martedì 28 ottobre 2014

432 ovvero L'ACCLAMATA ACCORDATURA BENEFICA








432 hz, storia e considerazioni sulla più acclamata accordatura benefica

432 hz, storia e considerazioni sulla più acclamata accordatura benefica

Omega 432 hz


L’adozione dell’attuale frequenza di 440 hz per la nota LA, e di conseguenza l’altezza delle rimanenti note, è merito dell’Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni, che lo fece nel 1955.
I motivi che portarono a questa decisione, credo siano semplicemente legati alle caratteristiche fisiche degli strumenti esistenti per rendere più semplice accordare le orchestre (qualcuno parla addirittura di un complotto della chiesa, ma mi pare improbabile).
Sta di fatto che c’è un movimento, chiamato appunto OMEGA 432, che sostiene come accordatura migliore una frequenza più calante rispetto ai 440 hz, appunto 432 hz, e giustifica questa scelta con motivazioni di carattere storico, armonico e fisico.
Andiamo con ordine.
Del LA a 432 hz erano utilizzatori MozartVerdi, tanto che addirittura era chiamata l’accordatura di Verdi, quindi diciamo che ci sono precedenti illustri.
Il concetto più profondo a sostegno di questa frequenza, risiede nella sua maggiore armonicità con la natura e con i processi della vita, tutte cose che trovano conferma anche nella Cimatica.
E’ logico pensare che vi siano anche frequenze armoniche con queste caratteristiche della vita ed altre disarmoniche con esse. Per i sostenitori di questa tesi 432 hz sono armonici, mentre 440 hz non lo sono e causerebbero maggiori tensioni e stress rispetto alla prima frequenza. Ma vediamo come.
432 Hz è una frequenza interconnessa ai processi fisiologici del DNA e del cervello, e anche alla vibrazione cosmica di fondo che è 8 Hz.
Anche la luce è collegata al suono, 432 sarebbe il rapporto tra i due tipi di onda fisica. Inoltre ritroviamo questa frequenza in fenomeni planetari come ad esempio il movimento tra Sole e Saturno.
Non pensiamo che questo non c’entri nulla con il suono, perchè ad un’analisi superficiale potrebbe sembrare così, ma non lo è. Sappiamo che la frequenza è un numero di ripetizioni cicliche nel tempo.
Bene, il secondo (unità di misura del tempo) deriva dal movimento della terra attorno al sole, e il fenomeno degli armonici ha a che fare con questo fenomeno ciclico, essendo gli armonici anch’essi frequenze basate su una ripetizione nel tempo.
Insomma la frequenza di 432 Hz collega assieme proprietà fisiche quali luce, tempo, spazio, gravità, magnetismo, con fenomeni biologici come il DNA e la coscenza.


Andrija Puharich e gli 8 Hz


Un’altra importante considerazione che i sostenitori dell’intonazione a 432 hz fanno è basata sulla matematica dell’8. Andrija Puharich era un medico pioniere per le proprie ricerche sull’elettrobiologia.
Fu molto attivo, tanto da superare le cinquanta pubblicazioni scientifiche e ottenere decine di brevetti. 
Una delle cose di cui si occupò sono le cosiddette ELF (onde a frequenza molto basse).
I suoi studi dimostrano che le onde cerebrali umane si armonizzano con le ELF presenti nell’ambiente. Queste onde sono presenti naturalmente sulla terra e vengono emesse ad una frequenza di 7.83 Hz, detta frequenza Schumann.
Secondo i suoi studi, a questa frequenza la sensazione del cervello è di benessere, ma se per qualsiasi causa, la frequenza aumenta o diminuisce, si hanno effetti sulla salute umana.
Se aumenta sui 10 Hz si ha un comportamento violento, mentre se diminuisce sui 6 Hz, la conseguenza è una depressione. Se però le frequenze calano troppo o salgono troppo gli effetti sono dannosi anche per la salute fisica, con formazioni di cancro e malattie varie.
La musica ad esempio può essere basata su frequenze multiple di 8 Hz, che favoriscono l’armonizzazione tra l’uomo e la natura, come accordando gli strumenti con un La a 432 Hz.
Forse per qualche motivo non è facile diffondere queste semplici idee.

