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domenica 29 settembre 2019

GLORIA ALL'UCRAINA, gloria ai suoi eroi, GLORIA AL SIONISTA BIBI !!!

Bibi nella “Terra di Bandera” ovvero le parole sono importanti


Oggi il primo ministro del giudeistan è andato a Kiev, dove è stato accolto con il (pseudo) “tradizionale” slogan Ukronazi “Gloria all’Ucraina! Gloria ai suoi eroi!”.
Per alcuni come me, a cui non piace il sionismo ed il nazismo quasi nella stessa misura, è stato grottesco vedere un primo ministro israeliano in viaggio ufficiale nell’Ucraina occupata dai nazisti, per commemorare il massacro dei giudei sefarditi a Babij Jar [in inglese], essere salutato proprio con lo stesso slogan che i giudei uccisi a Babij Jar hanno sentito dai loro assassini banderisti mentre sparavano loro.
STOP !
Lo sentite già il coro di proteste?
Come ci si può aspettare di essere presi sul serio se si scrive un paragrafo sulla guerra civile in Ucraina con le seguenti parole: ucronazi, sionismo, nazismo, occupato dai nazisti, giudei e banderismo? ...... Buona domanda.
Ma io ne ho una migliore!
Come ci si può aspettare di essere presi sul serio se si scrive un paragrafo sulla guerra civile in Ucraina SENZA le seguenti parole: ucronazi, sionismo, nazismo, occupato dai nazisti, giudei e banderismo?
Cominciamo con la prima domanda. L’ovvia critica implicita sotto la prima domanda è molto semplice e presuppone che ci sia una profonda e intrinseca contraddizione tra tutto il nazismo ed ebrei/sionismo. Parlare di “ebreo nazista” o “nazi sionista” non ha semplicemente senso, è come parlare di acqua secca [in inglese] o di diamanti che piovono dal cielo! [in inglese]
Solo che sia l’acqua secca che i diamanti che piovono dal cielo esistono realmente in natura, quindi non saltiamo troppo velocemente alle conclusioni e vediamo quali contraddizioni sono reali e quali lo sono solo in apparenza.
Non entro neanche nel (deliziosamente controverso) argomento del fatto storico che riguarda la collaborazione tra i nazional-socialisti tedeschi e varie organizzazioni sioniste che, piuttosto ingenuamente, pensavano che i nazionalisti come Hitler capissero il loro stesso nazionalismo e li aiutassero ad emigrare in Palestina. Ma va ben oltre a questo, come ha dichiarato Hannah Arendt nel suo libro super ““Eichmann a Gerusalemme” (qui [in inglese] potete vedere un estratto o, meglio, leggete tutto il libro, gratis!) [in inglese]: varie organizzazioni ebraiche hanno continuato a lavorare con/(per?) il nazismo anche durante il cosiddetto “Olocausto”.
[Inciso: per essere onesta, non penso che noi, seduti tranquillamente nelle nostre case confortevoli, dovremmo condannare troppo velocemente le organizzazioni ebraiche. Sì, certamente, molte di loro sono state “ingenue” (e qui sono educato) ma altre devono avere capito che gli ebrei europei erano fortemente in pericolo e dovevano essere evacuati ad ogni costo, e se l’unico modo di ottenere questa evacuazione era trattare con i nazisti, allora così fosse! Non è diverso da offrire una mazzetta a una guardia carceraria per ottenere un qualche tipo di favore. Così io penso che le organizzazioni ebraiche, che oggi negano categoricamente di aver collaborato con i nazisti, si sbaglino non per uno ma due motivi: primo, la verità sta venendo fuori ed è impossibile nasconderla e, secondo, non c’è nulla di vergognoso nell’ingoiare il disgusto per salvare una persona. Eccetto che per quelle menti del moderno sionismo, illuse dalla razza, per cui una tale ammissione minerebbe la loro sciocca nozione di superiorità razziale. Da cui la natura categoricamente non ortodossa di questo discorso]
No, ciò che voglio suggerire ora è molto diverso: nel nostro XXI secolo, molta della terminologia del XX secolo ha perso il suo significato. Chi è un liberale (no, non Hillary!)? Chi è un comunista (no, non Obama!)? Chi è un cristiano (no, non il Papa!)? Chi è un democratico (no, non Kamala Harris!)? Chi è un patriota (no, sicuramente non Trump!)? Chi è un tirannico dittatore (no, non Putin!)?
Pensate che stia ora facendo lo spiritoso?
Allora spiegatemi, come fa un regime rabbiosamente takfira come quello in Arabia Saudita ad ottenere aiuto dal sionista Israele? O come fa il “democratico occidente” ad aver dato pieno sostegno ai takfiri in Cecenia, Bosnia, Kosovo, Libia e Siria? Com’è possibile che durante la cosiddetta “guerra globale al terrore” (che ufficialmente avrebbe dovuto essere ingaggiata contro al-Qaeda e le sue varie filiali locali, in rappresaglia dell’11 Settembre), i vari gruppi takfiri sono solo diventati più forti? Eppure, quello che davvero vediamo è che gli Stati Uniti forniscono addestramento, finanziamento, coordinamento e anche supporto aereo ravvicinato per praticamente ogni tipo di al-Qaeda che sta la fuori?
Ci sono due fenomeni che spiegano questa graduale dissoluzione di significato verso categorie insulse e senza significato: primo, il corretto significato di molti termini è stato coperto da uno strato spesso di imperativi ideologici e, secondo, a molti dei politici del XXI secondo non interessa affatto ciò che ciascuna parola significhi realmente. A tutti loro interessa inquadrare la discussione in un modo che gli venga semplice nascondere il loro numerosi crimini.
La verità sull’Ucraina è molto semplice: sì, ci sono dei nazisti genuini e, sì, hanno molta influenza dovuta al loro quasi-monopolio della violenza e al collasso dello Stato. Vero, questi irriducibili fanatici ucronazi sono una minoranza piuttosto piccola ma molto ben organizzata, ben finanziata e completamente preparata all’utilizzo della violenza.
“giudeobanderista”
Ci sono anche molti sionisti in Ucraina. E mentre queste persone si odiano reciprocamente in silenzio, odiano (e temono!) molto, molto di più, la Russia; proprio come i mafiosi, che si combattono tra di loro ma che però poi si possono unire contro una minaccia comune (come, diciamo, un onesto capo della polizia).
Oh, e sì, ci sono molti ebrei molto influenti in Ucraina (al momento i due più conosciuti sono Kolomoiski e Zelenski) e hanno il pieno appoggio dell’impero anglo-sionista e di tutti gli interessi sionisti in Occidente. Io penso che molte persone lo capiscano appieno. La ragione reale dietro tutte le proteste contro di me quando uso termini come “ucronazi” derivano da una causa molto diversa.
Il problema è che si crea uno gran scompiglio quando insinui che gli Stati Uniti, che dovrebbero essere un qualche tipo di “terra di libertà e casa dei coraggiosi” cioè “la nazione indispensabile”, si trova a letto con quelle stesse persone che la macchina della propaganda americana ritrae come supercattivi: nazisti, ovviamente, ma anche i takfiri. Per quanto riguarda i sionisti, sarebbe sbagliato dire che gli USA sono “a letto” con loro. No, è anche peggio: il tanto diffamato e ridicolizzato termine ZOG (cioè, “Governo di Occupazione Sionista“) è molto più preciso ma offende quelli che preferiscono pensarsi come “governanti del mondo” piuttosto che a servi senza voce di un regime di occupazione straniero.
Gli Americani amano battersi il petto mentre ripetono come un mantra alcune sciocchezze sulla falsariga di “gli Stati Uniti sono i numeri 1” e impazziscono quando gli si dice che “quella festa è finita”, come ho detto in questo articolo [in inglese] in cui ho scritto:
