dollari per realizzare campagne mediatiche rivolte ai giovani che diffondessero storie positive riguardo all'emigrazione e rispondessero con l'umorismo ai politici xenofobi. L'area di intervento era costituita da Regno Unito, Ungheria, Grecia e Italia. Sempre a rivolgersi ai giovani, 10.000 dollari sono serviti a realizzare sei video in Lituania (un progetto del Lithuanian Youth Council). Sempre a incoraggiare la partecipazione dei giovani, in questo caso sloveni, un finanziamento di 10 mila dollari che ne impiegasse il linguaggio e che impiegasse celebrità come testimonial della campagna.
Lo stesso è accaduto in Germania, dove Progressive Zentrum ha ricevuto 25 mila dollari coinvolgendo la nazionale di calcio per una campagna condotta su Facebook e Twitter. Ancora, il discutibile hashtag  #DON't masturHATE dà il titolo di un progetto volto a contrastare i discorsi di odio esponendoli al ridicolo. Lo scopo del progetto è l'organizzazione di workshop rivolti ad attivisti e responsabili di ONG per addestrarli sui temi della comunicazione e della pubblicità. In questo caso il proponente è la OSF locale di Bratislava e l'investimento è di 45 mila dollari.

Fact Checking

Non tutti i destinatari della fondazione Open Society sono giovani. La necessità di dare una parvenza di obiettività al proprio discorso, contrapposta alle fantasie ideologiche del populismo e dell’estremismo, porta al così detto Fact Checking, che ci ha assillato anche durante la scorsa campagna elettorale italiana. NumbersEU ha ricevuto 15 mila dollari per mantenere un sito con un impiegato che si occupasse a tempo pieno di questa attività per tutta l'Europa. 50.000 dollari sono stati devoluti all IG Kultur Osterreich per realizzare un workshop sul fact-checking, in realtà rivolto allo sviluppo di contenuti satirici.
L'associazione tra fact cheking e denigrazione dell'avversario è anche l'obiettivo di EUROPEUM - Institute for €uropean Policy (50 mila dollari) attivo in Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia; altri 10 mila euro sono andati a Stichting Eurofacs, per il progetto europeo “Pinocchio's election campaign”. In un modo o nell'altro, in ogni caso, la gran parte dei progetti finanziati si propone di contrapporre il “controllo dei fatti” al “populismo”, allo stesso modo in cui un tempo si contrapponeva la propria verità alla propaganda altrui.

Il reclutamento “ideologico” dei giornalisti

Come prova l’elenco dei giornalisti europei prezzolati dallo zar rivelato dai bolscevichi dopo il ‘17, la stampa è da sempre in vendita al migliore offerente. Le strategie della fondazione, tuttavia, sono più sottili. Ad esempio, 30 mila dollari sono stati devoluti a Euobserver ASBL per un premio rivolto a chi produca 32 articoli nel mese della campagna elettorale.
Alla stessa organizzazione sono andati 75 mila dollari per creare un network di “giornalisti indipendenti” in tutte le capitali europee. 27 mila dollari hanno finanziato un workshop rivolto ai giornalisti di grido e ai professionisti della comunicazione per renderli consapevoli dell'impatto diretto che i loro articoli sull'€uropa hanno nell'ascesa di movimenti populisti, xenofobi o euroscettici, e perché condividano le proprie competenze in modo da trattare i temi europei senza promuovere la causa di questi movimenti.
Dunque, non si corrompono i giornalisti. Si lascia loro l’impressione di essere liberi. Li si fa assumere da qualcun’altro, o li si invita a conferenze selettive in hotel eleganti, o ancora li si premia, se giovani, per il loro impegno, costruendo la ‘figura’ del giornalista di grido, dell’influencer, del portavoce di una élite di cui ritiene, realmente e in tutta onestà, di far parte.


[2] Jakobson, R., 1963, Essais de linguistique générale, Paris, Minuit; trad. it. Saggi di linguistica generale, Milano, Feltrinelli, 1966, pp. 185-186

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