Andana Bosman


Andana Bosman è un musicista e ricercatore che vive in Norvegia.
Egli ha compiuto ricerche e studi sulla “ghiandola pineale” (detta anche epifisi) e sul suo ruolo nella salute umana.
Questa ghiandola è presente in tutti gli individui, situata circa in posizione centrale nel cervello umano, e secerne l’ormai famoso ormone “melatonina”, riconosciuto quale antagonista dell’invecchiamento, inoltre ha un ruolo fondamentale nella regolazione del sonno, aumentando le fasi “REM”.
Secondo Bosman, essa ha un’importante influenza sulla replicazione del DNA e di conseguenza sull’invecchiamento. 
Altro importante effetto della corretta stimolazione di questa ghiandola è che favorisce il rilascio della serotonina, con conseguente azione antidepressiva e potenziamento del sistema immunitario.
Una caratteristica importante dell’epifisi, è che si attiva se stimolata da vibrazioni ad otto cicli per secondo (8 Hz). 
Queste vibrazioni possono essere presenti nell’ambiente dove siamo, essendo, come ho già più volte detto in questo blog, la frequenza di 8 Hz quella di base della vibrazione del pianeta terra dove viviamo. Quindi la natura incontaminata può trasmettere questa frequenza o multipli di essa al nostro organismo.
La musica può naturalmente anch’essa favorire la trasmissione di questa frequenza, se gli strumenti sono accordati nel modo dovuto e se eseguono musica che preveda un’armonia basata su multipli di 8 Hz, quindi ad esempio un LA a 432 Hz.
Oppure la meditazione, che può anche essere unita alle precedenti due esperienze, ha la facoltà di stimolare il cervello stesso a lavorare con onde dette “alfa”, che sono appunto caratterizzate da questa frequenza e che riescono a sincronizzare i due emisferi.
L’ideale sarebbe meditare cantando mantra basati su note multiple di 8 Hz, magari in un luogo tranquillo ed armonioso, come in montagna, sopra agli scogli, vicino ad un corso d’acqua ecc.

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432 Hz: due diversi approcci


Nel sostenere i 432 hz ci sono due movimenti principali, quello dello Schiller Institute, che rappresenta il mondo della musica classica e acustica, e quello iniziato da Ananda M. Bosman, denominato AUMega Music Revolution.
La differenza tra i due è che mentre il primo si accontenta di abbassare l’attuale intonazione standard da 440 Hz a 432Hz, l’altro propone anche l’utilizzo di una diversa scala per tutti i rapporti tra le varie note.
Le ricerche di Bosman, lo hanno portato a sostenere che non solo è importante la frequenza di partenza, ma che anche tutte le altre frequenze dovrebbero seguire una particolare scala, da lui creata, che rispetti i numeri del Pentaedro di Siepinski: 36, 54, 72, 108 e 144, che sarebbero la rappresentazione della matematica dell’8, frequenza fondamentale alla base della vita.
In questo modo non solo la nota LA, ma anche tutte le altre sarebbero una naturale conseguenza della biochimica presente nel nostro pianeta, e quindi produrrebbero una musica più “salutistica”, in quanto capace di “rigenerare” l’organismo dell’ascoltatore.
Per adottare quest’accordatura e intonazione delle note, si presenta un problema, giacché solo un sintetizzatore o un computer possono facilmente cambiare i parametri delle note. Quindi per ora il movimento AUMega produce solo musica elettronica.
Per gli strumenti acustici, l’unica cosa fattibile è accordarsi a 432 Hz, e mantenere i rapporti della scala equabile. Per questo lo Schiller Institute non ha abbracciato le teorie di Bosman, perché significherebbe riprogettare gli strumenti esistenti da capo.