Sia gli Americani che gli Europei dovranno, per la primissima volta nella loro storia, comportarsi come persone civilizzate, il che vuol dire che il loro tradizionale “modello di sviluppo” (depredare l’intero pianeta e derubare tutti) dovrà essere sostituito con uno in cui questi Americani ed Europei debbano lavorare come chiunque altro per accumulare ricchezze.
E, per coincidenza, Paul Craig Roberts ha scritto recentemente un articolo intitolato “Il capitalismo americano è basato sul saccheggio” [in inglese], in cui ha spiegato che la politica estera americana è sostanzialmente guidata da un imperativo al saccheggio, e che se questo imperativo non può essere realizzato all’estero, sarà applicato a casa (chissà se sarà accusato di essere anti-americano o anche di essere “comunista”). E’ piuttosto sorprendente vedere un paleo-conservatore come Paul Craig Roberts che parafrasa sostanzialmente Lenin e la sua affermazione che “l’imperialismo è il più alto livello del capitalismo” (un’ovvietà storica che il sistema della propaganda occidentale sta facendo del suo meglio per seppellire, offuscare, ridicolizzare e roba simile).
Scrivere cose come queste solitamente si traduce in uno fuoco di sbarramento ad personam che, di per sé, è abbastanza eloquente (di solito le stesse 2-3 persone, alcune probabilmente remunerate per il loro sforzi). C’è un proverbio russo che dice che “il cappello sulla testa del ladro sta bruciando” (leggete qui [in inglese] per la spiegazione di questa espressione piuttosto strana) e questo è esattamente ciò che sta succedendo ora: le persone che protestano in maniera più forte sono sempre quelle che meno vogliono fermare il saccheggio planetario, l’arroganza messianica e la “supponenza” imperiale in cui sono stati allevati. Non è solo il loro stile di vita che viene minacciato da tali affermazioni, ma anche la loro identità vera e propria. Da cui deriva il molto reale e molto alto livello di rabbia che loro provano.
Infine, ci sono tutti i simpatizzanti nazisti che odiano assolutamente gli ebrei, e per i quali ogni nozione di collaborazione con nazisti e sionisti è solo un caso non ortodosso, quanto per i sionisti ebrei ammettere che hanno collaborato molto volte in passato con nazisti in buona fede.
Ma se mettiamo da parte le sciocche catene ideologiche, possiamo immediatamente osservare che la superiorità della razza, il tipo di ideologia per cui sono conosciuti i nazisti, si può trovare anche nelle ideologie del giudaismo (religioso) e del sionismo (secolare). Infatti, sia il nazional-socialismo sia il sionismo sono solo due tra le moltissime tipologie di nazionalismo europeo che hanno le loro radici nelle categorie ideologiche del XIX secolo.
Proviamo con un approccio diverso: che cos’hanno in comune i “dobrobats” ucraini, le forze di al-Qaeda in Siria, le unità del KLA in Kosovo e i coloni israeliani? Giusto, sono tutti innanzitutto dei *criminali* che vessano i deboli e gli indifesi. In altre parole, sono il mezzo perfetto per forzare i civili ad arrendersi e accettare un qualche tipo di dominio straniero. Quel dominio straniero è, sempre, quello dell’Impero anglo-sionista, ovviamente. Questo, a sua volta, significa che le loro ideologie ufficiali sono quasi irrilevanti, perché di fatto loro sono tutti servi dell’Impero (ne siano o meno consapevoli).
Conclusione numero uno: è tutto una grande bugia!
Sì, è una grande bugia. Tutto. E così ci ritroviamo con un primo ministro israeliano che è, sotto ogni profilo, non solo un fascista ma anche un nazista, basta che chiariamo che il suo marchio di nazista è un marchio ebreo, non tedesco. E non è solo Bibi Netanyahu a non preoccuparsi di gestire gli ucronazi, non lo fa neanche il rabbino capo in Ucraina (approfondimenti a questo link) [in inglese]. Per quanto riguarda i detti ucronazi, si stanno sforzando di negare che sia stato Bandera e la sua banda a massacrare gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale [in inglese]. Per quanto riguarda Zelenski, lui sicuramente non è un nazista ma si è già piegato all’ideologia ucronazi (cioè una forma di nazismo che sostituisce i miti sugli “antichi Ukr” ai più tradizionali miti tedeschi sulla “razza” ariano-germanica). Poi c’è Kolomoiski, che è semplicemente un tipico gangster ebreo che non ha alcuna ideologia personale di alcun tipo, e che non ama gli ucronazi in buona fede, ma che si sta comportando molto cautamente su come eliminarli dal potere per timore che lo battano ancora [in inglese]. E soprattutto, abbiamo i leader dell’Impero che utilizzano le categorie ideologiche come insulti ma a cui non frega niente di chi stiano sostenendo, basta che sia contro la Russia.
In questo contesto vale la pena fare una semplice domanda: queste parole contano qualcosa? Hanno ancora un qualche tipo di significato?
Conclusione numero due: sì, le parole contano ancora!
Io sono convinto che contino e moltissimo! Questo è precisamente il perché i media dell’informazione sionista e quelli a cui hanno fatto il lavaggio del cervello danno di matto quando vedono espressioni tipo “anglo-sionista”, “ucronazi” o anche la piuttosto moderata espressione “lobby israeliana”. Quando qualcuno si inventa una descrizione potente e corretta, tipo “ZOG”, la macchina della propaganda si mette immediatamente in moto per distruggere qualsiasi autore e articolo che abbiano osato utilizzare il termine. Effettivamente ci sono almeno due tipi di censori di aspiranti parole che tipicamente si manifestano:
Tipo UNO: il vero McCoy. Sono le persone sincere (di convinzione nazista o sionista) che sono realmente indignate e offese che tali “venerate” parole come nazista/sionista (sceglietene una) possano essere abbinate alle parole “abominevoli” come nazista/sionista (scegliete l’altra). Sono i nostalgici del Terzo Reich, i difensori dell’”Occidente bianco e cristiano” e tutti gli altri neo-nazisti.
Tipo DUE: i troll prezzolati. Sono le persone il cui scopo è offuscare i temi reali, seppellirli sotto tonnellate di insulse assurdità ideologiche; il modo migliore per farlo è far puntare ogni discussione lontano dall’argomento originale e deviarlo in una raffica di attacchi personali o di cliché ideologici.
Seriamente: ciò a cui stiamo assistendo oggi è una nuova era di censura, in cui governo e corporazioni lavorano mano nella mano per schiacciare (proibire, censurare, depotenziare, eliminare attraverso algoritmi, e altrimenti silenziare) tutti coloro che sfidano l’ideologia ufficiale e le sue molte narrazioni. Sarebbe estremamente ingenuo pensare che i cosiddetti “media alternativi” e il mondo dei blog siano stati risparmiati da un tale sforzo nel silenziare le eresie ideologiche.
La prossima volta che spuntano questi auto-nominati guardiani della “parola” corretta, provate a fare questo esperimento: quando leggete i loro commenti, non guardate semplicemente ciò che scrivono, ma provate anche ad immaginare perché scrivono ciò che scrivono, e mettete mentalmente la nota “Tipo UNO” o “Tipo DUE” accanto ai loro commenti e vedrete presto che seguono uno schema accurato.
🙂
Il Saker
*****
Articolo pubblicato su The Saker il 28 agosto 2019
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.

giovedì 25 luglio 2019

LE TREMENDE SEGRETE SIONAZISTE UCRAINE




Nelle prigioni segrete in Ucraina


Paul Antonopoulos, FRN 24 luglio 2019
L’Agenzia Sputnik continua a pubblicare materiale esclusivo sulle prigioni segrete del Servizio di sicurezza ucraino (SBU) lungo la linea di contatto con le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, dove i rapiti subiscono terribili torture. Sputnik trovava un ex-funzionario del ministero degli Interni ucraino che coordinava la detenzione di “separatisti” nei posti di blocco delle repubbliche autoproclamate e parlava cogli ex-prigionieri.
Rapimenti di civili
A metà agosto 2014, la milizia che combatteva nella Repubblica popolare di Donetsk contro le forze di sicurezza ucraine si avvicinava a Enakievo. La gente del posto iniziò a lasciare la zona dei combattimenti. Konstantin Afonchenko decise di andare a Odessa, dove sua figlia era in ospedale e la moglie era con lei. Il viaggio terminò al primo checkpoint ucraino. Alcuni “nazisti” (come vengono chiamate le truppe della guardia nazionale ucraina nella regione del Donbas) iniziarono a controllare il cellulare di Afonchenko. Nei contatti, nella lettera “A”, trovarono un “Andrej”, giornalista di un canale televisivo russo. Afonchenko l’incontrò per caso durante le proteste di maggio. “Beh, sì, andai alle proteste. E chi non lo fece? Il Paese era travolto dalle manifestazioni da un anno. Non ero in fuga, non so nemmeno cosa significhi”, disse. I nazisti lo picchiarono e lo portarono all’aeroporto vicino di Kramatorsk. Tutto ciò che era prezioso gli fu tolto. Annunciarono che tutto il denaro, gli oggetti di valore e il computer sarebbero finiti nel fondo dell’esercito, ricordava Afonchenko.
Arrivo alla prigione segreta
A Kramatorsk iniziarono le torture, arrivarono i “dottori” che gli iniettarono sostanze per farlo parlare. “Mi sentivo male, avvertì, ‘Di’ la verità, perché ci saranno conseguenze letali. Ti faccio un’altra iniezione. Ma mi sentivo davvero male”. Solo più tardi identificò i suoi torturatori, attivisti di Maidan (proteste a piazza Majdan a Kiev dalla fine del 2013 all’inizio del 2014 contro il governo) Vsevolod Stebljuk e il futuro deputato del parlamento ucraino AndreijTeteruk, dalle fotografie. Il “dottore” lo colpì particolarmente: sembrava un pazzo da film dell’orrore.
Altre vittime
Un’altra vittima, Alla Belusova, anch’essa scappava da Enakievo e fu catturata dai “nazisti” insieme al marito Vladimir. Belusova aveva, in effetti, qualcosa a che fare con le repubbliche autoproclamate: portava cibo nella città assediata di Slavjansk. Le forze di sicurezza al checkpoint lo scoprirono subito e, dopo aver trovato un documento di Alla firmato da Igor Strelkov (Primo ministro della Difesa del Popolo di Donetsk), la milizia diede alla donna il meraviglioso soprannome di Marescialla per la personalità combattiva. Il documento ebbe un brutto effetto: lei e il marito furono picchiati, portati a Kramatorsk e cercarono di organizzare uno stupro abominevole. Ma poi l’identificazione le salvò la vita, molti prigionieri furono portati nei campi minati o usati come obiettivi per l’addestramento al tiro, ma la preziosa Marescialla fu lasciata per uno scambio. “Portarono mio marito e volevano ucciderlo davanti a me. Gli dissi di non toccarla. Perché sono così, posso sopravvivere in qualsiasi situazione, ma era debole. In primo luogo è più vecchio di me e psicologicamente più debole di me”, spiegò Alla.
Sofferenze estreme
“A Kramatorsk c’era una base militare, vi si addestravano per i combattimento. I militari dovrebbero davvero essere pronti a uccidere chiunque. Ciò significa che avevano bisogno di bersagli vivi. Così fu il cinismo in quell’approccio quando il carceriere entrò nella cella e disse a tutti che aveva bisogno di un bersaglio vivo. Ci sono volontari?”, testimoniò Afonchenko. Si divertirono a mandare il prigioniero in un campo minato. Volevano anche mandare la marescialla Alla nei campi minati, ma all’ultimo momento cambiarono idea: un prigioniero così importante poteva essere scambiato con un ufficiale ucraino, o anche due. Né Afonchenko né i Belusov furono oggetto di indagini. Furono detenuti illegalmente per un mese e a metà settembre scambiati con militari catturati dalla Repubblica Popolare di Donetsk. Dopo il rilascio, Afonchenko scoprì che il suo bancomat fu ripristinata. Dopo aver visitata la banca online, scoprì che uno dei carcerieri aveva acquistato benzina e caffè nelle stazioni di servizio.
“Martello della verità”
Un’altra prigione segreta è attiva a Pokrovsk. Lo rivela l’ex-prigioniero Sergej Babich a Sputnik. Lavorava nella miniera e ogni giorno della settimana ci passava sull’autobus di servizio della compagnia di trasporto e non sapeva che vi avrebbe trascorso sei giorni orribili. “L’edificio è grande, più degli altri. Ci sono molti scantinati, nessuno sente niente”, disse spiegando perché i funzionari della sicurezza scelsero questo posto. Sergej Babich fu arrestato con la sua compagna il 25 marzo 2015 a un posto di blocco vicino Krasnoarmejsk, presumibilmente perché era di un gruppo sovversivo che avrebbe dovuto uccidere un certo militare ucraino. “Non fu una detenzione ma un rapimento. Fui già torturato nel seminterrato della compagnia dei trasporti 11-411. Fui picchiato con un martello di legno. Lo chiamavano “martello della verità”.” Presume che fu torturato dagli agenti del SBU (non si presentarono né s’identificarono). “Erano forti, ben addestrati, mascherati. Fecero tutto tecnicamente e professionalmente”, come descriveva i suoi torturatori Babich. Fu solo la sera del 31 marzo, quando fu portato nel dipartimento investigativo del servizio di sicurezza ucraino a Marjupol, che la sua detenzione fu ufficialmente registrata. I medici del Centro di detenzione preventiva di Marjupol registrarono numerosi lividi sul corpo di Babich nel rapporto del 3 aprile di medicina legale. “Volevano avvertire: se morissi nel centro di detenzione prima del processo, in un giorno o due o tre, sarebbe stata colpa del SBU e non del centro di detenzione”, spiegava. La causa fu portata in tribunale nel 2017. Fu accusato della creazione di un gruppo terroristico e dell’uso illegale di armi. Nel dicembre 2017, Babich fu trasferito a Donetsk con uno scambio di prigionieri. Tuttavia, contrariamente a gli accordi, il procedimento non è fu chiuso e le accuse non furono ritirate.
Numerose prigioni
“Sappiamo dell’esistenza di più di una prigione come questa. Dal 2014 riceviamo “brevi telefonate” secondo cui esiste una prigione segreta in un posto, o in un altro… Conosciamo questo problema da molto tempo”, affermava Darja Morozova, secondo cui tali arresti sono diretti dal SBU, che li usa per fare pressione sui sospetti. Possiamo solo indovinare quante persone vi rimarranno intrappolate. “Nel 2014-2015, potevo ancora credere che ci fosse l’arbitrarietà di battaglioni volontari. In questo momento, posso credere che il SBU controlli totalmente tutti questi luoghi di detenzione illegali… Sanno perfettamente bene dove si trovano”, affermava Morozova, secondo cui cercano 249 persone di cui avevano avuto la conferma esatta della loro detenzione in territorio ucraino. L’Ucraina conferma ufficialmente solo 101 persone.
Missione delle Nazioni Unite
I rapporti della missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina menzionano anche la privazione illegale della libertà, in particolare dal SBU di Kharkov. “Abbiamo trovato i nomi di 184 persone che, a nostro avviso, furono detenute illegalmente nella sede del SBU di Kharkov nel 2014-2016. Questa lista continua a crescere”, aveva detto la capo missione Fiona Frazer. Secondo lei, “la pratica della detenzione arbitraria o non comunicata era comune nell’area controllata dal governo nel 2014, 2015 e 2016, mentre nel 2017 e 2018 abbiamo registrato pochi casi”. Gli arresti del SBU a Kharkov attirava l’attenzione di organizzazioni internazionale, in particolare Amnesty International.
‘Tu non esisti’
“Questo è il nostro studio del 2016. Abbiamo pubblicato un sondaggio intitolato “Tu non esisti”, in cui segnaliamo luoghi speciali di detenzione per trattenere persone isolate dal mondo “, affermava a Sputnik Marija Gureva, portavoce dell’organizzazione in Ucraina. Uno, disse, era a Kharkov, e altri erano registrati a Marjupol e altre città, ma il principale era il dipartimento SBU di Kharkov, dove la gente affermava di esserci rimasta per oltre un anno. Sono attualmente in corso due cause legali e l’organizzazione studierà i nuovi dati scoperti da Sputnik.
Traduzione di Alessandro Lattanzio