432 Hz: non solo questione di accordatura

 

Ragioniamo sull’assunto che se la produzione musicale si attiene ad una logica basata su multipli di 8, ottiene l’effetto di essere più rilassante e benefica per l’uomo, mentre quando se ne allontana allora tradisce queste aspettative e diventa più angosciante e instabile per l’orecchio umano.
C’è anche chi sostiene che gli effetti vanno oltre e implicano la salute. In mancanza di studi medici provati, non mi voglio esprimere in merito, perciò mi limito a citare parametri di ordine sensoriale.
Per avere musica basata sulla matematica dell’8, si possono intonare gli strumenti con un LA a 432 Hz, e questa è l’accordatura, si può adottare una scala non temperata, che avvicini maggiormente gli intervalli alle proporzioni richieste, e questa è l’intonazione.
Non finisce qui però.
Anche il tempo, ad esempio, può essere adattato a questi concetti. Oppure le proporzioni della composizione, cioè il numero di battute che individuano le varie sezioni del brano (strofa, ritornello, esposizione, sviluppo, ecc.).
Anche gli effetti applicati al brano come delay, phaser, e tutti i vari parametri riguardanti un brano musicale, dalla sua composizione, alla sua registrazione, possono essere oggetto di questa logica matematico-naturale.
Ecco come nasce l’AUMega Music di Ananda Bosman, con un intento completamente naturale. Per esempio sui tempi, egli si attiene ai 72 bpm, ai 144 bpm e ai 108 bpm (anche se quest’ultimo non è multiplo di 8).
Sono numeri che derivano dalla geometria frattale del Pentaedro di Sierpinski.


Le frequenze che curano esistono?

Cerchiamo ora di ragionare obiettivamente su cosa comporta accordare la musica a 432 hz e se davvero possono esserci tanti benefici
 

432 hz wave, onda a 432 hz 
Vi sono scuole di pensiero che partono dalla cimatica, e che ritengono possibile curare o comunque trasmettere benessere applicando particolari frequenze al corpo umano. Esistono anche liste di queste frequenze consultabili.
E’ una cosa che può sembrare logica, basandosi su fenomeni fisici che si rifanno alla natura vibrazionale dell’uomo.
Da queste supposizioni e ricerche partono anche i sostenitori dell’intonazione a 432 Hz, oppure dei battiti binaurali, o del brain entrainment e di altre applicazioni sonore che intendono rifarsi a specifiche frequenze aventi un’ipotetica influenza su onde cerebrali, organi specifici o comunque sul benessere della persona.
Ma bisogna considerare che le peculiarità della natura umana sono molte e parecchio variabili. In altre parole potrebbe benissimo essere che una specifica frequenza faccia bene ad una persona e non ad un’altra, oppure che cambi per la stessa persona col passare del tempo.
Ad esempio le onde cerebrali, che vengono accostate alla risonanza di Schumann, hanno frequenze molto variabili, che non per forza sono sempre prossime a 7,83 Hz, per cui chi può dire che quella sia la frequenza migliore per tutti?
E lo stesso discorso si può fare per ogni altro aspetto della cura della persona. Vi sono troppe variabili: DNA, misure e peso del corpo, età, sesso, ecc. Per non parlare di un altro importante parametro che viene poco contemplato, e cioè quello della volontà e dell’intento.
Se chi si sottopone ad una terapia sonora non lo fa con la giusta predisposizione gli effetti non saranno quelli desiderati, e lo stesso si può dire per chi esegue il trattamento.
Questo lo sapevano bene i maestri orientali del Nada Yoga, che infatti non indicano frequenze che valgono in assoluto, ma invece note personali su cui impostare le terapie e le tonalità, che variano per ogni individuo e che possono variare nel corso della vita.
La saggezza popolare insegna che se una cosa non fa bene, ce ne accorgiamo subito, in quanto non ci sentiamo in sintonia con essa, per cui avvertiamo disagio. Se invece ne possiamo trarre beneficio avremo sensazioni positive.
Ecco che allora la vera terapia sonora dovrebbe partire dalla ricerca di una maggiore consapevolezza di quello che cerchiamo, perchè alle volte non siamo nemmeno capaci di capire quello che ci fa bene e quello che non è adatto per noi.
Prendiamo ad esempio ai sostenitori della musica intonata a 432 hz. Se ci pensate bene in un brano musicale, o peggio in un’opera classica, vi sono moltissime frequenze sonore che si integrano tra di loro, per cui che senso ha cambiarne solo l’accordatura?
La tonalità, con cui la maggior parte dei suoni che partecipano all’opera si intonano, sarà una somma di molte frequenze e l’effetto sarà suggerito dall’ascolto, per cui la stessa opera, suonata da una diversa orchestra potrebbe non sortire lo stesso effetto su di noi.
E tutto ciò indipendentemente dalle frequenze d’intonazione. Come faremo a scegliere un brano con parametri puramente matematici? E’ impossibile, meglio farlo seguendo la nostra coscienza.
Per concludere vorrei farvi ascoltare un mio brano registrato accordando la chitarra a 432 Hz, così potete giudicare voi se lo sentite più rilassante così.
Namasté.