deca  paradigma

sabato 5 agosto 2017

V.M. 18 ANNI: Speciale TERRA dei PAZZI = Tutto su SAAKASHVILI !!!

ATTENZIONE: i contenuti seguenti sono estremamente forti e non adatti ad
un pubblico adultero, il puro divertimento è comunque assicurato!!!



Speciale Terra Dei Pazzi: tutto su Saakashvili


ATTENZIONE: SPECIALE SAAKASHVILI

Saakashvili, l’algido mangiatore di cravatte, destinato a una triste fine o ad una fulminea carriera politica, torna alla ribalta dopo un periodo di relativo “grigiore…
Ricapitoliamo il lungo “curriculum” di Saakashvili, ex governatore della regione ucraina di Odessa ed ex presidente del “comitato anti-corruzione” ucraino, una roba tipo mettere Totò Riina capo dell’antimafia italiana.  In Georgia, suo paese di origine in cui era presidente, è indagato per:
Omicidio :
diverse indagini sono in corso per la morte sospetta di parecchi suoi avversari politici e il responsabile della Banca Centrale Georgiana. Parecchie indagini, a dire la verità, sono state sospese “temporaneamente” su pressioni statunitensi.
Tortura:
dopo un tentato colpo di stato molti ufficiali dell’esercito georgiano sono stati prelevati di notte dai servizi e torturati selvaggiamente per scoprire i nomi degli organizzatori. Si sospetta anche l’interesse dei servizi americani.
Rapimento:
vedi sopra
Traffico internazionale di droga:
l’unico fatto acclarato, al momento è l’aver portato personalmente dalla Colombia con la valigetta diplomatica diversi chili di cocaina, assunti poi subito dopo durante una titanica festa nella sua villa, con lunghe piste sniffate dai commensali davanti ai cameraman della TV pubblica.
Si è anche lasciato riprendere, il coglione. Sembra però impossibile che i trafficanti di droga locali, perlopiù amici personali suoi, non gli abbiano versato tangenti.
Ostacolo alle indagini:
quattro persone, condannate in primo grado per l’omicidio del direttore della banca centrale di Tbilisi, ricevono una insperata grazia presidenziale, firmata da Saaka e fuggono subito all’estero. Gli inquirenti “sospettano” che Saaka fosse in realtà il mandante, e che li abbia lasciati fuggire perché non parlassero.
Concussione:
ovviamente Saaka si faceva pagare per ogni cosa, non si muoveva foglio se non partiva una mazzetta.
Appropriazione indebita:
Saaka, insieme ai suoi amici politici e ai leader della mafia locale (che poi spesso erano la stessa cosa) si appropriarono spesso e volentieri di macchinari, fabbriche e terreni di proprietà statale o privata, facendosele direttamente intestare da funzionari e magistrati corrotti. Il tutto culmina con i cinque milioni di dollari presenti nelle casse del ministero, prelevati e portati via personalmente da Saakashvili quando scappò (emigrò prima negli Stati Uniti e poi in Ucraina).
Guerra:
Saaka fu il principale responsabile della piccola guerra tra il suo paese e la Federazione Russa, ordinando di attaccare le truppe russe e causando oltre cinquanta vittime con una sola salva di artiglieria. Sua è anche la “colpa” di averla persa in modo così ignominioso, la guerra stessa.
Strage e disastro ambientale:
i quindici morti della scorsa alluvione del 2015 a Tbilisi sarebbero da ascrivere in gran parte a Saakashvili e all’aver permesso a costruttori locali di costruire centinaia di palazzi in pieno centro cittadino, nell’alveo del fiume. Mi ricordo nell’occasione lo zoo di Tbilisi completamente allagato, con tanto di ippopotami e coccodrilli liberi di sguazzare nelle strade immerse. Fu un casino recuperarli, dicono.
Violazione del Copyright:
Alcuni si ricorderanno di “Adjara TV” l’emittente satellitare georgiana che diffondeva film in russo con a volte i sottotitoli nei ghirigori locali, ecco erano spesso prime visioni occidentali. Mai pagato un dollaro di diritti, una vera e propria “emittente pirata” controllata dallo stato.
Ghirigorismo (დაწერილი სასაცილო):
Di Saakashvili fu l’idea di rendere diffusissimo ed imperante l’alfabeto mkhedruli (მხედრული), che rese diffusissimi quei maledetti ghirigori, all’inizio vennero scomodati gli storici e gli ecclesiasti, dato che nessuno altro sapeva leggerli o scriverli… e anche pronunciarli.
Per esempio in georgiano “tu ci rompi le palle ” si pronuncia “ak’t’k’vendaarghvios burt’ebi“, un agglutinato che metterebbe in crisi un basco.
Imbecillità:
Oltre ad avere commesso “a sua insaputa” tutti questi reati Saakashvili è un completo e totale imbecille, spesso ripreso in televisione sotto l’effetto di alcool, droghe o entrambi (https://www.youtube.com/watch?v=pn0hfGVgV1U).

Semmai scriverò un libro su di lui, lo intitolerò : “L”imbecillità del male“. In altri post ho detto che con il suo curriculum ce l’aveva quasi fatta: mancava solo avere avuto rapporti omosessuali (molto importante nell’agone politico di Kiev), essere ebreo (ancora più importante ) e aggiungere alla lista di reati alcuni di questi che elenco: pedofilia , furto di bestiame, stupro e poi il cerchio sarebbe completo (anche aggiungendo la lista di reati che un essere umano normale può commettere). Presidenza ucraina assicurata.
In data 19 settembre 2015 il canale russo NTV pubblica il filmato di una transessuale che ammette di avere avuto numerosi rapporti “intimi” con il nostro Saaka, quando era ancora presidente della Georgia.
Ovviamente la “ragazza” era ancora ampiamente minorenne, all’epoca. Lo dico scherzando, ma adesso possiamo a spuntare altre due voci. Se stupra una mucca, dopo averla rubata e poi si converte siamo a posto!
Anche se non ce lo vedo molto come ebreo chassidico, secondo me non risponde a tutti i requisiti morali richiesti.
Purtroppo, malgrado fosse pluri-indagato, aspetto molto importante nella politica ucraina, il suo essere contro il governo (ovvero il rapporto con gli stati Uniti e la mafia georgiana) lo portano ad essere escluso da incarichi pubblici.

Finisce, quindi, come conduttore televisivo, qui lo vediamo durante la trasmissione da lui condotta “Іншої України” (Un’altra Ucraina) mentre fa la telepromozione di cucce per cani. Cani giganti, tra l’altro!!
Però continua assiduamente e imperterrito a rompere le palle al presidente ucraino Poroshemo: con proclami, alleanze e interviste dove lo definisce un ladro, mafioso, golpista e profittatore: accuse verissime, tra l’altro.
Il 30 marzo scorso Poroschemo si trova Saaka dietro le spalle, durante il congresso europeo del Partito Popolare €uropeo, a Malta.
Notate la finezza del posto prenotato a pagamento con il nome S. Buma, proprio per fare una sorpresa a Poroshemo e farsi fotografare insieme a lui.
Notate anche l’espressione  del presidente ucraino quando se ne rende conto.
Alla fine Poroshemo non ce la fa più, e dopo l’ennesima richiesta di Saaka delle sue dimissioni, arriva la “mossa di Kansas City”. Il 28 luglio scorso gli toglie la cittadinanza ucraina e gli revoca il passaporto con un decreto presidenziale.
Il buon Saakashvili viene a sapere il fatto dai socials e si affretta a scappare nell’area internazionale dell’aeroporto di Borispol, a Kiev.
Si ferma a riflettere e dato che possiede ancora il passaporto americano ed olandese (bella storia, questa) si reca a New York.
La CNN poche ore dopo lo intervista.
Notare la scritta “rapporto dei servizi ; Putin ordinò una campagna per influenzare le elezioni“. Le puttanazze non ce la possono fare, anche quando un georgiano parla male di un ucraino saltano fuori gli hackerussi.  E l’Huffington Post (e altri media USA) che chiama Poroshemo il “dittatore ucraino”, che ci sia qualcosa di nuovo nell’aria?  http://www.huffingtonpost.com/entry/democracy-rule-of-law-thrown-under-bus-by-ukraine_us_597b3799e4b0c69ef7052757

Me no Piace rusi…

Oggi vengono presentate le ennesime “armi segrete” ovvero una serie di granate termobariche: tecnologia vecchia di trenta anni, nella fattispecie granate cinesi con le etichette staccate…
A presentarle il nostro amatissimo Turcinov, leader dei “falchi” antirussi e presidente della Camera Ucraina.
L’equivalente della Boldrini, diciamo. Non riuscivo a capire cosa mi suggeriva il suo ucraino diciamo stentato (come per il novanta per cento degli ucraini la sua  prima lingua è il russo…), la sua pelata e il suo faccione sempre serio, serissimo.
Poi ci sono arrivato: è simile ad uno dei coccodrilli di Pearls Before Swine (Perle ai porci), una celebre strip americana, di quelli che parlano un inglese approssimativo e non riescono mai a mangiare la zebra…
“piano seggreto per ucidere tuti rusi cativi…”

Come governare a mezzo  Twitter

Si sono svolte le selezioni per eleggere i nuovi membri della Corte Suprema Ucraina........
Seguendo le consuetudini della casa Bianca, ovvero Trumpone che Editta e proclama a cento quaranta caratteri per volta a mezzo twitter, il Dipartimento di stato ammerregano s'adegua.
Nella fattispecie l’ambasciata ammerregana di Kiev, che dichiara “occorre selezionare accuratamente i candidati per la Corte suprema”, ovvero controllare che siano ferocemente antirussi.
Poi rincara la dose, visto che siamo davanti a dei politici Ucraini, non certo degli scienziati, e chiarisce bene che i candidati devono essere “selezionati individualmente”, al fine di eliminare pericolose derive filorusse.