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ED ora passiamo al lato pratico ......
deca Vi aiuta !!!

Come si fa a trasformare la vs. musica in wav a 1536 Kbps con 432 hz di frequenza???

Seguitemi ........


COME TRASFORMARE LA MUSICA DA 440 A 432 HZ



Flavia Vallega Kristael, mi ha gentilmente fornito la procedura per trasformare la musica da 440 a 432 Hz, che riporto qui di seguito :


Scarica da internet il programma AUDACITY. 
Carica il brano cliccando: file-importa audio

Prima di effettuare operazioni cambiate la Frequenza progetto (Hz) a 48.000 che Vi garantirà i 1.536 Kbps a fine lavoro.
Dopo aver caricato la Wave, evidenziala cliccando con il pulsante sinistro all'inizio della traccia che si oscurerà, vai in: Effetti.
Clicca: cambia tempo e intonazione

Il valore da dare in giù alla percentuale di cambiamento è : - 1,819
Clicca: OK

Audacity automaticamente trasformerà il tempo e l'intonazione.

Termina la procedura andando su: file esporta wav
Salva la traccia dove vuoi.

Puoi anche importare tracce in MP3 che il programma trasformerà in wav, consigliamo di mantenere questo formato poiché l’MP3 inibisce troppe armoniche fondamentali, tagliandone le frequenze.


432 Hertz - La Rivoluzione musicale.
L'accordatura Aurea per intonare la musica alla biologia.
Scheda libro qui.







Diapason Frequenza del Cuore 432 Hz
DIAPASON FREQUENZA DEL CUORE 432 HZ.
Fornisce un istantaneo e profondo stato di rilassamento, migliora la chiarezza mentale e le funzioni cerebrali.
Scheda diapason qui.
 
Video





domenica 26 ottobre 2014

ROCKEFELLER E GATES SANNO QUALCOSA DI TERRIBILE CHE NOI NON SAPPIAMO

 




Bill Gates, Rockefeller e i giganti degli OGM sanno qualcosa che noi non sappiamo
di F. William Engdahl