Una legge per domarli, una legge per trovarli, una legge per ghermirli e nell’oscurità incatenarli

Uh, quanto mi piace Tolkien, visto che la poesia è così bella, ve la scrivo anche in georgiano, vi sfido a pronunciarla:
kanoni gamorits’khavsmat’, kanoni, rat’aipovos mat’, kanoni, rat’amat’qvela da sibneleshiakavshirebs mat’
Andiamo avanti.
Su spinta dei ” falchi” del governo ucraino si sta cercando di varare alcuni provvedimenti legislativi, pur tra leggerissimi dubbi.
Occorre annullare ed impedire tutti i software di provenienza russa.
Compreso l’usatissimo Vkontakte, che, pur essendo un software usato in Russia appartiene ad una compagnia olandese. E' compreso il software di contabilità delle aziende.
Pare che almeno il novanta per cento delle partite iva e delle aziende ucraine usino un software russo per la contabilità e la gestione doganale. Se passasse la legge si troverebbero tutti improvvisamente bloccati.
Altra legge, voluta fortissimamente da Turcinov (io ucido tuti rusi…..) è l’abolizione di tutte le norme promulgate in passato dall’Unione sovietica e che interessano il territorio ora ucraino. 
Hanno provato a spiegargli che verrebbe automaticamente annullata l’indipendenza ucraina degli anni '90 ed il provvedimento che permise l’annessione della Crimea, ma pare che non abbia capito bene i possibili sviluppi.......
Pare che dopo alcuni ragionamenti si sia deciso di annullare alcune norme e altre no, ma, visto l’intreccio legislativo si correrebbe sempre il forte rischio di ritrovarsi cittadini russi il mattino dopo.
E sarebbe imbarazzante, credetemi.....
Come dice sempre il mio amico M.: ci deve essere decisamente qualche strana sostanza disciolta nell’acqua dei rubinetti, da quelle parti.

Guerra

Nel disinteresse generale, continua la piccola sporca guerra, gli ucraini bombardano ad cazzum alcune abitazioni provate in territorio dei separatisti ed i separatisti ricambiano uccidendo o ferendo ogni giorni dei combattenti ucraini. Questa volta non c’è niente da ridere.......
E non se ne vede la fine.

Ciao ragazzi, e alla prossima.

By Nuke di liberticida

sabato 24 giugno 2017

E' Nato, il neonazismo, in €uropa!!

È Nato il neonazismo in Europa

di Manlio Dinucci

L’Ucraina, di fatto già nella Nato, vuole ora entrarvi ufficialmente. Il parlamento di Kiev, l’8 giugno, ha votato a maggioranza (276 contro 25) un emendamento legislativo che rende prioritario tale obiettivo. 


La sua ammissione nella Nato non sarebbe solo un atto formale. La Russia viene accusata dalla Nato di aver annesso illegalmente la Crimea e di condurre azioni militari contro l’Ucraina.
Di conseguenza, se l’Ucraina entrasse ufficialmente nella Nato, gli altri 28 membri della Alleanza, in base all’Art. 5, dovrebbero «assistere la parte attaccata intraprendendo l’azione giudicata necessaria, compreso l’uso della forza armata». In altre parole, dovrebbero andare in guerra contro la Russia. 


Il merito d'aver introdotto nella legislazione ucraina l’obiettivo di entrare nella Nato va al presidente del parlamento Andriy Parubiy. Cofondatore, nel 1991, del Partito nazionalsociale ucraino, sul modello del Partito nazionalsocialista di Adolf Hitler; capo delle formazioni paramilitari sionaziste, usate nel 2014 nel putsch di Piazza Maidan, sotto regia Usa/Nato/Israele, e nel massacro di Odessa; capo del Consiglio di difesa e sicurezza nazionale che, con il Battaglione Azov e altre unità neonaziste, attacca i civili ucraini di nazionalità russa nella parte orientale del paese ed effettua con apposite squadracce feroci pestaggi di militanti del Partito comunista, devastando le sue sedi e facendo roghi di libri in perfetto stile nazista, mentre lo stesso Partito sta per essere messo ufficialmente fuorilegge. 



Questo è Andriy Parubiy che, in veste di presidente del parlamento ucraino (carica conferitagli per i suoi meriti democratici nell’aprile 2016),  è stato ricevuto il 5 giugno a Montecitorio dalla presidente della Camera, Laura Boldrini.
«L'Italia - ha sottolineato la presidemente Boldrini - ha sempre condannato l'azione illegale avvenuta ai danni di una parte del territorio ucraino». Ha così avallato la versione Nato /Sion secondo cui sarebbe stata la Russia ad annettersi illegalmente la Crimea, ignorando il fatto che la scelta dei russi di Crimea di staccarsi dall’Ucraina e rientrare nella Russia è stata presa per impedire di essere attaccati, come i russi del Donbass, dai battaglioni neonazisti e le altre forze di Kiev. 



Il cordiale colloquio si è concluso con la firma di un memorandum d'intesa che «rafforza ulteriormente la cooperazione parlamentare tra le due assemblee, sia sul piano politico che su quello amministrativo». Si rafforza così la cooperazione tra la Repubblica italiana, nata dalla Resistenza contro il nazi-fascismo, e un regime che ha creato in Ucraina una situazione analoga a quella che portò all’avvento del fascismo negli anni Venti e del nazismo negli anni Trenta. 



Il Battaglione Azov, la cui impronta nazista è rappresentata dall’emblema ricalcato da quello delle SS Das Reich, è stato incorporato nella Guardia nazionale, trasformato in unità militare regolare e promosso allo status di reggimento operazioni speciali. È stato quindi dotato di mezzi corazzati e pezzi d’artiglieria.
Con altre formazioni neonaziste, trasformate in unità regolari,  viene  addestrato da istruttori Usa della 173a divisione aviotrasportata, trasferiti da Vicenza in Ucraina, affiancati da altri della Nato. 



L’Ucraina di Kiev è così divenuta il «vivaio» del rinascente nazismo nel cuore dell’Europa. A Kiev confluiscono neonazisti da tutta Europa, Italia compresa. Dopo essere stati addestrati e messi alla prova in azioni militari contro i russi di Ucraina nel Donbass, vengono fatti rientrare nei loro paesi. Ormai la Nato deve ringiovanire i ranghi di Gladio.

deca







«L’arte della guerra»

Ucraina: Heil mein Nato!