Il giorno dell'Apocalisse dei semi nel Mare Artico




http://estremocentrobasilicata.files.wordpress.com/2010/03/pomodori-ogm.jpg


Bill Gates si è fatto promotore di un progetto volto alla costruzione di una gigantesca banca dei semi a  Svalbard, sul mare Barents,  a circa 1,100 Km polo nord. Si tratta di un progetto del costo di  diverse decine di milioni di dollari, e che vede come partners, tra gli altri,  la Rockefeller Foundation, la Monsanto Corporation, la Syngenta Foundation e il governo della Norvegia. Il suo nome è “Svalbard Global Seed Vault” e ha la sua sede sull'isola di  Spitsbergen, più esattamente nel villaggio di Longyearbyen, che fa parte dell'arcipelago di Svalbard.
Si tratta di una vera e propria fortezza, con porte a prova di esplosione, sensori di movimento e pareti rinforzate con l'acciaio spesse un metro. Al suo interno si arriverà a contenere oltre 4 milioni di varietà differenti di semi, provenienti da ogni angolo del globo. La motivazione ufficiale è quella di creare un centro che possa assicurare la salvaguardia della diversità delle sementi; ma, la cosa è sospetta, se si pensa che i finanziatori di tale iniziativa controllano già tali varietà, tramite banche dei semi che hanno già istituito in giro per il pianeta.
Diamo un'occhiata più approfondita ai soci di tale iniziativa:  la Bill & Melinda Gates Foundation; la  DuPont/Pioneer Hi-Bred, un gigante dell'agribusiness e una dei maggiori controllori di brevetti sui semi OGM al mondo; la Syngenta, la multinazionale svizzera degli OGM e di prodotti agrochimici; la Rockefeller Foundation, l'organizzazione privata che, stanziando oltre 100 milioni di dollari, ha dato vita, negli anni '70, alla Rivoluzione Genetica; e la CGIAR, la rete globale, ideata dai Rockefeller per diffondere l'idea di purezza genetica, attraverso il cambiamento dei sistemi agricoli tradizionali.
Concentriamoci proprio su quest'ultima organizzazione, vedendone brevemente la storia. Nel 1960, la Rockefeller Foundation, il Consiglio per lo Sviluppo dell'Agricoltura di John D. Rockefeller III e la Ford Foundation unirono le loro risorse, per creare l'Istituto per la Ricerca sul Riso (IRRI), con sede a  Los Baños, nelle Filippine. Operazioni simili furono portate avanti negli anni successivi, e nel 1971, l'IRRI, il Centro Internazionale per il Miglioramento del Grano e del Mais, e altre due strutture create insieme alla Ford Foundation, una specifica sull'agricoltura tropicale (ITTI) e una sul riso, si unirono per dar vita al Gruppo consultivo per le Ricerche Internazionali sull'Agricoltura, il CGIAR appunto. La sua struttura venne organizzata durante una serie di conferenze presso un centro della Rockefeller Foundation a Bellagio, in Italia.
Tra i partecipanti più importanti, si possono citare:  George Harrar, della Rockefeller Foundation;  Forrest Hill, della Ford Foundation; Robert McNamara, della Banca Mondiale; e Maurice Strong, colui che si occupa delle iniziative sull'ambiente per la Rockefeller Foundation, e che, nel 1972 ha organizzato il Summit sulla Terra delle Nazioni Unite a Stoccolma. L'idea alla base della CGIAR era quella di creare una rete di istituti e di organizzazioni sparsi per il mondo, in grado di mutare radicalmente i sistemi agricoli tradizionali, sostituendoli con l'agribusiness su scala globale. Questo venne realizzato attraverso la Rivoluzione Genetica e nascosto dietro le rassicuranti etichette dell'efficienza, della scienza e del libero mercato.
Oltre a strutturarsi in tale modo, i suoi esponenti andarono ad occupare ruoli chiave nell'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e nel Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite, nonché nella Banca Mondiale. Non bisogna, però, commettere l'errore di pensare che non ci sia altro dietro; infatti, questo piano fa parte di un progetto, portato avanti da decenni, della famiglia Rockefeller, volto a imporre l'eugenetica nel mondo, chiamato “The Project” (Il progetto). Si tratta di una pseudo-scienza, attraverso la quale, si vuole imporre la “purezza razziale”, attraverso la manipolazione genetica. Comunemente si ritiene che gli esperimenti per ottenere la “razza ariana” siano cominciati, e che siano esclusiva, del Nazismo; ma, in realtà, tali studi cominciarono a inizio '800 negli Stati Uniti, ad opera della famiglia Rockefeller, la quale a partire dagli anni '30, cominciò a finanziare i “lavori” dei nazisti.
L'idea era quella di ridurre la vita a una mera sequenza di geni (riduzionismo), la quale sarebbe poi modificabile a piacimento, permettendo la creazione di esseri viventi con caratteristiche stabilite in laboratorio dai ricercatori, o per meglio dire, dai loro finanziatori. Questo fu alla base della Rivoluzione Verde, progettata da Nelson Rockefeller e dall'ex Segretario all'Agricoltura statunitense, in carica durante il New Deal, e fondatore della  Pioneer Hi-Bred Seed Company, Henry Wallace, di ritorno da un viaggio in Messico, nel 1964. Dietro i rassicuranti propositi della lotta alla fame nel mondo, i suoi ideatori cominciarono a lavorare in alcuni paesi in via di sviluppo, ritenuti strategici per gli interessi di Washington, come il Messico e l'India.
La vera strategia occulta, la si può desumere da un articolo scritto da  John H. Davis – sottosegretario all'agricoltura durante la presidenza di Eisenhower e membro della lobby di potere legata ai Rockefeller - apparso sulla  Harvard Business Review, nel 1956. Nel testo, Davis affermava che «l'unico modo per risolvere i problemi dell'agricoltura americana, una volta e per tutte, è quello di trasformarla in agribusiness», cioè realizzare una fortissima concentrazione della catena della produzione alimentare nelle mani di pochissime multinazionali, a discapito dei piccoli agricoltori tradizionali.
La Rivoluzione Verde si basava sui semi ibridi, la cui caratteristica principale è la tendenza a non riprodursi; infatti, quelli di seconda generazione hanno una capacitò di germinazione molto minore a quelli originali, a differenza delle varietà naturali. Questo fa sì che ne venga eliminato il commercio, e lo scambio di conoscenze e tradizioni tra i vari coltivatori, elemento tipico dell'agricoltura tradizionale. Questo, unito alla grande dei brevetti sugli OGM nelle mani di poche multinazionali, ha fatto sì che creasse un mercato monopolistico, che ha determinato la base per la successiva Rivoluzione Genetica.
Le nuove tecnologie agricole statunitensi, il diffondersi dei fertilizzanti chimici e dei semi ibridi ha reso i contadini dei paesi sviluppati completamente dipendenti dalle importazioni dalle aziende dell'agribusiness e petrolchimiche degli Stati Uniti, trasformando i sistemi agricoli volti all'autosufficienza alimentare, in orientati al mercato, o per meglio dire alle esportazioni.
La Rockefeller Foundation e la Ford Foundation collaborano insieme per realizzare gli obiettivi di politica estere dell'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID) e della CIA. Uno dei risultati più drammatici di tale strategia fu lo spopolamento delle aree agricole dei paesi sviluppati, trasformando i contadini in disperati emarginati abitanti dei ghetti delle metropoli. Non si tratta di un fatto accidentale; bensì, è la realizzazione del progetto volto a creare manodopera a bassissimo costo per le multinazionali manifatturiere degli Stati Uniti, cioè la “globalizzazione”.
La coltivazione di monocolture di semi ibridi ha impoverito il terreno, abbassando la quantità dei raccolti. Questo anche se i primi risultati furono opposti: in Messico, i raccolti di alcuni colture, come il mais e il grano, raddoppiarono, se non triplicarono. Ma questa tendenza si è invertita dopo pochissimo tempo; infatti, i semi “superproduttivi” hanno finito ben presto col saturare il terreno, a causa delle grandi quantità di fertilizzanti necessari per farli germogliare, i quali erano a base di petrolio e altri prodotti petrolchimici, settori controllati dai Rockefeller.
 