| Roma (Italia)
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La roadmap per la cooperazione tecnico-militare Nato-Ucraina, firmata in dicembre, integra ormai a tutti gli effetti le forze armate e l’industria bellica di Kiev in quelle dell’Alleanza a guida Usa. Manca solo l’entrata formale dell’Ucraina nella Nato.
Il presidente Poroshenko ha annunciato a tal fine un «referendum» in data da definire, preannunciando una netta vittoria dei «sì» in base a un «sondaggio» già effettuato. Da parte sua la Nato garantisce che l’Ucraina, «uno dei partner più solidi dell’Alleanza», è «fermamente impegnata a realizzare la democrazia e la legalità». (Ah ah ah ah doppia barzelletta strappalacrime!!!)
I fatti parlano chiaro. L’Ucraina di Poroshenko – l’oligarca arricchitosi col saccheggio delle proprietà statali, del quale il premier Renzi loda la «saggia leadership» – ha decretato per legge in dicembre la messa al bando del Partito comunista d’Ucraina, accusato di «incitamento all’odio etnico e violazione dei diritti umani e delle libertà».
Vengono proibiti per legge gli stessi simboli comunisti: cantare l’Internazionale comporta una pena di 5-10 anni di reclusione (ma i compagni duri e puri dell'ANPI lo sanno tutti o solamente i loro capi???)
È l’atto finale di una campagna persecutoria analoga a quelle che segnarono l’avvento del fascismo in Italia, del nazismo in Germania, del sionismo in Palestina. Sedi di partito distrutte, dirigenti linciati, giornalisti seviziati e assassinati, attivisti bruciati vivi nella Camera del Lavoro di Odessa, inermi civili massacrati a Mariupol, bombardati col fosforo bianco a Slaviansk, Lugansk, Donetsk.
Un vero e proprio colpo di stato sotto regia Usa/Nato/Israele, col fine strategico di provocare in Europa una nuova guerra fredda per colpire e isolare la Russia e rafforzare, allo stesso tempo, l’influenza e la presenza militare degli Stati uniti in Europa.
Quale forza d’assalto sono stati usati, nel putsch di piazza Maidan e nelle azioni successive, gruppi neonazisti appositamente addestrati e armati, come provano le foto di militanti di Uno-Unso addestrati nel 2006 in Estonia. Le formazioni neonaziste sono state quindi incorporate nella Guardia nazionale, addestrata da centinaia di istruttori Usa della 173a divisione aviotrasportata, trasferiti da Vicenza in Ucraina, affiancati da altri della Nato.
L’Ucraina di Kiev è così divenuta il «vivaio» del rinascente nazismo nel cuore dell’Europa. A Kiev arrivano neonazisti da mezza Europa (Italia compresa) e dagli Usa, reclutati soprattutto da Pravy Sektor e dal Battaglione Azov, la cui impronta nazista è rappresentata dall’emblema ricalcato da quello delle SS Das Reich.
Dopo essere stati addestrati e messi alla prova in azioni militari contro i russi di Ucraina nel Donbass, vengono fatti rientrare nei loro paesi con il «lasciapassare» del passaporto ucraino. Allo stesso tempo si diffonde in Ucraina l’ideologia nazista tra le giovani generazioni. Se ne occupa in particolare il battaglione Azov, che organizza campi di addestramento militare e formazione ideologica per bambini e ragazzi, ai quali si insegna anzitutto a odiare i russi.
Esempio visivo dell'allegra famigliuola "€uropea" come la vuole il sionismo....
Ciò avviene con la connivenza dei governi €uropei: per iniziativa di un parlamentare della Repubblica Ceca, il capo del Battaglione Azov Andriy Biletsky, aspirante «Führer» dell’Ucraina, è stato invitato al Parlamento €uropeo quale «oratore ospite». Il tutto nel quadro dell’«Appoggio pratico della Nato all’Ucraina», comprendente il «Programma di potenziamento dell’educazione militare» al quale hanno partecipato nel 2015 360 professori ucraini, istruiti da 60 esperti Nato.
In un altro programma Nato, «Diplomazia pubblica e comunicazioni strategiche», si insegna alle autorità a «contrastare la propaganda russa» e ai giornalisti a «generare storie fattuali dalla Crimea occupata e dall’Ucraina orientale»........ (moderni, democratici, €uropei...)


Gli USA polverizzano le speranze dell’Ucraina

Alex Gorka SCF

La Casa Bianca ha deciso di smettere di concedere aiuti militari a Ucraina e altri Paesi e di offrire prestiti. “Cambiamo un paio di programmi militari esteri da sovvenzioni dirette a prestiti. La nostra idea è invece di dare a qualcuno 100 milioni di dollari dare meno garanzie sui prestiti per poter effettivamente acquistare più cose”, secondo Mick Mulvaney, direttore dell’ufficio della Casa Bianca per la gestione e il bilancio. I tagli ai programmi del dipartimento di Stato sono in parte volti a finanziare l’aumento della spesa militare. Recentemente, il presidente Donald Trump ha proposto che gli Stati Uniti spendano il 29,1 per cento, 11,5 miliardi di dollari, in meno per il dipartimento di Stato e “altri programmi internazionali” nell’anno fiscale 2018, rispetto al 2017.
Ciò include i programmi di assistenza militare, in quanto è il dipartimento di Stato a decidere quali Paesi finanziare. L’assistenza militare gratuita sarà ridotta a decine di Paesi, inclusa l’Ucraina. Dal 2014, l’Ucraina ha ricevuto diversi equipaggiamenti militari statunitensi non letali, tra cui apparecchiature radio, apparecchiature di sorveglianza e decine di blindati Humvee. Inoltre, Washington mantiene il programma per addestrare le truppe ucraine che combattono nella regione del Donbas. Quest’anno fiscale il Congresso USA ha assegnato circa 560 milioni di dollari all’Ucraina con vari programmi di aiuti, anche militari e di sicurezza. Gli aiuti vengono dimezzati rispetto l’anno precedente. In confronto, l’aiuto militare a Israele ed Egitto, due stretti alleati degli USA in Medio Oriente e i maggiori destinatari dell’assistenza militare statunitense, rimarrà invariato.
La maggior parte degli aiuti del programma di finanziamento militare estero (FMF) va a Israele, Egitto, Giordania e Iraq. L’aiuto al Pakistan sarà notevolmente ridotto. Così, gli alleati del Medio Oriente avranno la parte del leone. È vero, gli Stati Uniti non hanno una strategia definita per l’Ucraina, ma assemblando i dati disponibili si può vederne la tendenza. Perché l’Ucraina nell’elenco delle nazioni è soggetta a tali tagli? Cosa succede a Kiev, figlioccio di Washington? Sono tempi magri?
L’amministrazione USA sa cosa fare. I programmi dei prestiti sono controllati dal Comitato sugli stanziamenti. E la prima cosa che fa è esaminare la corruzione nel Paese da aiutare e altri parametri. Va garantito che se il Paese beneficiario non rispetta gli obblighi finanziari, gli Stati Uniti ricevano una partecipazione nelle società statali del debitore. L’incapacità dell’Ucraina di progredire nella lotta alla corruzione crea frustrazioni e esasperazioni tra chi è disposto a dare una mano. La decisione dell’amministrazione statunitense rispecchia la tendenza.
Incontrando il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov alla Casa Bianca, il 10 maggio, il presidente Trump notava che non era troppo preoccupato delle ostilità nell’Ucraina orientale. Il presidente smorzava; evidentemente, l’Ucraina non è così importante come durante il mandato di Obama. Il recente viaggio di Donald Trump dimostra che è più interessato al Medio Oriente e crede che il conflitto in Ucraina sia un problema europeo dei tedeschi e francesi. Inoltre, passando dalle sovvenzioni ai prestiti, l’Ucraina dipenderà dagli Stati Uniti, poiché pochi altri fornitori di armi sono disposti a rifornire l’Ucraina.
A marzo, il parlamento ucraino adottava il progetto di risoluzione n. 6111 su ricorso della Verkhovna Rada (parlamento) dell’Ucraina al Congresso degli Stati Uniti sulle garanzie per la sicurezza, chiedendo la concessione dello status di principale alleato non NATO, rendendo Kiev partner privilegiato insieme ai 16 Paesi che hanno tale status: Australia, Egitto, Israele, Giappone, Corea del Sud, Giordania, Nuova Zelanda, Argentina, Bahrayn, Filippine, Thailandia, Quwayt, Marocco, Pakistan, Afghanistan e Tunisia. Taiwan “sarà trattato come se fosse un alleato importante non NATO“. Lo status conferisce una serie di vantaggi militari e finanziari altrimenti sono ottenibili dai Paesi non NATO.
La richiesta dell’Ucraina è stata ignorata. Ora è evidente che gli Stati Uniti non la considerano abbastanza importante da darle qualsiasi tipo di aiuto militare o economico Kiev non è in cima alle priorità della politica estera statunitense. Trump ha bisogno di risultati nella lotta al fondamentalismo islamico, la situazione in Donbas non ha alcuna relazione con le presidenziali, mentre gli eventi in Medio Oriente sì.
Si ricordino gli enormi accordi sulle armi del presidente degli Stati Uniti appena firmati con l’Arabia Saudita, e i piani sulla “NATO araba”? In confronto, l’alleanza con l’Ucraina comporta dolori e non benefici. Anche se non fosse così, corruzione e assenza di riforme mettono in dubbio l’efficacia di qualsiasi aiuto al Paese.
Non è un caso che Trump proponga di tagliare gli aiuti dell’USAID all’Ucraina del 68,8%. Secondo Transparency International, “l’Ucraina perde l’ultima occasione per dimostrare l’efficienza del suo programma anticorruzione. Al contrario, l’impunità dei funzionari corrotti del precedente regime e la pressione politica sulle istituzioni anticorruzione appena sviluppate, sono una grave preoccupazione per la comunità internazionale”.
Gli Stati Uniti sembrano aver attraversato il Rubicone nel rapporto con il partner. Altri membri della NATO hanno dato un aiuto molto limitato, principalmente inviando qualche attrezzatura ausiliaria. La Lituania è l’unico membro a consegnare armi, ma non può offrire molto praticamente. L’Ucraina non riesce ad ottenere sostanziali aiuti militari ed economici nella tipica forma da Stati Uniti e occidente. È in disgrazia ed è inaffidabile, e ciò confermato dal fatto che Kiev affronta gravi ostacoli nell’ottenimento dei prestiti dal FMI.
Essere ostili alla Russia non basta per continuare ad essere il giocattolo preferito dall’occidente, e non poteva durare per sempre. L’occidente si stanca dell’Ucraina e dei suoi infiniti problemi quando Kiev non ha sollevato un dito per risolverli in tanti anni. La decisione statunitense di eliminarla dagli aiuti gratuiti è un avvertimento molto serio. Kiev deve riesaminare urgentemente le proprie politiche nazionali ed estere o affrontarne le conseguenze.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora


Il drammatico sondaggio sull'Ucraina

che allarma non poco le cancellerie occidentali




Secondo ‘Rating’: 85% degli ucraini è convinto di vivere in un paese nel caos.

L'ennesimo fallimento occidentale


di Eugenio Cipolla

C’è un sondaggio, arrivato stamattina sulle scrivanie delle maggiori cancellerie occidentali, che sta preoccupando e non poco coloro che tre anni fa appoggiarono senza se e senza ma la rivoluzione di Maidan, in Ucraina. Uno studio pubblicato dal gruppo sociologico “Rating”, che racconta di come gli umori della popolazione ucraina siano completamente diversi da quelli dei burocrati europei e dei funzionari americani, convinti di aver esportato la democrazia anche nell’ex repubblica sovietica.

La stragrande maggioranza degli ucraini sono scontenti, delusi e anche molto arrabbiati per la situazione che il paese sta vivendo nell’ultimo periodo. L’economia, sempre più soffocata dagli stringenti diktats della banca privata apolide sionista Fondo Monetario Internazionale, stenta a ripartire e assieme al mostruoso deprezzamento della valuta locale ha di fatto azzerato il potere d’acquisto degli ucraini. I quali, come ha mostrato il sondaggio di ‘Rating’, sono convinti nell’85% dei casi che il paese stia vivendo una fase di caos dal quale sarà piuttosto difficile uscire. Solo il 21% ritiene che il paese sia in una fase di sviluppo, ma sono numeri davvero banali rispetto al 75% che vede l’Ucraina in pieno declino.
Nell’ultimo anno, hanno sottolineato i sociologi di ‘Rating’, la maggioranza degli ucraini ha visto un deterioramento della propria situazione finanziaria. Oltre il 60% ha ammesso di non potersi più permettere di pagare le bollette per i servizi primaria, mentre il 97% (un numero davvero importante) ritiene che ci sia stato un sostanzioso aumento dei prezzi dei beni al consumo. Inflazione e zero crescita, dunque, stanno pian piano disilludendo gli ucraini dal sogno €uropeo di una vita migliore e meno grigia.

Il 65% degli ucraini addossa la colpa di tutto questo alla mancanza di professionalità e alla corruzione del governo attuale, ma c’è anche un 54% convinto che sia un problema derivato dalle operazioni militari nell’est del paese, mentre un altro 31% ritiene che sia l’incapacità della Verkhovna Rada, il parlamento del paese, ad aver portato l’Ucraina sul baratro. Cosa succederà con questa situazione così delicata è facilmente intuibile. Il rischio concreto è quello di una nuova rivoluzione, una nuova Maidan che capovolga ancora una volta i già fragili equilibri interni del paese. Il 70% degli intervistati da ‘Rating’ pensa che questa situazione possa portare a massicce proteste a livello nazionale, mentre il 40% parteciperebbe personalmente nel caso in cui vi fossero.
In questo quadro si colloca la volontà precisa di metà della popolazione ucraina (circa il 52%) che supporta lo scioglimento anticipato del Parlamento ed elezioni presidenziali anticipate. Se ciò dovesse accadere, a beneficiarne sarebbe Yulia Tymoshenko. Nel caso di legislative anticipate il 13,2% voterebbe il suo partito, Patria, seguito dal Blocco Poroshenko con l’11,3%, il Blocco d’opposizione con il 10,4% e il Partito Radicale con l’8,9%. Meno dell’8% otterebbero Samopomich (7,1%), in netta caduta con i trend del passato, il partito ultranazionalista Svoboda (6,4%) e quello di Mikhail Saakashvili (2,2%).

Per Tymoshenko si aprirebbero sicuramente le porte della Bankova, poiché in caso di presidenziali anticipate l’ex leader della rivoluzione arancione si confermerebbe in testa con il 15,2% delle preferenze, distanziando Poroshenko all’11,6% e Oleg Lyashko all’8,5%.

La linea dura contro il governo da parte della leader di ‘Patria’ sta dunque dando i suoi frutti. Da più di un anno la Tymoshenko si è sganciata dal governo e dalle politiche di Poroshenko, giudicato da molti una zavorra politica.

Al di là degli equilibri politici interni, leggendo i dati forniti da ‘Rating’ si capisce l’ennesimo e chiaro fallimento da parte dell’occidente, che ha portato dalla sua parte l’Ucraina sfruttando uno choc politico che andava gestito in maniera totalmente differente, evitando il riscorso a promesse funamboliche che con il tempo si sono dissolte.