Per pagare tali prodotti, oltre che gli enormi sistemi idrici e dighe, necessari per tali coltivazioni, i contadini furono costretti a indebitarsi notevolmente. Ottennero “aiuto” dalla Banca Mondiale, dalla Chase Bank, e da altri grandi istituti di New Yor, dietro a garanzie fornite da Washington. Ovviamente, i piccoli contadini non poterono accedere a tali fondi, e furono costretti a ricorrere al prestito privato.
A causa degli esorbitanti tassi, non poterono godere nemmeno dei benefici iniziali dell'agribusiness, in quanto dovettero vendere buona parte del raccolto, solo per pagare gli interessi. Costoro diventarono schiavi dei prestatori di denaro, che spesso si presero il terreno, per insolvenza; così facendo, nei paesi in via di sviluppo, si accentuò ampiamente la forbice tra ricchi e poveri.
Anni dopo avvenne una seconda Rivoluzione Genetica, organizzata dalla Rockefeller Foundation e la Gates Foundation, le quali investirono milioni di dollari nel progetto chiamato “Alleanza per la Rivoluzione Verde in Africa” (AGRA). Per capire quanto essa fosse potente, basti pensare che il segretario del consiglio direttivo è stato Kofi Annan, l'ex segretario generale dell'ONU. Tale organizzazione ha lo scopo di diffondere le “biotecnologie” - il nuovo termine eufemistico usato per i semi geneticamente modificati e brevettati – in Africa. Finora, l'unico Paese del continente che ha legalizzato le coltivazioni OGM è stato il Sud Africa; mentre, nel 2003, il Burkina Faso ne ha avviato una fase sperimentale, e nel 2005 il Ghana ha emanato una legislazione sulla biosicurezza e annunciato di voler avviarsi verso l'apertura a tali coltivazioni.
L'Africa è il prossimo obiettivo della campagna di proliferazione di prodotti geneticamente modificati, guidata da Washington; infatti, il suo prolifico terreno, la rende un candidato ideale a tale ruolo. Per favorire tale fenomeno, il governo statunitense, tramite la USAID, e la Banca Mondiale stanno finanziando borse di studio per ricercatori africani, presso laboratori all'estero, affinché si specializzino sulle biotecnologie. Un esempio di esse, sono le ricerche per valutare le possibilità di coltivare cotone OGM a  Makhathini Flats, in Sud Africa. Un altro è rappresentato dal progetto della Syngenta, la quale sta investendo milioni di dollari, costruendo serre a Nairobi, dove sta testando del mais geneticamente modificato per resistere ai parassiti.
Ecco il quadro in cui va inserita la banca dei semi di Svalbard, la quale è gestita da un'organizzazione chiamata Fondo Globale per la Diversità delle Colture (GCDT), fondata dalla FAO, e dall'Istituto Internazionale per la Biodiversità (già Istituto Internazionale per la Ricerca Genetica sulle Piante), facente parte della CGIAR, con base a Roma. Il consiglio di amministrazione è presieduto da  Margaret Catley-Carlson, una dirigente canadese del Group Suez Lyonnaise des Eaux, una delle multinazionali leader nella privatizzazione dell'acqua; inoltre, è stata anche presidente, fino al 1998, del Consiglio sulla Popolazione, un'organizzazione fondata da John D. Rockefeller a New York, la quale si occupa di programmi per la riduzione della popolazione mondiale (biogenetica, sterilizzazioni di massa, controllo delle nascite, ecc.).
Altro membro del consiglio è il capo della DreamWorks Animation, Lewis Coleman, il quale è anche a guida del consiglio di amministrazione della Northrup Grumman Corporation, una delle principali aziende produttrice di armi, che lavora per il Pentagono.
La cosa curiosa è che i maggiori clienti delle banche dei semi sono le multinazionali dell'agribusiness, le quali controllano la totalità dei brevetti sulle varietà OGM.
È certamente il caso della Monsanto che ha quello sui semi Terminator. Questo controllo così rigido sulla catena alimentare non si è mai registrato nella storia dell'umanità, e rende i coltivatori del mondo schiavi di tre o quattro multinazionali, come la Monsanto, la DuPont o la Dow Chemical. Va detto che questa realtà permette a Washington, che agisce alle spalle di queste aziende, di impedire la fornitura di semi a quei paesi in via di sviluppo, che non appoggiano le sue scelte in politica estera.
I danni che i prodotti che queste multinazionali hanno sviluppato in questi anni (diossina, Agente Arancio, PCB, ecc.) hanno causato agli animali e agli esseri umani sono sempre stati tenuti nascosti alla pubblica opinione, come la tossicità del Roundup Ready, nascosta tramite operazioni volte a denigrare gli scienziati che l'avevano scientificamente dimostrata.

Come già detto, esistono già migliaia di banche dei semi sparse per il mondo; ma, tutte insieme contengono circa sei milioni e mezzo di varietà, mentre quella di Svalbard da sola ha la possibilità di raccoglierne quattro milioni e mezzo. Visti i precedenti, e i membri del suo consiglio di amministrazione, è legittimo pensare che possa essere utilizzato come deposito per un “arsenale per una guerra batteriologica? In passato, questi soggetti hanno già attuato questo genere di piani.
Nel 1939, Margaret Sanger, intima della famiglia Rockefeller e fondatrice dell'Organizzazione Internazionale per la Pianificazione Famigliare, ha lanciato il “Negro Project”, allo scopo di «sterminare la popolazione negra». L'azienda Epicyte, nel 2001, annunciò lo sviluppo di una varietà di grano OGM, contenente uno spermicida che rende sterili gli uomini che lo mangiano.
Durante gli anni '90, l'Organizzazione Mondiale della Sanità dell'ONU (WHO) ha lanciato una campagna per vaccinare contro il tetano, milioni di donne, tra i 15 e i 45 anni, in Nicaragua, Messico e nelle Filippine. In seguito si è venuto a sapere dell'esistenza di un progetto ventennale, organizzato dalla Rockefeller Foundation, dal Consiglio sulla Popolazione, la Banca Mondiale e l'Istituto per la Sanità degli Stati Uniti, volto a sviluppare un vaccino che causasse l'aborto, utilizzato poi nella campagna della WHO. Sulla stessa scia, il governo della Norvegia, dove si trova la banca di Svalbard, ha donato 41 milioni di dollari per sviluppare un vaccino contro il tetano che fosse anche abortivo.
Secondo il prof.  Francis Boyle, che ha redatto l' Atto Anti-Terrorismo Batteriologico, il Pentagono è da qualche anno impegnato a dotarsi di un arsenale per la guerra batteriologica. Dal 2001 al 2004, il governo federale ha speso 14,5 miliardi di dollari, per progetti a riguardo.  Richard Ebright, un biologo della Rutger University, afferma che, attualmente, negli Stati Uniti, ci sono oltre 300 istituzioni scientifiche, e circa 12.000 individui, che hanno accesso a elementi patogeni adatti alla guerra batteriologica. Di sicuro esistono 497 esperimenti di ricerca, gestiti dal governo degli Stati Uniti, su malattie infettive con potenziale da attacco batteriologico; ovviamente, vengono giustificati con la scusa di essere pronti a difendersi da attacchi terroristici.
Molti dei soldi che il governo stanzia in questo settore riguardano l'ingegneria genetica. Il professore di biologia del MIT, Jonathan King, sostiene che «i programmi di bio-terrore rappresentano un pericolo significativo per la nostra popolazione», e aggiunge che «nonostante vengano definiti come difensivi, quando sono coinvolte armi batteriologiche, i programmi difensivi e offensivi coincidono in modo quasi totale».


Il tempo ci dirà se la banca dei semi di Svalbard fa parte, o meno, di una nuova “Soluzione Finale”, che stavolta comporterà la fine del pianeta Terra.
Per ridersela un po' potete leggere questo link, magari seduti sopra il vater : http://it.wikipedia.org/wiki/Svalbard_Global_Seed_Vault
deca: Certo che dopo miriadi di avvertimenti che Vi dò, non piangete sul latte versato!! Vi segnalo anche quest'altro mio articolo al riguardo :


 

Traduzione di Manuel Zanarini